TOPONIMI del Comune di Grimacco

Božo Zuanella ha fatto una ricerca sul significato dei toponimi di tutti i paesi delle Valli, pubblicata a suo tempo ( anni 1980-86) su DOM. E' augurabile che quanto prima questo lungo lavoro, assieme a quello sul significato dei cognomi, diventi oggetto di pubblicazione. Nel frattempo chi lo desidera può consultare il significato del nome del suo paese su Lintver. Il nome del paese può essere ricercato col motore di ricerca interno.

LOMBÀJ (Lombai)

" U Lombàju, iz Lombàja ". Gli abitanti: " Lombàjci ".

A. 1360 Andrea de Lombayo, a. 1537 de Lambay supra Cividal (di Prampero), a. 1660 c. Petar filius Juan Huss de Lanbaio (livelli chiesa s. Leonardo), a. 1690 Dreszach de Lambajo (Liber Baptiz. ecc. S. Leonardi).

Toponimo di difficile interpretazione. Può darsi che si tratti di un antrotoponimo dato che a Cividale è presente il cognome Lombai; probabilmente questo cognome non si collega con la località di Lombaj ma potrebbe avere una origine autonoma in quanto nel " liber baptizatorum " della parrocchia di S. Leonardo non ho trovato traccia di questo cognome.

Credo che Lombaj faccia parte di quella serie di nomi sloveni terminanti in -ai e derivanti in buona parte da agionimi come ad es. Nikolaj (da Nicolaus) Šempolaj presso TS (da Sanctus Pelagius), Tomaj (località sul Carso in Slo). Non possiamo quindi escludere che Lombaj sia la forma contratta di qualche nome di santo. Qualcuno ha avanzato l'ipotesi che Lombaj derivi dal lat. " columbarium " / colombaio /: " in friulano con "colombare, colombarie", si indica un edificio posto in luogo elevato " (G. Frau: Dizionario top. Friuli - Ven. Giulia, pag. 50, 75).

PODLAK (Podlach)

" u Podlàk', iz Podlàk' ". Gli ab. " Podlàčanj' ".

A. 1622 Potlach, a. 1633 Podlac, a. 1646 Podlaszak (cognome = Podlaščak), a. 1674 Crisetig de Podlaca, a. 1677 Podlashzach (cognome), a. 1728 Bucovaz de PodlaCa, a. - 1730 Carsetig de Podlachi.

Il paese si trova effettivamente a ridosso, sotto (" pod ") un rilievo montagnoso. Anche nei pressi di Puller / Spignon (Pulfero) esiste un identico microtoponimo Podlak. Se scopriamo il significato di "làk" allora abbiamo risolto anche l'etimologia dei due toponimi.

Credo che Podlàk sia una voce composita, formata da " Pod" (= sotto) ± " Ulaka" (sostantivo dal significato incerto); un esempio analogo può essere il toponimo Podrata (Faedis) derivato probabilmente da Pod + Vrata > Podrata dove notiamo la perdita della V. Nel caso di Podlak (a) osserviamo la normale perdita della U e lo spostamento dell'accento alla penultima sillaba.

La forma originaria, come appare da alcune annotazioni antiche, doveva essere dunque Podlàka mentre la forma odierna (Podlàk) è stata in un certo senso codificata dalla declinazione del nome (" tle u Podlak', tau Podlak' "). Oltre al già citato Podlak di Puller esistono sul territorio delle Valli del Natisone i seguenti microtoponimi: Ùlaka (Mersino Alto), Go pod Ulako (in comune di Grimacco), " gor na ulak" località montana sopra il paese di Vernasso che è conosciuta dagli abitanti di Spignon nella forma "dol na Ulaku"!). " Ta na Ulak " (Mezzana), Ulak presso Postregna.

I toponimi e microtoponimi del tipi Ulaka sono presenti in diverse località della Slovenia (es. Monte Ulaka presso Stari trg pri Ložu, uaka e Podulaka pri Velikih Laščah, ulaka pri Horjulu).

Anche se la voce "ulaka " presenta ancora oggi delle difficoltà di interpretazione sembra sia da collegarsi alla numerosa famiglia di termini sloveni concernenti lo sfruttamento del territorio da parte dei primi colonizzatori " slavi," [cfr. in proposito il toponimo Laze (pri Dreki) già trattato su queste pagine e E. Bezlaj: " Krčevine" in SR Letnik VIII, 1955, pag. 1-23, Ljubljana].

