Epistola di S.S. Papa Leone IV

E' una lettera apocrifa e appartiene a quelle credenze che animano molte pratiche occulte.
E', in pratica, un "salvacondotto" per l'al di qua e per l'al di lá.

Le superstizioni nelle Valli del Natisone

Nella sua tesi di laurea Mons. Angelo Cracina in un capitolo affronta il tema della superstizione nelle nostre Valli.
Tra le diverse pratiche delle quali é venuto a conoscenza, cita anche l'epistola salvacondotto di papa Leone IV.

Il Cracina scrive:

E' apocrifa ed é stampata alla macchia: ci si accorge subito alla lettura del primo brano.

Quindi trascrive il documento che ha in mano:

Titolo:

"J.M.J. Epistola di S.S. Papa Leone IV mandata da un angelo al Re Carlo Magno Imperatore".
Si legge che la santitá di Papa Leone IV mandó questa SS. epistola al Re Carlo Magno Imperatore nel tempo che si trovava alla battaglia per la S. Sede; ed ordinó ad onore di ognuno che facesse la copia e la portasse in dosso che ogni persona sará salva, e chi la leggerá e porterá in dosso non gli potrá accadere alcun male né di giorno né di notte.

E sempre andranno bene i suoi negozi.
Se qualche donna stesse in disgrazia con il marito, avendo questa SS. Epistola in dosso, bisogna che suo marito la torni ad amare.
Se vi fosse qualche donna che non potesse partorire, mettendosi la presente in dosso partorirá subito e senza dolore...
Se questa SS. Epistola alcuna persona l'avesse in mano, ne faccia copia e la conservi che poche copie se ne trovano...

Queste sono parole, ovvero la lettera che mandó Papa Leone IV al Re Carlo Magno e la trovó stampata nell'archivio antico del suo palazzo nell'anno di nostra salute 1169:

Erue sit ┼ Amen. Deum erue in quamomni tempore te adoro ┼ Erue Cristi afferat ad me Domine quidem me opprimat inimicus Christum nobiscum sit. Amen. Jesus Maria Joseph. Franciscus, Antonius, Jacobus, Andrea, libera me Joseph" ecc., ecc."

Il Cracina annota:
Come si vede, la storia (Carlo Magno morí nell'814 e Leone IV nel 963), la logica e la sintassi sono malmenate, ma l'occultismo e la magia hanno bisogno di questi sistemi per far colpo sulle anime semplici.
Ne é prova anche la “Lettera di Gesú Cristo” che riportiamo a pagg. 99-101

Vedi: LINTVER - CULTURA/letteratura/Mons Cracina/Vita religiosa e spiritualitá delle Valli del Natisone.

Nella nota, inoltre, asserisce che:
"(47) Questa epistola fu regalata allo scrivente da Dugaro Antonia di a. 60 da S. Leonardo nel 1940 (B. Cr.).

Esiste un secondo brano?

Evidentemente il Cracina, parlando del primo brano, avrebbe dovuto avere tra le mani almeno un secondo  brano, che peró non trascrive.


Mons. Cracina é morto giá da una decina d'anni. La sua biblioteca probabilmente é rimasta nella canonica della parrocchia di San Leonardo

Mi son ripromesso tante volte di andare a indagare ma non ho ancora avuto l'occasione.

Interesse per questa epistola

Ogni tanto qualcuno mi scrive chiedendo informazioni piú dettagliate circa questa lettera.
Ció significa che questa catena si é estesa piú o meno in tutta Italia. Molto interessante sarebbe sapere da dov'é partita.

Voglio riportare la versione che la signora Maria Teresa Serra mi ha mandato dal Piemonte. E' molto piú ampia e comprende anche quella seconda parte che il Cracina non riporta.


Il documento di Maria Teresa Serra

Teresa dice, parlando del documento:

si tratta di un foglio, scritto a penna con inchiostro nero sulle due facciate.

La grafia é molto minuscola, inclinata e di difficile lettura, specialmente nelle pieghe del foglio che ha un po' cancellato le parole.

E' stata sempre tenuta piegata piú volte nel portafoglio da un montanaro di Forno Alpi Graie in Val di Lanzo, provincia di Torino.

Non sappiamo niente d'altro, il foglio é stato ritrovato solo adesso ed esaminato attentamente.


Note sulla trascrizione:

1. le poche parole non chiare sono state sottolineate;

2. si é rispettata la scrittura originale.

Prima pagina

Formula magica da portare sempre appresso

Epistola di papa Leone mandata da un angelo al re Carlo Imperatore .

