Cognomi S

Per gentile concessione dell'autore Bozo Zuanella pubblichiamo estratti della sua ricerca sui cognomi delle Valli. L'originale e completa visione dei cognomi può essere presa sui numeri del DOM.

Saccù

Saccù è un cognome «ornitologico» nel senso che ha alla base il nome di un uccello. Dobbiamo subito premettere che non si tratta di un cogno­me tipico delle valli del Natisone ma di un cognome esotico, «migrato» a Rodda (Pulfero) dal paesino di Libušnje che giace ai piedi del Krn / Monte Nero, sulla riva sinistra dell'Isonzo. Il 26 gennaio del 1782 Petrus filius qm. Antonii Saccù de Libussina sub parochia Tulminensi, commorans in villa Rotta si è infatti sposato con Caterina figlia di Valentino Sturam del luogo. Il giovane Pietro si era rifugiato a Rodda qualche anno prima probabilmente per non ottemperare alla leva obbligatoria in vigore «a parte Imperii» seguendo l’esempio di molti giovani del Caporettano e del Tolminotto che lo avevano preceduto.

Da Rodda il cognome Saccù, dopo aver «volteggiato» nella zona di Pulfero, si è spinto verso sud ed ora è presente anche a San Pietro al Natisone.

Saccù è un cognome di origine slovena controllata per due motivi: perché proviene dal territorio sloveno (Caporettano) e perché è sorto direttamente dallo zoonimo sloveno dialettale «sakù» (= falco) e in questa forma è stato registrato nel 1782 sui libri parrocchiali di S. Pietro.

Questo cognome è presente anche oggi nel Caporettano ma nella forma letteraria slovena Sokòl.

Il soprannome Saccù / Sakù, divenuto poi anche cognome, veniva dato un tempo a persone forti, coraggiose, agili e astute o che possedevano comunque delle qualità e abitudini comportamentali tipiche del falco.

Cfr. anche gli analoghi cognomi italiani Falco, Falcone, Falchetto, De Falco, ecc.

Safar

Anche il cognome Safar/Šafar ha fatto, nel 17 sec., soltanto una fugace comparsa a Tribil inferiore e poi è improvvisamente scomparso e di lui non è rimasta traccia alcuna nella onomastica slovena delle valli del Natisone.

Questo cognome deriva dalla voce dialettale slovena "šafar", a sua volta derivata dal sostantivo tedesco "Schaffner" (= fattore, amministratore, nel caso specifico probabilmente soltanto "servo" o <(garzone").

Questo cognome è abbastanza diffuso anche in Slovenia sia nella forma Šafar che nella forma patronimica Šafarič.

Saligoi

Saligoi è uno dei cognomi endemici di Oblizza che ha dato anche il nome alla omonima borgata di Saligoi (ta par Šalgujih). E' uno dei tipici cognomi sloveni terminanti in -goj che sono particolarmente numerosi nella parte occidentale del territorio sloveno. Tra questi ricordiamo ad es. Černigoj, Sfiligoj, Ferligoj, Šinigoj, Šuligoj, Ručigoj, Filigoi, Missigoi ecc.

Nel passato, come risulta dai Libri dei battezzati delle parrocchie di S. Pietro e di S. Leonardo, erano numerosi anche nelle valli del Natisone ma col tempo alcuni di essi si sorto estinti, ad es. Cernogoi, Perogol, Guligoi, Maligoi, Razigoi, Brisigoi e Blasigoi / Plasigoi.

Fino ad oggi, nelle valli del Natisone, si sono conservati solo i cognomi Saligoi, Cicigoi (originario di Lase di Drenchia), Belligoi (tipico di Podcierku / Valle di Soffumbergo) e Bodigoi in comune di Prepotto. Questi cognomi erano in origine dei nomi propri slavi e molti di loro sono documentati sul territorio sloveno già nel X secolo, ad es. Bodigoi, Dobrogoi, Radogoi, Vecegoi nella zona di Bohinj e Bled.

Si tratta di cognomi di tipo composito, formati cioè da due elementi di cui il secondo è appunto -goj e sono talvolta di difficile interpretazione. Gli studiosi concordano più o meno sul significato di -goj che potrebbe derivare dal verbo sloveno "goijti" (=curare, coltivare, prendersi cura di qualcosa), ma potrebbe significare anche "pace".

Salogoi / Šaligoj è un cognome sloveno tra i più antich ma il suo significato rimane piuttosto soscuro, perchè il suo primo elemento resta ancora indecifrabile.

Sambrielaz

Il cognome Sambrielaz (Šebréljec) è caratteristico, cioè endemico, anzi esclusivo della località di Cernetig / Černetič che è una piccola frazione del comune di Stregna presso Presserie, chiamata anticamente anche Kuk o "Presserie inferiore".

Il cognome citato è qui comparso prima del 1600 con l'arrivo di un uomo proveniente dalla località di Sebrelje in comune di Idria (Slovenia). Questo "Sarmbrielaz" si è sposato con una donna del luogo ed ha dato così origine all'omonimo cognome che non si è ancora estinto.

Sambrielaz infatti non è altro che la forma dialettale derivata dal nome "Šebreljec" che sta ad indicare anche oggi l'abitante o la persona proveniente dal paese di Šebrelje.

Notare, nella forma Sambrielaz, l'inserimento della -m- epentica, il fenomeno dell'"akanje", la dittongazione della e lunga accentata e la trasformazione della -ec finale in -ac.

Che il primo "Šebreljec" o "Sambrielaz" fosse originario di Šebrelje ce lo conferma indirettamente anche il seguente atto di matrimonio del 6.2.1730: "Michele filius joannis Kumar de Sabreglia a parte Imperii contraxit matrimonium... cum Vrsula filia Petri Cernetig de Preserie".

Ciò significa che esistevano da tempo dei collegamenti (parentele, conoscenze) tra Presserie e Šebrelje, altrimenti non è facile spiegare in che modo Michele Cumar abbia conosciuto e si sia invagnito di Ursula Cernetig se consideriamo la grande distanza che intercorre tra i paesi di provenienza dei due sposi.

Sanig

1638 Lucia filia Lucae Sanigh de Grostou,
1656 Luca Sanig de Crustouie,
1781 Jacobus filius Matthiae Shanigh de Crostou (Libro dei battesimi di S. Leonardo)
1677 Gasparius Sanig de Merso superiore,
1679 fu. Lucae Sanich de Crustu,
1688 fu. Lucae Sanig de Crostoue (Libro dei matrimoni di S. Leonar­do).

Sanig è un cognome endemico, cioè tipico del paese di Crostù / Hrastovije che si è estinto verso la metà del secolo scorso.

La spiegazio­ne del cognome presenta non poche difficoltà in quanto non sono riuscito neppure a determi­narne la forma fonetica esatta (Sanič, Šanič, Sanik o Šanik?) e pertanto sono necessarie ulteriori ricerche.

Sarbeliz

1609 Toni Sarbeliz de Asida paga ogni anno fito di una casa in piaza con la stuetta sollaro et canipa (Libri dei conti della chiesa di S. Giacomo di Azzida).

Il cognome Sarbeliz è annotato una sola volta sui libri contabili della chiesa di Azzida.
Toni Sarbeliz infatti pagava l’affitto di una casa posta sulla piazza del paese, con «izba» (stuetta), granaio (sollaro) e cantina (canipa).
Il cognome si è estinto prima del 1615 dato che non compare sui libri parrocchiali di S. Pietro.

Cognome di difficile interpretazione anche perché non è possibile determinare con esattezza la sua forma originaria (Sarbelic o Sarbelič, Šarbelic o Šarbelič?).

Saudat

All'inizio del 1600 a Scrutto esisteva il cognome Saudàt, derivato dalla voce friulana "soldat"(=colui che esercita per mestiere la professione delle armi.

Questo cognome compare nella forma Sudat a Brischis nel I678, proveniente da Caporetto, come risulta dai libri parrocchuiali di San Pietro.

Gli sloveni sono stati inglobati per secoli in varie entità statali (Repubblica Veneta, Impero Austro-Ungarico, Regno di Jugoslavia, Repubblica Federativa di Jugoslavia) ed è naturale che abbiano preso in prestito alcuni termini, legati al servizio militare, dalle cosiddette "lingue dominanti", ad esempio sudat, Hauptman, kapitànib, kaporal. Alcune di queste voci sono diventate soprannomi e poi cognomi.

Oltre al citato Sudat esiste nelle Valli del Natisone (a Clastra di S. Leonardo e prima ancora già nel 17. secolo a clenia) il cognome di origine tedesca Hauptman (= capitano), diffuso anche nella Repubblica di Slovenia.

A far compagnia al cognome Haupman è arrivato nella parrocchia di San Pietro al Natisone (Azzida)nel 1700 l'omomimo cognome, ma di origine friulana, Capitan.

