Lidia e il cosacco


pubblicazione postuma del racconto di Roman Firmani
La Santa Messa in suffragio di Roman verrà celebrata nella chiesetta di Biacis, domani mercoledì 13 maggio alle ore 18,30.

Comunicato stampa


Per onorare la memoria dello scrittore Romano Firmani recentemente deceduto in Belgio, l’Amministrazione comunale di Pulfero ha deciso di pubblicare, anche grazie al sostegno economico della Comunità Montana delle Valli del Torre, Natisone e Collio, il racconto “Lidia e il cosacco”.

Nato a Clavora, frazione di Rodda Alta nel comune di Pulfero, nel 1930, Romano Firmani, all’età di circa un anno va a raggiungere il padre Celso emigrato nelle miniere del Belgio dove risiede fino al 1941, quando, dopo l’occupazione tedesca del piccolo paese e la deportazione del padre in Germania, la madre Gilda si vede costretta a rientrare nelle Valli del Natisone e a ricongiungersi con la famiglia di origine, allora trasferitasi a Cras, sempre nel comune di Pulfero.

Alla fine del conflitto, la famiglia si ricompone a Seraing dove il padre riprende, prima la sua attività di minatore e poi apre una “cantina”, il “Caffè Friuli”, nella quale trovano vitto e alloggio un centinaio di giovani minatori provenienti dalla Slavia.
Molto rapidamente, il “Caffè Friuli” diventa il punto di riferimento sociale e ricreativo della comunità italiana ed in particolare di quella delle valli del Natisone, dell’importante centro minerario della periferia di Liegi.

Romano Firmani, inizia a scrivere abbastanza tardi. Nel 1981, esce la sua prima opera “L’ultima valle” tradotta anche in sloveno “Zadnja dolina”.
Nel 1989, sarà la volta del racconto illustrato, dal vecchio amico d’infanzia, Sergio Cernoia di Cras, “Andren , zadnji skrat” - L’ultimo gnomo”.
Nel 1992, promossa dall’Amministrazione comunale di Pulfero uscirà, anche questa illustrata da Sergio Cernoia, “La lupa del monte Mia” e nel 1996, “La miniera e gli uomini”.
Nel 1998, esce la riedizione de “L’ ultima valle” con la copertina di Loretta Dorbolò e nel 1998, ancora con copertina di Loretta Dorbolò, “Gli sradicati”.

“Il modo semplice e diretto di scrivere di Firmani, conquista il lettore sin dalle prime righe, incollandolo alle pagine che scorrono veloci”
esordisce il Sindaco di Pulfero, Piergiorgio Domenis.
“E’ come se il lettore vivesse in prima persona e al momento quanto il Firmani narra, talmente il suo racconto è vicino al vissuto di ciascuno di noi. Con le sue opere”
- prosegue Domenis -
“Firmani ha avuto il merito di rendere note, in Friuli e nel mondo, le vicissitudini di una comunità che, nonostante una tremenda emigrazione e combattuti dilemmi identitari, ha saputo affrontare con grande dignità le sfide che la Storia ha posto sul suo cammino.
In particolare per le giovani generazioni della Slavia, quanto scrive Romano Firmani rappresenta un insostituibile lezione di attaccamento alla propria terra e alla cultura che questa esprima.
Per tutti questi motivi”
- conclude il Sindaco Domenis -
“l’Amministrazione comunale di Pulfero ha ritenuto doveroso impegnarsi per rendere possibile la pubblicazione del racconto “Lidia e i cosacco” che, partendo da una fantasiosa interpretazione dei rapporti di una ragazza dei nostri paesi con un occupante cosacco verso la fine del seconda conflitto mondiale, grazie alle testimonianze di cinque nostri concittadini che svelano i loro ricordi di quel periodo particolarmente travagliato della nostra storia, ci aiutano a capire come, molto spesso, la Slavia Friulana si è trovata al centro di eventi di portata mondiale che hanno determinato il suo destino ma sui quali non ha mai potuto incidere.”

La pubblicazione, impreziosita dalla copertina disegnata da Loretta Dorbolò e da alcune illustrazioni di Mara Cernoia oltre che da numerose fotografie, è stata curata da Ferruccio Clavora per le Edizioni Del Noce.
Ferruccio Clavora

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