Anello di Castelmonte

Valli del Natisone - con Cai Cividale e Faedis


7 aprile 2013



Programma di massima



Ritrovo e partenza ore 8.30 presso il campo sportivo di Purgessimo
Itinerario: Purgessimo, Monte Karkos, Castelmonte, Picon, Chiesa di S.Silvestro, Mulino Pussini, Purgessimo.
Dislivello: 600 mt.
Tempo di percorrenza complessiva: 5 h
Difficoltà: Escursionisti
Capogita: A cura del CAI Cividale.
Per info: Massimiliano cell. 349 2983555

Per motivi assicurativi i non soci del CAI sono invitati a comunicare la loro partecipazione entro il giovedì precedente all'uscita.
(Tel. 0432-726056 orario ufficio).

Per maggiori informazioni visitate il sito www.caicividale.it alle pagine della Sottosezione,
Cai Valnatisone


La battaglia di Monte Purgessimo

nell’ottobre 1917
Il sito ove venne costruito il Castello di Gronunbergo, posto quasi sulla cima del monte Purgessimo, fin dall’ epoca romana e in quelle successive fu utilizzato per il controllo delle strade che dalla valle del Natisone conducevano a Forum Iulii (Cividale).
Il 27 ottobre 1917, durante la ritirata di Caporetto, in questo luogo si combatté una dura battaglia tra le unità italiane1 poste a difesa della stretta di San Quirino e i reparti d’assalto di quattro divisioni tedesche2. Sulla cima del monte Purgessimo erano schierati il 47° e il 48° Reggimento della Brigata Ferrara, mentre nel paese di Purgessimo vi era il I e il II Battaglione del 231° Reggimento della Brigata Avellino.
Tali reparti, completamente privi di artiglieria, con solamente quattro compagnie mitragliatrici poste una ai piedi del monte Purgessimo
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1 - I reparti italiani posti a difesa della stretta di San Quirino erano schierati sul fronte Monte Spig – Castelmonte – Monte Purgessimo –Azzida – Monte dei Bovi – Mladesena.
2 - I reparti tedeschi erano: l´8° reggimento Granatieri del Brandeburgo della 5a divisione di fanteria germanica comandata dal Generale von Wedel del Gruppo Scotti; il 125° reggimento Kaiser Friedrich della 26a divisione del Generale von Hofacker del Gruppo Berrer; il 3° reggimento Jäger della 200a divisone del Generale Ernst von Below del Gruppo Berrer; il battaglione da montagna del Württemberg, il 10° e il 14° battaglione Jäger della Riserva dell´Alpenkorps comandato dal Generale Ritter von Tutscheck del Gruppo Stein; il Leibregiment – o reggimento bavarese della Guardia – e il 62° reggimento di fanteria della 12a divisione del Generale Lequis del Gruppo Stein.
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e tre tra i ruderi del Castello di Gronunbergo, sopra la stretta di San Quirino, ebbero l’ordine di trattenere il nemico per tutta la giornata del 27ottobre.
Alle ore 19,00 del 26 ottobre 1917 iniziò l’attacco tedesco verso Azzida ma gli italiani tennero le loro posizioni per tutta la notte riuscendo così a trattenere il nemico fino alla mattina del 27.
Nel fondo Valle Natisone, invece, le pattuglie d’avanguardia della 12 a Slesiana congiuntamente a quelle d’assalto degli Svevi del Battaglione da Montagna del Wurttemberg riuscirono, dopo aspri combattimenti, ad occupare San Pietro al Natisone verso le 2,00 di notte del 27 ottobre3 .
L’assalto verso Azzida fu nuovamente sferrato poco prima dell’alba dal 4° Jäger che, sotto la copertura delle proprie mitragliatrici travolse alle ore 8,00 le ultime posizioni italiane sul monte Barda4 e, di slancio, penetrò all’interno dell’abitato di Azzida, unitamente ai reparti della 12a Salesiana e al battaglione del Wurttemberg provenienti dal fondo valle del Natisone.
I difensori italiani di Azzida appartenenti al II battaglione del 222° Reggimento della Brigata Jonio, per evitare l’imminente accerchiamento, si ritirarono sul Monte Purgessimo.