Un altro cognome militare presente ad Azzida è Battaino, segnato sui libri parrocchiali di San Pietro a partire dal 1600.

Dal tipo fondamentale Battaglia sono sorte diverse forme o varianti diffuse in tutta Italia. A Udine, ad esempio, abbiamo Battaglia, Battaia, Battain, Battaino.

Alla base di questi cognome c'è un soprannome formato dal sostantivo "battaglia", dato in rapporto alla partecipazione a qualche battaglia, all'uso delle armi, allo spirito battagliero, ecc.

Il cognome Battaino è arrivato ad Azzida probabilmente dal Friuli o dal Veneto ed è qui presente da circa 400 anni.

Sauderman

(altre forme:
Saudarman, Shaudarman, Schauderman).

1637 Antonius Saudarman de Scrut, fil. Antonij Saudar­man de Scrut,
1640 Antonius Saudarmanus de villa Scrutt,
1656 Ursula fil. Michaelis Shaudarman de Scruth,
1660 fu. Michaelis Sauderman del­la villa di Scrutt,
1667 Mari­na fil. Michaelis Shauderman de Scrutt (Libri baptizatorum S. Leonardi, il 22 gennaio 1668 viene celebrato il matri­monio «infra Franciscum q. Antonj Sauderman et Mari­nam filiam Hermagorae Cli­naz» (Libri matrimoniorum S. Leonardi),
1669 fil. Fran­cisci Sauderman de Scrut,
1689 fil Francisci Schauder­man de Scrutt,
1699 Geltru­dis Saudarman de Scrut (Li­bri baptizatorum S. Leonardi).

A Scrutto di S. Leonardo esistevano, all’inizio de 17. sec. due famiglie con questo cognome, quelle di Antonio e di Bartolomeo Sauderman, ma ambedue erano già estin­te nella prima metà del 1700.

La più antica attestazione del cognome è del 12/9/1628.
In quel giorno veniva battez­zato a S. Leonardo «Michael filius legitimus Bartholoma­si Saudarman de villa Scrutt et eius jugalium Lencha».

Si tratta, come è facile intuire, di un cognome di origine te­desca, arrivato a Scrutto già nel 16. sec. probabilmente dalla valle dell’Isonzo dove l’elemento tedesco della ono­mastica è presente già dal 1300
(cfr. a proposito l’arti­colo dedicato al cognome Droli, arrivato a Scrutto dal­la parrocchia Slovena di (Nemški) Rut nella Baška Grapa / Comune di Tolmino, Repubblica di Slovenia -DOM, n. 1, 1991, pag. 3).

Sulla base delle forme Shaudarman (1656) e Schau­derman (1699) avanzo l’ipo­tesi che il cognome sia sorto, col formante -man, dal so­stentivo tedesco der Schauder (= orrore, ribrezzo, racca­priccio; 2 terrore, spavento; 3 brivido, tremito, tremore).
In tal caso il cognome stava ad indicare in origine una perso­na che incuteva paura oppu­re un uomo timido e pauroso. Il cognome Sauderman (Schauderman) è stato sosti­tuito a Scrutto dal cognome Pìch/Pìk. Michele Sauder­man, nato nel 1628, si era sposato verso il 1650-1654 con una certa Elena dalla quale ebbe quattro figlie ma nessun figlio maschio. Que­sta circostanza ha determina­to l’estinzione del cognome originario Schauderman nel­la casa di Michele la cui ulti­ma figlia Marina, nata nel 1667, sposò il 4/8/1698 «Gre­gorium filium q. Jacobi Pich de Luico ex plebe Caporeti» (Libro dei matrimoni di 5. Leonardo).

Lo sposo si tra­sferì nella casa della sposa e portò da Luico a Scrutto il cognome Pìch/Pìk che si è praticamene conservato fino ai nostri giorni (nella parroc­chia di Luico si è estinto ver­so il 1800).

Il cognome Pìch/Pìk pro­viene dunque da oltre confi­ne.
(vedi il cognome Pich)

Sauli - Šavli

Il cognome Savli / Šàuli è tipico della valle dell'Isonzo (Tolmin, Volče, Vrsno, Idrsko, Staro selo, Zatolmin, Poljubin ecc.) ed è diffuso soprattutto nella parte occidentale della Slovenia (Primorska). Accanto alla forma Šavli esistono anche le forme più rare Šavle e Šévelj.

Questo cognome è arrivato per la prima volta nelle valli di S. Leonardo alla fine del 1700 come risulta dai libri di matrimonio della parrocchia di S. Leonardo. Li 1.2.1808 viene celebrato il matrimonio tra "Martinus filius qm. Thomae Sauli et eius uxoris Ursulae filiae qm. Andreae Cosmaz, ambo ex communitate Circhina, per spatium 22 annorum continuo habitans in Cosizza" e Giovanna figlia di Lorenzo Terlicher di Merso superiore. Lo sposo, probabilmente un renitente alla leva, si era dunque rifugiato a Cosizza nel 1786 e proveniva da Cerkno in Slovenia.

Gli sposi vissero a Postacco, qui infatti morirono due loro figli: "Maria fu. Martini qm. Thomae Shauli de Postach" (mori subito dopo la nascita il 27.6.1808) e "Antonius fu. Martini qm. Thomae Sauli de Postak" (nato il 1.5.1811 mori all'età di due anni il 16.7.1813).

I1 6.9.1809 mette le radici a S. Leonardo un altro Sau1i proveniente dalla valle dell'Isonzo. In quel giorno, infatti, "Joanes filius Valentini Sauli et eius uxoris Magdalenae fili qm. Matthaei ambo de Volzana" (Volče presso Tolmino) sposa Marina figlia di fu Giorgio Duriavigh di S. Leonardo. La famiglia si stabilì a S. Leonardo, dove morirà subito dopo la nascita "Maria Anna filia Joannis Sauli de Volzana oriundi".

Dai documenti prodotti risulta che il cognome Sauli, presente tuttoggi nel comune di S. Leonardo e da qui emigrato anche in Friuli è di origine slovena controllata.

Il prof. Pavle Merkù ritiene che il cognome Šavle, cui è collegato anche il cognome Savli, rifletta l'antico antroponimo Šavlè-éta" (o.c., pag. 61).

A proposito del cognome italiano Sauli (altre forme Sauli e Saule) scrive Emidio De Felice: "Diffusso sporadicamente in tutta Italia con maggior presenza per Saul a Genova e per Saule e Sauli a Trieste e in Toscana.

E' la cognominizzazione del nome Saul che continua nel Medio evo, anche in ambiente non israelitico, il nomé del primo rè d'Israele Saul
" (Dizionario dei cognomi italiani, Milano 1979, pag. 225).

Non possiamo scartare la derivazione del nostro cognome Sauli dall' agionimo Saul, dato che anche a Tarcetta (comune di Pulfero) si è conservato fino al 1650 / 1700 circa il tipico cognome del luogo Salomon (=Salomone) che è di tradizione ebraica ma è entrato, come Sauli, nella onomastica cristiana e slovena.

Il cognome Sauli è presente anche a Cras di Drenchia e qui è arrivato quasi certamente dalla vicina valle dell'Isonzo, probabilmente da Volče.

Scaunich (Skalar)

Scaunich / Skavnik è un cognome sloveno tipico del paese di Hrastovlje / Crostù in comune di S. Leonardo come appare dalla documentazione dei libri dei matrinomi di S. Leonardo.

Da qui si è diffuso nei paesi vicini, ad esempio a Scrutto, e anche nel Cividalese. Il cognome è sorto, col formante -nik, dal sostantivo sloveno skala ( = roccia, macigno, lastra di pietra). La forma originaria Skalnik (pronuncia: Skaunik) si è in seguito modificata in Scaugnach / Skalnjak (pron. Skaunjak) in quanto il formante -nik tende a trasformarsi, nel dialetto del Natisone, in -njak. Alla fine, però, è prevalsa la forma originaria Scaunich/Skavnik che è tuttora in uso.

Questo nome indicava, in origine, una persona che viveva in una casa costruita sulla roccia o presso una parete rocciosa. Questo cognome potrebbe essere sorto, sempre col formante -nik, dal toponimo Scale/Skale presso San Volfango in comune di Drenchia. In tal caso il cognome Scaunich stava ad indicare in origine l'abitante di Skale o la persona originaria di là. Ovviamente, anche il toponimo Scale/Skale è di origine slovena e non è altro che la forma plurale del sostantivo sloveno skala. L'abitato sarebbe stato costruito, infatti, su un terreno roccioso.

Presso la sorgente Skrila, a 1400 m. s.l.m., sotto la cima del Matajur inizia la sua corsa un torrente (Loiki patok) che, superata la valletta denominata Kunež, scende a valle attraverso una stretta selvaggia e pittoresca gola il cui fondo è caratterizzato da rocce, pietre e massi.