Si legge che la Santitá di papa Leone mandó questa SS. Epistola al re carlo Imperatore nel tempo che si trovava alla battaglia per la Santa Sede, ed ordinó che a favore d'ognuno che facesse la coppia e la portasse adosso che ogni persona sará salva, e chi la leggerá e la porterá in dosso, non gli potrá accadere male alcuno ne di giorno ne di notte.

Inoltre andranno sempre bene i suoi affari, se qualche donna stasse in disgrazzia del marito, avendo questa SS. Epistola indosso bisogna che il suo marito la torni ad amare.

Se vi fosse qualche donna che non partorisse, mettendosi la presente indosso, partorirá subito e senza dolore, se qualche donna si trovasse nell'estremo della sua vita confidandosi alla misericordia di Dio, avrá grazia che l'anima sua non potrá essere mandata all'inferno.
Quello che la porterá indosso non puó in nessun caso essere offeso.
Se questa santa Epistola alcuna persona l'avesse in mano ne faccia la coppia e la conservi, che poche copie se ne trovano ancora, se qualcuno avesse perduto l'amicizia di qualche signore, oppure suo favorito amico, andandoli a parlare tornerá alla prima amicizia.

Se qualcheduno combattesse con li nemici suoi sará sempre vincitore e vittorioso, e dove sono questi santi nomi di Dio

Agnus, ┼Nativitates, ┼Voluleus, ┼Eilcristus, ┼Benevolrntius, ┼Amalis, ┼Santus┼

Se qualcuno venisse il sangue dal naso che non gli stagnasse mettendosi la presente indosso subito gli stagnerá, e portando la presente in seno non verrá offeso da qualsiasi sorta d'armi e se vi fosse qualche duno uncredulo lo potrá provare con metterla sopra un'anima e tirargli che non potrá essere offesa.

+Competitione spirito maligno quater fulminaribus catolicis ┼ ad computatione ..

(Qui vi sono tre righe illeggibili)

...Jesum Maria, amen angelus nativitas qui fecit cielum et terram fecit salvum tumulo tua .Juseph santus Andreae Amen

Queste sono le parole, ovvero la lettera che mandó Papa Leone al Re Carlo e si trova scritta nelarchivio antico del suo palazzo nell'anno di nostra salute 1169.

Erue sit amen, Deum erue in quam omne tempore te adoro, erue Christi afferat ad me Domine quidem me opprimat inimicus Christum nobiscum sit amen.

Jesus Maria, Joseph, Franciscus, Antonius, Andreae, libera me Joseph

J N R I ┼

Fra tanti benefici che gode colui che porterá indosso questa sono ancora i seguenti:
sera salvo da ogni pricolo, e non morirá senza confessione, né di folgore, né di tempesta, né di saette, né di acqua, né di fuoco, né di veleno, ne di mal fisico, né di mala sorte, ne di morte subitanea, e sará libero dalle calunnie, dai falsi testimoni, e dai cattivi nemici.

Seconda pagina sul retro foglio

Questa orazione fu mandata dall'Angelo disceso dal cielo nel palazzo di Carlo Imperatore, acció nessuno potesse nuocerlo

Christus Rex visitare nos Deus ┼ homo ┼ factus est miraculu

Andreae transeat per montium, Elisabet sine non ab tet

Crus X Christus difendat me Crus X Christus me ad omni malo

libera me.

Domine Christus ┼ Deus ennanue Jesus redentor Christus Vicit.

Raphael miram . Melchior incensum. Baldhassar aurum

(Nota: dovrebbe essere Gasparre)

┼ Christus vicit, Christus ut omni periculo imminenti me difendat Jesus ed Maria.

Signor mio Gesú Cristo, salvator di tutto il mondo salvate l'anima mia.

Si legge che Re Carlo, una mattina doveva far decollare uno che era reo di morte, ed il carnefice non gli poteva mai tagliar la testa, e non poté farlo morire: fu cercato undosso, e gli trovarono la medesima Epistola.

Gran madre di Dio, Vergine fra tute le Vergini di tutto l'uniVerso, benedetta e santificata fra tutte le altre donne pregate il Vero SS. Figlio per tutti i peccatori. Voi Signora che siete la vera Vergine, vogliatemi bene ed aiutatemi in tutte le necessitá.

Quest'orazione fu trovata nel Santo Sepolcro di Gerusalemme, ed ora, questa proprietá che chi la porta in dosso, peró con devozione, e con buona intenzione, non sará sentenziato a morte, e sará visitato tre giorni avanti alla sua morte dalla Gran Madre di Dio Maria SS. ed in quella casa dove vi sará questa orazione, non si sentirá veruno, non vi sará incendio, ne si vedranno geni cattivi, e sará solievo da qualsiasi sorta di pericolo.

