I pini di casa mia

Son piú scuri della notte e si staglian verso il cielo.


Son cresciuti negli anni
e dominano casa mia.
Svettan alti, verso il cielo,
con la forza del più alto.
Son cresciuti a poco a poco
con le gioie ed i dolori.
Lor han visto in un crescendo
gli anni miei passare.
Le lor pigne, accumulate,
son mie gioie e miei dolori.
Il lor verde, sempre eterno,
son la spem della mia vita.
Or li quardo!
Sono fermi,
nel tramonto di settembre.
Spira un’aria, lieve lieve
che li fa sentire vivi.
Nella brezza vespertina,
canta lieve un pettirosso
saltellando su d’un ramo
or più in alto or più in basso.
Saettando e zufolando
gli fa eco un merlo nero
che pur lui sta or cercando
il suo posto per la sera.
Cala l’ombra della notte
e tra i pini tutto tace;
sol si sente, lieve, lieve,
lo strusciare dei lor aghi.
A chi guarda su, tra i rami,
il biancore della luna,
vede questa, a rimpiattino,
tra le fronde dondolanti
che si lasciano cullare
da un leggero venticello.
Tutto tace,
nella calma della notte.

S’ ode solo l’ aleggiare
della vita che continua,
che riprende anche domani
con il sorgere del sole.
I miei pini solo là !
Son più scuri della notte
e si staglian verso il cielo.
E il mio sguardo è su,
con loro,
verso Chi ci ha creati.
Mariano Del Negro

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