Il tratto che scorre nei pressi di Losaz/Ložac, viene chiamato Skavnjak (da Skalnjak) e questo nome, sorto come il cognome Scaunich/Skavnik, descrive perfettamente le caratteristiche morfologiche del torrente.

Dal sost. sloveno skala, ma col formante -ar, è sorta la forma onomastica Skalar che ha più o meno lo stesso significato di Skavnik.

Diffusa in Slovenia come cognome, è presente nelle valli del Natisone soltanto come nome di famiglia (ad es. Skalar a Savogna).

Scolabòrsa.

1599 Josefo Scolaborsa che sta a Merso (Missio),
1670 fu. Gaspari Scholaborsa de Merso,
1675 Matthiam fu. Gaspari Scholaborsa (Libri dei matri­moni di & Leonardo).
1673 fu. Blasi Scolaborsa de Merso inferiore,
1680 Matthia Scolaborso de Merso inferiore (Libri dei battesimi di S. Leonardo).

Cognome di chiara origine italiana sorto da un sopranno­me.

E’ composto da un verbo («scolare» o «scollare»?) e da un sostantivo («borsa») e in origine poteva designare un «borsaiolo», un ladro, uno «scollatore» di borse, anche se non possiamo escludere altre soluzioni.

Scozai / Skočaj - Scozir

Si tratta di uno dei cognomi sloveni della parrocchia di S. Leonardo, annotati già alla fine del 1400 sul libro o registro della confraternita di Castelmonte che contiene, tra l'altro, anche il famoso documento della lingua slovena chiamato comunemente "Starogòrski rokopis" (Credo, Ave Maria e Padre nostro in lingua slovena).

Il cognome Scozai / Skočaj era tipico di Merso di sopra ma qui si è estinto già nella seconda metà del 1600. Attualmente è presente nel goriziano e, sporadicamente, anche in Slovenia nella forma Skočaj. Il cognome riflette la forma imperativa del verbo sloveno "skočiti" (= saltare).

Con questo soprannome, diventato in un secondo tempo anche cognome, veniva chiamata in origine una persona irascibile, alla quale "saltavano" facilmente i nervi.

Un altro cognome analogo, più o meno dello stesso significato di Skočaj / Scozai, è Skočir, diffuso in tutta la Slovenia ma presente a Sorzento (S. Pietro al Natisone) già nel 1480 / 1500, come risulta dal Registro della Confraternita di Castelmonte.

Questo cognome si è estinto nella parrocchia di S. Pietro ma si è conservato nel Caporettano nella attuale forma sloyena corretta Skočir. Da qui il cognome è sceso probabilmente anche nel Cividalese e poi fino ad Udine dove è conosciuto soprattutto nella forma Scoziero o Scozziero.

Di questo cognome, documentato a Cividale già all'inizio del 1600 nelle forme Scozir e Scozier, abbiamo scritto qualcosa nelle puntate precedenti. Si tratta di un sostantivo derivato dal verbo sloveno "skočiti" (= saltare) che un tempo veniva usato per indicare una persona molto piccola che aveva frequenti scatti d'ira.

Nella forma "fossilizzata" Scozier(o) , pervenuta fino a noi nella grafia originale del 1600, c'è da notare che la z corrisponde alla lettera slovena č o alla lettera italiana c di cielo (lo stesso discorso vale anche per il cognome Scozai / Skočaj), mentre il suffisso -ir si è trasformato in -ier, alla stregua di mir, hudir, netopir ecc. che nel dialetto sloveno del Natisone sono diventati mier, hudier, natopier.

Tener presente inoltre che la o finale di Scoziero è stata aggiunta in epoca recente e risale al 1700 / 1800. E'quindi chiaro che sotto la forma grafica italiana Scoziero o Scozziero si nasconde un cognome tipicamente sloveno (Skočir).

Anche la mamma del grande musicista cividalese Jacopo Tomadini era una Scoziero.

Scrignaro / Skrinjar

Scrignaro / Skrinjar è uno dei cognomi tipici di Azzida. L'attuale forma ufficiale (italianizzata) risale al secolo scorso.

Si tratta di un nome di mestiere sloveno derivato, col formante -ar, dal sostantivo "skrinja" (= cassa-panca). Quest'ultimo vocabolo è scomparso dal nostro dia-etto sloveno e sostituito dalla voce locale "bank".

"Skrinjar" era dunque chiamato il costruttore di cassapanche e stava ad indicare in genere il falegname. Questo cognome è presente anche in Slovenia nella forma Skrinjar.

Scuderin / Škuderin

Scuderin è un cognome tipico del paesino di Oznebrida / Očino brdo (Ocne bardo nella attuale forma dialettale slovena), qui documentato dall'inizio del 1500 nelle forme Cadarin e Chodarin. Da qui è disceso a fondo valle e poi anche nella pianura friulana.

E' un cognome difficile da decifrare anche perchè 1a forma attuale, documentata dall'inizio del 1600, si discosta dalla probabile forma originaria registrata all'inizio del 1500 (Chodarin).

Presumo che dalla originaria forma Chodarin si sia passati alIa forma Scuderin (Škuderin) con l'inserimento della iniziale s / š epentica, una specie di protesi linguistica per agevolare la pronuncia del nome. Chodarin, ma questa è solo una ipotesi, potrebbe essere sorto, con la formante - in, dal sostantivo friulano codar (= il portacote, un arnese del falciatore formato da un corno o da un legno cavo in cui si infila la cote che serve per affilare la falce).

In questo caso il soprannome originario, diventato poi anche cognome, stava ad indicare una persona che usava spesso il codar, era cioè un abile falciatore.

Personalmente non credo che nel paesino di Oznebrida, situato in territorio sloveno, a ridosso del confine e poco interessato da influssi linguistici friulani, sia sorto un cognome di origine romanza. E' invece più probabile che il cognome Scuderin sia derivato, con la formante -in, dal sostantivo sloveno koder o kodar. In tal caso il cognome (Š)kodarin o (Š)koderin, trasformato poi in (Š)kuderin, stava ad indicare in origine una persona dai capelli ricci.

Cfr. anche i cognomi sloveni Kodrič e Cudrig (Kudrič) derivati dalla stessa base linguistica slovena.

Scuoch / Skok

Scuoch/Skok è un cognome tipico del paese di Topolò, come appare dai libri di battesimo di San Leonardo e lo confermano anche i dati anagrafici del 1912: tutte e sette le famiglie del comune di Grimacco con questo cognome risiedevano a Topolò.

Pavle Merkù fa derivare questo cognome dal sostantivo Uskok, deverbiale da "uskočiti" (= fuggire, scappare). Col nome di Uskoki venivano chiamati gli abitanti delle province balcaniche che abbandonavano le loro terre davanti all'avanzata dei Turchi e si rifugiavano soprattutto nelle regioni meridionali della attuale Slovenia ma raggiunsero anche l'Istria settentrionale e il Carso.

Questi gruppi di persone si spinsero al nord a ondate successive (dalla metà del sec. 15° fino a tutto il sec. 16°) ed ebbero un ruolo importante nella difesa contro i Turchi.

Non possiamo escludere che qualcuno di questi Uskoki o un qualche loro discendente abbia raggiunto le Valli del Natisone e la prova è rappresentata proprio dalla presenza del cognome (U)skok/Scuoch a Topolò di Grimacco.

Ciò non desta meraviglia se si considera che alla fine del XVI sec. era già presente nella valle di Savogna anche un "Kočevar", un uomo cioè proveniente dalla zona di Kočevje situata nella Slovenia meridionale confinante con la attuale Repubblica di Croazia (1600 geronimo coceaur nella parrocchia di S. Pietro. (MISSIO).

Secli / Šekli

I1 cognome Secli / Šekli è documentato dall'inizio del 1600 a Luico e a Masseris. Presumo che il cognome sia arrivato a Masseris proprio dalla zona di Luico / Livek dove è tuttora presente nella forma #Sekli.

Con la formante di probabile origine tedesca -li sono sorti nel Caporettano e nel Tolminotto, oltre a Šekli, anche i cognomi Savli, Tonkli, Čebokli e Rukli.

Il cognome Secli / Šekli è di difficile interpretazione. Può darsi che derivi dalla forma ipocoristica Šek di Frančišek o di qualche altro agionimo, ma anche dalla forma dialettale di origine tedesca šek (= cavallo pezzato).

Si tratta, ovviamente, soltanto di ipotesi e di congetture e la etimologia del cognome resta ancora oscura.