Secondo la mia interpretazione il toponimo Podlak potrebbe avere questo significato: " Paese situato sotto una località disboscata oppure sotto un torrente dissodato ".

(nota: In comune di Pulfero esiste il toponimo "tlaka". Tlak in dialetto non significa lastricato, ma "gugliata", pezzo di filo per cucire, o anche filo d'erba)

HOSTNE (Costne)

Tau Hostnim, taz Hostnega ", gli abitanti: " Hoščanj' ". A. 1500 circa (Ms. di Castelmonte) de Hostna; a. 1556 Cosna; a. 1636 Hoszagh (cognome); a. 1638 Vuch de Hostna; a. 1639 Supancig de Hostnia; a. 1642 Stargar de Hostnia; a. 1648 Coszig (cognome); a. 1650 Hostna sive Lusa (annotazione marginale sul libro dei bàttezzati della parrocchia di S. Leonardo); a. 1681 Crisetigh de Costna.

Anche se il paesino è situato in una zona molto decentrata e appartata, ha avuto nel passato una certa importanza confermata dalle numerose testimonianze storiche; Hostne era infatti uno di quei paesi che aveva il diritto di eleggere uno dei "župani " (decani) della Banca di Merso. Ciò non si desume soltanto dai verbali dell'Arrengo di S. Quirino ma anche dal cognome Supancig (= Župančič) presente a Hostne (a. 1639 Supancig de Hostnia) e oggi scomparso e dalla denominazione popolare delle tre mini-borgate di cui è formato il paese: 1) Župànstvo (sede o abitazione del " župan ", 2) Kavalar, 3) Miesto.

Hostne deriva dal sostantivo sloveno " hosta " (= bosco, selva), ed è un aggettivo sostantivato; il significato del toponimo è dunque chiaro: " località boschiva, ricca di macchie ".

Numerosissimi sono i toponimi e i microtoponimi disseminati sul territorio sloveno derivanti da " hosta" (= bosco): Host, Hostec, Hosta, Hostje, Hoste Hostnik; proprio nei pressi di Hostne / Costne esiste la località (piccola valle) denominata Zahošnjak, mentre " Hoščica " è una località presso Scrutto di San Leonardo.

LÙZA (Lusa)

Presso Hostne esiste tuttora il microtoponimo Luža dove un tempo c'era una casa abitata, di cui rimangono oggi soltanto i ruderi ( zidišče "); in questa località si svolgono i festeggiamenti in occasione della festa di S. Mattia cui è dedicata l'antica chiesetta del paese.

E' importante anche questo toponimo antico ora scomparso e annotato verso il 1650 (" Hostna sive Lusa ") perché ha prodotto il cognome Luszach (Luščak) diffuso nel comune di Grimacco (a. 1633 Luszahk; a. 1730 Luszag de Hostnia). " Luža " nella lingua slovena significa: " piccola depressione del terreno con acqua stagnante " e nel nostro dialetto ha assunto il significato di " fango " o " pozzanghera ".

Naturalmente il cognome Luščak (Luszach) non ha nulla a che vedere con Loščak (Loszach). Cfr. anche il toponimo Lužnica (Bagni di Lusnizza) in Val Canale e il microtoponimo Lužinca presso Rodda di Pulfero.

PODHOSTNE (it. Podcostne)

"u Podhostnim, iz Podhostnega".

A. 1632 Potgosnihk (cognome); a. 1641 Podcostne; a. 1710 Bucovaz de Podhostna; a. 1740 Pauletigh de Podhostne.

Il toponimo è rappresentato praticamente da una sola casa abitata situata, come dice il nome stesso, sotto (pod) il paese di Costne (Hostne).

Dai toponimi Luža, Podhostne e Hostne sono derivati i seguenti cognomi: il già citato Luszach (= Luščak), Podgosnihk (= Podhostnik) ora scomparso, Hoszach (= Hoščak), Coszig o Coszach (= Hoščak: l'h sloveno è generalmente trascritto in italiano con il c (= k); questi ultimi due cognomi hanno lo stesso significato e precisamente " l'abitante o la persona proveniente da Hostne / Costne di Garmak / Grimacco ".

