Educazione musicale - 2° Unità

L'educazione musicale nella Scuola dell'obbligo.

SUONI d-r

Obiettivi educativi

* assimilare profondamente il concetto: uguale-diverso;
* abituarsi a una continua analisi dell'UGUALE e del diverso (diverso come?)

Obiettivi didattici

* sviluppare la capacità di percezione;
* assimilare l'intervallo di tono.

Appena gli allievi hanno imparato ad impostare bene il suono "O", il maestro ripropone lo stesso suono chiamandolo d (do).
Quindi canta il n° 1 dei seguenti esercizi, invitando subito dopo gli allievi a ricantarlo.
Il maestro continua cantando un esercizio alla volta, sempre imitato dagli allievi.

1. d - r
2. d - r - d - r
3. d - r - d - r - d
4. d - d - r
5. d - r - r
6. d - r - r - d
7. r - d
8. r - d - r - d
9. r - d - r - d - r
10. r - r - d
11. r - d - d
12. r - d - d - r

Alcune strategie per superare eventuali difficoltà

* Al n°. 4 il maestro fa notare l'UGUALE. Ci sono due suoni UGUALI: il primo ed il secondo; bisogna cantarli uguali.
Se un allievo incontra difficoltà, il maestro lo invita a cantare d, quindi lo fa respirare e poi lo invita a ricantare d come se dovesse ricominciare l'esercizio.
Fa ripetere questa procedura alcune volte e quindi fa aggiungere il r.

* Al n°. 5 far notare ancora l'UGUALE. Questa volta sono UGUALI il secondo e il terzo suono.
L'esercizio n° 4 e n° 5 sono importantissimi. Devono essere assimilati da tutti gli allievi attraverso la riflessione sull'UGUALE.

* Il maestro invita gli allievi a ricordare gli ultimi due suoni del n°. 6; ossia il: r - d, in quanto i due suoni sono l'inizio del n°. 7.
Gli allievi devono memorizzare attraverso l'UGUALE questi ultimi due suoni, per ricantarli subito dopo.

* Al n°. 10 come al n° 4.

* Al n°. 11 come al n° 5.

Il maestro ripete quindi gli esercizi con i bassolaringei, uno alla volta, intonando il d di ciascuno di essi. Uno alla volta ricantano i 12 esercizi, imbeccati dal maestro.

Questa prima parte di lavoro può impegnare diversi interventi anche procrastinati nel tempo di settimane: dipende dalla capacità di assimilazione della classe. Sta al maestro trovare il modo per evitare il pericolo di "stufare" ripetendo troppo.

N.B.

Anche se "repetita stufant", voglio ripetere. L'attenzione sull'uguale è fondamentale prima di tutto dal punto di vista educativo: il bambino capisce facilmente 1 = 1 in quanto lo vede con gli occhi e lo potrebbe anche toccare; deve fare uno sforzo intellettivo ben più grande per capire l'uguale in d = d in quanto deve giudicare l'uguale con l'orecchio, non con l'occhio.

Il problema è proprio questo: non basta vedere due suoni scritti uguali o chiamarli in modo uguale, ma capire che sono uguali perché li si sente uguali nell'altezza (per ora; in seguito uguali anche nella durata o nell'intensità o nel timbro).
Questa è una meta fondamentale che tutti, proprio tutti, devono raggiungere.
Infatti l'attenzione sull'uguale è fondamentale anche dal punto di vista didattico: l'allievo dovrà assimilare i suoni attraverso un confronto continuo con l'uguale; solo se riesce a capire con l'orecchio l'uguale potrà progredire.

Dall'imitazione alla lettura cantata

Assimilati i 12 esercizi per imitazione, il maestro scrive sulla lavagna il primo esercizio; gli allievi in gruppo lo cantano leggendo, questa volta senza l'aiuto del maestro, che si limita e pronunciare i numeri degli esercizi).