Seliàch

1784 - «Valentinus, fihius qm. Joannis Seliach de com­munitate Bucove, Parochiae Circhinensis» si sposa con Lucia Cesnich di Sabrida presso Cravero.
Qui morirà nel 1791 «Stephanus filius Valentini Selag de Sadberdo, aetatis suae circiter unius».
Lo sposo proveniva da Buko­vo, una località distante 8 km da Grahovo e 14 km da Cerk­no.
«Valentinus Seliak de Bucova, Parochiae circhinen­sis oriundus» morirà nel 1801 all’età di 60 anni.
Oltre al figlio Stefano, morto all’età di un anno nel 1791, i coniugi Seliach hanno avuto anche una figlia di nome Maria.

Dai libri dei morti di S. Leonardo risulta che «Stefano Cesnigg detto Cicigoi di Cici­goi» (oggi Čižguj o Pičič) di anni 32, marito di «Maria, filia qm. Valentini Selagg de Sabrida» si recava il 1° gen­naio del 1816 dalla valle di S. Leonardo nella valle di Savo­gna.
Arrivato sulla cima del monte (forse presso la chieset­ta di S. Lucia) scivolò sul ghiaccio e si ferì gravemente in diverse parti del corpo. Tro­vato dai soccorritori, fu porta­to nella casa di Bartolomeo Lauretigh di Prehod dove morì il 3 gennaio.

Con la morte di Maria Seliach vedova Cesnich si estinse il cognome Seliach nella parrocchia di San Leo­nardo.

Due possono essere le deri­vazioni di questo cognome.
O dal sostantivo sloveno arcaico «seljak» (= il paesano, il con­tadino), derivato a sua volta dal sostantivo «sélo» (= pae­se), oppure, col formante -(j)ak, da qualche toponimo del tipo Selo, Selce e in questo caso avrebbe indicato in origi­ne l’abitante di uno di questi paesi o la persona oriunda di là.
Valentino Seliach proveni­va da Bucovo, dal territorio di Cerkno dove il cognome Seljak o Selak è piuttosto dif­fuso anche ai nostri giorni.

Non escludo che sia sorto, col formante -(j)ak, dal topommo Selce.
Questo casale si trova non lontano da Bukovo, nella Bukova Grapa, vicino al tor­rente Selska voda.

Sgainar (Zgajnar) - Tropina

Questo cognome è diffuso in tutta la Slovenia nelle forme Žgajner, Žgajnar, Žganjar ed è derivato dal sostantivo sloveno "žganje" (= grappa) col formante -ar. In origine stava a designare una persona che si dedicava, più o meno a tempo pieno alla distillazione della grappa. La voce slovena "žganje" deriva infatti dal verbo "žgati" (= bruciare) dato che il tipico distillato si ottiene "bruciando" o meglio cuocendo le vinacce.

Nella lingua slovena letteraria i superalcolici ottenuti in questo modo vengono chiamati "žgane pijače" ossia bevande "bruciate". La grappa clandestina e artigianale che veniva prodotta nelle valli del Natisone era comunemente chiamata "grappa patok" in quanto distillata in luoghi nascosti, possibilmente lungo i torrenti ("patoki") dove non mancava l'acqua che era un elemento importante per il distillatore il quale veniva chiamato anche dalle nostre parti sia con il termine dialettale "žgajnar" che con il termine letterario sloveno "žganjar". Cfr. anche la voce tedesca "Branntwein" (= acquavite) derivata dal verbo "brennen" (= bruciare, scottare) da cui anche "Brenner" (= il distillatore).

Non escludo che anche Tropina / Troppina, l'endemico cognome di Azzida sia da collegare con l'attività dei distillatori di grappa. Presumo che questo nome sia stato dato in origine ad un distillatore di grappa che manipolava continuamente le vinacce (in sloveno sing. Tropina, plur. Tropine). In questo caso il soprannome Tropina, diventato poi cognome, sarebbe sorto per metonimia.

Sibau

Sécondo il prof. Pavlé Merkù, il cognome Sibau (pronuncia Šibau) derivà dal nome comune sloveno "živa1" (pronuncia "živau") e sarebbe endemico, cioè tipico delle valli del Natisone (cfr. Slovenski priimki na zahodni meji, Trst, 1982, pag. 69).

Da notare che in Slovenia, ad esempio a Ljubljana, esiste il cognome patronimico Živaliàč, sorto col formante -ič dal probabile soprannome Zivàl (=animale); qui sono presenti anche i cognomi Zivina (=animale) e Zvér (=animale feroce) che hanno più o meno lo stesso significato di Sibau (Živau). Com'è noto, anche il dialetto sloveno del Natisone conosce questi nomi nelle forme "zverina", "žvina", (queste due forme sono sorte da "živa1" e "živina" in forza della cosiddetta riduzione vocalica).

I cognomi sopra indicati sono sorti da soprannomi e in origine stavano ad indicare delle persone piuttosto forti, violente o brutali.

Che il cognome Sibàu derivi da "živa1" è piu che credibile. Lo confermano, ad esempio, le forme documentate Sibaliza (1634 e 1669) e Sibali (1690 e 1696). Sibaliza (slov. Živàlica) infatti non è altro che la forma femminile del cognome Žival riferita, nel caso specifico, ad una donna. Talvolta, il parroco di S. Leonardo ha declinato, per esigenze grammaticali, il cognome Ziva1 ponendolo, ad esempio, nel caso genitivo Sibali. Da questi due particolari si capisce che Sibau non è altro che la trascrizione fonetica del cognome originano Žival la cui v intervocalica, per effetto del "betacismo", si è trasformata in b. Oggi il cognome Sibau viene pronunciato erroneamente Šibàu in quanto, a partire dal secolo scorso, noi leggiamo con criteri moderni dei cognomi che sono pervenuti a noi direttamente dal 1600 nella loro grafia, originale. Tra l'altro la lettera š aveva allora anche il valore della attuale ž slovena.

Il cognome Sibàu era tipico della zona di Cravero (Jesizza, Podcravero). Da qui è poi sceso a valle (ad esempio a Scrutto) e poi anche nella pianura friulana (Cividale, Premarìacco, Manzano, Udine ecc). Presumo che dalle valli del Natisone sia emigrato, in tempi recenti, anche nel Collio goriziano.

Simaz / Šimac

Simaz (Šimac) è un cognome sloveno tipico del paesino di Seuza presso Altana, anticamente chiamato Seuza inferiore per distinguerlo da Seuza superiore (in comune di Grimacco). Da Seuza di S. Leonardo il cognome è sceso a valle e nel 1800 era diffuso a Cosizza, Jessena, Postregna. Attualmente è presente, oltre che a Seuza, a Scrutto, Merso di Sopra, Merso di Sotto, Cosizza, Jainich, Cernizza e sporadicamente, lo troviamo anche nel Cividalese.

Si tratta di un cognome sloveno sorto, col formante dialettale -ac (in sloveno letterario -ec), da una forma contratta Šime o Šima dello agionimo Simon. Da questo nome di santo sono sorti anche i cognomi sloveni Simoncig/Simončič (in comune di Stregna) e Simonelig/Simonélič (in comune di Drenchia) già trattati su queste pagine e i nomi di famiglia (hišne imena") Šmoni a Matajur e a Mersino e Šimani a Tercimonte.

Il cognome Simaz / Šiimac era presente, all'inizio del 17. sec., anche a Pulfero: 1618 Blas Simiz de Loh (= Pulfero), 1621 Iuuan Simaz del Puffero, 1625 Iuuan Simiz de lo Puffero, 1633 Tomaso Simiz de lPuffero, 1639 Tomaso Simaz del Pufaro (Libri dei battesimi di S. Pietro al Natisone).

Anticamente, come è facile osservare da questa documentazione, il cognome conservava ancora la desinenza arcaica -iz (-ic) che si è conservata fino ai nostri giorni nel cognome Simiz / Šimic, tipico del paese di Prossenicco in comune di Taipana. Suppongo che il cognome Simaz o Simiz sia arrivato a Pulfero dal Caporettano e precisamente dal Breginjski kot (zona di Breginj o Borjana) dove è ancora vivo nella forma grafica slovena corretta Simac.

Questo cognome, invece, è scomparso da tempo nel comune di Pulfero.

Simoncig

Simoncig/Simončič è un cognome endemico, cioè tipico del comune di Stregna che ha avuto origine probabilmente nel paesino di Presserie/Preserje. Si tratta di un cognome derivato dall'agionimo Simon col formante diminutivo sloveno -čič (Simon + čič = Simončič.

Dal quinto libro dei morti della parrocchia di S. leonardo risulta che questo cognome era diffuso negli anni 1788 - 1804 a Presserie, Raune, Stregna, Postregna e Sabnida, praticamente sul solo territorio del comune di Stregna ma oggi lo troviamo, seppure sporadicamente, anche nel Cividalese e nel Manzanese a causa della emigrazione economica.