SLAPOVIK (Slapovicco)

" U Slapovice, iz Slapovika ". Gli abitanti: Slapovičan'.

A. 1628 Slapovig; a. 1683 Hush de Slapovig; a. 1713 Huss (= Gus) de Slappovig.

Minuscola frazione del comune di Grimacco (attualmente vi sono due famiglie) posta nei pressi di un torrente in cui si trovano numerose cascatelle; il nome del paese deriva dunque da questa caratteristica del corso d'acqua (il sostantivo sloveno " slap " significa appunto: " cascata ", caduta d'acqua). Slapovik deriva dall'aggettivo "slapov" ± il suffisso -ik (cfr. anche " senik ": " fabbricato rurale dove si conserva il fieno " (slov. " seno "+ il suff. -ik) e " borovika " (dal fitonimo " bor "; agg. " borov " + -ik > " borovika ": è il nome della bacchetta usata dai contadini o dai pastori per condurre gli animali all'abbeveratoio o al pascolo).

Il significato del toponimo è dunque il seguente: "località posta nelle vicinanze di qualche cascata ".

In Slovenia esistono, tra l'altro, i seguenti toponimi derivati da " slap ": Slap nella Vipavska dolina, Slap ob Idrijci presso Most na Soči e Slapnik presso Mernik (Goriška Brda).

ARBIDA (Arbida)

" Gu Arbid', goz Arbide ".

A 1707 Bucovaz de Ribida; a. 1731 Bucovaz de Arbida.

E' una frazione del comune di Grimacco composta di poche case presso Peternel. Il sostantivo sloveno "robida " (= rovo, lat. " rubus fruticosus ") deriva probabilmente dal latino " rubetum " -i (neutro): " roveto, luogo ricco di rovi "; allo stesso modo abbiamo il passaggio da Colyretum -i (neutro) a "koreda " (luogo ricco di noccioline) presente nella toponomastica e microtoponomastica della Slavia Italiana o Benečija compresa Resia.

Il roveto (sl. Robida o dial. " arbida ") produce le bacche nere che da noi vengono chiamate " arbidince " (si. lett. " robidnice ").

Il toponimo Arbida ha preso il nome dai cespugli di rovi che lì crescevano in gran quantità. Cfr. anche i microtoponimi: " u arbidah " sopra Spagnut, " ta na arbidinče " (Grimaco), " ta za Arbido " (Costa) e il toponimo Robidišče presso Breginj chiamato dagli abitanti delle Valli Arbišča; quest'ultimo deriva da Arbidišče per aplosi.

Com'è avvenuto il passaggio da Robida ad Arbida?

Una delle caratteristiche del nostro dialetto sloveno è la tendenza a invertire l'ordine delle lettere del gruppo iniziale " raz- " in " arz- ", ad es.: razvada > arzvada, razbiti > arzbiti, razpoka > arzpoka, razklati > arzklati, ecc.

Una simile inversione si può notare anche nella forma dialettale " ardeč " (= rosso) che deriva da " r(u)deč "; allo stesso modo si è probabilmente operata la trasformazione da " robida " o " rubida " nella forma dialettale " arbida ".

In alcune zone delle valli del Natisone " arbida " è diventata " garbida ": il g iniziale è soltanto una protesi linguistica applicata per facilitare la pronuncia del nome. Un altro esempio simile si riscontra nel passaggio da " uoblič "(slov. lett. " oblič " = pialla) a " guoblič ", nella parola dialettale " nagobarno " (anche naobarno) che deriva da " nevarno " (= pericoloso) e nella frase " z gobiemi rokami " (= z obema rokama).

TAPOLÙOVE (Topolò)

"U Tapolùovem, iz Tapolùovega "; gli abitanti: "Tapolouèanj' ~ Tapolùovci ".

A. 1321 de Topolou (Corgnali); a. 1632 Tapolo; a. 1650 Topollo; a. 1676 Gariupp de Tapellò. (Liber baptizatorum ecclesiae S. Leonardi).

Tapoluove / Topolò è uno dei numerosi fitotoponimi (nomi derivati da una pianta) presenti nelle cosiddette Valli di San Leonardo e deriva dal notissimo albero del pioppo (slov. "Topo' ", forma dial. " Tapù ").