LAUS DEO

Il documento di Paola Sabatini

La signora Paola Sabatini scrive al LINTVER: Ho ricevuto da mia Madre via fax questa copia, mi sembra leggermente diversa da quella pubblicata da Voi. Lei ne é venuta in possesso da un parente ormai morto che viveva sul lago Maggiore, e mi raccontava che questo suo cugino la portava addosso durante la seconda guerra mondiale mentre prestava servizio su un sommergibile. Il sommergibile fu colpito dal fuoco nemico e solo lui si salvó.

Ecco la lettera:

Epistola di papa Leone

Mandato da un angelo al Re Carlo Imperatore

Si legge che la santitá il Papa Leone IV mandó questa SS. Epistola al Re Carlo Imperatore, nel tempo che si trovava alla battaglia per la S. Fede, ed ordinó a favore d'ognuno che facesse la copia e la portasse indosso, che ogni persona sará salva e che la leggerá e la porterá indosso non gli potrá accadere male alcuno, né di giorno né di notte. E sempre andranno bene i suoi negozi. Se qualche donna stesse in disgrazia del suo marito, avendo questa SS. Epistola indosso, bisogna che suo marito la torni ad amare.

Se vi fosse qualche donna che non partorisse mettendosi la presente indosso partorirá subito e senza dolore. (Se qualcheduno si trovasse nell'estremo di sua vita, confidandosi alla misericordia di Dio avrá la grazia che l'anima sua non potrá essere dannata all'inferno. Quello che la porterá indosso non potrá in nessun caso essere offeso.) Se questa santa Epistola alcuna persona la avesse in mano e ne faccia la copia e la conservi, che poche copie se ne trovano,. Se qualcuno avesse perduto l'amicizia di qualche signore, oppure di qualche signora, oppure di qualche favorito suo amico andandogli a parlare tornerá alla prima amicizia.

Se qualcheduno combattesse son i nemici suoi, sará sempre vincitore e vittorioso (e dove sono questi santi nomi di Dio) (non si capisce!) Agnus, ┼ Nativitas, ┼ Vitulos(?), ┼ Cristus,┼ Benevoluntas, ┼ Amabil, ┼ Sanctus. Se qualcheduno venisse il sangue dal naso che non gli stagnasse, mettendosi la medesima indosso subito gli stagnerá e portando la presente indosso, non verrá offeso da qualsiasi sorta d'armi e se vi fosse qualcheduno incredulo lo potrá provare col metterlo sopra un'anima e tirargli che non potrá essere offeso. (riga illeggibile) ┼┼┼ Compatione spiritus maligno quator fulminacibus cattolicis ┼ et computation e sanctum Iacobum et homine sanctis ed sancto Dei nunc nemo posit nocere nobi ┼ San Andreae Cui famulo tuo libera me domine ab omnibus infirmitatibus, pericolis temporalibus, et omnis odio et omnia lingua et vigilando et comandando in omni tempore” “jesus F.F.F.F. Amen.”

“++ Libera Iesus Maria, amen angelus, nativitas, qui fecit coelum et terram fecit salvum famulo tuo a Ioseph sanctus Andreae. Amen. Queste sono le parole ovvero la lettera che mandó Papa Leone al re Carlo e la trovó stampata nell'archivio antico del suo palazzo, anno di sua salute 1169 eru e sit ┼ amen”

Deum ein quam omne tempore te adoro erue Christi afferat ad me domine quidem me opprimat inimicus Cristus nobiscum bit amen Iesus, Maria Ioseph, Franciscus, Antonius, Iacobus, Andreae libera me Ioseph (in fondo ?)



INRI ┼ Fra i tanti benefici che gode colui che porterá indosso questo foglietto vi sono ancora i seguenti: Sará libero da ogni pericolo e non morirá senza confessione, né di folgore, né di tempesta, né di saette, né di acqua, né di fuoro, né di veleno, né di mal di sico (?), né di mala molte, né di morte subitanea, e sará libero dalle calunnie e dai falsi testimoni e dai cattivi.

Questa orazione fu mandata dall'Angelo disceso dal cielo nel palazzo di Carlo Magno, acció nessuno potesse nuocerlo: “ Cristus Rex visitare non Deus ┼ homo ┼ factum est miracula Andreae transeat per motum Elisabet sine abitet ┼ et requirescant omni ?ggione ┼ sanctus Deo ┼ sanctus misericor et immortalis misericordiae mei. ┼ Cruz Cristus difendat me Crus ┼ Cristus me ab omni malo libera me.