Così via, via tutti i dodici esercizi.
Ad ogni errore il maestro riporta il discorso sull'uguale.
Accade spesso che qualche allievo sbaglia (e continua a sbagliare) il n°. 4 o il n°. 5 o li confonde. Evidentemente non analizza i due esercizi attraverso l'uguale.
In tal caso non bisogna suggerire i due esercizi per imitazione, ma farglieli ripetere invitandolo ad ogni ripetizione a fissare l'attenzione sull'uguale.
Come ultimo espediente si invita l'allievo a cantare d, quindi lo si fa respirare e infine cantare il seguito (magari considerandolo come n° 1), oppure invitarlo a cantare (dopo cantato il primo d) il n°. 1. Il fatto di respirare lo aiuta ad uscire dalla tiritera che s'è creato in testa.
Naturalmente bisogna far ripetere più volte e, se serve, a più riprese, questo esercizio fin tanto che l'allievo in difficoltà da solo (senza l'imbeccata del maestro, che deve limitarsi a proporre gli esercizi per imitazione una sola volta; o, al massimo, se nessun allievo lo ricorda, intonare all'inizio delle lezioni successive solo il d - r) riesce a puntare l'attenzione sull'uguale.
Se la classe sbaglia l'esercizio n°. 7°, il maestro inviterà la classe a fissare l'attenzione dell'orecchio sugli ultimi due suoni dell'esercizio precedente: farà ripetere il n°6 e subito dopo il n°7.

Dopo eseguiti in gruppo, gli esercizi vengono cantati individualmente (uno a testa); quindi per gruppi o per file o per coppie.
Tutti devono intonare sempre lo stesso d, fatta eccezione per i bassolaringei che, fatti cantare per ultimi, intoneranno il loro d.
Far cantare individualmente è fondamentale: deve entrare nel metodo di lavoro.
Molto spesso, in seguito, il maestro farà cantare gli esercizi facendoli intonare uno per allievo.

Varianti

Obiettivo educativo delle varianti:
imparare ad approfondire le conoscenze osservando una stessa realtà da angolazioni diverse.

Obiettivi didattici delle varianti: incominciare ad assimilare il concetto di contrario e di moto retrogrado;
iniziare il lavoro di coordinazione tempo-spazio;
curare la vocalità.

Nelle successive lezioni, dopo che la classe ha cantato i suoni per lettura, il maestro utilizzerà delle varianti che hanno lo scopo di:
1. evitare di far apprendere gli esercizi attraverso una memoria meccanica basata unicamente sulla ripetizione;
2. suscitare nuovo interesse;
3. far vedere una stessa realtà da angolazioni diverse;
4. graduare le difficoltà per una assimilazione veramente completa a livello mentale.

Alcune varianti

1. La classe si divide in due gruppi: un gruppo canta gli esercizi pari, il secondo quelli dispari;
2. far cantare gli esercizi abbinando al canto il gesto delle braccia; ossia le braccia stanno rilassate in posizione di riposo quando si canta d, vengono sollevate all'altezza della spalla quando si canta r;
3. ogni allievo, a turno, canta un esercizio individualmente; se l'allievo sbaglia, un volontario gli suggerisce l'esercizio esatto;
4. quando ormai gli esercizi sono ben assimilati, la classe di divide in due: un gruppo canta il numero 1, l'altro gruppo risponde col numero 7 (e così via: 2 - 8, ecc.); anche questa è una meta didattica importante (il moto contrario);
5. far eseguire gli esercizi per moto retrogrado (in musica il moto retrogrado è molto importante: è uno dei modi per sviluppare un tema), cominciando cioè dall'ultimo suono dell'ultimo esercizio e tornando via, via al primo; gli allievi si divertiranno a vedere cosa succede;
6. i dodici esercizi potranno venire scritti su cartelli (un esercizio per cartello); quindi un bambino alla volta sceglierà un cartello, lo mostrerà alla classe facendolo cantare; potranno anche essere scritti su un unico cartello per essere ripetuti ad ogni intervento di educazione musicale;
7. far cantare gli esercizi solo con le vocali dei due suoni con una perfetta impostazione delle due vocali; la vocale e dovrà avere la stessa impostazione della vocale o (il mento abbassato e la gola aperta); verrà modificata la posizione della lingua (il fondo della lingua si sposta verso il palato) e l'atteggiamento delle labbra (da rotonde si allargano leggermente ai lati);
8. un allievo canta: d - r, il suo vicino risponde: r - d.
Si continua fino a quando tutti hanno cantato sia d - r, che r - d.
9. riscrivere gli esercizi sostituendo ai nomi dei suoni i numeri 1 e 2 e quindi cantarli leggendo naturalmente 1 = d, 2 = r.

