La nostra esigua coscienza etnica!

L'opinione di un giovane sulla nostra identità.
Molte volte la gente si chiede se le azioni che essa compie quotidianamente siano razionali o meno, se tutti gli istinti irrazionali dell'individuo rientrano nella normalità e sono sintomo di scelte e decisioni conformi a tutta quanta la società.

La risposta è molto soggettiva essendo l'uomo un'entità indefinibile.

Talvolta accade, però, che la soggettività di tale risposta è condizionata da fattori esterni che impediscono la sua libera manifestazione, il che comporta come conseguenza la mancanza di obiettività individuale nei confronti di determinate situazioni che sono spesso, se non quasi sempre, estendibili ad un'intera comunità.

Tutto questo può essere riportato allo stato in cui frequentemente la gente delle nostre valli è immersa, vale a dire all'indecisione di manifestare liberamente il proprio pensiero e di porsi di fronte al mondo come realtà etnica in tutte le sue espressioni (culturale, linguistico, sociale) o misconoscere tale realtà assaliti dalla paura di non essere riconosciuti cittadini di uno Stato che tutela o dovrebbe tutelare tutte le minoranze presenti sul proprio territorio.

La mancanza di coscienza etnica e di prese di posizione a volte indiscutibilmente errate, inducono spesso al prevalere del secondo punto, facendo inevitabilmente decadere alcuni valori e ricchezze fondamentali di un patrimonio interamente o quasi ancora da scoprire.

Lo stesso rifiuto del dialetto locale nelle nuove generazione e di conseguenza il prevalere della lingua neolatina nazionale, o addirittura il rifiuto totale della lingua madre, sono i due punti chiave per prendere atto della rotta su cui stanno ancora navigando migliaia di persone accomunate tutte da un nome solo: Benecia.

E' questo nome che dovrebbe indurci a vedere le cose in modo diverso, che dovrebbe rendere più salde le basi delle nostre origini, delle nostre condizioni, della nostra emarginazione, di rifiuto di appellativo di zona di arretramento socio-culturale.

Nell'ambito di queste basi dovrebbe rinvigorire più salda la coscienza della nostra realtà, dovrebbe rafforzarsi il desiderio di una vigorosa risposta a tutto ciò che è intento a farci cadere nell'oblio per cancellarci dall'atlante geografico terrestre.

E' solamente manifestando la nostra etnicità in tutte le sue espressioni che riusciremo a sconfiggere tale intento, per non essere accusati di incoerenza con la realtà delle generazioni che un giorno troveranno dimora su questo nostro caro lembo di terra.
Dorino Crucil - DOM n. 5 - 1985

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