“Domine Cristus ┼ Deus emanuel Iesus redemptor Cristus ┼ et verbum caro factum est habitavit in me Rapael irae a Melchior incensum ┼ Daldbassar aurum ┼ Cristus, vicit, Cristus ut omni periculo imminenti me defendat: Iesus et Maria “Signor Mio Gesú Cristo, Salvator di tutto il mondo, salvate l'anima mia.”

Si legge che il Re Carlo una mattina doveva far decolare uno che era reo di morte, ed il carnefice non gli poteva mai tagliare la testa e non poteva farlo morire; fu cercato indosso e gli trovarono la medesima Epistola (Gran madre di Dio Vergine fra tutte le Vergini di tutto l'universo, benedetta e santificata fra tutte le altre donne, pregate il vero SS. Figlio per tutti i peccatori, voi Signora, che siete la vera Signora, che siete la vera Vergine, nominatemi bene ed aiutatemi in tutte le necessitá).

(Questa orazione fu trovata nel Santo Sepolcro di Gerusalemme, ed ha questa proprietá che chi porterá indosso, peró con devozione e con buona intenzione, non sará sentenziato a morte, non patirá il male d'occhi, né di cuore e sará visitato tre giorni avanti alla sua morte dalla Gran Madre di Dio Maria SS., ed in questa casa dove si sará quella orazione non vi sentirá veruno e non si vedranno viziosi cattivi, e sará libera da qualsiasi sorta di pericolo. LAUS DEO).

Nota

Se qualcuno é in possesso di altre lettere simili e non fosse tanto geloso da tenersele solo per sé, me le potrebbe spedire (specogna/at/alice/dot/it) in modo da aggiungerle a questo file e agevolare chi fosse interessato a questa ricerca.

Il documento di Matteo Pancrazio

Firenze 18 marzo 2009

Le invio le foto di questa orazione che mio padre mi ha dato.

Mio nonno Emilio nel lontano 1911 fu obbligato a partire per la guerra in Libia. Qualcuno gli regaló questi due foglietti per augurargli di tornare sano e salvo a casa.

Successivamente questi foglietti furono passati da lui stesso a mio padre, dato che per lavoro viaggiava per il mondo.
Mio padre li ha tenuti sempre nel portafoglio fino a pochi mesi fa.
Ormai ridotti a piccoli pezzi strappati, sono riuscito a riunirli e capire cosa c'era scritto, cosa che non ricordava piú nemmeno mio padre.
Saluti Pancrazi Roberto.













Si tratta ora di riscrivere copiando il testo dalle quattro foto.
Lo faremo col tempo.
Peró..., se qualcuno vuol darci una mano...!
(Potremmo spedire via e_mail foto piú chiare.)


Il documento della signora Mirna Gonelli


Scrive la signora Mirna:

Sul vostro sito ho trovato traccia di altre lettere come quella da me posseduta.
Vivo in provincia di Ravenna e la lettera mi é stata data da mia madre che la trovó alla morte di mio nonno, il quale l'aveva portata per tutta la vita nel portafoglio.
Purtroppo non so altro sull'origine di questa lettera.

Essa é costituita da un unico foglio stampato a macchina con intestazione:


"I.M.I. EPISTOLA DI S.S PAPA LEONE mandata da un legale al Re Carlo Magno Imperatore":
Il testo riportato é del tutto simile a quelli giá trascritti sul vostro sito e si conclude con
SALUS LAUS DEO.

Vi allego una foto.

La mia curiositá sarebbe conoscere, in maniera approssimata, la datazione presunta da voi su tale epistola e origine.

--------------------------------------

In una successiva mail la signora Mirna mi da il permesso di pubblicare la lettera e conclude, dicendo:
... prometto che invieró la trascrizione della lettera.

In quanto la foto ha una bassa definizione e, ingrandendola, non si riesce a leggere il testo.
Ringraziamo di cuore la signora Mirna.

Il documento della signora Anna Maria Toselli


La signora Anna Maria ci scrive:

"Ho visitato il Vostro sito perché cercavo se esisteva una chiara traduzione della EPISTOLA DI PAPA LEONE IV.

In allegato vi trasmetto il file della epistola trovata nel borsellino di mio nonno Telesforo dove era contenuto oltre alla lettera anche la matricola di soldato.

Ha sempre tenuto questa lettera per tutti gli anni della sua vita recitando sempre la preghiera.

Mio nonno ha fatto la guerra in Serbia ed é stato anche prigioniero, ritornato a casa é sempre vissuto nel Comune di Passerano Marmorito (At) facendo il contadino."