Tapolùove (nella lingua letteraria: "Topolovo ") è un aggettivo sostantivato formato da topolov ± la particella neutra o (quest'ultima, nel nostro dialetto, si trasforma molto spesso in e) e significa: " luogo piantato a pioppi, pioppeto, terreno particolarmente ricco di piante di pioppo ".

In Slovenia esistono diverse località derivate da "topol" (= pioppo) tra le quali notiamo Topolšca pri Šoštanju e Topol (Katarina) pri polhograjskem hribovju.

Che oggi a Topoluove esistano o meno i pioppi è un problema che non ha alcuna importanza in quanto nel corso dei secoli la vegetazione può avere subito notevoli modifiche; questa osservazione vale per tutti i fitotoponimi (località che derivano dal nome di piante o di erbe) che incontreremo nel corso della nostra rassegna.

SEUCÈ (Seuza)

SEUCÈ (it. Seuza)

"gu Seucè, goz Seucà . Gli abitanti: " Séučanj' ".

A. 1263 in villa que dicitur Selza; a. 1274 in villa Selza sub monte de Troncha.; a. 1278 de villa... Selze; a. 1299 in villa de Selza; a. 1596 Grighor Simiz de Siuza; a. 1611 Matthia Matteligh de Seuzza; a. 1629 Caziano Simiz de Seuza; a. 1631 Urbancig de - Seuza superiori.

Seuce / Seuza è la forma diminutiva (Selce) di " selo" (= paese, villaggio, insediamento) derivato a sua volta dal sostantivo "sedlo "; quest'ultima forma antica è rimasta fossilizzata nel toponimo Staro sedlo presso Caporetto / Kobarid e nel microtoponimo Sedla a San Pietro al Natisone presso la chiesetta di San Quirino.

In quest'ultima località probabilmente c'è stato il primo insediamento " slavo" che si è poi sviluppato dando origine all'attuale abitato di San Pietro al Natisone. Nella lingua slovena il gruppo dl si è a poco a poco trasformato in 1 (es. Sedlo > Selo). I resti fossili del gruppo dl tuttora vivi nel dialetto sloveno delle Valli del Natisone sono rappresentati dal sostantivo " sadlo" (= "salo)>, lardo).

Toponimi legati a " selo " (villaggio): Selo (in Carinzia) 4 x, Selz (Cave di Selz) presso Ronchi dei Legionari [ a. 1300 in villa de Setla juxta eandem contratam (Montisfiasconis)], il già citato Staro Sedbo, Seucè (it. Seuza) presso Altana di San Leonardo annotata nel libro dei battezzati della parrocchia di San Leonardo come Seuza inferiore (a. 1642 Terlichar de Seuza inferiore) per distinguerla da Seuza superiore presso Grimacco; Selca (v Selški dolini) presso Škofja Loka; Sebo nel Prekmurje e presso Radohova vas (Stična) in Slovenia; Selišče o Seucè (it. Cladreccis) presso Prepotto, ecc...

Tra i microtoponimi di questo tipo presenti sul nostro territorio notiamo Selišče (presso Cicigolis e a Masseris) e " ta na Se1išč' " nei pressi di Tribil superiore.

Le voci " selo ", " selišče ", " selce " nel significato di paese, insediamento, paesino sono oggi scomparse dal nostro dialetto parlato e sono state sostituite da " vas " e " vasica " dello stesso significato.

ZVERINAC (Sverinaz)

" go na Zverince, taz Zverinca "; gli abitanti: Zverinčanj'.

a. 1632 Zuhk (=Čuk) de Sverinaz; a. 1638 Suerinaz.

Gli sloveni delle Valli usano tre vocaboli per indicare le bestie in genere: " žvine " sono gli animali domestici e tutte le bestiole non feroci comprese quelle selvatiche; sinonimo di " žvine" (slov. lett. živine) è "žvali" (sloveno lett. "živali "); tutte e due queste forme derivano dalla radice živ (= vivo) in quanto gli animali hanno in sè il principio "vitale ".

"Zverina" è invece un nome collettivo derivato da zver (belva) e sta ad indicare gli animali particolarmente pericolosi, feroci o velenosi; questo termine viene usato anche per indicare le persone particolarmente cattive o feroci, le "belve umane " (ad es.: " tist nie človek, tist je adnà zverina! ").

