E' ora di ascoltare

Per chi cantano?
Per chi cantano?
Ascoltare chi?!
E' ora di ascoltare.
Chi?!
Chi, se non gli uccelli?!
Siamo in primavera, la stagione degli amori, dell'allegria, dei canti dopo il crudo inverno.

Chi si accontenta gode - è il caso di dire.
Ed, effettivamente, è proprio così. Non tutti riescono a godere di “così poco” e per giunta regalato.
Eppure chi umilmente dispone le proprie orecchie all'ascolto del canto degli uccelli, tra le tante gioie vere o fasulle che la vita ci offre, gusta fino in fondo quella vera, sincera, profonda, che dei semplici e umili esseri ci regalano.

Non senza piccoli sacrifici, però.
Come la levata verso le 4.00, 5.00, 5.30 del mattino.
Perchè così presto?
Presto detto: per il silenzio.
Il silenzio è indispensabile per gustare i gorgheggi stupendi dei merli o quelli penetranti del tordo.

A proposito di tordo, forse pochi sanno che il tordo ha un canto personale, tanto personale che il canto di un tordo non è mai uguale a quello di un'altro tordo. Probabilmente perchè il tordo impara nel nido la base del canto della sua specie, ma poi ascolta il canto degli altri uccelli e a suo modo tenta di imitarli con risultati che fanno strabiliare chi ha la fortuna di ascoltarli. Per questo i tordi cantano meglio in determinate zone, forse perchè appartate e silenziose ma anche perchè ricche di canti di altri uccelli.
A Mersino esiste una di queste zone, precisamente in località Klančina.
Una località facile da raggiungere: basta recarsi alla frazione di Oballa (Mersino Alto) e continuare per la strada interpoderale che porta a Rodda fino al primo tornante.
Sicuramente, specie se all'alba (gli uccelli ringraziano il creatore per aver dato loro una voce così bella soprattutto all'alba), si sentiranno meravigliose, inusitate melodie.

Chi non ama le levatacce può consolarsi col canto della capinera, che canta tutto il giorno e non si stanca mai.
L'unico inconveniente: bisogna correrle dietro, perchè non sta mai ferma.
Ma il suo canto è così melodioso e vario che davvero ne vale la pena.

Chi abita in fondo alla Valle e magari presso un torrente avrà sicuramente la fortuna di ascoltare l'usignolo.
Se lo sentite una volta, sappiate che lo potrete riascoltare tranquillamente, in quanto l'usignolo canta sempre allo stesso posto e non solo nell'arco di una stagione, ma per anni ritorna (ritorna, perchè è un uccello migratore) sempre a cantare nello stesso luogo.

Potrà capitare che sentiamo il canto di un uccello ma non riusciamo a vederlo.
Vedere, ad esempio, cantare il merlo dal collare è davvero un'impresa.

E' successo anche a me.
Andando verso le malghe di Mersino, sentivo uno strano canto che non avevo mai sentito.
Tentai di avvicinarmi all'uccello che cantava, ma inutilmente: quello si allontanava sempre più. Ritentai più volte ma sempre inutilmente.
Un giorno da arrabbiato mi dissi: - vediamo chi la spunta se tu o io. -
Mi recai appositamente nei pressi delle malghe.
Sentii subito il canto. Mi sdraiai per terra e iniziai a gattonare piano piano, trascinandomi verso il canto senza far rumore.
Quando quasi mi davo per vinto, ... finalmente!
Era il merlo dal collare quel furbone, riconoscibile assai facilmente dalla mezzaluna sul collo.
Il canto non sembra granchè a un ascoltatore superficiale: un “pii-u” per rilevare la sua presenza, intercalato da “tac, tac, tac” (quasi come il merlo), il canto “čeru, čivi, ti čo, ti čo, ti čo”.
Un canto che a prima vista sembra insignificante ma ciò che affascina è il timbro della voce, l'intonazione sonante, piena, che nel silenzio del bosco si esalta a dismisura.

Sono episodi indelebili, il cui solo ricordo fa rigodere quei esaltanti momenti di gioia.

Si potrebbe anche fare un esperimento su se stessi.
Un giorno quieto, in una zona possibilmente quieta e silenziosa, magari la mattina, ci mettiamo ad ascoltare.
Ascoltare profondamente, anche i suoni più lontani, dando loro un significato, riconoscendo il canto degli uccelli, mettendoli a confronto, identificando quelli uguali, immaginando come può essere fisicamente l'esecutore di quel canto, lasciandoci affascinare da queste creature così eccezionali, che oltre a cantare divinamente bene sanno altrettanto bene... volare.
Sì, pensate, volare!!!

E' primavera!
Approfittiamone per la nostra serenità.
ns

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