FORUM PER LA SLAVIA

Riceviamo e pubblichiamo: comunicato

Tagli e comunità linguistiche minoritarie:

Resia, Valli del Natisone e Torre.

Grande sorpresa e disappunto ha suscitato, nella fascia confinaria della Provincia di Udine, la lettura dell’articolo di Paolo Medeossi
“Cultura regionale nella tempesta”,
pubblicato alla pagina 18 del Messaggero Veneto del 23 c.m. ed in particolare del penultimo capoverso relativo ai finanziamenti per la minoranza slovena.
Incredibile ma vero:
sono confermati i 4 milioni di Euro alle organizzazioni della minoranza nazionale,
vengono assegnati € 140.000 per la cultura germanofona,
mentre gli € 100.000 (centomila) per le espressioni linguistiche locali di Resia e delle Valli del Natisone, del Torre e della Val Canale, di cui dagli articoli 2 e 22 della L.R. 205 del 23 ottobre 2007, sono semplicemente cancellati.

E’ una vergogna.

Già gli € 100.000 assegnati nei due anni precedenti (per Resia e le altre Valli) erano una umiliazione se non avevano il senso di costituire un punto di partenza per l’avvio di una politica culturale alternativa, democratica, popolare e pluralista a quella calata dall’alto - con la forza dei cospicui finanziamenti a disposizione - ed estranea al comune sentire della popolazione locale.

Il Consiglio regionale non può lasciare passare una tale proposta.

E’ giunto il momento di una presa di posizione chiara, precisa, definitiva:
o si deve considerare che lo Stato italiano ha, di fatto, rinunciato alla sua sovranità sul territorio in questione, delegando la gestione della politica culturale locale alle organizzazioni della minoranza nazionale e decretando, d’autorità, l’affiliazione della Resia, delle Valli del Natisone, del Torre e della Val Canale alla Nazione slovena
o, una maggioranza del Consiglio regionale prenda decisamente posizione e garantisca la democraticità della politica culturale e linguistica in questa area; senza dimenticare gli iscritti all’AIRE di quel comprensorio.

Il “Forum per la Slavia” chiede, quindi, il ripristino in Bilancio regionale dello specifico stanziamento, portandolo a € 250.00,00.

€ 50.000 andrebbero assegnati al Comune di Resia e € 200.000 allo stesso “Forum per la Slavia” per le attività da promuovere nelle Valli del Natisone, del Torre e Val Canale e per gli iscritti all’AIRE dei Comuni del territorio interessato.

Si ricorderà che, soprattutto grazie all’impegno dei consiglieri regionali Roberto Molinaro, Claudio Violino e Fulvio Follegot e all’attenzione di Franco Baritussio, il “Forum per la Slavia” fu riconosciuto “d’interesse primario della minoranza slovena” nel giugno 2002 e beneficiò per due anni di un contributo di € 35.000, che non comprometteva la finanza regionale.
Nel 2004, l’Assessore Antonaz, probabilmente su richiesta delle organizzazioni della minoranza nazionale, decise la cancellazione del “Forum” dall’elenco delle associazioni riconosciute.

All’epoca, il Forum per la Slavia rappresentava un numero consistente di organizzazioni culturali, sociali e sportive effettivamente attive e quindi, una componente, larghissimamente maggioritaria della popolazione delle varie vallate interessate alla tutela della propria specifica identità, non assimilabile alla nazionalità slovena.
Un movimento che rischiava di mettere rapidamente in crisi il monopolio “nazionalista”.
Ma per quale motivo deve avere una sola parte politica - estremamente minoritaria tra i cittadini - il monopolio della politica culturale nella nostra comunità?
Nel 2004, chi si preoccupò delle ricadute negative della decisione dell’assessore alla Cultura?

La copertura del finanziamento richiesto va trovata nella pari riduzione dello stanziamento di 4 milioni di Euro, previsto in favore delle organizzazioni della minoranza nazionale che, comunque, godono di consistenti finanziamenti (svariati milioni di Euro all’anno) da parte della Repubblica di Slovenia e che potrebbero agevolmente sopportare questa minima riduzione del finanziamento italiano.

Il “Forum per la Slavia”, si augura vivamente che in sede di Consiglio regionale, qualcuno si prenda a cuore questa situazione e avvii - magari con un’azione politicamente trasversale - un percorso che, tenendo conto del sostanziale riconoscimento della specificità di questa comunità, operato con la già citata L.R. 205/2007, e limitando gli antidemocratici monopoli esistenti, garantisca la libera manifestazione di tutte le sensibilità identitarie presenti in quest’area.

