Gli animali

Gli animali capiscono qualcosa?
Che cosa li guida da una o dall'altra parte?
Sono capaci di distinguere il bene e il male; sono in grado di godere o di soffrire?
Perchè diverse volte il comportamento degli animali è piuttosto strano?
Questo mi chiedevo tanti anni fa, mi tormentavo e mi sforzavo di trovare una risposta, anche se fin da piccolo osservavo e mi meravigliavo come alcuni animali si comportano iin modo strano quando si trovano in certe situazioni.

La lepre

In tempo di guerra c'era una grande miseria: non si sapeva cosa mangiare; la carne poi non la si assaggiava mai.
Per questo ci recavamo a cacciare la selvaggina: le lepri, le volpi, i tassi, le martore, le trote nel torrente e nel Natisone e anche le anguille, i gamberi, i testoni e perfino i ghiri.
Sapevamo tendere le trappole e i lacci per ciascun animale.
La lepre era la più ingenua. Era sufficiente creare una piccola siepe da una parte e dall'altra e nel mezzo mettere il laccio fatta col fil di ferro. La lepre vi si ficcava dentro facilmente.

Il tasso

è più furbo. Lui si nasconde profondamente nel terreno ed ha sempre almeno due uscite per andar fuori e dentro. Se vuoi prenderlo devi tendere almeno due trappole.

La martora

la devi prendere per la gola: devi montare la trappola dove va a mangiare la frutta.

Per le trote servono solamente le mani: quando la sedi andare sotto la pietra, con tutte e due le mani la palpi, inserisci un dito sotto la gola e la tiri fuori. Ma molte volte il buco sotto la pietra è molto profondo e allora palpi la trota ma non arrivi ad estrarla.

Per catturare le anguille

si pongono gli ami alla sera; ma sull'amo devi mettere un pesciolino vivo; se è morto, l'anguilla non lo tocca.

I gamberi

li raccogli con le mani o la sera oppure quando tuona. Allora escono dalle loro buche e si raccolgono facilmente.

I testoni

li infilzi con le forchette: sollevi la pietra, il testone rimane fermo e tu velocemente lo infilzi. Hanno la testa troppo grossa e non è buona da non potersi mangiare e ciò che resta è davvero poco.

Per i ghiri

bisogna saper preparare una trappola tutta particolare: servono due pietre piatte e tre bastoncini ritagliati in un certo modo e in fondo ad una un pezzetto di noce. Si mettono i bastoncini sotto la pietra in un modo che, quando il ghiro mangia, la pietra gli cade addosso e lo schiaccia. Se sai in quale buco nel legno è il ghiro, lo stuzzichi con un bastone finché è stufo di mugugnare e salta fuori.

Ma la guerra più difficile è con la volpe.

Con la volpe i lacci non funzionano o funzionano solo a volte.
Se metti il laccio lo devi fissare a un alberello piegato fin per terra, in modo che se la volpe ci intrappola, viene appesa in aria.

Per la volpe occorre la trappola, una particolare, forte trappola, tanto forte che non arrivi a montarla con le mani, ma devi montarci sopra con i piedi, mettere il piatto di ferro nel mezzo di un buco scavato a livello del terreno e poi molto adagio coprirlo con le foglie.
Non devi mettere la trappola in qualsiasi posto, devi cercarne uno dove la volpe è costretta a passare, perché non puoi fare la siepe come per la lepre, con la volpe non funziona.
E se hai fatto tutto come si deve, devi pregare che la volpe si prenda.

A “Mlišča” c'era un posto adatto. Efrem ed io siamo andati verso sera per montare una trappola alla volpe.
Efrem era molto capace, gli aveva insegnato il nonno.
Il giorno dopo Efrem mi disse:
-Nino, vai a vedere se si è presa la volpe. MA se si è presa non andarle vicino, ti morde; ritorna subito a raccontarmi.
-Sì, ho detto, corro.-

Correvo su per il sentiero sperando di trovare la volpe in trappola.
Quando son arrivato vicino, ho visto la trappola smontata, ma la volpe non c'era.
Mi sono avvicinato e ho osservato bene attorno alla trappola: era insanguinata. Ho guardato oltre e ho visto un pezzo di zampa.
- Qualcuno ha mangiato la volpe - ho pensato, e ha lasciato gli avanzi.

Son corso a casa.
- Efrem, la trappola è smontata ma la volpe non c'è, è rimasto solo un pezzo di zampa. Cos'è successo?
- Ah, brigante di volpe, me l'ha fatto anche 'sta volta. Si è rosicchiata la zampa ed è scappata! -
Son rimasto di sasso: Ho chiuso gli occhi e ho visto la volpe che si rodeva la zampa e si lamentava, finché è scappata su per il bosco.
- Ma Efrem, non le faceva male? -
Non le faceva male? Certo che le faceva male, ma sai cosa vuol dire essere liberi? La libertà non la ripagano nemmeno cento gambe.
Da allora ho sempre pensato alla volpe, che, per essere libera, ha rosicchiato la zampa.

Il nido abbandonato

Il nonno mi insegnava a scoprire i nidi. Così io guardavo sempre in alto e scoprivo ogni sorta di nidi.

