Zorza

Zorza visto da San Lorenzo
Zorza visto da San Lorenzo
Zorza è la frazione della chiesa comparocchiale del Sacro Cuore.
La chiesa del Sacro Cuore
La chiesa del Sacro Cuore
C'è voluta tutta la maestria e le capacità di adattarsi alle situazioni per costruire sia la chiesa sia le case in un luogo così impervio e proibitivo. La punta del campanile, molto alto, è in pratica all'altezza delle finestre delle case.
Punta del campanile quasi all'altezza delle case
Punta del campanile quasi all'altezza delle case
Altitudine 775 m
Denominazione locale degli abitanti: Gorènčjanj
Abitanti 15 (?) (a. 1997)
Famiglie 10
Case 10
Ingresso a Zorza
Ingresso a Zorza
La strada fra le case
La strada fra le case

Cognomi

Zorza, Cucovaz, Sauli, Raggioni, Gosgnach.

Soprannomi di casa

Lahi te gorenji (mlinar Bepo), Lahi te dolenji (Tamaž), Kòšeri, Grùosi, Uànci, Kalìži, Barnèsi te gorenji (Kališ), Barnèsi te dolenji (Raggioni), Jàki, Klìnčanj.

Il toponimo Zorza

Božo Zuanella nel testo PULFERO ha scritto:
La frazione Zorza ha preso la denominazione dal cognome tipico del luogo Zorza.
Žorž è il corrispettivo friulano del nome proprio italiano Giorgio e del nome sloveno Jurij.

Verso il 1620 è comparso a Mersino anche il cognome patronimico Zorzig, derivato da Žorž(a) col formante sloveno ma è praticamente morto sul nascere e non si è conservato.

La forma Žorža è sorta da Žorž col formante -a.

Toponimi del comune di Pulfero


Descrizione del luogo

Zorza si trova, come tutte le frazioni di Mersino Alto, in posizione molto dominante sulla bassa Valle del Natisone, ai piedi del monte Nabruna.
Offre una bella visione delle pendici del Matajur, del monte Bukuje e, di fronte, del monte Mladesjena e della valle del Natisone.

Zorza, nonostante il luogo impervio, è stata scelta verso la fine dell'ottocento come sede della nuova chiesa comparocchiale.
L'antica chiesa di San Lorenzo del XIII secolo risultava via via insufficiente, come chiaramente dimostra il fatto d'essere stata ampliata per ben tre volte. Ciò aveva indotto gli abitanti di Mersino Basso (sollecitati anche dal fatto che salire a San Lorenzo non era fatica indifferente neppure per un montanaro) a costruirsene una tutta loro, la chiesa della SS. Trinità.
Mersino Alto non voleva essere da meno e colse l'occasione quando don Ivan Oballa, poeta e scrittore, inviò dalla Carinzia, dove esercitava il suo ministero sacerdotale, la bella somma di settemila corone. Per questo è ricordato sulla lapide posta sulla facciata della chiesa:

Dobrotniku cerkve Presvetega Sarca Jezusovo duhov. Ivanu Oballa Gorenji Mersin hvaležno postavil v spomin. (Al benefattore della chiesa del Sacro Cuore di Gesù sac. Ivan Oballa Mersino superiore riconoscente pose in memoria.)

Klin

Klin
Klin
A Zorza appartiene KLIN, in pratica una sola famiglia, isolata tra Bardo e Zorza. Klin assieme a Bardo è il luogo delle "tebuke". Eccezionali piante, bene in salute pur essendo molto annose, producono ogni anno una grande quantità di frutti coi quali, almeno fino a non molti anni fa, si produceva il famoso tebukovac. Oggi si tende a distillare il prodotto che origina una grappa dal delicatissimo profumo e sapore di pera.

A Klin c'è un grande lavatoio-abbeveratoio, un tempo molto usato.
Il grande lavatoio-abbeveratoio
Il grande lavatoio-abbeveratoio
Esistono due tipi di tebuka, dai frutti grossi e dai frutti più piccoli. Quelli nella foto molto grossi sono di un giovane esemplare, importato dalla Svizzera.
Tebuke giganti, importate dalla Svizzera
Tebuke giganti, importate dalla Svizzera
Nino Specogna

Preparazione della pagina Ruben Specogna






La cantoria giovanile di Mersino Alto anno 1972
La cantoria giovanile di Mersino Alto anno 1972

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