Abbiamo trascritto con facilitá il documento mettendo in corsivo la parole mancanti, recuperate dai documenti precedenti. Le parole illeggibili o mancanti sono veramente poche: il documento si puó definire completo.
Eccolo:

Epistola di papa Leone IV mandata da un angelo al re Carlo imperatore

Si legge che la santitá di Papa Leone IV mandó questa SS. epistola al Re Carlo Magno Imperatore nel tempo che si trovava alla battaglia per la S. Sede; ed ordinó ad onore di ognuno che facesse la copia e la portasse in dosso che ogni persona sará salva, e chi la leggerá e porterá in dosso non gli potrá accadere alcun male né di giorno né di notte. Inoltre andranno sempre bene i suoi negozi. Se qualche donna stesse in disgrazia del suo marito, avendo questa SS. Epistola indosso, bisogna che suo marito la torni ad amare. Se vi fosse qualche donna che non partorisse, mettendosi la presente indosso partorirá subito e senza dolore, se qualche donna si trovasse nell'estremo della sua vita confidandosi alla misericordia di Dio, avrá grazia che l'anima sua non potrá essere dannata all'inferno. Quello che la porterá indosso non potrá in caso nessuno essere offeso. Se questa santa Epistola alcuna persona l'avesse in mano ne faccia la coppia e la conservi, che poche copie se ne trovano ancora. Se qualcuno avesse perduto l'amicizia di qualche signore oppure suo favorito amico, andandoli a parlare tornerá alla prima amicizia.

┼ Agnus, ┼ Nativitas, ┼ Vitulos, ┼ Christus, ┼ Benevolentias, ┼ Amabis, ┼ Santus. Se a qualcheduno venisse il sangue dal naso che non gli stagnasse mettendosi la presente indosso subito gli stagnerá, e portando la presente in seno non verrá offeso da qualsiasi sorta d'armi e se vi fosse qualcheduno incredulo, lo potrá provare con metterla sopra un'anima e tirargli che non potrá essere offesa.

┼ Computatione spiritus maligno quatuor fulminacibus catolicis ┼ et computatione sanctum Jacobum et omnis santis sanctae Dei famulo tuo libera me Domine ab om??? infirmitatibus, periculis temporalibus et omnia odio et omnia lingua et vigilando, et comandando in omni tempore Jesus F. F. F. F. Amen ┼ Libera Jesus Maria amen angelus nativitas, qui fecit coelum et terram fecit salvum famulo tuo e Joseph sanctum Andrea. Amen.

Queste sono le parole ovvero la lettera che mandó Papa Leone al Re Carlo, e trovó scritta nell'archivio antico del suo palazzo, nell'anno di sua salute 1169: Erue sit ? amen. Deum erue in quam omne tempore te adoro erue Christi afferat ad me Domine quidem me oprimat inimicus Christus nobiscum sit amen Iesus, Maria Joseph, Franciscus, Antonius Jacobus, Andrea, libera me Joseph.

I. N. R. I. Fra tanti benefici che gode colui che porterá indosso quest'orazione vi sono ancora i seguenti: Sará libero da ogni pericolo, e non morirá senza confessione, né di folgore, né di tempesta, né di saette, né di acqua, né di fuoco, né di veleno, né di mal fisico, né di mala morte, ne di morte subitanea, e sará libero dalle calunnie, dai falsi testimoni, e dai cattivi nemici. Questa orazione fu mandata dall'Angelo disceso dal cielo nel palazzo di Carlo Imperatore, acció nessuno potesse nuocerlo

Christus Rex visitare nos Deus ? homo ? factum ex miraculo Andrea transeat per montium Elisabet sine non abitet ┼ et requiescant omni regione ┼ danctus Deus ┼ sanctus misericordiae mai ┼ Crux Christi defendat me. Crux ┼ Christus me ab omni male Domine Christus ┼ Deus emanue Jesus redentor Christus ┼ et verbum carum factum est habitavit in me Raphael miram ┼ Melchior incensum. Baldhassar aurum ┼ Christus vicit. Christus ut omni periculo imminenti me difendat, Jesus ed Maria.



Signor mio Gesú Cristo, salvator di tutto il mondo salvate l'anima mia.

Si legge che Re Carlo una mattina doveva far decollare uno che era reo di morte, ed il carnefice non gli poteva mai tagliar la testa, e non poté farlo morire: fu cercato indosso, e gli trovarono la medesima Epistola. Gran madre di Dio, Vergine fra tutte le Vergini di tutto l'universo, benedetta e santificata fra tutte le altre donne pregate il Vero SS. Figlio per tutti i peccatori. Voi Signora che siete la vera Vergine, vogliatemi bene ed aiutatemi in tutte le necessitá.