E' successo che scoprii un nido di fringuello in un frassino. Mi sono arrampicato fino al nido e la fringuella che covava è scappata. Ho guardato nel nido: c'erano bei quattro ovetti.
- Quando nasceranno - mi chiedevo.
Così ogni giorno mi arrampicavo per vedere se erano nati e ogni volta la fringuella scappava via.
Un giorno la fringuella non c'era più.
E nemmeno il giorno dopo.
Ho raccontato al nonno.
- Li ha abbandonato - mi ha detto il nonno.
- Non avresti dovuto andare a vedere così spesso. -
- Li ha abbandonato - ho pensato.
Come può essere?
Perchè non siano miei, la fringuella ha abbandonato le uova perchè non nascano! Cosa è successo nelle mente della fringuella? Quale forza ha obbligato la povera fringuella a lasciare le sue uova?

Anche i cardellini abbandonati

Un'altra volta ho scoperto un nido di cardellini.
Ho chiesto al nonna come si nutrono i cardellini.
Mi disse che la cosa migliore è, prima ancora che siano maturi, prendere il nido e metterlo in una gabbia vicino al nido. I genitori continueranno a portar da mangiare.
Così feci.
E vidi che il nonno aveva ragione: i genitori continuavano a portare da mangiare e i piccoli crescevano e mettevano le piume.

E' successo che un giorno trovai i cardellini tutti morti. Che cosa li ha fatto morire?
- Nonno, nonno, tutti i cardellini sono morti, chi li ha ucciso? -
- Oh, mi son dimenticato di dirti che devi stare attento a quando i genitori iniziano a portare il veleno ai piccoli. Quando capiscono che i piccoli non potranno uscire dalla gabbia, li avvelenano.

Anche questo mi turbò assai. Come può essere che l'animale scelga di ammazzare i piccoli piuttosto che vederli prigionieri?

Lo scoiattolo

Chi non rimane a bocca aperta quando vede uno scoiattolo?

Quando andavamo a dottrina vedevamo ogni giorno dei scoiattoli in un posto. Ho pensato:
- Qui attorno devono avere anche il loro nido. -
Così ho cominciato a cercare bene su ogni albero.
Il nonno mi aveva detto che lo scoiattolo la gran parte delle volte fa il nido nel tiglio.
E proprio nel tiglio ho scoperto un bel, grande nido.
Mi son arrampicato e quando fui vicino vidi che il nido era tutto chiuso e aveva due fori, uno a destra uno a sinistra.
Adagio ho insaccato la mano in un buco e ho tirato fuori uno scoiattolino che aveva ancora gli occhi chiusi.
Lo rimisi delicatamente nel nido.
Ho raccontato al nonno e lui mi disse subito:
- Non li vedrai più! -
- Come non li vedrò più, domani tornerò a trovarli. -
- Ma non li troverai. -
- Perché? -
Perché la madre li ha già trasportato in un altro posto in un altro nido. Ha sentito l'odore delle tue mani e li ha trasportato velocemente.
Lo scoiattolo ha sempre almeno due nidi, ma a volte anche tre, quattro, così che, secondo il bisogno, può portare i piccoli in posti più sicuri.

Chi immaginava che un povero scoiattolo fosse capace di tanto?

La lepre

Abbiamo detto che la lepre è l'animale più ingenuo; anche lui però, dinnanzi al bisogno, ha imparato qualcosa.

Un giorno siamo andati in montagna Efrem ed io.
Su per la strada parlavamo e discutevamo.
Ricordo che grandi passi faceva Efrem: dove lui ne faceva uno io ne dovevo fare due.
Guardando i suoi passi ho scorto proprio sul sentiero giacere una lepre.
- Adesso scappa - ho pensato, quando il piedi di Efrem passava sopra di lei; ma la lepre non si è mossa. Efrem è passato Avanti, ma la lepre è rimasta ferma.
- Efrem - ho gridato - vieni a vedere cosa volevi pestare! -
Efrem tornò indietro, ma quando fu un po' vicino, la lepre si alzò e scappò via.
- Hai visto Efrem, la lepre non è scappata quando stavi per pestarla. -
- Lei ha capito che io non la vedevo - rispose Efrem - ed è rimasta ferma.
- Ma allora anche la lepre è furba - dissi.
- Certo che è furba - aggiunse Efrem, - ciascun animale ha scelto il suo modo per difendere la sua vita.
Guarda la salamandra: lo vedi a distanza, ma lo tocchi una sola volta, non due: -
- Perché? -
Perché toccare la sua pelle ti brucia. Lui parla così col suo bel vestito: Guardatemi bene, riconoscetemi subito e non toccatemi. -

- E anche delle farfalline, nere e rosse, zigene si chiamano, le vedi subito e si lasciano anche prendere. Ma nessun uccello le vuol mangiare, perché fanno vomitare.
Anche un uccelli giovane, inesperto, assaggia una volta quelle farfalle ma non due volte. -

Il ragno

Un giorno stavo scovando e raccogliendo i ragni per darli ai miei uccelli.
Ho scorto un grosso ragno, ma quando volevo prenderlo, è caduto per terra e lì è rimasto come morto. L'ho stuzzicato un po' ma senza esito.

Sono andato a raccontare al nonno.
- Non è morto di paura, ha fatto finta di essere morto perché tu lo lasci in pace. -

- Ma va, - ho pensato - anche gli animali le studiano tutte per sopravvivere.
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