Anche chi non si riconosce nella minoranza nazionale slovena ha il diritto di essere tutelato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, di potersi dotarsi di proprie autonome e libere organizzazioni e di promuovere attività tese al rafforzamento della propria specifica identità. Senza finanziamenti esteri.

E’ semplicemente una questione di diritto, democrazia e pluralismo.

Per ulteriori informazioni:
Ferruccio Clavora
0432 – 709046
oppure 340 - 8363721



FORUM PER LA SLAVIA

COMUNICATO

Il Presidente dell’UNCEM, Firmino Marinig incontra il “Forum per la Slavia”

Il Presidente dell’UNCEM della Provincia di Udine, prof. Giuseppe Firmino Marinig ha ricevuto una delegazione dell’Associazione “Forum per la Slavia” che aveva manifestato il desiderio di ufficialmente consegnare ai vertici dell’Unione il documento elaborato dall’Associazione stessa in merito al futuro istituzionale delle Valli del Natisone dopo la ventilata soppressione delle Comunità Montane.

Nella presentazione del documento, il Presidente del “Forum”, Ferruccio Clavora, dopo aver illustrato le argomentazioni storiche e giuridiche a sostegno del progetto di istituzione di una “Comunità autonoma della Schiavonia veneta o Slavia Friulana” ha, anche, indicato la coerenza della proposta con le più avanzate esperienze europee in materia.

Gli argomenti oggetto di maggiore attenzione nel corso della discussione sono stati :
nel panorama del Friuli-Venezia Giulia, la Slavia costituisce un unicum irripetibile;
per questa Comunità, il diritto all’autodeterminazione è stato storicamente riconosciuto e già sperimentato;
nell’attuale contesto, si tratta di garantire alla Slavia, con misure di carattere straordinario, la sopravivenza fisica della comunità;
per quanto riguarda il livello di strutturazione dei livelli di autonomia, vanno mantenute le singole identità municipali degli attuali Comuni;
gli obiettivi da perseguire sono, da una parte quello di garantire una maggiore efficienza e qualità dei servizi da erogare e, dall’altra, di restituire ai cittadini, dopo decenni di interventi calati dall’alto e di manipolazioni ideologiche, il diritto di esprimere le proprie autonome determinazioni sia nel campo identitario che in quello del modello di sviluppo socioeconomico;
essenziale, diventa in questa prospettiva, la elezione diretta degli organi di rappresentanza politica e gestione amministrativa della Comunità Autonoma;
le competenze da attribuire al nuovo Ente dovrebbero essere sia quelle in capo agli attuali Comuni e Comunità Montane che una serie di altre competenze da definire nel corso della trattativa con la Regione.

Concludendo la sua illustrazione, il Presidente del “Forum”, ha ribadito l’importanza di un impegno politicamente transversale a sostegno del progetto e confermato l’intenzione dell’Associazione di porre, in termini politici regionali, nazionali ed europei, la questione della sopravivenza della comunità stessa, intesa quale “formazione sociale” garantita dalla Costituzione italiana e non come mera appendice della Nazione confinante.

Dopo aver ottenuto chiarimenti su alcuni punti specifici della proposta del “Forum”, il Presidente dell’UNCEM, prof. Marinig ha espresso il suo apprezzamento per lo sforzo profuso nella elaborazione di una proposta che ha il merito di esistere e necessita certamente di ulteriori approfondimenti, in particolare dagli amministratori locali.
Ha, quindi, informato la delegazione del “Forum” dell’impegno dell’Unione da lui presieduta nella ricerca di una soluzione positiva per tutte le aree della Regione interessate alla riforma.

“Il pericolo reale per le Valli del Natisone” - ha dichiarato il Presidente Marinig - “è proprio quello di una esagerata accentuazione degli aspetti culturali e linguistici della tutela, non sempre condivisa nella sua applicazione, trascurando gli aspetti istituzionali e strutturali della vita della comunità.
Di vitale importanza per la sopravivenza di questa comunità - ha concluso il Presidente Marinig - è la elaborazione ed attuazione di un piano concreto di rilancio socioeconomico che tenga conto degli aspetti fondanti della locale identità.
In questo senso, promuovere sia il riconoscimento politico dell’esistenza di una specifica comunità, culturalmente e storicamente identificata, che una nuova qualità dei meccanismi di selezione e responsabilizzazione della classe dirigente comunitaria non può che essere positivo e democraticamente stimolante”.
San Pietro al Natisone, 1° dicembre 2009

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