Quest'orazione fu trovata nel Santo Sepolcro di Gerusalemme, ed ha questa proprietá, che chi la porta indosso, peró con devozione e con buona intenzione, non sará sentenziato a morte, non patirá il male d'occhi, né di cuore, e sará visitato tre giorni avanti la sua morte dalla Gran Madre di Dio Maria SS. ed in quella casa dove vi sará questa Orazione, non si sentirá veruno, non vi sará incendio, e non si vedranno geni cattivi, e sará sollievo da qualsiasi sorta di pericolo.

LAUS DEO

Il documento del signor Valerio Baltaro

Buongiorno, vi mando la mia copia, datami da mia cugina, che a sua volta l'ha avuta da una signora che non conosco.
L'Epistola sembra completa; quello che trovo strano le tante parole diverse: Che abbiano lo stesso significato? Se qualcuno sapesse spiegarmi...

Cosí ci scrive il signor Valerio e successivamente aggiunge:
Il mons. Cracina dice che é solo superstizione... una catena di S. Antonio, pero' io ho avuto modo di credere che mi abbia protetto molte volte, come pure mia cugina e suo figlio...
sara' fortuna o e' l'influenza dell' epistola?
O forse uno ci crede cosí tanto che alla fine gli va tutto bene?
Mah! Io continuero' a portarla sempre con me.

Si potrebbe dire:
male non fa e poi, per chi crede, anche quello é un modo di pregare anche se non del tutto ortodosso.

Ecco il documento:

Epistola di papa Leone IV







Una e-mail del sig. Gianmarco Mondino

Il signor Gianmarco Mondino ci scrive, commentando l'epistola, dando ulteriorinotizie e chiedendo eventuale collaborazione.
Riportiamo la sua e_mail “Leggo sempre con interesse ogni notizia o contributo in merito alla Epistola di Papa Leone III e non IV, mandata da un angelo (non da un legale!) a Carlo Magno, sulla quale sto facendo da tempo delle ricerche con la signora Serra Mariateresa e preparando un articolo per la rivista di cultura e storia piemontese “Panorami”. L’Epistola ha avuto in passato larga diffusione e la lettera della Signora Mirna ne attesta la presenza anche a Ravenna, cioé in una regione che per ora mancava all’appello.
Tutte le copie da me esaminate, manoscritte o a stampa, sono sostanzialmente uguali fra loro, a dimostrazione del fatto che il modello originale dovette godere di notevole successo, se riuscí a diffondersi cosí ampiamente ed a conservarsi pressoché intatto.
Sono tuttavia numerose le inesattezze, soprattutto in latino, che potrebbero appartenere giá al modello stesso.
Tali errori compaiono anche nei testi a stampa, segno che non si andava tanto per il sottile, poiché contava il possesso in sé della preghiera-amuleto e non la corretta stesura delle formule.
Per questo alcune parti in latino dell’Epistola restano, per me, al momento incomprensibili, malgrado il confronto tra le molte versioni esistenti, grazie alle quali ho potuto comunque ristabilire in qualche caso la lettura corretta.
Se qualcuno degli appassionati di questo argomento conoscesse uno studioso o anche un anziano sacerdote esperto di formule e testi sacri, e potesse ottenere informazioni sulla fonte di certe frasi latine (es. “quator fulminacibus catolicis), mi farebbe una grande cortesia comunicando eventuali scoperte.

Circa la datazione del documento, occorre distinguere almeno tre strati successivi nella formazione del medesimo: l° - il tema della lettera caduta dal cielo o recata da un angelo é antichissimo, risalendo ai primi secoli del Cristianesimo. In seguito si é aggiunto un altro elemento, il nome di Carlo Magno, su cui esiste tutta una tradizione circa i suoi presunti viaggi nel Nord Italia ed a Costantinopoli.
Altrettanto vale per il suo contemporaneo, papa Leone III, a cui fu attribuito un altro apocrifo oltre alla nostra Epistola, il trattato di magia dell’Enchiridion.
Tali elementi rappresentano il nucleo piú antico dell’Epistola (e di altri elementi analoghi).

2° - Su questi elementi si basa la parte in italiano dell’Epistola, che dovrebbe risalire quanto meno al ‘600.
La sua presenza é testimoniata nel ‘700 anche a Napoli
(Cfr. A. De Spirito, “Il paese delle streghe”, Roma, 2008, pag. 117).
L’autore la definisce giustamente una preghiera senza contenuto, poiché essa in realtá non é che una cornice in cui manca l’orazione vera e propria.
In questa forma “incompleta” l’Epistola é presente anche in Italia Centro-Meridionale, come risulta dalle poche citazioni che ho riscontrato
(es. in E. Metalli, “Usi e costumi della campagna romana”, Roma 1923).
In conclusione si puó ritenere che queste versioni “incomplete” della preghiera siano precedenti alla nostra.