Simonelig

Dall'agionimo Simon è sorto anche il cognome Simonelig/Simonelič. Si tratta di un patronimico derivato da una forma onomastica romanza Simonel (cfr. il cognome italiano Simonelli) col olito formante sloveno -ič nel significato di "figlio d Simonel". È un cognome originario di Drenchia e lo troviamo annotato nel Libro dei battesimi di S. Leonardo già nel 1683.

Oggi è ancora vivo a Drenchia inferiore, a S. Pietro al Natisone e anche nella pianura friulana (ad es. a Premariacco).

Sirach / Sierach / Sirch / Koruza

Un cognome sloveno parallelo, più o meno dello stesso significato di Blavig o Formentinis, diffuso anche nelle valli del Natisone è Sierach o Sirach documentato nella zona di Erbezzo all'inizio del 17 sec. e poi anche a Rodda, Mersino e Pulfero.

Alla base delle forme dialettali slovene testè citate c'è il sostantivo sloveno "sirek" che sta ad indicare in modo particolare sia la pianta che i grani del granoturco. Nella forma contratta Sirk questo cognome è diffuso soprattutto nel collio goriziano (Medana, Slavče, Drnovk, Biljana, Brdine pri Neblem) e ad Albana (Sirch) nella valle dello Judrio.

Dal comune di Prepotto è arrivato anche a S. Leonardo, probabilmente nel 1854 in seguito al matrimonio di "Dominicus filius qm. Dominici qm. Hermagorae Sirk de Prepotto" con Caterina figlia di fu Giuseppe di fu Stefano Podrecca di S. Leonardo.

Per completare la documentaziope relativa a questo cognome bisogna annotare anche il matrimonio celebrato a S. Leonardo il 17/11/1670 tra Urbano figlio di Andrea Siarak della parrocchia di Volzana / Volče e Geltrude figlia di fu Matteo Dorniak di Jagnet (Jainich). Un altro cognome sloveno che può essere accomunato a Sirk o Sirach, in quanto ha più o meno lo stesso signifidato, è Koruza a sua volta strettamente imparentato col cognome russo Kukuruza.

Tutti questi cognomi possono essere derivati da soprannomi legati in qualche modo al significato figurato è metaforico che la gente dava un tempo al grano (turco) oppure indicavano delle persone che coltivavano, commerciavano, manipolavano il granoturco o le granaglie in genere.

I cognomi Blavig/Blavié, Sirk e Koruza appartengono a quella categoria di cognomi che sono derivati direttamente dai dendronimi (= nomi di piante) e che troviamo presenti tra tutti i popoli.

Sittaro / Sitar

Il cognome sloveno Sittaro / Sitar è sorto, col formante -ar, dal sostantivo sloveno "sito" (=setaccio). Questo nome è stato dato in origine ad una persona che fabbricava i setacci.

Questo cognome era tipico di alcuni paesi del comune di S. Pietro al Natisone (Costa e S. Pietro) ed oggi è presente, oltre che a Costa di Vernassino, anche ad Azzida e a Vernasso. E' inoltre diffuso praticamente in tutta la Slovenia nella forma origina1e Sitar.

Slunder / Žlunder

Slunder / Žlunder è un cognome tipico di Masseris che però è in via di estinzione. Si tratta di un cognome che era presente nel passato anche nel Caporettano e non è escluso che sia arrivato a Masseris proprio di là.

La forma originaria Schlunder (pronuncia Šlunder) si è successivamente modificata foneticamente in Žlunder. Questo fenomeno si riscontra soprattutto in alcuni nomi di origine tedesca penetrati come prestiti nella lingua slovena che iniziano con la Sch- (Š-). Cfr. ad esempio Schneider (Žnidar - sarto), Schnabel ( Žnabu=becco di uccello), Schwefel (Žveplo = zolfo), Schlecht ( Žleht cattivo, maligno), Schlag ( Žlah = colpo, botto), ecc.

Possiamo presumere che il cognome Schlunder o Slunder derivi, con la formante -er, dal sostantivo di origine tedesca der Schlund (= bocca, fauci) e che in origine stava ad indicare probabilmente una persona molto loquace che parlava a vanvera.

Cfr. anche la voce dialettale žnabu, derivata dalla voce tedesca der Schnabel (=becco) che ha più o meno lo stesso significato.

Sméla

Ad Azzida si è estinto verso il 1630 / 1640 i1 cognome Sméla o Sméula (Žméla o Žmévla) tipico del luogo ma di origine piuttosto oscura. Non escludo che abbia alla base qualche voce di origine tedesca.

Questo cognome ha delle forti attinenze con i nomi di casato Žmeli di Mersino e Žmelovkini di Masseris.

Snidar / Žnidar - Žniderčič

Il cognome Snidar / Žnidar era presente a Brizza già nel 1612 (a S. Leonardo nel 1640) e lo troviamo segnato sul più antico libro parrocchiale di S. Pietro, quello dei battesimi, che inizia appunto nel 1612. In seguito il cognome si è trasformato, nel formante sloveno -čič e in italiano nelle forme -cig -zig, -chig e zigh) in Žniderčič / Snidercig. A Barza queste forme onomastiche erano già estinte alla fine del 18. sec.

Dai libri dei battesimi di S. Leonardo risulta che all'mizio del sec. 17. questi due co gnomi erano presenti anche sulla riva sinistra del Judrio e in modo particolare a Kostanjevica, da dove si presume siano emigrati sul territorio del comune di Prepotto da qui nel Cividalese. Ne] 1632 il cognome Snidercig è documentato ad Azzida e più o meno in quel periodo il cognome Snidar o Schnidar era presente ad Oculis. Da Oculis si è poi trasferito a Vernasso dove si è conservato fino ai nostri giorni nella forma ufficiale italiana Snidaro.

Quest'ultima forma italianizzata è piuttosto recente e risale al secolo scorso come risulta dai documenti.

Attualmente questo cognome è presente a Cividale nelle forme Snidero, Snidaro e Snidarcig, a Cialla nella forma patronimica Snidarig / Žnidarič, nei comuni di Prepotto e di Premariacco nella forma Snidarcig.

'Il cognome Snidar/Žnidar corrisponde alla voce dialettale slovena "žnidar" (= il sarto). Questo nome di mestiere è diventato poi anche cognome ed ha assunto a volte la forma aferetica (diminutiva) Snidercig/(Žniderčič, più raramente, la forma patronimica Snidarig/Žnidarič.

"Znidar" è voce di origine tedesca (da Schneider = sarto), penetrata molto presto in tutti i dialetti sloveni e inserita per diverso tempo anche nei vocabolari sloveni. Questa voce è tuttora presente nel dialetto sloveno del Natisone ed ha prodotto il nome di famiglia "hišno ime") Žnidarji diffuso in vari paesi delle nostre valli.

I primi portatori di questo nome di mestiere non erano dunque dei tedeschi o persone di origine tedesca ma dei comuni e semplici sloveni che nei nostri paesi esercitavano la professione del sarto e venivano chiamati "Žnidarji" (= sarti). Lo stesso discorso possiamo fare ad esempio per i vari Šuoštarji (= calzolai) e Méžarji (= nonzoli, sacrestani).

Per il solo fatto di chiamare uno sloveno delle valli col nome dialettale di origine tedesca "Šuoštar" (ted. Schuster = calzolaio) o "Mežnar" (ted. Messner) non si cambia affatto la sua identità etnica, che rimane sempre la stessa (slovena). Di "tedesco" queste persone hanno soltanto il soprannome e nulla più.

Di origine tedesca controllata è che le prime persone cui è stato dato questo nome di mestiere erano effettivamente sarti tedeschi sia di nome che di fatto.

Sòchig / Sòkič

1616 Matthia fiolo di Michel Sochiz di Ver­naso,
1621 luana moglie di Grigor Sochig di Vernasso (Libri dei battesimi di S. Pietro).

Il cognome Sòchig / Sokič, tipico di Vernas­so, si è qui estinto entro la prima metà del 1600.

Potrebbe essere sorto, con la formante ―iùc, dal sostantivo sloveno Sok (= succo) che nel dialetto sloveno della Gorenjska è sinoni­mo di mòčnik (= pappa fatta con acqua e fari­na).
L’originario soprannome sok diventato poi anche cognome poteva forse indicare in origine una persona che mangiava volentieri questo tipo di pappa.

Sòsich / Šošič

1480 / 1500 Michael Sosich de Asida (Registro di Castelmonte).

La forma onomastica Sòsich / Šòšiàč potreb­be essere sorta dallo zoonimo šòš, conosciuto in alcuni paesi montani delle valli del Natisone nella forma šùoš, che è sinonimo di smardéčac (così viene chiamato un piccolo insetto dal colore verde che emana uno sgradevole odo­re).
L’ipotesi non è poi tanto strana se pensia­mo che a Montemaggiore (Matajur) esiste il nome di casato Sùoši qui documentato dall’anno 1756:
Valentinus Franz dictus Suos de Montemaiore
(Libri dei battesimi di S. Pie­tro al Natisone).

