ALGHE - ALGE


Una rubrica semplice che guarda al vegetale dell'orto, del campo e del bosco vicini, cercando possibili connessioni con la medicina popolare od etnoiatrica.
Puntata atipica: uno sguardo ad un mondo poco conosciuto ma che rappresenta uno dei futuri alimentari dell’umanità.
Cominciamo a conoscerlo ed a non temerlo.
Anche dalle nostre parti - lontane dal mare - può venirci in aiuto.

Da qualche anno siamo tutti un po’ spaventati o almeno preoccupati, soprattutto d’estate, dai fenomeni che si manifestano, per esempio, nel Mare Adriatico (a me caro perché rappresenta in senso lato l’humus storico della mia memoria personale e familiare, corale ed etnica) per l’aumento abnorme di alcune specie di alghe, tanto da credere che esse siano in assoluto sempre e comunque una calamità.

Invece, a parte tale fenomeno spiacevole, per il quale occorreranno chissà~ quanti anni di studio e dovranno essere destinate chissà quante risorse per ridurlo almeno in parte, si può affermare, più in generale che le alghe siano e saranno sempre più il nostro futuro alimentare e possono essere fin d'ora uno degli alimenti nuovi.

Storicamente le alghe marine sono la manifestazione della vita sul nostro pianeta (suggestiva riflessione e profondamente verosimile proposta da Gloss) ed è certo che alcune di esse, le unicellulari, sono comparse già due milioni di anni fa; ben presto sono entrate nella dieta di numerosi popoli rivieraschi dell’estremo oriente e del nord Europa e da un cinquantennio ormai si sta diffondendo ovunque il suo uso alimentare.

Così i giapponesi, i cinesi e gli hawaiani consumano grandi quantità di alghe per equilibrare la loro dieta a base di riso e pesce secco.

I giapponesi coltivano un'alga rossa tenuta in grande considerazione e consumata col nome di nori: vera e propria lattuga di mare.
Consumano poi le kombu, specifiche per i problemi polmonari, le arame, le hiziki, potenti drenatrici sanguigne o le wakamé, attive disintossicanti dell’emuntorio epatico.
Attraverso l’impiego di tante varietà differenti la ricerca del Sol Levante è riuscita a correlare il loro impiego persino con una sicura capacità di eliminazione delle scorie radioattive assorbite dall’atmosfera.
Gli Islandesi consumano da secoli varietà di alghe rosse e brune.
Nella tradizione britannica molto note sono le dulse, anch’esse ritenute a ragione agenti decontaminanti nucleari.

Botanicamente le alghe sono dei vegetali crittogami (hanno cioè degli organi di riproduzione nascosti} senza fiori e senza foglie, il cui apparato vegetativo si si riduce ad un'entità chiamata tallo; vivono sia fissate alle rocce, nelle acque poco profonde, sia libere e mantenute alla ~superficie dell’acqua dalle loro boe ad una distanza più o meno grande dalle coste.
Si distinguono in
alghe verdi - Chlorophyceae - in
alghe rosse - Rbodophyceae - e
in alghe brune - Phaephyceae -

Biochimicamente la loro composizione varia a seconda della provenienza e dell’epoca di raccolta durante l’anno; comunque sia, si può dire che tutte le alghe siano degli accumulatori di oligoelementi e sali minerali, come lo iodio, il magnesio, il ferro, il potassio, il sodio, ecc. e di altri costituenti nobili come le vitamine (soprattutto B 12 ed E), glucidi, aaminoacidi essenziali e protidi, grassi, sostanze antibiotiche, mucillagini, ecc.

In generale sono stimolanti dei ricambi e delle ghiandole endocrine, agenti antiinvecchiamento, riequilibranti del terreno organico, rimineralizzanti.

Un consiglio culinario

nelle nostre pietanze e minestre aggiungiamo delle alghe.
I benefici saranno innegabili. Come?
Aggiungere una striscia d’alga di 840-12 cm nel brodo di cottura regolarmente.
Eliminarla quindi prima di servire nei piatti.
Erbe e salute a cura di Franco Fornasaro
DOM 2000

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