Naš domači izik, lingua o dialetto sloveno?

Una questione di appartenenza nazionale
Incorrendo in non pochi problemi di carattere organizzativo, l’Istituto ha rinviato a data da destinarsi l’iniziativa che aveva in programma per celebrare, anche quest’anno, la Giornata internazionale della Lingua madre, proclamata dall’UNESCO una quindicina d’anni fa, per ricordare la sollevazione popolare, avvenuta nel 1952 nell’allora Pakistan orientale, in difesa del “Bangla”, madre lingua della popolazione di quella parte del Paese.

In sostanza, si è trattato di non sovrapporre una iniziativa dell’Istituto al concorso “Naš domači izik” promosso dall’Amministrazione comunale di San Pietro al Natisone. Interpellato per entrare a fare parte della Giuria del concorso stesso, il presidente dell’Istituto Ferruccio Clavora ha, coerentemente con le risultanza del lavoro di ricerca ed approfondimento svolto dall’Istituto in questi anni, declinato l’invito. Non sarebbe stato coerente farsi complice della riesumazione della vecchia impostazione nazionalista che continua ad assimilare - svilendone il valore - la lingua parlata nelle valli del Natisone - “naš domači izik” - ad uno dei dialetti della lingua nazionale slovena. La stessa decisione è stata assunta dalla maestra Nadia Cucovaz. Da parte sua, invece, ll prof. Nino Specogna non è stato nemmeno consultato in merito. Strumentalmente fuorviante - è dunque la notizia secondo la quale la Cucovaz e lo Specogna farebbero parte della Giuria del concorso.

Non intendiamo, in questa sede, sindacare sull’origine e le motivazioni dell’artefice di quello che ci auguriamo essere solo un “incidente” di percorso. Preferiamo, invece, cogliere l’occasione per porre l’accento sulla necessità di rimanere fermi sulle posizioni faticosamente conquistate con la pubblicazione della “Gramatika”, del “Besednjak”, dei “Vangeli”, con l’encomiabile lavoro svolto per anni da alcune insegnanti delle nostre scuole ed il successo del corso di “nediško” dello scorso anno scolastico. E’ fondamentale maturare la consapevolezza della necessità di riconoscere ed affermare il rango di LINGUA alla nostra espressione linguistica e nel contempo prendere coscienza che la sua strumentale trasformazione in “dialetto sloveno” altro non è che l’anticamera della annessione nazionale della nostra comunità a quella confinante. Non capire che la posta in palio sostanziale è questa, significa non volere vedere la realtà.

La settimana prossima, l’Istituto organizzerà un incontro nel corso del quale verranno consegnati gli attestati di partecipazione al Corso di “nediško” per insegnanti delle scuole del territorio e presentate le due pubblicazioni (“Appunti del Corso di nediško” di Nino Specogna e “Percorsi didattici sulla lingua e tradizioni delle valli del Natisone” di Michela Gus), realizzate in quel contesto. Sarà anche un’ottima occasione per un primo confronto sull’organizzazione del Corso per l’anno scolastico in corso.
Istituto Slavia Viva

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