Dolenj Barnas - Vernasso

Vernasso all imbocco della Valle
Vernasso all imbocco della Valle
A 100 metri dal capoluogo, sulla destra orografica del Natisone e ai piedi del Mladesjena.
Taverna fiorita
Taverna fiorita
Altitudine 161 m

Denominazione locale degli abitanti: Barnašanji

Abitanti 226 (a. 1997)

Famiglie 85

Case 92
Casa con immagine sacra
Casa con immagine sacra
Icona con affresco
Icona con affresco
Il paese è posto sulla riva destra del Natisone, l'unico del comune, insieme a Oculis, ad una altitudine di 161 m. circa, in un'ampia conca che si stende fra i contrafforti del monte Mladesena (727 m.) e il Gurjon (Monte dei Bovi, m. 374) al riparo dai venti.

Il paese è attraversato da un torrentello affluente del Natisone, il Veliki Potok che sorge sopra Hlieva (Hlievis), casali ad una altitudine di circa 300 m.

Abbastanza ben sviluppata anche oggi l'agricoltura e l'allevamento.

Fanno parte della frazione Oculis (Nokula) e parte del paese di Ponte S. Quirino (Muost).

Vernasso è sparso in alcuni borghi: Dolenja vas, Gorenja vas, Bundič, Mohorini, Bikunjak e Hlieva (Dolegnis, Goregnis, Bundig, Mohorini, Bicugnac e Hlievis).
Clevis, ormai nascosto dalla vegetazione
Clevis, ormai nascosto dalla vegetazione
In questi casali c'erano abitazioni e stalle dove gli allevatori di Vernasso conducevano il bestiame al pascolo estivo.

Il ponte sul Natisone

Il paese è collegato a S. Pietro, circa 1 chilometro, con un bel ponte in muratura sul Natisone, costruito nella seconda metà del secolo scorso. Distrutto dai partigiani nel 1943 è stato ricostruito nel dopoguerra.

Le cave e i fossili

Sul monte Gurjon, detto anche Mont, per molti anni operò una cava, dalla quale veniva estratta la marna per il cementificio Italcementi di Cividale. Oggi tale attività è chiusa.

L'estesa cava a cielo aperto ha molto compromesso il paesaggio e le esplosioni delle mine hanno provocato forti proteste della popolazione.
L'orrenda ferita nella montagna della cava di marna
L'orrenda ferita nella montagna della cava di marna
Vernasso è conosciuto presso i geologi proprio per le cave, specie quella antica che serviva il forno per la calce, dalla quale sono venuti alla luce bellissimi fossili vegetali ed animali che risalgono al cretaceo superiore.

La chiesa parrocchiale

Chiesa parrocchiale e campanile
Chiesa parrocchiale e campanile
La chiesa parrocchiale, santuario mariano, è stata costruita nel XVI secolo e rifatta nel 1775.
Vi sono conservati arredi sacri ed un antico organo.

Presso la chiesa il monumento ai caduti.
Monumento ai caduti
Monumento ai caduti

Chiesa di San Bartolomeo (secoli XV; XVI)

La bella chiesa di San Bortolo
La bella chiesa di San Bortolo
Ma il vanto di Vernasso è la chiesetta votiva di S. Bartolomeo (Sv. Jernej) costruita nella seconda metà del XV secolo e ristrutturata agli inizi del XVI in perfetto stile gotico sloveno della scuola di Škofja Loka.

Ben conservata, anche grazie ad un accurato ed appassionato restauro, dovuto alla direzione dell'architetto Valentino Simonitti, dopo il terremoto del 1976 che produsse gravi danni a tutto il paese.
Portico della chiesetta di San Bortolo
Portico della chiesetta di San Bortolo
Simpatica fontana, ripristinata con tutto il resto dall architetto Zaccaria Simonitti
Simpatica fontana, ripristinata con tutto il resto dall architetto Zaccaria Simonitti
Presenta un piccolo presbiterio di perfetta fattura, numerosi oggetti d'arte ed affreschi del pittore Bartolomeo di Škofja Loka.

Conserva un bellissimo altare intagliato, dipinto e dorato (zlati oltar) firmato nel 1689 dal maestro intagliatore Jernej Vrtav (Bartolomeo Ortari) di Caporetto.
Interno della chiesa con altare ligneo
Interno della chiesa con altare ligneo
Il paese festeggia il proprio patrono l'ultima domenica di agosto, quindi S. Giuseppe e l'Assunta.

(dal cartello provinciale presso la chiesetta)

L'origine della chiesa di San Bartolomeo è fatta risalire alla seconda metà del Quattrocento, mentre la prima radicale ristrutturazione è posteriore agli eventi sismici del 1511-1513; un ciclo pittorico venuto alla luce dopo recenti restauri ha permesso di datare il rifacimento del presbiterio al 1530 e di attribuirlo a Jernej iz Loke (Bartolomeo da Skofja Loka). La chiesa si presenta con un portico a padiglione sostenuto da due pilastri e privo di parapetto.

La porta d'entrata è a sesto acuto con stipiti in pietra ed è affiancata da due finestre in pietra.