Specogna

Specogna (Špehonja) Il cognome Specogna era presente a Vernasso già all'inizio del 1700. Infatti, il 17 febbraio 1738 Matteo figlio di Specogna Pietro di Vernasso sposa Marina figlia di Corredig Giuseppe di Clenia. Il loro figlio Tommaso sposerà nel 1781 Marina figlia di Muliz Giuseppe di Vernasso ma il cognome si estinguerà in questa famiglia (vulgo Jačil) nel 1865 con la morte di Specogna Marina.

I1 cognome Specogna, attualmente presente a Vernasso, è qui arrivato all'inizio del 1800 dalla parrocchia di Erbezzo, probabilmente dal paesino di Specognis come risulta dai libri dei matrimoni e dallo Status animarum della parrocchia di S. Pietro al Natisone.

Il 29 aprile 1826 Specogna Valentino, figlio di Michele e di Crucil Maria di Stupizza sposa Caterina Becia di Vernasso (nata l'11 settembre 1797) e si stabilisce a Vernasso come genero (zèt) nella casa della sposa.

Il cognome Specògna / Špehonja è tipico del comune di Pulfero, in particolare del paese di Montefosca da dove è emigrato in varie direzioni ed è oggi presente in numerose località delle valli del Natisone (Domenis, Specognis, Goregnavas, Calla, Tarcetta, Ponteacco, Clenia, Cocevaro, Vernasso), nei comuni di Faedis e Attimis, nel Cividalese, a Cividale, Udine, ecc.

Si tratta di un cognome sloveno, derivato con la formante accrescitiva e/o peggiorativa -onja (-ogna nella grafia italiana) dalla voce dialettale slovena "špèh" (= lardo) che è un antico prestito dal tedesco.

Altri cognomi sloveni di questo tipo, sorti con la formante -ònja sono, tra gli altri, Velikonja, Drekònja (Drecogna), Trakonja (Tracogna), Tihonja, Pikònja. Pervònja (cfr. P. Merkù, op. cit., pagg. 62, 73).

Nel 1617 è registrata a Montefosca la forma onomastica Speh priva del formante -ogna (fllius Petri Speh de Monte foschia - Libri dei battesimi di S. Pietro ) ma contemporaneamente si registra anche la forma Specogna che sarà poi quella dominante: 1617 Silih Spehonia de Monte foschia (Libri dei matrimoni di S. Pietro), 1635 Peter Specogna de Montefoschia, 1641 Luchis Specogna de Sotto Erbezzo (= Specognis), Iuuana Spehogia de Guardia (= Stupizza), filius Lucae Spehounia de Monfosgia, Joanna Spehonia de Sub Arbez (= Specognis), 1663 Georgius Spehognia ex Arbecio, 1699 fllius Jacobi Spehogna de Lasig (Libri dei battesimi di S. Pietro).

Questo cognome, nella forma Spèh/Špèh, era presente anche sul territorio di Drenchia: 1645 Thoma Speh do Othina brida, 1643 Valentinus Sphegg de Debene (Libri dei battesimi di S. Leonardo), ma verso il 1700 era già estinto in quelle contrade.

I soprannomi Spèh / Špèh e Specogna /# Spehònja, diventati poi anche cognomi, stavano ad indicare in origine delle persone particolarmente grasse (debeluhi in sloveno).

Speh / Špeh

Speh / Špeh era un cognome tipico del comune di Drenchia e precisamente dei paesini di Obenetto / Debenije e Oznebrida / Ocne Bardo. Ha avuto una vita piuttosto breve in quanto si è estinto verso la fine del 1600.

Alla base del cognome c'è il sostantivo dialettale sloveno "špeh" derivato dalla voce tedesca "speck" che sta a designare il lardo del maiale. Špeh era in origine un soprannome dato ad una persona particolarmente grassa.

Questo cognome è attualmente presente, anche se in forma sporadica, nella Repubblica di Slovenia. Dal sostantivo dialettale "špeh" è sorto, con 1a formante accrescitiva e/o peggiorativa -onja, anche il cognome Špehonja (Specogna) che era tipico del paese di Montefosca in comune di Pulfero ed è già stato trattato su queste pagine.

Sracar / Srakar

Verso la metà del secolo scorso si è estinto nelle valli del Natisone il cognome Sracar / Srakar che è documentato a Ponteacco, Sorzento e Mezzana già dall'inizio del 1600.

I1 cognome deriva dal soprannome sloveno Sracar / Srakar, sorto col formante -ar dallo zoonimo sraka (= gazza) e in origine stava ad indicare una persona che si occupava di gazze oppure aveva qualche tipica qua1ità della gazza.

Stanig

Stanig / Stanič è un cognome importato nel comune di S. Leonardo dal territorio sloveno situato al di là del fiume Judrio, oggi territorio sloveno e dobbiamo considerarlo a ragione un cognome sloveno di origine controllata alla stregua di Sidar, Droli, Iaculin, ecc. Dai libri dei matrimoni della parrocchia di S. Leonardo risultà che nel 1793 "Petrus filius Antonii Stanigh de Jdria Imperiali paroeciae Canalensis nunc vero per annum abitans in Srednia et pro quinque annos in Mersio inferiori" sposò Anna figlia di fu Giacomo Moncher di Merso Inferiore.

Pietro Stanigh era probabilmente un renitente alla leva, si era dapprima rifugiato a Stregna nel 1787 e da qui si era trasferito a Merso di Sotto nel 1788. Proveniva dalla parrocchia di Kanal / Canale d'Isonzo che allora comprendeva anche paesini montani situati sulla riva sinistra del fiume Judrio, denominati allora col toponimo collettivo "Idria" o "Idria Imperiale" (= paeri della valle del Judrio appartenenti all'Impero Asburgico). Questa denominazione si è conservata fino ad oggi nella espressione geografica locale "Idrija" (v Idriji, z Idrije) che sta appunto ad indicare i paesini sloveni situati sulla riva sinistra (montana) del Judrio, in territorio sloveno.

Presumo che il cognome Stanig provenisse dal paese di Ukanje dove era allora particolarmente diffuso e dove si è conservato fino ai nostri giorni.

Il figlio di Pietro, Michele, sposera nel 1822 Lucia Gariup di Scrutto. Rimasto vedovo si risposerà nel 1835 con Caterina Leban di Merso di Sotto.

Stanig / Stanič è un cognome patronimico, derivato col formante - da Stane che è forma contratta (ipocoristica) dell'agionimo Stanislav.

Stranislav è un antico antroponimo (= nome di persona) di origine slava, composto dalla forma imperativa (stani"!) del verbo "stati" (nel significato di "postati" = diventare) e dal morfema "slav" (= "slaven", celebre, famoso, illustre). Si tratta di un cognome "augurale" che contiene un ambizioso programma di vita: "Diventa celebre, famoso!".

Da Merso di Sotto il cognome Stanig è emigrato a Scrutto, San Leonardo, S. Pietro al Natisone, Purgessimo, Sanguarzo, Cividale ma si è conservato fino ai nostri giorni anche a Merso di Sotto ed è diffuso praticamente su tutto il territorio della repubblica di Slovenia, compresa la valle dell'Isonzo.

Il cognome è presente anche ad Albana (comune di Prepotto) ma qui è arrivato direttamente dal territorio sloveno situato oltre lo Judrio.

Stargar

Il cognome Stargar / Strgar era presente, dall'inizio del 1600, a Montefosca, Brischis, Perovizza, Biacis, Vernasso, Azzida, Trusgne, Oznebrida, Drenchia, Liessa e Podcostne ma si è estinto in tutti i paesi citati e dalla fine del 1700 non è più presente nelle valli del Natisone. Questo cognome è invece presente nelle forme Strgar e Stergar in numerosi centri della Repubblica di Slovenia, compresa 1a vicina valle dell'Isonzo.

Si tratta infatti di un cognome sloveno che potrebbe essere derivato o dal verbo "strgati" (= raschiare, grattare, strappare) mediante la desinenza -ar, oppure dallo zoonimo "strgar" (= uccello della famiglia dei merli).

Se accettiamo la prima ipotesi, che mi sembra la più probabile, allora il cognome riflette il nome di mestiere "strgar" . Dato però che questo mestiere non viene esercitato ab immemorabili non sap-piamo oggi con certezza che cosa potevano raschiare, grattare o strappare coloro che lo esercitavano.