L´attacco dei Württemberghesi del 125° (della 26a Divisione) verso il monte Purgessimo partì da nord, mentre quello del 3° Jäger si pronunciò da ovest.
Sul costone verso San Quirino il 222° Reggimento aveva schierato il II Battaglione (proveniente da Azzida) nei pressi dei ruderi del castello, il III Battaglione alla sua destra e fino alla vetta del Purgessimo mentre il I Battaglione fu lasciato di rincalzo. A fianco del 222° era stato schierato il 47° della Ferrara.
Su questa posizione che dominava la stretta di San Quirino, le strade provenienti dalla Val Natisone e dalla Val Alberone furono concentrate le compagnie di mitragliatrici (360a , 147a e 148a ).
Queste, non appena gli Jäger e i bavaresi dell’Alpenkorps uscirono da San Pietro al Natisone e da Azzida per imboccare la strada diretta a Cividale, con il tiro efficace delle loro mitragliatrici, riuscirono ad arrestare l’avanzata del nemico costringendolo alla ritirata fra le case di San Pietro al Natisone.
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3 - Verso mezzanotte del 26 ottobre 1917 nel timore di un’infiltrazione tedesca il ponte di San Quirino fu fatto saltare.
4 - I combattimenti sul monte Barda sono stati descritti nella nota storica relativa all’escursione sul San Canziano, anno 2011.
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Tuttavia i tedeschi dopo essersi riorganizzati ripresero l’avanzata lungo il bosco e con i loro reparti d’assalto armati di bombe a mano e mitragliatrici portatili riuscirono alle 9,30 a sfondare la linea tenuta dalla 2a Compagnia del I/122° appena sotto la cima del monte, dove sostanzialmente iniziava lo schieramento del 47° Reggimento della Ferrara.
Immediatamente il II Battaglione del 231° Reggimento della Brigata Avellino, di riserva nel paese di Purgessimo, fu inviato di rinforzo. Il reparto però, durante la salita, cadde in un agguato teso delle avanguardie tedesche ma reagendo prontamente con un suo plotone riuscì alle 10,30 a respingere i tedeschi che persero nei combattimenti un ufficiale e una mitragliatrice.
L’accanita resistenza dei reparti italiani sul monte Purgessimo bloccò per ore il passaggio del grosso delle truppe tedesche verso Cividale.
I tedeschi per vincere questa inaspettata resistenza piazzarono nelle case di San Quirino delle mitragliatrici che con il loro fuoco costrinsero al silenzio, una dopo l’altra, tutte le postazioni italiane.
Rimaneva comunque ancora in possesso degli italiani la cima del monte tenuta dalla Brigata Ferrara che si oppose caparbiamente al nemico in un’ultima e disperata resistenza che si prolungò fino alle 18,00 del 27 ottobre 19175, addirittura due ore dopo che le truppe tedesche erano entrate a Cividale provenienti dalla strada che scende da Castelmonte a Carraria.
L’eroico sacrificio delle unità italiane nella battaglia del Monte Purgessimo ritardò l’avanzata del nemico, permettendo così agli altri reparti del Regio Esercito di mettersi in salvo oltre la linea del Tagliamento. ______________________________________________________________


BIBLIOGRAFIA:
Per approfondire l’argomento, si segnala il testo:
- PAOLO GASPARI, Le Termopili Italiane: la Battaglia di Cividale del 27 ottobre 1917, Gaspari Editore, 2007, Udine.
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5 - A testimonianza del valore dimostrato dei nostri soldati giova sottolineare che il Comandante del 47° Reggimento della Brigata Ferrara comandò un ultimo contrattacco verso le 17, quando la sua unità era ormai quasi completamente accerchiata dai reparti tedeschi saliti da Purgessimo.
Mariano Moro

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