E' ora...

di prelevare le marze per i prossimi innesti.
Innesto a corona dell'anno scorso
Innesto a corona dell'anno scorso
Il periodo degli innesti primaverili è quasi alle porte.
Infatti il periodo migliore per innestare va dal 10 al 20 marzo, soprattutto per quanto riguarda gli innesti a spacco o a corona, che hanno bisogno di una lenta ripresa vegetativa, mentre per gli innesti a gemma è meglio attendere che il portainnesti sia bene in succhio.
Per sapere che marze prelevare serve, evidentemente, sapere quali portainnesti si hanno a disposizione. Il portainnesti deve essere già pronto, ossia deve essere trapiantato da almeno un anno. E', infatti, condannato al fallimento inevitabile un innesto fatto su un portainnesto trapiantato contemporaneamente all'innesto.
E' possibile innestare ovunque si possa trovare un portainnesti, anche nei prati o nel bosco (a meno che non sia troppo fitto e perciò privo di luce). E' però da tenere presente l'inconveniente di dover poi seguire l'andamento dell'innesto. L'ideale è trapiantare almeno l'anno prima le piante selvatiche in un vivaio, per ritrovarle tutte assieme e poterle innestare e seguire passo, passo nell'attechimento.

Le piante che si possono facilmente innestare potrebbero essere: meli, peri, ciliegi, kiwi, castagni, susini.
Da tenere presente che il nostro susino selvatico è un portainnesti universale per la famiglia delle rosacee. Infatti su questo susino si può con molto profitto innestare pesche noci, pesche, albicocche, nonchè tutti i generi di pruni, addirittura il ciliegio. Questo portainnesto nella nostra zona è particolarmente vantaggioso perchè il nostro susino gradisce molto il terreno argilloso, al contrario dell'albicocco o della pesca. Gli esemplari così innestati risultano più resistenti alle muffe. Per questo l'albicocco o la pesca da noi tendono a non fruttificare e a morire, mentre si sviluppano regolarmente se innestati sul susino. Inoltre gli innesti su susino tendono a fruttificare molto presto, generalmente dal secondo-terzo anno anche se sono meno longevi (circa 10-15 anni).
innesto di due anni di pesca noce su susino
innesto di due anni di pesca noce su susino
innesto di tre anni di albicocca su susino
innesto di tre anni di albicocca su susino
Da tenere presente anche la pianta del fico, che, per la verità, si moltiplica molto facilmente per polloni o talee, ma che non può essere innestato a spacco ma a corona oppure a gemma (specie con la luna di agosto).

Le marze vanno prelevate entro gennaio-febbraio, da piante sane, particolarmente fruttifere e su rami di un anno, cioè cresciuti l'anno precedente. La grossezza va valutata anche in base al portainnesto. Appena prelevate vanno legate, catalogate e immerse nella sabbia leggermente umida, per essere prelevate al momento del bisogno

Per meli e peri l'innesto va fatto su piante molto giovani e molto in basso, alla base della pianta, in modo che il successivo trapianto sia fatto a livello del terreno.
Sarebbe opportuno salvare dalla perdita tante varietà di gustosissime mele e pere, frutto di anni e anni di selezione da parte dei nostri antenati.
Ogni famiglia, ogni proprietà molto probabilmente ha ancora vecchi esemplari di queste piante, che, se non si salvano, andranno perdute per sempre.

Ad altezza da 1 - 1,5 - 2 m. l'inesto è proficuo per piante di ciliegio, di castagno, che però vanno già sistemate da selvatiche in luogo definitivo.
Su portainnesti particolarmente grossi (anche fino a 10 cm di diametro) va praticato l'innestro a corona. Da tenere presente che subito all'altezza dell'innesto a corona vanno sistemati dei tutori (vedi prima immagine) ai quali verrano legati i rami sviluppati dall'innesto, altrimenti il vento li strapperà inevitabilmente.

Gli innesti non vanno dimenticati, ma seguiti regolarmente quasi giorno per giorno specie il primo anno di vita per eliminare i succhioni selvatici. Bisogna però fare attenzione all'eliminazione dei rami che crescono sul selvatico. La regola è la seguente: maggiore è la vigoria dell'innesto, maggiore sarà l'eliminazione della parte selvatica; se l'innesto è debole e lento nello sviluppo, bisogna lasciare un certo numero di rami selvatici, che vanno eliminati via via l'innesto diventa più vigoroso. Se l'innesto è debole, eliminando tutto il selvatico, finisce col morire definitivamente.

L'anno seguente all'innesto le piante vanno sradicate e poste nella dimora definitiva, in buche scavate durante l'inverno, in modo che il terreno geli e sbriccioli la terra. Ad ogni pianta va sistemato un palo di sostegno adeguato, al quale verrà assicurata la pianta innestata e, via, via anche i rami degli innesti, perchè il vento non li spezzi.

Buon lavoro!.
ns



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