Breve commento all'intervento del vicepresidente Monai

Lodiamo le buone intenzioni del Vicepresidente, però stiamo coi piedi per terra, perchè:
le intenzioni sono intenzioni e i fatti sono fatti!!!
Come benecjano non posso astenermi dal fare un breve commento all'intervento del vicepresidente Manai sulla legge di tutela.

Mi soddisfa particolarmente la frase:
“ ... la finalità di una legge di tu­tela delle minoranze linguistiche è quella di aiutare le popolazioni interessate a valo­rizzare la propria identità culturale, che trova nella lingua-madre uno dei cardini essenziali.”

Certamente, senza ombra di dubbio, è innegabile!!!

D'altra parte, a me benecjano, interessa ben poco che la mia lingua “sia considerata o meno del ceppo slavo o dello sloveno”.
Semmai mi meraviglia assai che nessuno si sia mai chiesto se la koiné slovena appartiene o meno alla cultura popolare delle Valli o se è piuttosto il nediško e solo il nediško ad appartenere a tale cultura?
Eppure questo è un fatto essenziale.
Perchè nel caso che la koinè non appartenesse alla nostra cultura, dovremmo parlare di importazione, di introduzione, di arricchimento se vogliamo essere generosi, non certo di tutela, perchè non si può tutelare ciò che non c'è!

Ma non è nemmeno questo il vero problema.
Il vero problema l'ha messo chiaramente in luce il vicepresidente Monai:

... “valorizzare la propria identità culturale, che trova nella lingua-madre uno dei cardini essenziali”.

Questo è il problema vero per un benecjano.
Da notare anche che ciò che il vicepresidente ha ventilato possa accadere (“sopraffare le parlate locali in nome di una koinè totalizzante”), non è affatto ipotetico.
Sta già avvenendo, a mio avviso, anzi è già avvenuto ogni volta che uno pretende di esprimersi in un nediško che non rispetta le sue peculiarità.
Basta leggere i diversi articoli dei “nostri” giornali, che hanno la chiara pretesa di esprimersi in nedisko per il semplice fatto che adoperano qualche -ie- o qualche -uo- e di offrire chi sa quali aiuti, vantaggi e difese (!?) al nedisko stesso.

La paura che la koiné faccia ciò che la lingua italiana e il proibizionismo non son riusciti a fare non è poi tanto peregrina. Se è vero che in un dibattito abbastanza recente qualcuno sosteneva la bufala che il nediško è già morto!!!

Si è sentito che «Cittadini per il Presidente» ha intenzione di "difendere il resiano" alla prossima discussione sulle minoranze slovene.
E il nedisko cos'é?
Una parlata di serie B?!?
Penso che avremo l'occasione di riparlarne, a fatti compiuti.

Perchè, se è vero che le vere culture si sostengono da sole senza bisogno di sovvenzioni e se è vero che nessuno le può far morire se non i fruitori delle stesse, è anche vero che oggi coi “soldi” si può fare e ottenere tutto o quasi.

Proviamo allora mettere su un piatto della bilancia quanto si investe per il nediško e sull'altro quanto si investe per la koinè!

Non avremo sicuramente sorprese!

A tale proposito, noi del LINTVER anni fa abbiamo fatto domanda alla Provincia e anche alla Regione di una sovvenzione per la stampa della nostra Grammatica e del nostro Vocabolario nediški.
Da ambo le parti ci è stato risposto negativamente, perchè quanto richiesto “non era prioritario”.
Da ignoranti, non abbiamo capito la giustificazione.
Ma non abbiamo neppure capito ciò che è o potrebbe essere “prioritario” (qualcuno ce lo dovrebbe suggerire).
Ci ha sfiorato però il dubbio che la “allocuzione” ripetuta pari-pari sia in Provincia che in Regione sia solo un comodo alibi per baucchi (considerati tali).

Allora lodiamo le buone intenzioni del Vicepresidente, però stiamo coi piedi per terra:

le intenzioni sono intenzioni e i fatti sono fatti!!!
Nino Specogna

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