Maruska Ruttar

Le strade del mondo sono tante e si intersecano a volte in maniera strana. Noi le percorriamo, ci pare, a caso. Ma forse sotto c'è un disegno preordinato che ci conduce come per mano a percorrere la nostra, proprio la nostra, strada. E' sicuramente il caso di Maruska Ruttar!
Forse non tutti conoscono Maruska Ruttar, pittrice ormai famosa, che da alcuni anni ha finalmente fatto conoscere le sue meravigliose doti di artista.
Nata a Ordgionikidze nel Nord-Caucaso (Russia) oltre settanta anni fa da genitori entrambi espatriati dalle nostre Valli.
Per la precisione il padre era di Clabuzzaro e la madre di Pičič.
Ha seguito gli altri componenti della famiglia nel ritorno - se così si può dire - a casa.
Apparteneva ad una famiglia religiosa e trovatasi in Italia, spinta da un forte desiderio di rendersi utile a qualcuno, ha voluto farsi suora missionaria, compiendo senza dare nell'occhio il maggior bene che le era possibile.
La pittura era la sua passione già negli anni giovanili, quando cercava di interpretare gli stupendi paesaggi russi, e qualcosa è rimasto ancora delle opere di quegli anni.

Per tanti anni essa ha continuato a dipingere quadri di soggetto in prevalenza religioso per la sua congregazione (Pie Madri della Nigrizia):
ha affrescato le chiese sparse per le missioni, specialmente in Africa,
ha dipinto per i missionari e per i benefattori del suo istituto.
Così le sue opere ora sono sparse per tutto il mondo, superando le stesse frontiere europee.

L'umiltà e la pittura sentita come pura espressione dell'anima l'hanno tenuta nascosta agli occhi dei più, mentre coloro che avevano avuto modo di apprezzare le sue doti artistiche cercavano in tutti i modi di allargare le loro collezioni ben sapendo che prima o poi quest'arte così umile e così nascosta, avrebbe finalmente visto il giusto riconoscimento anche agli occhi della critica.
Spinta dalla sorella, pure essa pittrice, la cara e compianta suor Giuliana, per tanti anni pure essa missionaria in Marocco, finalmente Maruska iniziò a manifestare la sua arte.
Da allora si sono susseguiti ininterrottamente premi, coppe, targhe, medaglie, in tutti i concorsi, e sono numerosissimi, a cui ha voluto partecipare.

Non sto qui a elencare tutti i concorsi a cui ha partecipato ed in cui è stata riconosciuta più che valida la sua arte. Solo negli ultimi due anni ha partecipato a dodici concorsi internazionali in tutt'Italia, meritando in ognuno medaglie, coppe, primi premi, targhe e attestati.
Ha esposto con notevole successo in rinomate gallerie a Milano, a Verona e in numerose altre città e in questi giorni ha appena concluso una personale a Brescia.
Tra i suoi desideri più vivi è ora quello di esporre in qualche affermata galleria udinese, ma vorrebbe soprattutto poter incontrare la sua gente, nelle valli che non ha mai dimenticato, che anzi sono state spunto e oggetto della sua arte.
A Jesizza (S. Leonardo) sui muri di due case si possono ancora ammirare due affreschi dipinti da lei oltre trenta anni fa!
Io sono certo che a conoscerla ognuno potrebbe trarre uno stimolo per un amore per le proprie origini e per la sua terra. Infatti Maruska non ha disdegnato parlare con me nel nostro ancora espressivo dialetto sloveno, che le è certo meno estraneo dell'italiano, ma anzi si è molto meravigliata e quasi indignata sentendo che qualche suo nipotino non lo parla più.

A questo punto vorrei citare qualche frase che i critici d'arte hanno scritto di lei.
" Oltre ai soggetti religiosi Maruska Ruttar descrive con incredibile abilità paesaggi densi di liricità, chiarezza, di neve e di silenzi, proprio dell'animo russo... sono paesaggi soffusi di grazia e di raffinatezza (...). La sua arte è un'adesione a quel gusto veristico ufficiale, intimistico, così delicato efficace ed emozionale. La sensibile liricità delle sue opere è la più tenera espressione di una poetica alimentata da una straordinaria saggezza interiore " (Nella Mariani)

" Spirito vivace ed eclettico ha maturato la sua personalità umana ed artistica in una profonda accettazione e in un fiducioso superamento della dimensione umana della sofferenza propria ed altrui. La sua arte non è quindi superficiale, ma indaga verso forme introspettive, molto sentite, tendenti al sublime. Dai suoi paesaggi dolci e forti insieme, traspare una partecipazione sofferta alla realtà attuale. L'oggettivo è filtrato, interpretato, sublimato da questa personalità forte e pacata insieme.
I volti soprattutto, esprimono il carattere dell'artista; quel fremito che palpita nel suo cuore sensibile si trasfonde in immagini non più statiche, ma vive di una profonda e comunicativa: quell'affiato universale che contraddistingue la vera arte ".
R. R. DOM n. 5 - maggio 1979

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