Il comportamento degli uccelli

Osservando il comportamento degli uccelli, ci si accorge che ogni specie si comporta in un determinato e preciso modo.
Il comportamento quindi non dipende da ogni singolo individuo, se non in piccole sfumature di diversità, quanto invece dalla specie a cui appartiene.
Voglio parlare del comportamento degli uccelli che ho potuto osservare mentre cercavo di addomesticarli con piccoli bocconcini di noci e che osservo ancora quando dò loro da mangiare.

La cinciallegra

La cinciallegra è un uccello bonaccione, molto curioso, si fida di tutto e di tutti. Non vuol essere però avvicinata oltre un certo limite.
E' un uccello molto intelligente, che sa adeguarsi molto velocemente alle situazioni.
La prima volta che si avvicina a un bocconcino, lo fa svolazzando e saltellando attorno, poi velocemente afferra il bocconcino col becco e fugge via.
La seconda volta è già molto più sicura di sè: si avvicina velocemente al bocconcino, lo afferra subito e scappa via.
Dopo qualche giorno, si mette per terra o su un rametto e aspetta che venga buttato il bocconcino.
In seguito addirittura emette dei suoni di richiamo, per attirare l'attenzione e, cosa notevole, segue la persona dovunque va, aspettando la sua razione.

La cincia bigia

E' un uccellino vispo, curioso ma indifferente a chi gli sta attorno. Fa i comodi suoi. E' molto veloce nell'afferrare il bocconcino.
Ha, invece, difficoltà a seguire la persona che gli dà da mangiare: pretende di ricevere i bocconcini sempre dallo stesso posto.
Se faccio sentire il mio richiamo e mi trovo in un posto diverso dal solito, le cincie more si precipitano nel solito posto anche se io sono in un luogo completamente diverso. Ed ho il mio da fare per farmi notare.
Le cincie sono, invece, molto furbe: prendono in bocca un pezzetto e se è piccolo ne prendono un secondo e anche un terzo e poi, da gran furbe, vanno a nascondere i pezzetti sugli alberi in buchette, insenature e spingono dentro il pezzetto col becco e subito ritornano a cercare altri pezzetti.
Non son riuscito a verificare se i giorni seguenti ritrovano i pezzetti nascosti.
Ho osservato che i pezzetti molto spesso spariscono.
Ma ho fatto una scoperta: c'è qualcuno che 'ruba' le loro provviste.

La cincia dal ciuffo

E' l'uccellino più simpatico che esista. Di una grande vivacità.
Lui mi viene a cercare, non solo, ma richiama la mia attenzione svolazzando e frinendo in continuazione fino a quando non gli getto il pezzettino di noce. Lo prende, vola via lontano e dopo qualche minuto ritorna.
Quando si accorge che l'ho notato e mi metto a parlargli, lui va a nascondersi tra le foglie o tra i rami e mi osserva muovendosi in continuazione tutto eccitato e guardando se gli butto il bocconcino. Non ha una vista acuta, probabilmente perchè è distratto: tante volte non vede il bocconcino che gli butto, vedendo il gesto però, scende a terra e lo cerca.

Il fringuello

E' l'uccello più diffidente (all'inizio) tra quelli che mi frequentano.
Probabilmente ha nel suo DNA la paura atavica delle trappole.
Inizia ad avvicinarsi solo quando vede che tanti altri uccelli si avvicinano.
Gli lancio il pezzetto di noce da molto lontano.
Se non scappa, lo vede, si avvicina, e poi svolazza tutto intorno, in cerchio, per quattro cinque volte attorno al pezzetto e spesso non lo tocca neppure, se ne va senza prenderlo, tanta è la sua diffidenza.
Solo quando vede con i suoi occhi che altri uccelli prendono il pezzetto, si azzarda a coglierne uno velocissimamente e a fuggire precipitosamente.
Ma quando ha capito che si può fidare, diventa affettuosissimo: mi viene a cercare ogni volta che ha appetito.
Si avvicina camminando da lontano e senza dire nulla.
Viene a pochi passi da me, fino a che me ne accorgo.
Quando inizio a parlargli, mi viene ancora più vicino e aspetta il bocconcino.
Gli lancio un bocconcino abbastanza grosso. Lui lo afferra, si allontana di qualche metro e poi inizia a sbocconcellare, frantumandolo. Lo sminuzza in pezzettini che lui raccoglie tutti anche i più piccoli con meticolosa precisione.
Quando ha finito il suo pezzo, non ne chiede un altro, vola via lontano. In questi giorni un esemplare si avvicina ancora di più, mi svolazza attorno alla testa; gli tendo il bocconcino con le dita e lui viene a pochi centimetri, ma non ha osato ancora afferrare il bocconcino dalle mie mani; son sicuro che lo farà e un giorno o l'altro si poserà sulla mia testa o sulle spalle.