Creatività

Obiettivo educativo: abituare l'allievo a seguire le indicazioni dell'insegnante.

Obiettivo didattico: interiorizzare l'intervallo di tono; suscitare nell'allievo l'interesse per sondare tutte le combinazioni possibili che la materia musicale offre.

La creatività è un momento fondamentale: l'allievo deve "manipolare" gli elementi appresi.
Per iniziare ciascun allievo va alla lavagna e scrive un esercizio non superiore a 5 suoni; quindi lo canta. Se canta esatto tutta la classe lo imita; se sbaglia la classe non ripete e l'allievo capisce che deve ritentare. Es.: r - d - r - r - d.
Il maestro non creda di perdere tempo (in quanto il lavoro è lento): tutto il lavoro precedente non lascerà traccia senza questo momento in cui l'allievo impara a manipolare ciò che ha appreso.
Il maestro potrebbe assegnare un esercizietto da preparare come compito per casa.
In tal caso, alla lezione successiva, il maestro deve ascoltare gli esercizi di tutti gli allievi.

Prima di iniziare i canti seguenti, il maestro svilupperà la 3° unità, quella della lettura ritmica.

CANTI con d - r

(i canti, a mo' di esempio, saranno pronti entro breve tempo) Obiettivo educativo:
offrire all'allievo la possibilità di assimilare modelli affettivi validi.

Obiettivo didattico: interiorizzare in maniera emozionale l'intervallo di tono.

Strategie per la lettura cantata

La lettura musicale, oltre alla difficoltà di intonazione degli intervalli che l'allievo è costretto a memorizzare, presenta una grande difficoltà di coordinazione ritmo-suoni, ossia altezza-durata del suono.
In pratica si devono leggere contemporaneamente due cose (oltre le parole del testo). Da qui la grande difficoltà, ma anche l'opportunità di un grande momento educativo che nessun altra Disciplina offre.

E' bene quindi abituare l'allievo ad affrontare il problema della lettura in un certo modo che potrebbe essere il seguente:
1. suddividere il canto in incisi (quasi sempre gli incisi sono due per ogni frase: in pratica 2 misure);
2. studiare il ritmo ed i suoni separatamente, inciso per inciso;
3. unire il ritmo e i suoni sempre inciso per inciso;
4. quindi eseguire la frase intera;
5. solo alla fine, dopo aver studiato ogni singola frase, tutto il canto.

Prendendo in esame il canto n° 12 della prima lezione:
1. l'insegnante suggerisce con la voce il primo inciso: ti-ti, ti-ti, ta; gli allievi ripetono con la voce;
2. il maestro suggerisce con voce e battito delle mani, gli allievi rispondono;
3. il maestro suggerisce solo con le mani, gli allievi rispondono;
4. il maestro canta i nomi dei suoni battendo le mani a ritmo giusto, gli allievi rispondono;
5. il maestro canta l'inciso con le parole sempre battendo le mani, gli allievi rispondono;
6. il maestro canta con le parole (senza battere le mani), gli allievi rispondono.

Nelle lezioni successive gli allievi rifanno la stessa strada da soli, senza l'aiuto del maestro;
più avanti ancora il maestro potrà accelerare il lavoro, saltando qualche momento; ad es. i n° 2 e 3.

Lo stesso procedimento verrà usato per il secondo inciso, facendo scoprire agli allievi che è uguale al primo nel ritmo e nei suoni, ma è diverso nelle parole, e anche per il terzo, facendo notare che è simile nel ritmo e nei suoni.
Quindi il maestro canta tutto il canto, la classe risponde.
Se ci fosse una seconda frase, la si dovrebbe studiare sempre in questo modo.

Alle lezioni successive, se si ripete il canto, si possono saltare alcune fasi (n°2 e 3), o passare subito all'esecuzione; ma se qualcuno sbaglia, l'inciso con lo sbaglio deve ridiventare oggetto di studio come all'inizio.
Naturalmente il maestro può ricorrere a ripetizioni individuali (i più incerti, chi ha sbagliato) o a gruppi.

