Coppie di fatto

Si è fatto un gran parlare giorni fa sulle coppie di fatto.
Si sono scomodati perfino i vescovi.
Facciamo alcune considerazioni.

La vicenda

Tutti, penso, conoscono le polemiche dei giorni scorsi sulle coppie di fatto. Non intendo trattare l'argomento, solo fare liberamente alcune osservazioni. Liberamente!
Internet ci offre possibilità impensabili solo fino a qualche anno fa. Perchè non approfittarne? Perchè non imparare a scambiarci le idee, le convinzioni, i dubbi, tutto, per migliorare anche la nostra vita spirituale oltre che quella corporale, approffittando dello spazio che LINTVER mette a nostra disposizione?

I protagonisti dell'unione

Vorrei cominciare col notare che i ministri (i protagonisti) del matrimonio sono gli stessi sposi, per cui l'unica differenza tra una coppia matrimoniale e una coppia di fatto sta nel fatto che la prima ha dichiarato la sua volontà di unione davanti all'autorità riconosciuta (la comunità ecclesiale per il matrimonio religioso, la comunità civile per il matrimonio civile), la seconda non lo dichiara, però in effetti lo dimostra rimanendo unita per uno o più anni o per sempre.
Dinnanzi a questa situazione da persone intelligenti (soprattutto i politici) dovremmo chiederci perchè tante coppie di fatto rinunciano ai diritti legali così a buon mercato.
Forse le motivazioni sono ben più drammatiche di quelle che supponiamo e in ogni caso denunciano una grave situazione di disagio soprattutto in quella parte della popolazione che, invece, dovrebbe essere serena, tranquilla, sicura, perchè da essa dipende il futuro.

i Vescovi

Una seconda considerazione: i vescovi hanno inveito contro chi chiedeva una tutela legale per le coppie di fatto, presagendo chi sa quali danni per il matrimonio cristiano.

TESTIMONIARE non comandare

Vorrei ricordare che la chiesa non è chiamata a comandare, piuttosto a TESTIMONIARE. Storicamente ogni volta che ha voluto comandare, col tempo è stata costretta a chiedere scusa o addirittura perdono. E non ha chiesto perdono di tutto. Pochi ormai se lo ricordano e meno ancora lo sanno che la chiesa istituzionale nel '48 obbligava i fedeli cristiani a votare DC sotto pena di scomunica e non una scomunica qualunque, ma una scomunica riservata all'ordinario (al vescovo). Questo significava che se l'interessato che non aveva votato DC andava a confessarsi, si vedeva negare l'assoluzione, con tutto il dramma di coscienza per il povero cristiano.

Matrimoni religiosi, matrimoni civili

E c'è anche un altro fatto rilevante: in Friuli Venezia Giulia i matrimoni civili superano (sono oltre il 50%) i matrimoni religiosi!
E i matrimoni religiosi?!
Meglio non commentare.
Dov'è la testimonianza cristiani degli sposi?
Non è su questa testimonianza che dovrebbero battersi i vescovi e non pretendere, invece, di negare alle coppie di fatto, spesso dei poveri cristi, i loro diritti?

La vera unione

Io personalmente invito sposi cristiani, sposi civili, coppie di fatto, senza distinzione, a usare la loro sessualità per volersi bene giorno dopo giorno, per comprendersi, per perdonarsi, per essere sempre presenti soprattutto nelle difficoltà anche quelle piccole e quotidiane, e ad amare i figli (se ci sono) e ad educarli anche nel sacrificio, ad aprire la loro unione al prossimo soprattutto alle persone sole.
Siamo in cammino: non possiamo minimamente influire sul percorso fisico del mondo, possiamo molto influire sulla nostra vita presente e su quella di coloro che verranno.
Nino Specogna

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