Čenevarh, Če na varh = là sopra

Čarnivarh, Čeneurh, Črnivrh, Čnvrh = Monte-nero
Se nelle valli del Natisone o più giustamente nella Benecia, c’è solamente Montefosca con il toponimo ČARNIVARH in Slovenia e in Croazia, invece, c’è un numero considerevole per quello che riguarda i villaggi, cittadine e monti.
Resto convinto che allargando questa ricerca in diversi paesi europei d’origine slava, si potrebbe scoprire altri toponimi con lo stesso nome. Possiamo presumere che Montefosca ha un legame particolare con tutti questi toponimi oggi al di là del confine.
Bisognerebbe risalire alle origini di questi toponimi per capirne meglio le loro particolarità.

Il nome locale, quindi originale, del paese è:

ČENEURH o ČENAVARH (ČE- NA-VARH: là sopra)

parlando dal vecchio insediamento originale:

da za Hlieu.

Tutte le altre trascrizioni che si riferiscono al “nero” sono frutto del pressapochismo ed ignoranza dei vecchi cartografici italiani, che poi, essendo scritte, vengono riprese e riutilizzate anche al contrario (Montefosca = Čarni Varh) facendo perdere il significato originale.
In tutte le mappe e le carte topografiche delle nostre valli si trovano centinaia di esempi di questo pressapochismo.
Tutti questi monti non sono neri e neanche i paesi cosi nominati.
Per noi, oggi, è difficile analizzare la motivazione dei primi slavi a fare questa scelta.
Sarebbe interessante fare delle ricerche per scoprire quale significato aveva questo colore nel passato.
Il color nero è sempre stato portato durante il lutto che sono momenti di profonda tristezza ma anche per momenti di gioia e felicità con i coscritti e sposi.
Si definisce come un colore maligno portatore di brutte notizie, brutti presagi (broyer du noir) abbandonarsi a tristi pensieri, miseria nera, messe nere, la morte è nera, etc...
Se l’aristocrazia e la nobiltà hanno scelto il colore nero è per la sua eleganza e moda, il povero cittadino o contadino vedeva solamente la parte pratica del vestito meno sporcante.
Il color nero è onnipresente nella vita di ciascuno di noi per motivi diversi: religiosi, superstiziosi o quotidiani.
Oggi, sono i giovani a vestirsi di nero ed ancora un effetto di moda.

Guerrino Cencig

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