Le coppie di fatto

Avevo affrontato questo problema nel forum di discussione.
Abbiamo dovuto sospendere il Forum, perchè qualcuno si è divertito a inquinarlo.
Peccato!
Riprendo questo tema perchè lo reputo importante, sempre attuale. E' un argomento che tanti vorrebbero mettere nel dimenticatoio, mentre andrebbe affrontato e risolto nel migliore dei modi.
Tutti, penso, conoscono le polemiche dei mesi scorsi sulle coppie di fatto. Polemiche che ritornano ciclicamente a scadenze sempre più ravvicinate, perchè, si voglia o non si voglia, una coppia di fatto pone problemi non tanto personali quanto istituzionali.
Polemiche anche proprio di questi giorni!
C'è in ballo in primo luogo la giustizia sociale, la pacifica convivenza, il rispetto della persona, delle sue idee e delle sue scelte.
E' un argomento tanto importante che sarebbe davvero utile poterne discutere liberamente su Internet.
Internet ci offre possibilità impensabili solo fino a qualche anno fa. Perchè non approfittarne? Perchè non imparare a scambiarci le idee, le convinzioni, i dubbi, tutto, per migliorare anche la nostra vita spirituale oltre che quella materiale, approffittando anche dello spazio che LINTVER mette a nostra disposizione?
Essendo venuto a mancare il FORUM, se qualcuno vuole scrivere sull'argomento (ma anche su altri argomenti), basta che mi mandi l'articolo attraverso una e_mail (specogna@alice.it) ed io provvederò subito a metterlo nel LINTVER.

Non intendo trattare l'argomento nè sotto il profilo giuridico e tanto meno sotto il profilo religioso.
Voglio solo fare qualche breve considerazione.

Qualche considerazione

Vorrei cominciare col notare che i ministri (i protagonisti) del matrimonio sono gli stessi sposi, per cui l'unica differenza tra una coppia matrimoniale e una coppia di fatto sta nella ragione che la prima ha dichiarato la sua volontà di unione davanti all'autorità riconosciuta (la comunità ecclesiale per il matrimonio religioso, la comunità civile per il matrimonio civile), la seconda non lo dichiara, però in effetti lo dimostra rimanendo unita per uno o più anni o per sempre.

Penso che tutti sappiano quanto numerose sono le coppie di fatto.
Sarebbe davvero interessante indagare sul perchè di un così alto numero.

Possiamo anche tranquillamente affermare che molto spesso una coppia arriva allo stato matrimoniale attraverso un periodo più o meno lungo di coppia di fatto.

Senza scendere nei dettagli, sappiamo bene quanto poco le coppie di fatto sono tutelate legalmente.
Dinnanzi a questa situazione da persone intelligenti (e lo dovrebbero fare soprattutto i politici, che hanno il dovere di legiferare) dovremmo chiederci perchè tante coppie di fatto rinunciano ai diritti legali così a buon mercato.
Forse, anzi probabilmente, le motivazioni sono ben più drammatiche di quello che supponiamo e in ogni caso denunciano una grave situazione di disagio soprattutto in quella parte della popolazione che, invece, dovrebbe essere serena, tranquilla, sicura, perchè da essa dipende il futuro: ossia i nostri giovani.

Una seconda considerazione

I vescovi hanno inveito e inveiscono contro chi chiede una tutela legale per le coppie di fatto, presagendo chi sa quali danni per il matrimonio cristiano e per le famiglie cristiane.

Vorrei ricordare che la chiesa non è chiamata a comandare, piuttosto a
TESTIMONIARE.

Storicamente ogni volta che la chiesa ha voluto comandare, col tempo è stata costretta a chiedere scusa o addirittura perdono.
E non ha chiesto perdono di tutto!
Pochi ormai se lo ricordano e tanti non l'hanno mai saputo che la chiesa istituzionale fino alle elezioni politiche del 1958 obbligava i fedeli cristiani a votare DC sotto pena di scomunica e non una scomunica qualunque, ma una scomunica riservata all'ordinario (al vescovo).
Questo significava che se l'interessato che non aveva votato DC andava a confessarsi, si vedeva negare l'assoluzione, con tutto il dramma di coscienza per il povero cristiano (e per il povero confessore!).
Di questo non è stato ancora chiesto nè scusa nè perdono.

Una terza considerazione

Considerazione politica questa volta.
E' patetico a volte sentir parlare certi politici della famiglia.
Difendono a spada tratta le ragioni della famiglia cristiana, la esaltano, occupano le stesse posizione della gerarchia ecclesiastica e poi, quando sono obbligati a scelte concrete, fanno tranquillamente i comodi loro.
Parlano bene, razzolano malissimo!
E la testimonianza dove la mettiamo?
O questa non entra nelle schede elettorali e quindi...?

E c'è anche un altro fatto rilevante

In Friuli Venezia Giulia i matrimoni civili superano (sono oltre il 50%) i matrimoni religiosi!
E i matrimoni religiosi?!
E le famiglie cristiane?!
Dov'è, il più delle volte, la testimonianza cristiana degli sposi sposatisi in chiesa?
Meglio non commentare.
Non è su questa testimonianza che dovrebbero battersi i vescovi e i politici "cristiani" dare l'esempio e non pretendere, invece, di negare alle coppie di fatto, spesso dei poveri cristi, i loro sacrosanti diritti?

Le coppie di fatto devono avere la facoltà di pretendere, se lo richiedono, gli stessi diritti delle coppie matrimoniali.

Invito

Io personalmente invito sposi cristiani, sposi civili, coppie di fatto, senza distinzione, a usare la loro sessualità
per volersi bene giorno dopo giorno,
per comprendersi,
per perdonarsi,
per essere sempre presenti l'uno all'altro soprattutto nelle difficoltà anche quelle piccole e quotidiane,
per amare veramente i figli (se ci sono) ed educarli anche nel e al sacrificio,
infine anche per aprire la loro unione al prossimo, in particolare alle persone sole (genitori, nonni, zii, parenti).

Siamo in cammino:
da soli non possiamo minimamente influire sul percorso fisico del mondo,
possiamo, invece, influire molto sulla nostra vita presente e su quella di coloro che ci sono vicini.
Nino Specogna

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