3° - Tra fine ‘800 o inizio ‘900, forse in concomitanza con la serie di guerre affrontate dall’Italia, “qualcuno” ha inserito nella cornice piú antica le formule latine e l’invocazione finale alla Vergine.
Su questo “qualcuno” non si possono che fare semplici ipotesi, poiché al momento non ho riscontrato alcuna documentazione. 
Si puó pensare che avesse un po’ di dimestichezza con testi e formule liturgiche e che abbia riportato approssimativamente delle frasi prese qua e lá, cosí come le ricordava.
Forse uno dei tanti guaritori abituati a bazzicare con questo linguaggio ? Tuttavia di recente si é aggiunto un elemento che potrebbe far riconsiderare parecchie cose.
Una persona che sa navigare su Internet mi ha segnalato che alla voce
“El Mauchon d’Aunia”
é citato un estratto di uno studioso,
Robert Dacotte, “La priere de Charles Quint”,
che riporta il testo in francese della nostra Epistola, proveniente dalla valle d’Aosta, ed afferma di averne esaminati altri due esemplari sempre in francese (ma non riportati su Internet);
inoltre accenna alla presenza di tale preghiera in territorio belga e romano.

Non ho potuto appurare altro né consultare l’autore, che risulta passato a miglior vita.
Se qualcuno abile ad usare Internet (io non lo sono affatto) riuscisse a saperne di piú, ad esempio a reperire le due versioni in francese, mi farebbe un vero regalo comunicandomelo.

Anche per la localizzazione dell’origine del documento non si possono che formulare ipotesi (che, inoltre, potrebbero essere nullificate dallo studio del sopra citato Dacotte).
Penso si debba tener conto di tre elementi:
- le presenze piú numerose dell’orazione si registrano in Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia; - alcune versioni a stampa riportano il logo dell’Agnus dei, cioé della tipografia Agnelli, che lavorava a Milano ed in Svizzera, a Lugano; - il signor Chiais di Vercelli mi ha detto che la tipografia di famiglia ha continuato a stampare l’Epistola su fogli volanti fino agli anni ’80 del ‘1900 ed aveva richieste soprattutto nella zona del lago Maggiore.

Si puó quindi ipotizzare che il documento sia nato appunto in questo territorio di confine tra Piemonte e Lombardia, irradiandosi poi altrove.

Per quanto concerne la tipologia dell’Epistola (su cui si interroga ad es. il signor Baltaro), si deve parlare senz’altro del filone magico, e non di quello religioso.
Il cristiano, attraverso la preghiera o l’immagine sacra portata indosso (ammessa perfino da san Tommaso), chiede l’aiuto di Dio o della madonna e dei Santi che intercedano per lui: chiede con la speranza di ottenere una grazia.
Del tutto diversa é la concezione magica :
nell’universo, in cui si pensa agiscano innumerevoli forze, essa contrappone ad una potenza negativa un’altra positiva ancora piú forte nella certezza che questa abbia la meglio e vinca sul male.
Portare con sé, sotto forma di amuleto o altro, una potenza dá la certezza automatica (e non solo la speranza) del buon risultato.

Il testo della nostra Epistola non presenta richieste di grazie:
dá per scontato che la potenza dell’orazione portata indosso proteggerá da una serie di mali, dal sangue dal naso alla dannazione dell’anima.
Tale impostazione magica non esclude peró che molti, soprattutto se non indottrinati sulle sottigliezze, abbiano utilizzato in buona fede l’Epistola come una comune preghiera cristiana, tanto piú che, a quanto mi risulta, in passato ci furono anche dei sacerdoti a procurarla ad esempio alle donne che volevano dotarne mariti o figli in partenza per la guerra.

Spero con questo mio contributo di aver aiutato gli appassionati dell’argomento a far luce su qualche punto e mi auguro che qualcuno possa a sua volta fornire nuove indicazioni.” Gianmarco Mondino
manoscritti


Il documento di Sara Olmastroni



Mi sono imbattuta per caso sulle Vostre pubblicazioni e ho ritenuto interessante inviarVi anche la mia versione di questa Epistola che mi fu donata da mia mamma quando ero molto piccola e che non ho mai smesso di tenere con me.
La particolaritá del documento in mio possesso é che é tutto tradotto in italiano.