Il sostantivo " zverina" è presente in tutte le lingue slave (cfr. anche le "zverinice" dei Resiani) ed il toponimo Zverinac di cui ci occupiamo non è altro che il corrispettivo di "zverinec" (sl. zverinjak) che troviamo ad es. nel russo e nel ceco col significato di " serraglio, giardino zoologico ".

E' dunque non solo presumibile ma più che verosimile che la località di Zverinac, per la sua posizione geografica, sia stata un tempo " rifugio di animali selvatici più o meno feroci" oppure "località ricca di selvaggina ".

HLODIC (Clodig)

" gor par Hlo(d)cje, gor od Hlodcja ". Gli abitanti: Hld(d)cjan'.

a. 1602 Matias Clodig; a. 1632 Hlodigh; a. 1708 Hlodiz de Hlodiz (liber baptiz. S. Leonardi). La forma italiana Clodig è soltanto un adattamento di quella sbovena (H > C; C > G).

Dato che nelle nostre zone i cognomi sono molte volte identici ai toponimi e dato che il cognome Hlodič (come appare dalla annotazione del 1708) è identico al toponimo Hbodič dobbiamo concludere che il punto di partenza per spiegare il toponimo sia il diminutivo del sostantivo sloveno "hlod ", cioè " hlòdič ".

" Ta par Hlòcje" è uno stato in luogo derivato mediante i seguenti passaggi: " Ta par Hlòdice" > "Ta par Hlòdce" > "Ta par Hlocje" (da notare il fenomeno della riduzione della i, la lenizione e successiva scomparsa della d, la particella arcaica e dello stato di luogo, sostituita nella lingua letteraria dalla u, il passaggio dalla č alla c, tipico della " Rečanska dolina" e l'aggiunta della i strumentale davanti alla č per aiutare la pronuncia).

Il vocabolo sloveno " hlod" ha il seguente significato: " tronco d'albero tagliato e sfrondato dai rami ".

Credo che Hlodič sia stato in origine un ponticello rudimentale formato da un piccolo tronco d'albero (Hlodič) gettato su uno dei due torrenti che confluiscono nella attuale località di Hlodič / Clodig.

Un tempo i ponti che hanno poi dato anche il nome alle località erano molto rudimentali, consistenti in semplici tronchi d'albero (Hlodič), costruiti con travi e stanghe di legno (" Na Rantah" / Ponte Ranta presso Savogna) o intessuti di vimini (Liesa / Liessa); cfr. anche la voce sbovena " bvr " (= " ponticulus ", ponticello) che ritroviamo nella lingua ukraina col significato di " hlod ", ponticello (F. B. •Essj pag. 50).

DOLINA (Dolina)

" u Dolini, iz Doline ".

Più conosciuta è la forma dialettale " Pri Vodopivcu ", dal nome di una delle famiglie che sono ivi insediate.

Dolina (= valle) è un toponimo molto diffuso nell'area slovena presente anche nella provincia di Trieste: Dolina (it. S. Dorligo della Valle).

Non si contano i microtoponimi diffusi in tutte le Valli del Natisone, di cui riporto qualche esempio: Velika Dolina (sul Matajur e presso Oblizza), Laška dolina (sulle falde del Matajur), Dolinca (dim. di "dolina ") presso Masseris e Sorzento, Saroka dolina (presso il Monte Mija), Dolina a Tercimonte, Huda dolina presso Polava, ecc.

TREBEŽ (it. Castello)

" u Trebežu, iz Trebeža ". L'abitante: Trebežàn.

E' il nome di un terreno sul quale sono state costruite in epoca recentissima due case.

La forma italiana (Castello) è nata dalla forma di una casa che vagamente richiama alla mente l'idea di un castello.

Trebež è un toponimo molto bello e deriva dal verbo " trebiti " (significato originario: " tagliare i boschi, dissodare il terreno per ricavarne prati e campi "); era questo un metodo di sfruttamento agrario usato nel periodo della colonizzazione slava.

Ora questo verbo ha perso qualsiasi riferimento con quell'antica attività agricola e significa semplicemente: " pulire, rastrelbare i terreni prativi dalle foglie o dal frascame degli alberi ". " Trebiz " o " trieba " è il mucchio di foglie e di immondizie che si ottiene da questa pulizia e che normalmente si brucia ai margini delle strade durante il periodo di umidità. Cfr. il microtoponimo " Trebež" presso Zamir (Stregna) e la località " Trebež " presso Jesenice in Slovenia.