La facciata è sormontata da una bifora campanaria con croce sul colmo.
Chiesetta e campanile a vela
Chiesetta e campanile a vela
L'aula, rettangolare, con soffitto a travatura a vista e finestre a sesto acuto sul fianco destro, è separata dal presbiterio con un arco trionfale ogivale.

Qui si ripropone lo schema poligonale con soffitto a rete di costoloni, con chiavi decorate, peducci sostenuti da capitelli lavorati a foglie o a teste umane, solitamente utilizzato in Slovenia.

Il soffitto risulta un armonico intreccio di costoloni determinanti chiavi principali e secondarie; nella chiave principale è raffigurata la Madonna con Bambino, nella seconda la figura a mezzo busto di San Bartolomeo apostolo, nella terza il volto di Cristo.

Nelle chiavi secondarie ci sono rosette, tondi, uno scudo e un clipeo raffigurante il sole.

Nel coro spicca l'altare ligneo seicentesco, riccamente lavorato secondo la tradizione degli altari dorati (zlati oltar), altari tardoseicenteschi esportati dalle botteghe degli intagliatori sloveni della scuola di Caporetto.

Questo di Vernasso è opera del maestro Jernej Vrtav (Bartolomeo Ortari) ed è datato 1689; nella parte inferiore, al centro, la statua di San Bartolomeo affiancata dai santi Lorenzo e Filippo.

Nella parte superiore, al centro, la Vergine con Bambino e ai lati le sante Lucia e Dorotea; all'estremità due immagini di Santi o di Angeli; sul frontone il Creatore.

Alle pareti del coro troviamo una galleria di Apostoli e di sante Vergini e Martiri, ciclo attribuibile a Bartolomeo di Skofja Loka.

Sulla sinistra della porta d'entrata c'è un'acquasantiera in pietra a forma di catino con piedestalli a colonna.

La festa

Luogo della Festa di Vernasso
Luogo della Festa di Vernasso
In tempi recenti gli abitanti di Vernasso hanno dato vita ad una delle più affollate feste delle Valli del Natisone, proprio nella località Malečja sulla sponda del fiume.

Cognomi

Cognomi più diffusi:

Costaperaria, Dorbolò, Clemencig, Mullig e Quarina.

Nomi di casato

Čukulanovi, Mohorini, Paulovi, Polonki, Bikunjaki, Pajkovi, Roškini, Bundiči, Federikovi, Petarnielovi, Bernardovi, Šturmovi, Lahči, Barguolovi, Jakopičovi, Dreovi, Gompiči, Francovi, Blažonovi, Klinčaci, Blazoniči, Šuoštarjovi, Paškiči, Mlinarjovi, Mežnarjovi.

Derivazione dei nomi

BARNAS (it. VERNASSO)

Secondo il Frau il toponimo deriva dalla voce di origine celtica Verna (= ontano).

Il Desinan preferisce Vernaceus (= primaverile, in latino).

Zuanella invece non esclude Vernadi (= specie di pietra calcarea, in friulano).

In ogni caso in sloveno c'è la trasformazione di v in b.

HLIEVA (it. CLIEVIS)

Deriva dallo sloveno hlev (= stalla) ed è un plurale dialettale in cui si nota la dittongazione della e lunga accentata in ie, quindi hliev.

BIKUNJAK (it. BICUGNAC)

E' una contrazione fonetica di Bikovnjak che deriva da bik (=toro, in sloveno).

Quindi: luogo dove pascolano i tori.

MOHORIN (it. MOCORINS)

Probabile derivazione dal nome di famiglia Mohorini, da Mohor (= Ermacora).

Bruno Gujon

A Vernasso nacque Bruno Gujon (1868-1943), linguista, autore di una grammatica slovena e una serbocroata.

Insegnò in diversi licei italiani ed all'Istituto Orientale di Napoli, dove fu docente di sloveno e serbocroato.

Pubblicò diverse opere di toponomastica.

Giuseppe Quarina

Di Vernasso fu anche Giuseppe Quarina, medico personale dell'imperatore austriaco Giuseppe II.

Ebbe da lui il titolo di barone.

Valentino Simonitti

Nacque e visse a Vernasso Valentino Zaccaria Simonitti (1918-1989), architetto.

Progettò molte opere di architettura ed urbanistica, fra cui il restauro della Grotta d'Antro (Landarska Jama), della chiesa di S. Bartolomeo nel suo paese, la Scuola Media di San Pietro al Natisone.<

Uomo di vasti interessi e profonda cultura, studioso e pensatore, partecipò attivamente alla vita sociale, culturale e politica della Benecia, su cui scrisse numerosi saggi, prese la parola in importanti conferenze, e ideò varie iniziative.

Fu socio fondatore del Centro Studi Nediža, presidente dell'ordine degli architetti della provincia di Udine e consigliere comunale di San Pietro al Natisone.

Dopo il terremoto coordinò il gruppo tecnico sloveno per la ricostruzione.

Nino Specogna

Preparazione della pagina Nino Specogna

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