Università di Udine a rischio!!!

No alla Fondazione e alla Università unica regionale.
Trieste, dopo aver per molti mesi del 2007 e 2008, attraverso la sua stampa locale e i suoi politici e intellettuali, attaccato ferocemente la nuova legge regionale di tutela della lingua friulana, con argomentazioni tratte dal sottofondo del più bieco nazionalismo italiano, oggi, nuovamente, riparte all'attacco del Friuli aggredendo la più importante delle istituzioni friulane:
l'università del Friuli: istituzione simbolo del Friuli e della sua voglia di riscatto economico, culturale e linguistico.

Lunga è stata la battaglia dei friulani contro l'arroganza e la prepotenza di Trieste che mai ha riconosciuto al Friuli il diritto alla identità, alla lingua, allo sviluppo autonomo delle sue numerose potenzialità.
Per i triestini, tutto in regione deve convergere verso Trieste: il Friuli non esiste se non come "retroterra" triestino o territorio con obbligo di servitù di passaggio per la TAV Venezia-Trieste.
Non è la prima volta che Trieste, nell'intento di cancellare l'università friulana, tenta la carta dell'università unica regionale:
periodicamente ci riprova con le motivazioni più varie.

Ovunque in Italia ogni università è autonoma e libera di programmarsi e cresce al servizio del "suo" territorio di riferimento.
E' noto che l'eccellenza nasce solo dalla concorrenza e dalla competizione: mai dal monopolio e rendite di posizione.
E questo basilare elementare principio vale anche per le università e i centri di ricerca.
Chi parla o scrive di "doppioni" lo fa perché si riconosce incapace di competere o vuole il monopolio.
La presenza in regione di due università autonome e in concorrenza (Friuli e Trieste), è una grande ricchezza che, stimolando la competizione, ha creato effetti molto positivi sul piano didattico e organizzativo.
Del resto esiste già da anni un coordinamento tra le due università: ma nel rispetto delle reciproche autonomie.

Nel 1976 furono raccolte ben 125.000 firme sotto le tende del Friuli terremotato: chiedevano l'istituzione di una università "autonoma", al servizio del Friuli.
La volontà popolare in democrazia va rispettata: la smetta dunque Trieste di inventare trucchi per cancellare quanto faticosamente conquistato dai friulani nel 1978.

I finanziamenti statali alle università sono scarsi?

Il Parlamento italiano elimini, al più presto, l'assurdo criterio di finanziamento su base storica e si finanzi, finalmente, solo sulla base del merito.
Questa è l'unica strada percorribile: premiare solo l'eccellenza. Ricordo che l'università friulana, dal 2001 ad oggi, è stata sottofinanziata di ben 94 milioni di euro: l'attuale situazione quindi è figlia di questo sottofinanziamento, per altro da anni denunciato, invano!, ai politici regionali e a Roma.

No, dunque, alla Fondazione privata che consegnerebbe l'università friulana nelle mani dei politici regionali, ossia di Trieste, negandole così di fatto, ogni autonomia ed esponendola al ricatto politico regionale (io politico ti finanzio e tu fai quello che decido io).
E non tema l'on. Saro:
si tocchi l'università friulana, si propongano assurde Fondazione private o Università unica regionale, e risponderemo di nuovo con la mobilitazione popolare.
E non tema neppure la neo-rettore Cristina Compagno che invitiamo a dire
"NO"
alla Fondazione privata e a non farsi intimorire:
saremo al suo fianco, in corteo, nelle piazze del Friuli.
Lo abbiamo già fatto negli anni 60 e 70 del secolo scorso.
Fronte Friulano - Front Furlan
Il portavoce: Federico Simeoni

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