GARMAK (Mali in Veliki)

it. Grimacco inferiore e superiore. "U Garmace, iz Garmaka". Gli abitanti: "Garmičànj"'.

Il toponimo ha dato il nome al comune di Grimacco il cui municipio però si trova a Clodig. A. 1379 de Gremach; a. 1445 Grimac; a. 1500 circa (manoscritto di Castelmonte) de Grimik; a. 1630 Zulan de Grimaco (Liber baptizatorum S. Leonardi).

Il sostantivo sloveno "grm" (dial. "garìm" = cespuglio) convive nelle zone alte delle Valli del Natisone accanto a "tàrš", "tàršje" e "taršovje", dello stesso significato; si usa anche il nome collettivo "garmòuje" (= zona ricca di cespugli).

Garmak / Grimacco non è altro che il diminutivo di "grm" (slov. lett. "grmek"). Un altro toponimo derivato da "grm" è Garmouščica (it. Stremiz) in comune di Faedis mentre presso Barza di Matajur esiste il microtoponimo "u garmouji".

E interessante notare che, mentre per tanti paesi delle Valli i termini "inferiore e superiore corrispondono agli aggettivi sloveni "dolenj" e "gorenj" (Gorenj in Dolenj Marsin, Gorenja in Dolenja Miersa, Gorenj in Dolenj Barnas, Gorenje in Dolenje Barca, Gorenj in Dolenj Tarbì, Gorenje in Dolenje Bardo), nel caso di Garmàk si è preferito usare due termini inconsueti nella toponomastica locale: "mali" (= piccolo) e "veliki" (= grande), probabilmente in riferimento alla consistenza degli insediamenti abitativi.

BÀRDO (Gorenje in Dolenje)

It. Brida superiore e inferiore

"u Barde, iz Barda". Gli abitanti: "Barjan"'.

A. 1260 in uilla di Bradiz; a. 1261 in villa de Brediz; a. 1299 in Brida; a. 1624 Vogrig de Birdu (lib. bapt. ecclesiae S. Petri scl.); a. 1640 Vogriz de Bardo superiori; a. 1628 Vogriz de Rardo inferiori.

I due toponimi derivano dalla voce slovena "brdo" (dial. "bardo") che significa colle, collina, rilievo montagnoso.

Cfr. cio che ho scritto a proposito dei toponimi Barca in comune di Savogna e di Ocnebardo in comune di Drenchia.

KANALAC (Canalaz)

"ta par Kanauce, gor od Kanauca" (toponimo e cognome). A. 1662 Trusnig de Canalaz. Il paesino, arroccato sulle ripide pendici del M. San Martino (sl. Svet Martin), ha preso il nome da una persona proveniente da qualche "canale", cioè da qualche vallata circostante; anticamente "canale" era sinonimo di vallata e questa denominazione è rimasta soprattutto nella toponomastica, ad es. a. 1602 Chianal del Judri (visita del can. Missio nelle Valli del Nat.) in riferimento alla valle dello Judrio; Canal di Grivò presso Faedis, Canal del ferro in comune di Faedis e in Carnia; Valcanale / Kanalska dolina (ted. Kanalthal): notare in questo caso l'abbinamento di tutte e due le forme (valle + canale); le varie vallate della Carnia: Canale di S. Pietro, Canale di Gorto, Canale d'Incarojo; i toponimi Canalutto (presso Torreano di Cividale), in sloveno Skrila, e Kanal nella valle inferiore dell'Isonzo. Il primo Kanalac (= "l'abitante della vallata"), da cui ha preso il nome l'abitato omonimo, proveniva probabilmente dal "canale" dello Judrio o da Canale d'Isonzo. Il cognome tipico di Canalaz è infatti Canalaz (sl. Kanalac) che troviamo documentato nel 1620 (Luka Kanalec, parroco di Volte / Volzana).

PLÀTAC (Plataz)

"U Platce, taz Platca".

In tutti i documenti antichi, da almeno 350 anni, la forma Platac / Plataz è rimasta sempre immutata.

A. 1629 Vogriz de Plataz; a. 1680 Pastor de Plataz; a. 1688 Voglar de Plataz.

Dalla voce Plat (= terreno pianeggiante, terrazzo) ho parlato diffusamente quando ho trattato il toponimo Čeplesišče. Credo che Platac sia il diminutivo di Plat e significhi semplicemente "piccolo terrazzo" sul quale è sorto appunto il paesino di Platac.

