Le Valli del Natisone a colloquio con il Presidente Piero Mauro Zanin

Il Presidente del Consiglio regionale Piero Mauro ZANIN ha ricevuto una delegazione delle associazioni rappresentative della “comunità nazionale italiana di lingua slava propria” delle Valli del Natisone.

In seguito alla richiesta avanzata ai vari livelli istituzionali della Regione dall’Istituto Slavia Viva, dal Circolo culturale Jacopo Stellini, dall’Associazione Pro Loco di Stregna, dall’Associazione Slavia Friulana nel Mondo, dal Circolo culturale e assistenziale San Leonardo e dal Forum per la Slavia, il Presidente del Consiglio regionale Piero Mauro ZANIN ha ricevuto una delegazione di queste associazioni rappresentative della “comunità nazionale italiana di lingua slava propria” delle Valli del Natisone, composta da Alida CENDON, Dino CHIABAI, Ferruccio CLAVORA e Graziella QUALIZZA.

In aperura dell’incontro i rappresentanti delle dette associazioni, ringraziando il Presidente per la sua disponibilità, hanno voluto precisare che la loro comunità, pur parlando una lingua di ceppo slavo, si sente parte integrante della Patria del Friuli e della Nazione italiana e non vuole farsi assimilare alla “comunità autoctona di nazionalità slovena” della Valcanale e delle Province di Trieste e Gorizia.
Hanno, inoltre, precisato che il loro obiettivo - condiviso da numerose altre realtà associative rappresentative della maggioranza della locale cittadinanza – era di verificare la disponibilità dell’attuale maggioranza di governo regionale a prendere in considerazione la situazione reale nella quale si trova questa comunità. Hanno, inoltre, precisato di avere coscienza che “il problema” ha una valenza che va anche oltre i confini nazionali.
Il problema politico di fondo sta, comunque e nonostante le varie pressioni che vengono esercitate, nel dare dignità ad una realtà, linguisticamente minoritaria e nello stesso tempo di nazionalità italiana, nel rispetto del dettame costituzionale. E’ stato anche accennato alla questione della riforma degli Enti locali ed al livello di autonomia che, in quella sede, potrà essere riconosciuto in determinate materie alla comunità della Slavia friulana, erede dell’autonoma Schiavonia veneta sopra Cividale della Serenissima. Infine, è stata sollevata la questione del sostegno economico alle attività culturali promosse in loco che vede le associazioni di nazionalità italiana a dover contare quasi esclusivamente sul solo volontariato.

Da parte sua, il Presidente Zanin, sottolineando di condividere l’impostazione che contempla il concetto di “minoranza italiana che parla una lingua di ceppo slavo”, ha rilevato che nelle generalizzazioni e semplificazioni che vengono spesso fatte, la distinzione sostanziale tra minoranza linguistica e minoranza nazionale non sempre viene adeguatamente considerata. E di questa diversità dovrà essere tenuto conto nel rispetto di tutte le sensibilità identitarie.

Nell’approfondita discussione che si è sviluppata, sono state affrontate anche questioni relative alla posizione dei Sindaci della Slavia, delle rappresentanze politiche e di alcune componenti della società locale.

Dai rappresentanti delle Associazioni è stato posto in evidenza come il problema del futuro della Slavia - demograficamente allo stremo - non può essere valutato tenendo solo conto della consistenza numerica della comunità, poiché si tratta di una questione di rilevanza nazionale e costituzionale e che in tale prospettiva va affrontata anche nei confronti di eventuali interferenza esterne.

Concludendo il Presidente ha affermato di seguire con interesse la situazione delle Valli del Natisone e di avere idee in proposito, che intende confrontare con i propri referenti politici. La questione potrebbe essere assunta ed approfondita come iniziativa del Consiglio Regionale, il cui primo passaggio, di tipo politico, sarà a carico della maggioranza.
Il Presidente Zanin ha, infine, rilevato che vi sarà un’opportunità straordinaria, nel prossimo mese di ottobre, per eventualmente affrontare la questione anche in sede di relazioni esterne. In occasione degli incontri con l’Assemblea Legislativa Slovena, da lui stesso promossi, volti all’elaborazione di un Protocollo per certificare in maniera chiara le buone pratiche da seguire nelle reciproche attività legislative.

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