GRAMIGNA - ORNICA

(Agropyrum repens (L.) P.B.)

Attenzione:
in Italia con il nome gramigna si trova in commercio anche la specie Cynodon dactylon (L.) Pers., o gramigna nostrana.

Rizoma

E’ una pianta (fra le più importanti delle cosiddette infestanti o malerbe) caratterizzata da lunghi stoloni sotterranei e da una spiga lunga fino a 15 cm.
E’un po’ ubiquitaria, in particolare tipica di campi e giardini.

Principali costituenti

Dal 3 all’ 8% di inulina, che per idrolisi dà fruttosio, dei polialcoli come il mannitolo e l’inositolo, degli oli essenziali (agropirene, carvone, ecc.), acido silicico e silicati, forse delle saponine, mucillaggini.

Proprietà

E’ un ottimo diuretico rinfrescante, depurativo stagionale e coadiuvante nelle febbri.

Indicazioni

Viene usato da un lato come diuretico nelle infiammazioni vescicali e nelle calcolosi urinarie e renali, dall’altro come antitussigeno sedativo dell'irritazione nei catarri bronchiali.

Modo d’impiego

Decotto in 2 tempi:
fare bollire 30 g per un minuto in un po’ d’acqua;
buttare via l’acqua che è amara,
schiacciare la gramigna e farla nuovamente bollire in 1200 g di acqua fino a ridursi a 1 litro.
Aggiungere 10 g di liquirizia.
Lasciare raffreddare e passare.
Bere tutto il decotto in giornata.

La gramigna entrava nella formula depurativa di mons Angelo Cracina, che ne faceva uso abbondante in particolari periodi dell’anno: l’aveva ricavata dall’uso popolare conosciuto in qualche parrocchia dove aveva svolto il suo ministero sacerdotale: ovviamente la conservo con affetto, anche perché me l’aveva fornita direttamente con la sua grafia inconfondibile.

Esiste la possibilità di impiego della solita tintura madre: 25-3 0 gocce più volte al dì.

La medicina popolare fornisce altre utili indicazioni: in particolare l’effetto antitussigeno.
Dalle nostre parti è curioso questo dato: Trieste, fra le città dell'intera penisola è quella che detiene il primato del consumo della gramigna.
Il suo uso è però diffuso anche in Istria, sull'altipiano carsico, in Friuli e inm Carnia.
I contadini danno per certo che a tale erba ricorra il bue quando sente la presenza di calcoli biliari; il gatto invece mangia quando ha necessità di vomitare.

Si trovano ancora i seguenti usi etnoiatrici:
gotta, disturbi reumatici, affezioni cutanee croniche.
Anche alcuni impieghi della gramigna come dietetico per diabetici:
ma, in questo caso, mancano studi farmacologici e clinici.
Dott. Franco Fornasaro

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