LIESA (Liessa)

"Ta na Liesah, taz Lies". Gli abitanti: "Liesanj"'.

A. 1238 de Liezze; a. 1253 de Lesa; a. 1513 in Lessa, Vogriz de Liessa.

Carlo Podrecca (Slavia Italiana, Cividale, 1884, pag. 30), tra le tante errate proposte etimologiche riguardanti alcuni paesi delle Valli del Natisone, alcune delle quali hanno il sapore della barzelletta umoristica, ha dato la esatta interpretazione del toponimo Liesa / Liessa: "ponte tessuto a vimini anticamente usato nel passaggio del Rieka". Questa etimologia popolare, tutt'ora viva tra gli abitanti del comune di Grimacco, e anche la più convincente e plausibile dal punto di vista storico e linguistico.

Come centro abitato Liessa è una frazione del comune di Grimacco di data relativamente recente sorta nei pressi della solitaria chiesa parrocchiale con scopi prevalentemente commerciali (osteria, negozio di alimentari) e se vogliamo amministrativi (casa canonica).

Liessa / Liesa designava un tempo soltanto la vasta area geografica che gravitava attorno al ponte gettato sul torrente Rieka / Rieca. Abbiamo già fatto notare che una volta i ponti gettati sui torrenti erano molto rudimentali; mentre a Hlodič / Clodig il ponticello era formato da un semplice tronco d'albero, a Liessa era un po' più consistente ed elaborato.

La voce dialettale "liesa", tuttora viva nel nostro dialetto, sta ad indicare un attrezzo simile ad una grata usato per seccare la frutta, i semi delle piante, i funghi ecc. Il significato primario di "liesa" è però il seguente: "recinto tessuto di solito con vimini".

Una parte della struttura del ponte di Liessa era fatta di vimini o materiale simile intrecciato e quindi dava l'idea che fosse veramente una "liesa". Col tempo questo elemento particolare della passerella ("liesa", singolare femminile o "liese" plurale femminile) passò ad indicare il ponte stesso e di conseguenza anche la zona circostante; un esempio analogo è riscontrabile nella vicina valle di Savogna: il ponte "Ranta" (slov. "Na rantah"), formato un tempo da semplici assi di legno ("rante") unite assieme, ha dato poi il nome a tutta la zona circostante.

Liesa è un toponimo di genere femminile: anche oggi gli abitanti di Plataz e Canalaz si recano "dol na Lieso", mentre quelli di Liessa si trovano "dol na Liesah". Da questa semplice osservazione risulta abbastanza chiaro che Liesa / Liessa non ha nulla da spartire col sostantivo sboveno "lés" (dial. "lies") che è di genere maschile e sta ad indicare il legno o meglio "la materia di cui è composto l'albero" (significato secondario: bosco). Questo è già stato da me dimostrato in un precedente articolo dedicato ai problemi di toponomastica (Novi Matajur, n. 13, 1-15 luglio 1979), pertanto non voglio ripetere sul DOM cose scritte tre anni fa.

LÒG (Log)

"Go na Loze, z Loga".

A. 1631 Loszahk de Seuza; a. 1660 Loszag (cognome).

Anche se il toponimo è rappresentato in realtà da una sola casa abitata non per questo è da trascurare in quanto ha prodotto il cognome Loszach (Loščak = "abitante di Log") diffuso nelle Valli di San Leonardo.

Questo cognome non dipende dall'omonimo cognome Loszach / Loščak presente nella valle di Savogna ma ha avuto una origine autonoma. Originariamente Log di Grimacco era soltanto un "prato vicino all'acqua" del torrente Rieka ed ha nelle nostre Valli due significativi raffronti: Ložac di Matajur (da cui è nato il già ricordato cognome "Loszach" diffuso nel comune di Savogna) e Log (it Loch) presso il Natisone in comune di Pulfero.

Per la documentazione toponimica e microtoponimica relativa alla voce "log" rimando il lettore a leggere ciò che ho scritto a proposito di Ložac. Nella repubblica di Slovenia esistono 14 paesi denominati "Log" e nei pressi di Rodda (Pulfero) esiste il microtoponimo Ložac.
Božo Zuanella

Preparazione Ruben Specogna

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