Autonomia, finanziamenti ed eletti di lingua slovena

Preoccupato di riportare il dibattito sulla rappresentanza politica della Slavia friulana, oggi abbandonata alle brame nazionaliste di segno opposto, in attesa di una soluzione al grave problema venutosi a determinare con la preventivata abolizione delle Comunità Montane e la conseguente nomina di Commissari, il Forum per la Slavia ripropone all’attenzione delle forze politiche democratiche locali, provinciali e regionali, la proposta della costituzione di una “Comunità Autonoma della Slavia Friulana” a statuto speciale, guidata da un organo democraticamente eletto, con competenze e mezzi in grado di garantire migliori servizi e di assicurare a queste comunità le condizioni per una rinascita sociale ed economica nel rispetto delle sue millenarie autonome tradizioni culturali e linguistiche.

Il Forum per la Slavia prende atto della iscrizione al Bilancio regionale di € 80.000 per le iniziative relative al resiano ed alle varianti linguistiche delle Valli del Natisone, del Torre e della Val Canale di cui all’articolo 2 della L.R. 26/2007.
Anche tenendo conto dell’estrema esiguità dello stanziamento, auspica che tale modestissimo investimento venga assegnato a quelle realtà che, prive di altri sostegni - ed in particolare di quelli, cospicui, provenienti dalla Repubblica di Slovenia - sono veramente impegnate nella difesa delle lingue locali indicate e non vadano a rimpinguare le già consistenti disponibilità delle organizzazioni della minoranza nazionale slovena del Friuli-Venezia Giulia.

Infine, il Forum per la Slavia, coglie l’opportunità offerta dal dibattito sulla riforma elettorale per sollecitare le forze democratiche in Consiglio regionale a tenere conto della proposta già a suo tempo formulata dal Forum stesso, circa la necessità di introdurre una norma che consenta la preventiva individuazione dei candidati di lingua slovena inseriti nelle liste per il rinnovo dei consigli comunali dei Comuni della Provincia di Udine nei quali si applica la legge di tutela della minoranza slovena e che sono chiamati a far parte dell’assemblea degli eletti di lingua slovena di cui all’articolo 3, comma 3, lettera c, della legge 38 del 2001.

Come è noto, una delle questioni più spinose dell’applicazione della legge stessa, in particolare in provincia di Udine, è quella dei cosiddetti “eletti di lingua slovena” nell’ambito dei consigli comunali nella misura in cui, l’attuale legge elettorale consente a questi “eletti specifici” di manifestare questa loro specificità solo ad elezione avvenuta.

Per evitare ogni confusione e forma di discriminazione, assicurare la massima trasparenza democratica alle candidature e garantire tutta l’indispensabile visibilità al candidato di lingua slovena, il Forum per la Slavia propone che, nelle liste per il rinnovo dei consigli comunali dei Comuni della Provincia di Udine nei quali si applica la legge di tutela della minoranza slovena, accanto al nome del candidato di lingua slovena venga inserita la dicitura “slovenski kandidat”. Inoltre, nella logica del rispetto della pari dignità che va riconosciuta a tutte le espressioni linguistiche tutelate, le liste con almeno un candidato di “lingua slovena” dovrebbero essere tenute a presentare la propria denominazione anche in quella lingua.

La previsione di un tale dispositivo, finalizzato alla più completa e precisa informazione degli elettori per consentire loro di esprimere un voto consapevole e responsabile, sarebbe il primo passo verso il ripristino di una sana e libera dialettica democratica in seno ad una comunità troppo a lungo asservita agli interessi di una ristretta casta di “impiegati culturali”.

Questo atto democratico bloccherebbe, inoltre, le pericolose ma sempre più forti e diffuse tendenze che si stanno manifestando in loco in favore dell’indizione di referendum/consultazioni sulla “slovenità” delle popolazioni delle valli del Natisone, del Torre e Resia e per una loro quantificazione.
Forum per la Slavia

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