FARFARA

(Tussilago farfara L.)

foglie, fiori

E’ una’ pianta frequente nei campi d’erbacce sù terreni fangosi; presenta il fusto del fiore con foglie ragnatelose, pelose e capolini grandi fino a 3 centimetri, composti da fiori ligulati che appaiono prima delle foglie. Quest’ultime sono cordato-arrotondate, dentate, biancotomentose nella pagina inferiore.

Principali componenti

Mucicillaginì e inulina sono i principi attivi prevalenti.
Ma ci sono anche quantità modesta di flavonoidi, terpeni e steroli, nonchè tracce di alcaloidi.

Proprietà

E' uno dei più antichi rimedi pettorali.
La farfara è quindi un espettorante, leggermente sudorifero e blando depurativo.

Indicazioni

E' indicata particolarmente per le infiammaz Le mucillaggini presenti esercitano un’azione demulgente o coprente, rivestono cioè le mucose con uno strato protettivo che attenua le irritazioni chimiche e fisiche, riducendo così lo stimolo della tosse.

Modo di utilizzazione

Infuso di fiori (fanno parte della tisana dei quattro fiori):
un cucchiaio da dessert per una tazza di acqua bollente.
ù Tenere in infusione 10 minuti.
3-4 tazze al giorno, tra i pasti.

5ciroppo:
un cucchiaio da minestra fino a 6 volte al dì.
Non superare le dosi consigliate:
le tracce di alcaloidi presenti, infatti, fanno parte di una struttura molecolare tossica.

Medicina popolare

S’impiegano contro i dolori addominali delle foglie di farfara che, unte col burro, si appoggiano al ventre.
Il decottò delle foglie e dei fiori, anche associato a fiori di primula, viene usato come espettorante e per calmare la tosse.
Le foglie vengono utilizzate come cicatrizzanti.

Uso è sterno:

decotto delle foglie (una manciata per un litro d’acqua):
per pediluvi (iperidrosi).
Dott. Franco Fornasaro

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