CARCIOFO - KARČJOF

(Cynmra scelinius)

Una rubrica semplice che guarda al vegetale dell'orto, del campo e del bosco vicini, cercando possibili connessioni con la medicina popolare od etnoiatrica.
Brattea (la parte che si consuma ai pasti, o meglio il ricettacolo dei fiori e le brattee carnose dei capolini poco prima della fioritura) e gambi.

Pianta ampiamente coltivata in diverse forme soprattutto nell’area mediterranea.
E’ ricca di vitamine A e B, di enzimi, di manganese, fosforo e ferro, di carboidrati assimilabili dai diabetici.

E’ un alimento molto digeribile, in particolare se crudo (in Liguria fa parte, infatti, del «crudite», l’antipasto di verdure accompagnato dall’olio di oliva).
E’ stimolante delle secrezioni enzimatiche e quindi eupeptico.

In particolare è un tonico epatico (colagogo. cioè un rimedio che facilita l’evacuazione della bile dalle vie biliari e soprattutto dalla cistifellea).

E’ un depurativo del sangue - Ottimo dunque nei cambi di stagione - e diuretico
(favorisce l’eliminazione dell’urea, del colesterolo e dell’acido urico).

Trova impiego nella congestione e nell’insufficienza epatica.
Nella gotta e nell’artrite; nelle intossicazioni e nelle infezioni intestinali.

L’acqua di cottura (della pianta proveniente da coltivazioni biologiche), molto ricca di sostanze minerali dovrebbe essere utilizzata nelle minestre, eccezion fatta per gli artritici, i gottosi e nei casi di affezioni urinarie, perché in questi casi una concentrazione salina troppo forte può dare qualche disturbo.

Curiosità

I carciofi teneri, consumati crudi, sono indicati nelle diarree croniche.

La radice di carciofo è diuretica (in decotto con vino bianco).

E’ quasi incredibile l’infinità di pietanze a base di carciofo, a testimonianza di uso alimentare consolidato ed ubiquitario (in risotti, in sformati, con le uova in vario modo , col formaggio, in umido, ripieni, fritti, con gli scampi, ecc.), ma il carciofo crudo rimane il consumo migliore!

E’ importante sottolineare, infine, come le foglie del carciofo (e quindi non la brattea che si consuma ai pasti) forniscono un principio attivo - la cinarina - che è un vero e proprio rimedio vegetale, un principio attivo che stimola la secrezione biliare, il flusso biliare e migliora la funzione antiintossicante del fegato.

La moderna fitoterapia impiega soprattutto la tintura madre:
25 - 30 gocce prima dei pasti tre volte al dì.
Erbe e salute a cura di Franco Fornasaro
DOM 2000

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