Starnàt / Strnàd

1618 Blas Starnat de Costa (Dal 1. Libro dei matrimoni di S. Pietro).

Il cognome Starnàt (Stanàd) si è estinto a Costa di Vernassino entro breve tempo, dato che non compare più sui libri parrocchiali di S. Pietro al Natisone. Deriva direttamente dallo zoonimo strnad (= zigolo giallo).
Cfr. anche il nome di casato Starnadovi presente nelle valli del Natisone e il cogno­me Strnad diffuso in Slove­nia.

Steffenig / Štefenič

Steffenig / Štefenič (Štiefinč nella forma dialettale slovena) è un cognome tipico di Savogna, da cui hanno preso il nome i casali Steffenig. Il cognome patronimico è sorto, con la formante - dall'agionimo Stephanus.

Da questo nome di Santo sono sorti nelle valli del Natisone soprattutto nomi di casato ( Štefani, Štefeniči, Štefameli, Štefenadi), mentre i cognomi sorti da questo agionimo sono praticamente assenti, a parte naturalmente il cognome Steffenig che è ormai in via di estinzione.

Anticamente anche i casali Steffenig venivano chiamati Sotto Tercimonte per la loro posizione geografica.

Stoper

Stoper era un cognome tipico di Azzida che si estinto attorno al 1650. Si tratta di un nome di mestiere derivato, col formante -er, dal sostantivo sloveno "stopa" (=mortaio di pietra usato in certi mulini per la pilatura dei cereali, in particolare orzo e segala).

Anche il mulino di Azzida, situato in 1oca1ità "Pod Ažlo" era evidentemente attrezzato nel 1600 per la pilatura dei cereali e al mugnaio del tempo è stato dato il soprannome Stoper che è diventato poi anche cognome. Stoper era dunque sinonimo di mugnaio. In certi mulini delle valli del Natisone funzionavano le "stope" anche dopo la seconda guerra mondiale e fino ad oggi si è conservata l'espressione "tuči kašo" (= pestare i cereali nel mortaio).

Strazzolini

Il cognome Strazzolini è presente a San Pietro da almeno 350 anni. L'11.9.1641 compare per la prima volta sui libri dei battesimi di S. Pietro e, successivasnente, il 19.5. 1643 un cer-o "Zanmaria Strazulin",che fa da padrino di battesimo in due occasioni ma poi scompare dalla scena.

I1 23 agosto 1644 fa da padrino di battesimo a San Pietro "Paulo Strazzulino" il quale era marito di una certa Valentina, come appare da un atto di battesimo del 7. 12. 1644. Sembra che Paolo sia rimasto presto vedovo e si sia poi risposato con una certa Marina dalla quale ebbe il figlio Tommaso, come risu1ta dai libri dei battesimi.
Il 23. 1 1 . 1694 "Thomas filius qm. Pauli Strazzolini de S. Petro" sposa Fuscha Clemenzig del luogo.

Da questo matrimonio nascerà Simone il quale si sposerà l'11.2.1732 con una certa Corredig Margherita. Da questo matrimonio nasceranno due fratelli (Giacomo e Tommaso) che daranno vita a due famiglie diverse che hanno poi assicurato la presenza del cognome Strazzolini fino ai giorni nostri.

I1 cognome Strazzolini è emigrato a San Pietro al Natisone dal Cividalese, probabilmente da San Guarzo dove è ancora presente. Noto, di passaggio che il 28. 1. 1692 "Franciscus filius Jacobi Strazzolini de S. Georgio" sposa Anna figlia di Sebastiano Stargar mugnaio di Sotto Azzida. A11'inizio del 1600 era vicario di San Pietro degli Slavi il Reve rendo Fi1ippo Strazzulino mentre sul Registro della confraternita dl Castelmonte è segnato, all'anno 1618, il "M(ol)to R.do Monsig. Gi(a)como Strazzulino", probabilmente canonico a Cividale. Il cognome è di chiara origine friulana e deriva dal sostantivo "strazze" o "straz" (= cencio) che è penetrato anche nei dialetti sloveni del litorale ("štrace"). Probabilmente si tratta di un nome di mestiere, diventato poi cognome, che stava ad indicare una persona che si dedicava alla manifattura e al commercio degli "Stracci", cioè della tela, della stoffa e dei tessuti in genere. Dalla voce "strazze" si è passati prima, col formante -ul, a1la variante "strazzul" e poi, col formante -in, al nome di mestiere e antroponimo Strazzulin modificato poi in Strazzolini.

Stròies / Stroješ

A Vernasso era presente fin dal 1600 il cognome piuttosto raro Stroies (Stroješ) che si è estinto verso la metà del 1700:
1625 Andrea Stroies de Vernaso,
1655 fihius Valentini Stroiesch de Vernaso (Libri dei battesimi di S. Pietro),
1763 filius Josephi Clemenzig dicti Stroies de Vernasso (Libri dei morti di S. Pie­tro).

Presumo si tratti di un cognome derivato dal verbo sloveno «strojiti» (= conciare le pelli, aggiustare qualcosa, soprattutto pentole e oggetti casalinghi) ed in origine era un nome di mestiere.

Cfr. però anche il cognome Stroiazzo tipico di Monteaperta / Vi#korša e derivato dal nome di mestiere «strojač» che nel dialetto sloveno del Torre sta ad indicare il castratore di ani­mali
(Cfr. P. Merkù , op. cit., pag. 61).

Strùchil / Štrùkelj

Già prima del 1783 era arrivata a Picon la famiglia di "Mattia Strukel" proveniente dal Collio Sloveno (la moglie, Maddalena Bandel, era di Kojsko). A Picon morirà nel 1783 un figlio di "Matthia Strukl habitantis in Picon" e nel 1791 un'altro figlio ("Joannes filius Matthiae Strukel de Picon"). Da Picon Mattia Strukel emigrò con la famiglia ad Azzida. Qui, nel 1815, suo figlio "Matthia Strùchil" sposa Anna Sturam di Vernasso e fissa la residenza in quest'ultima località.

Da Vernasso il cognome emigrò a Biacis nel 1848, quando "Joseph, fihius Matthiae Struchil de Vernasso" (nato nel 1822) sposò Maria Blanchin di Biacis. Struchil / Strùkelj è dunque un cognome sloveno di origine controllata e deriva dal nome "štrùkelj" col quale viene chiamato il tipico dolce sloveno.

In origine il soprannome Strùkelj stava ad indicare una persona piuttosto grassa o una famiglia dove si confezionavano buoni "štrukli" (Cfr. P. Merkù, op. cit., Pag. 62).

Strùzzo

Il cognome Struz, modificato poi in Struzzo nel 1700/1800, è presente a Sorzento dalla seconda metà del 17. secolo.
L’ 11 febbraio 1686 infatti Osvaldus flhius Dominici Struz de Sorzento sposa Elena Loschac del luogo. Osvaldo Struz era un carbonaro, arrivato nelle valli del Natisone probabilmente dalla zona di Meduno nel Friuli occidentale.
Con Osvaldo Struz era arrivato nella Schiavonia ad esercita­re il mestiere del carbonaio anche Francesco Struz de Meduno habitans in Azida
(cfr. i libri dei battesimi di S. Pietro - anno 1683).

Sull’ attività dei carbonai nelle valli del Natisone cfr. il Dom, n0 14, 1994 , pag. 3.

Il cognome era in origine un soprannome derivato dallo zoonimo friulano «strùz» (= struzzo) e stava ad indicare una persona che aveva qualche caratteristica fisica o comportamentale tipica dello struzzo.
Da notare che il cognome tedesco Strauss (= struzzo), diffuso nella forma grafica Štravs anche in Slovenia, era presente nel 1600 anche a Tarcetta in comune di Pulfero
(1638 Giesa Strausa de Tarceta, Piero Straus de Tercetta -
Libri dei battesimi di S. Pietro,
1762 Gregoriusfll. qm. Bartholomaei Straus sive Sturam de Tarcetta -
Libro de matrimoni di. S. Pietro).

Stulin

Il cognome Stulin/Štulin è tipico di Tribil superiore (com. di Stregna), e da qui si è diffuso nelle Valli di San Leonardo e nella pianura friulana.
Viste le forme scritte del 1500 e 1600 (Stellin, Stillin) si può supporre che si tratti di un cognome di origine romanza. Esso deriva, probabilmente, dal sostantivo stella col suffisso diminutivo -in. Che si tratti ti un cognome “immigrato” dal Friuli si può desumere dal fotto che in Slovenia è assente, mentre è tuttora vivo a Udine nella forma base Stella e nella variante Stellin.
La presenza a Tribil di tale cognome non deve affatto sorprendere: vi sono stati sempre stretti rapporti tra il Friuli e le Valli del Natisone, con conseguente osmosi di cognomi.
La forma originaria Stelín si è trasformata, inbocca slovena, prima in Stilín e poi in Stulín (modificazione fonetica della vocale e prima in e e poi in u).