La cinciarella

La cinciarella è l'uccellino più agile che io conosca, dalla vista acutissima, dai riflessi eccezionalmente pronti. Impara subito a fidarsi. Batte tutti gli altri nella velocità a prendere il bocconcino che lancio, anzi tenta sempre, e spesso ci riesce, di prenderlo al volo.
Non gli piace la compagnia. Ignora tutti gli altri uccelli e anche chi gli fornisce i bocconcini.
Mi guarda da lontano stando all'erta: quando vede che metto le mani in tasca è tutta tesa e appena faccio il gesto di lanciare è già in volo ad afferrare il bocconcino.
E' incredibile la sua leggerezza e la sua precisione.

Il picchio rosso maggiore

Il picchio è un fifone, diffidente all'inverosimile. Basta un rumore qualsiasi per farlo scappare.
All'inizio è inavvicinabile, perchè scappa via appena vede una persona. Ci vogliono settimane perchè si abitui almeno in parte alla presenza dell'uomo.
Ma è anche un gran furbo: si accorge subito dov'è da mangiare. E uno della sua stazza fa piazza pulita di tutto il mangiare, allontanando tutti gli altri uccelli e approfittando con furbizia dell'assenza dell'uomo.
Non sono ancora riuscito a lanciargli le noci.
Ho scoperto una cosa: se sto fermo, difficilmente mi nota o fa finta di non notarmi e viene a mangiare anche se sono a pochi metri. Ma devo stare fermissimo. Al più piccolo movimento scappa.
Fa pena quando mangia dalla mangiatoia. Non riesce a salire sul trespolo, abituato com'è ad appendersi in verticale, si attacca al tronco e, allungando il collo, riesce a mangiare.
E' lui il ladro dei bocconcini nascosti dalle cincie more.
Per lui è un gioco perlustrare i tronchi sottili o grossi e trovare i bocconcini già pronti.
E' ridicolo vederlo camminare su per i tronchi in avanti e all'indietro, a destra e a sinistra con estrema disinvoltura.
Il bello è che non cammina: saltella.
Ora saltellare in avanti vada, ma saltellare all'indietro su un tronco verticale o saltellare a lato è davvero da acrobati.

Il pettirosso

Il pettirosso appena è iniziato il periodo degli amori e sparito dalla circolazione.
Ora si nutre unicamente di insetti.
D'inverno si mescolava alle cincie, attentissimo con i suoi occhioni neri. E' nolto agile e veloce.
Lui i bocconcini li inghiotte interi per cui va a cercare quelli più sminuzzati.
Quando fa molto freddo è sempre presente.
Il primo che occupa il territorio a inizio inverno, si sente il padrone e scaccia a beccate gli eventuali intrusi, che devono agire con furbizia se vogliono assicurarsi un pezzettino di noce o mangiare la margarina vegetale dalla mangiatoia.

La cincia mora

La cincia mora viene a nutrirsi alla mangiatoia.
Ama soprattutto la margarina.
Non son riuscito ad interessarla alle noci. Penso perchè è essenzialmente un uccello di passo, che oggi è qui e domani chi sa dove.
Le manca perciò il tempo di adattarsi all'ambiente.

Picchio verde

Anche il picchio verde si ciba di rapina alla mangiatoia.
Probabilmente studia l'ambiente e solo quando per lungo tempo non vede la presenza dell'uomo, si avvicina alla mangiatoia, pronto a scappare precipitosamente.
E per fortuna, perchè mangia in pochi minuti tutto il cibo della mangiatoia.
In estate è, invece, un assiduo frequentatore del noceto.
E' ghiottissimo di noccioline ancora molto fresche, che lui preleva, va a metterle, sempre allo stesso posto, nell'insenatura di un albero, le spacca col becco e se ne ciba.
Ai piedi dell'albero è un ... cimitero di buccie di noccioline.

Il tordo

E il tordo?
E' l'uccello canterino.
Si posiziona sull'abete più alto dell'abetaia e non fa altro che cantare dall'aurora al crepuscolo fino quasi a notte fonda.
Ma quando mangia?
Solo qualche rara volta lo vedo sgarfare nell'orto e naturalmente scappa via senza darmi la possibilità di osservarlo.
E' comunque essenzialmente insettivoro.
Nino Specogna

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