Si legge che la santitá di Papa Leone IV mandó questa santa Epistola a Re Carlo Magno Imperatore, nel tempo che si trovava alla battaglia per la Santa Fede e ordinó ad onore di ogniuno che facesse la copia e la portasse in dosso, che ogni persona sará salva e a chi la leggerá e la porterá in dosso non gli potrá accadere male alcuno né di giorno né di notte. E sempre andranno bene i suoi negozi.
Se qualche donna stesse in disgrazia del suo marito avendo questa Santa Epistola in dosso, bisogna che il marito la torni ad amare. Se vi fosse qualche donna che non potesse partorire mettendosi la presente in dosso partorirá subito e senza dolore. Se qualcuno si trovasse nell'estremo della sua vita confidandosi nella misericordia di Dio avrá la Grazia che l'anima sua non potrá essere dannata all'inferno.
Quello che la porterá in dosso non potrá in nessun caso essere offeso. Se questa SS. Epistola alcuna persona l'avesse in mano ne faccia la copia e la conservi che poche se ne trovano.
Se qualcuno avesse perduto l'amicizia di qualche signora oppure di qualche favorito suo amico, andandogli a parlare, tornerá alla prima amicizia. Se qualcuno combattesse con i nemici suoi sará sempre vincitore e vittorioso e dove sono questi SS. Nomi di Dio - Agnello - Nativitá - Cristo - Amanili - e Santi.
Se qualcuno facesse sangue dal naso e non gli stagnasse, mettendogli la presente in dosso gli stagnerá e portando la presente in dosso non verrá offeso da qualsiasi sorta d'armi e se vi fosse qualcuno incredulo, lo potrá provare col metterla sopra a un'anima e tirargli che non potrá essere offeso. Liberaci dallo Spirito maligno, da fulmine, spingi noi cristiani. Per intercezione di Dio, di tutti i santi e le sante. In nessuno modo possa nuocere mai a S. Andrea e tuo, servo tuo. Liberaci o Signore da tutte le infermitá, da ogni specie di odio lungamente ed in tempo. Liberaci Gesú e Maria amen.
L'Angelo della Nativitá, che creó il cielo e la terra e creó anche il tuo servo Giuseppe e il Santo Andrea amen.
Queste sono le parole ovvero la lettera che mandó Papa Leone IV al Re Carlo Magno e si trova stampata nell'archivio antico del suo palazzo dall'anno 1169 di salute, cosí sia. Dio tu solo in ogni tempo ti adoro come ogni cosa che vorrai offrirmi.
O Signore, anche se qualche volta saró tentato, caro Cristo, sarai con noi. Con Antonio, Jacopo, Andrea, e Giuseppe, liberami o Signore. Saró libero da ogni pericolo e non morró senza confessore, né di Folgore, né di fuoco, né di veleno, né di tempesta, né di acqua, né di male fisico, e né di malamorte simultanea, e saró libero dalle calunnie, dai falsi testimoni, e dai cattivi nemici.
Questa orazione fu mandata dall'angelo disceso dal cielo nel palazzo di Carlo Magno a ció nessuno potesse nuocergli. Cristo Re guardami + Dio fatto uomo come per miracolo, Andrea venne a te per mezzo del manto di Elisabetta + senza dubbio possa pentirmi e ripormi in te in qualunque parte del mondo io mi trovi. Cristo difendimi con la tua Croce + Cristo allietami da ogni male + Signore Cristo Dio Redentore.
E il verbo si fece carne e abitó in me Raffaele splendente come una gemma + Gesú Maria Signore mio Gesú Creisto Salvatore di tutto il mondo, elevate l'anima mia. Si legge che il Re Carlo Magno una mattina doveva decapitare uno che era reo di morte, ed il carnefice non gli poteva mai tagliare la testa, e non poté farlo morire; fu cercato in dosso e fu trovata la medesima Epistola. Gran Madre di Dio fra tutte le Sante Tu sola benedetta e venerata tra tutte le donne, pregate il Vostro SS. Figlio per tutti, aiutatemi in tutte le necessitá.
Questa Orazione fu trovata nel S. Sepolcro di Gerusalemme ed ha queste proprietá che chi la porterá in dosso peró con devozione e con buone intenizioni, non sará sentenziato a morte, non patirá male d'occhi né di cuore e sará visitato tre giorni avanti della sua morte dalla Gran Madre di Dio Maria SS. Ed in quella casa dove sará questa Orazione non si sentirá veruno e non si vedranno viziosi o cattivi e sará libera di qualsiasi sorta di pericolo.
Sia Lode al Signore.
Sara Olmastroni

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