BORSA DEL PASTORE

(Capsella bursa-pastoris L.)
altri nomi: pintinela.

Tutta la parte aerea

E’ un’erbaccia comune, diffusa quasi in tutto il mondo, eppure come tante malerbe molto utile.
Presenta una rosetta formata da foglie da pennate a intere, foglie di scapo con una larga orecchietta amplessicaule; il fusto termina verso l’alto con piccoli fiori bianchi a quattro petali riuniti in grappolo che poi daranno come frutti delle siliquette a borsa. Il nome deriva dal latino capsella, piccolo cofano e bursa pastoris, borsa del pastore, per la forma dei frutti.

Principali costituenti

Contiene dei flavonoidi come la rutina, quantità abbastanza elevate di potassio ed un peptide ad azione emostatica, che ha dimostrato in vitro un’azione simile a quella dell’ossitocina; controversa la presenza di amine piogene (colina, acetilcolina, tiratina, ecc.).

Proprietà

Da sempre considerata un buon emostatico uterino; svolge la sua azione mediante la stimolazione nella produzione di piastrine.

Indicazioni

Utile nel trattamento sintomatico di menorragie e metrorragie, in particolare delle giovani; si può considerare un buon regolatore del ciclo mestruale.

Attivo anche nell’epistassi e nel sanguinamento emorroidario.
Talvolta prescritto in caso di ematurie recidive.

All’esterno come coadiuvante nel trattamento delle rinorragie e in caso di ferite sanguinanti.

Modo d’impiego

1-2 cucchiaini per tazza d’acqua

bollente.
Infusione di 15 minuti. 3/4 tazze al giorno, durante i pasti.

Lo stesso infuso può essere impiegato anche per via esterna.

La tintura madre (20-40 gocce, 2-3 volte al dì) va assunta anche più frequentemente nelle menometrorragie, mentre l’irregolarità mestruale richiede il trattamento per una settimana, prima del mestruo, per almeno 2 o 3 mesi.

Medicina popolare

In Istria era diffuso il sugo per stagnar el sangue che si ottiene triturando le foglie:
per arrestare emorragie interne se ne prende un cucchiaio ogni ora.

Applicando la pianta tagliuzzata ai polsi, legata con pezze, si ottiene un effetto febbrifugo.

Il decotto della pianta serviva per lavare i genitali delle mucche dopo il parto in caso di pericolo d’emorragia.
Dott. Franco Fornasaro





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