Alcune considerazioni

Il repertorio di canti ha un'enorme importanza nella Scuola Materna e nella Scuola Elementare in quanto nel processo di assimilazione del bambino è preferenziale il canale emozionale e, inoltre, l'assimilazione a livello emozionale viene meglio da lui interiorizzata. Un bel canto lascerà nel fanciullo una traccia indelebile, diventerà punto di riferimento per la razionalizzazione della cosa da assimilare.

Ci si può chiedere: è meglio iniziare con un canto o è meglio con un esercizio? Ossia: è preferibile iniziare col canale razionale o con quello emozionale?
Le presenti lezioni iniziano con degli esercizi e solo successivamente propongono dei canti.
Bisogna considerare che queste lezioni non intendono proporre un ordine di presentazione: quello più efficace lo deve ricercare il maestro momento per momento, classe per classe, lezione per lezione.
Una cosa è certa: i due canali si integrano a vicenda; non deve mancare nessuno dei due.
Per quanto riguarda l'ordine è necessario affermare che tanto più si ha a che fare con bambinetti piccoli tanto più è da preferire il canale emozionale. Sicchè nella Scuola Materna è sicuramente da preferire (e usare quasi unicamente) il canale emozionale.
Nella Scuola Elementare si dovrebbe puntare a un equilibrio tra i due canali verso la classe Quinta.
Nella Scuola Media via, via il canale preferenziale dovrebbe diventare quello razionale, senza per questo abbandonare quello emozionale.
Non dobbiamo dimenticare che la musica, come qualsiasi forma di vera arte, può parlare direttamente al cuore, e può prescindere anche completamente dal momento della riflessione.
Il maestro potrà quindi tranquillamente passare da un punto all'altro delle presenti lezioni a sua discrezione, antecipando, postecipando o sovrapponendo i diversi momenti della lezione stessa.
Inutile dire che, ad esempio, i canti della seconda unità andranno proposti dopo la terza unità, dopo cioè che gli allievi avranno incominciato a conoscere il ritmo.

I canti qua raccolti sono solo indicativi. Personalmente ho utilizzato quasi esclusivamente testi popolari nel dialetto locale sloveno delle Valli con gli allievi più piccoli, in seguito anche canti popolari italiani: filastrocche, conte, ninne nanne, ecc.

Ogni insegnante dovrebbe creare, lezione per lezione, dei canti adatti alla realtà in cui opera, avantaggiando così il suo gusto estetico, la sua creatività e, non ultimo, come stimolo ad un insegnamento ancor più appassionato.

Ancora un suggerimento

Questa unità e tutte le rimanenti non si esauriscono mai, ma vengono ripetute fino al termine della scuola dell'obbligo, nel senso che gli esercizi fondamentali vanno ripresi in continuazione nel corso dell'anno e negli anni successivi, tendendo sempre più ad un'esecuzione perfetta e ad una assimilazione degli intervalli a livello mentale, tanto che l'allievo ad un certo punto deve riuscire ad immaginarli e a pensarli senza cantare.

Questi esercizi fondamentali vanno ripetuti nella prima parte della lezione, magari durante il disbrigo delle formalità (firma sul registro, annotazione degli argomenti della lezione, segnatura delle assenze, ecc). Un allievo incaricato dice i numeri degli esercizi, ad ogni numero tutti cantano i rispettivi suoni. Ad ogni ora di lezione l'insegnante può far cantare i suoni di due o tre Unità. Naturalmente può avvalersi delle "varianti" suggerite o invertarne egli stesso di nuove, magari secondo il bisogno della classe.

Una variante che non deve mai mancare è quella che prevede l'esecuzione di un esercizio a testa per allievo (arrivati in fondo agli esercizi dell'Unità, si ricomincia da capo).

Anche i canti, specie quando sono cantati con i nomi dei suoni, vanno fatti eseguire (quando sono ormai ben assimilati) anche individualmente.
Nell'esecuzione di canti, con i nomi dei suoni gli allievi devono controllare il ritmo facendo i movimenti col braccio.

Nino Specogna

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