Suber

Il cognome è arrivato da Potoki (dalla zona di Breginji) a Biacis in comune di Pulfero alla fine del 1700. Ne fanno fede i Libri dei matrimoni di S. Pietro. Nel 1792 infatti Casparus filius Lucae Suber de Potoch, parocchia Caporetensi si sposa con Marina figlia di fu Ermacora Raccar di Biacis. Rimasto vedovo, Gaspare si risposerà con Joanna filia qm Matthaei Pusin de Lasiz. Nel 1778 muore Marina moglie di Giacomo Suber modo habitantis Vernasi. Anche Giacomo Suber era arrivato con tutta probabilità a Vernasso dal Breginjski kot. Gaspare e Giacomo Suber si erano trasferiti nella Valle del Natisone dal Caporettano non solo per motivi di lavoro ma probabilmente anche per non ottemperare all'obbligo della leva militare che allora vigeva "a parte Imperi" (Cfr. B.Z. La Schiavonia Veneta - ottimo rifugio per disertori e renitenti alla leva, Dom n. 10, 1989 - n. 22, 1990).

Il cognome Sùber / Žùber deriva probabilmente dall'aggettivo dialettale di origine tedesca žavber (pulito, delicato, bello, leggiadro), che è da tempo presente nei dialetti sloveni carinziani e lo troviamo non di rado negli antichi canti popolari sloveni.

Scrive Hildegard Striedter - Temps: "Etwa um 1250 entlehnt aus mhd. bair. žavber, mhd. suber, adj. "rein, sauber, schòn"" (Deutsche Lehnwòrter im Slovenischen", Wiesbaden, 1963, pag. 250 alla voce žavber(n)).

Presumo che la forma Sùber, Žùber sia sorta da Sauber /Žauber attraverso i meccanismi riduttivi tipici del dialetto del Natisone il cui influsso si avverte anche nel Breginjski kot.

Succàglia / Sukàlja

Dai libri parrocchiali di S. Pietro risulta che il cognome Sucaglia (Sukalja) , modificato verso la metà del 1700 in Succaglia, era concentrato soprattutto a Cras presso Biacis dove è documentato dall'inizio del 1600.

Si tratta di un cognome esclusivo e tipico del luogo che si è poi diffuso nei paesi circostanti. Non ho trovato, infatti, un cognome simile nè in Slovenia, nè in Friuli e nel resto d'Italia.

Succaglia potrebbe riflettere il nome di un mestiere e derivare, con la formante -alj, alja (=aglia nella grafia italiana), dal verbo sloveno sùkati (= torcere, girare, avvolgere, ruotare).

Cfr. anche il sostantivo sloveno sukàlo o sukalnik (= rocchetto o spola del tessitore) e il nome di mestiere sukaiec (= l'operaio tessile).

Faccio notare che il suffisso -alja / -aglia, col quale è sorto il cognome Succaglia, non ha nulla in comune col suffisso collettivo di origine romanza -aglia che ha contribuito alla formazione delle voci canaglia, marmaglia, sterpaglia, granaglia, ecc.

Succo Suòk

Sùcco è un cognome presente oggi ad Antro e a Lasiz in comune di Pulfero, qui arrivato molto probabilmente da Masarolis in comune di Torreano. E' presente anche in alcune località dei comuni di Attimis e Faedis dove è documentato dall'inizio del 1600 nella forma Suòch / Suòk. L'attuale forma italianizzata è piuttosto recente e risale alla seconda metà del secolo scorso.

La forma dialettale Suòch / Suòk è sorta, a causa della dittongazione della o lunga accentata, dalla forma originaria k. Lo si deduce chiaramente anche dal cognome patronimico Sochig / Sokič presente a Vernasso all'inizio del 1600.

Il cognome, nella forma letteraria Sok, è diffuso praticamente in tutta la Slovenia. Alla base del soprannome, diventato poi anche cognome, c'è la voce slovena sòk che ha due varianti e due diversi significati (succo, linfa, ramo, nodo dell'albero).

A Masseris c'è il nome di casato Sùoki sorto dal soprannome Suòk allo stesso modo del cognome Suoch / Suòk (oggi Succo).

Suìsaz

1685 filius Marini Suisaz de Mezzana,
1697 filius Joannis Suisaz de Mezzana,
l7l0 fiuius Joannis Suisaz de Mezzana,
1727 filius Phi­lippi Cernoiae vel Suisaz de Peiano,
1734 fihius Philippi Cemoia vel Siuisaz de Peiano
(Libri dei battesimi di S. Pietro).

Il cognome Suìsaz (Svìzac) era tipico o endemico del paese di Mezzana e si è estinto nei primi decenni del 1700.
Si tratta probabil­mente di un cognome derivato dallo zoonimo svizec (= marmotta) o comunque dal verbo sloveno svìzati (= sibilare, fischiare).

In origine era un soprannome e stava ad indicare una persona che aveva l’abitudine di sibilare o fischiare.
La marmotta, com’ è noto, emette un caratteristico sibilo o fischio e il nome sloveno dato a que­sto animale, derivato del verbo svìzati (= sibilare o fischiare) mette in evidenza una sua inconfondibile peculiarità.
Il cognome Svìzac, presenta a Mezzana fino all’inizio deI 1700 e l’omonimo sopranno­me presente allora anche a Pegliano in comune di Pulfero, stanno a dimostrare che lo zoonimo svìzec è scomparso dal dialetto sloveno del Natisone dopo quella data.

Susnich

1613 Quirino fiol di Steffano Susnich de Asida,
1614 Margeta Susniza de Asida (Libri dei battesimi di S. Pietro),
1638 Juana fu. Nicolai Susnihk de Scrutt,
1642 fil. Nicolai Susnihk de Azida,
1645 fu. Nicolai Susnihk de Merso inferiori (Libri dei battesimi si S. Leonardo).

Sùsnich / Sùšnik è un tipi­co cognome sloveno.

All’ini­zio del 1600 era presente anche ad Azzida e da qui è emigrato a Scrutto e a Merso inferiore ma alla fine del secolo era già estinto nelle valli del Natisone.

Il sostantivo sloveno «su#nik» sta oggi ad indicare un vento secco ma nel passa­to era usato anche come soprannome per indicare una persona piuttosto magra e secca.
Cfr. anche i sostantivi sloveni «sùša» (=siccità) e «sušec» (= mese di marzo, considerato un mese secco) diventati prima soprannomi e poi anche cognomi.
Anch’essi stavano ad indica­re, in origine, delle persone particolarmente magre.

Tutti questi cognomi sono oggi dif­fusi in Slovenia, in modo par­ticolare il cognome Sušnik.

Questi è sorto col formante -nik dal sostantivo sloveno «sùša». I citati cognomi sloveni Sùša, Sùšec, Sùšnik possono essere paragonati ai cognomi italiani Magretti, Magri, Magrin, Magris, Magro, Magrone, tutti derivati dall’ aggettivo «magro».

Szuria / Ščurja

1613 Filipa Scuriouiza de Pontea, Steffano Scuria de Ponteiacho,
1626 Iuan Scuria de Pon­teaco,
1699 fu. Caspari Scuria de Ponteaco,
1705 fiL Marini Szuria de Ponteaco,
1710 Helenafihia qrn. Stephani SCUrW de Ponteaco (Libri dei matri­moni di S. Pietro)
1743 fiL Pauli Tidlina dictus Szuria de Ponteaco (Libri dei matrimoni di S. Pie- tro).

Szuria / Ščuria è stato fino al 1720 / 1730 un cognome tipico di Ponteacco.
Si tratta di un cognome piuttosto oscuro.
Personalmente lo fac­cio derivare, col formante -ja, dall’aggettivo ščur (= nero, scuro) che ha prodotto anche i sostantivi ščurek (= scarafaggio) e ščurka (= pecora di colo­re nero).
Il soprannome Š#urja, diventato poi cognome, poteva indicare in origine una persona dai capelli corvini o dalla carnagione scura.

Sdraulig (Zdravl(j)ič)

Il cognome Sdraulig (Zdravl(j)ič) è tipico del paese di Seuza di Grimacco da dove è emigrato nelle Valli del Natisone ed in Friuli.

Si tratta di un patronimico, un cognome cioè derivato dal nome del padre con il tipico formante sloveno -ič (Zdravlje + ič = Zdraul(j)ič) ed è comparso nei libri dei battezzati della parrocchia o vicaria di S. Leonardo nel 1690.

L'antico cognome Zdravlje, annotato già nel 1602, da cui è poi derivato il patronimico Zdraul(j)i# / Zdraulig, è probabilmente un nome augurale dato dai genitori al figlio appena nato perchè cresca soprattutto sano.

Non possiamo escludere che si tratti anche di un soprannome dato ad una persona sana e robusta che impersonificava, in un certo senso, la salute stessa (zdravje= salute).

Božo Zuanella

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