Sentirsi Natura

Il modo migliore di avvicinarsi alla Natura è convincersi di esserne parte!

Come avvicinarsi alla Natura?

Ci sono diversi modi, a volte terribilmente contrastanti, di avvicinarsi alla natura e di viverla.
Prendiamone in considerazione alcuni.
L'infimo è quello delle "multinazionali", che non esitano a distruggere foreste intere solo per interesse, per i soldi. Tutto è lecito pur di ricavare dagli alberi il massimo profitto.
E per la verità da qualche tempo a questa parte c'è anche qua da noi qualcuno che si avvicina a tale mentalità: sentirsi i padroni degli alberi, liberi di fare ciò che si vuole.

C'è poi il modo di avvicinarsi alla natura del contadino, del vero contadino, di tutti i nostri contadini di un tempo. La natura è fonte di produzione e di profitto da divivere con gli altri ma nello stesso tempo è un'entità che ha bisogno di cure e di attenzioni anche se il contadino le prodiga solo per una sua necessità. La natura è una risorsa da sfruttare.

Al biologo la natura interessa per scoprire come essa lavora, come si riproduce, come cresce: tutti gli esseri viventi sono semplici meccanismi da studiare, materia per fare nuove scoperte sempre però nel pieno rispetto della natura, oggetto della sua indagine.

Un pò più in alto troviamo il giardiniere che ama la natura e le piante e ne è affascinato. Le segue e le cura per farle diventare sempre più belle, sempre più gradevoli, sempre più oggetto della sua ammirazione. Lo fa per se stesso ma anche per amore della natura stessa.

L'ecologista capisce che la natura è più di quello che semplicemente sembra essere. Per lui la vita dell'uomo è la cosa più importante e la natura è essenziale alla sua sopravvivenza.

In cima alla scala c'è il mistico. Il mistico riesce a percepire ciò che ha in comune con la natura, riesce a stabilire un contatto con la natura, a entrare in relazione col divino che c'è in noi. E' convinto che i destini dell'uono e della natura sono profondamente legati, sono la diversa espressione della stessa entità, parti di uno stesso insieme cosmico.

Prenderemo in considerazione un unico aspetto della natura: gli alberi, cercando di entrare in contatto con essi, di lasciarsi catturare dal loro mistero.

Come entrare in contatto con gli alberi?

Osservando certi alberi maestosi ci siamo sicuramente chiesti quale sia il mistero o la forza vitale che li fanno crescere in quel modo. E forse ci siamo anche chiesti come fanno degli esseri così potenti a non riuscire ad entrare in contatto con noi. Ma forse non ci siamo mai chiesti come mai noi, che ci consideriamo al massimo gradino dei viventi, non riusciamo ad entrare in contatto con loro.
Come mai?!
La risposta può essere banale, scontata: -non ci abbiamo mai provato!-
Forse è proprio così e allora è la volta di provarci.
Dovremmo ritenere scontato che il linguaggio che useremo per entrare in comunicazione con gli alberi, dovrà essere completamente diverso da quello che comunemente usiamo con le persone.
Come dovremmo ritenere scontato che tale comunicazione dovrà basarsi principalmente sui sensi che noi abbiamo a disposizione.
Diciamo infine che, per male che vada, al termine di questo tuffo nella natura ci sentiremo più rilassati, più riposati, più sereni, più pronti per affrontare il prosequio della nostra vita.

La scelta del luogo

La scelta del luogo è importante, fondamentale.
Lo sarà soprattutto in seguito, quando ognuno di noi sceglierà nella più assoluta libertà il luogo e l'albero col quale entrare in contatto.
Per questa prima esperienza suggerisco un luogo che, a mio parere, è particolarmente adatto per una prima esperienza del genere, in quanto appartato, estremamente silenzioso, suggestivo per tutti i nostri sensi.
Indicazione del percorso in maniera essenziale:
sulla statale Cividale - San Pietro al Natisone – Tiglio, immediatamente dopo Tiglio, a metà discesa, si devia verso le "Grotte d'Antro" e si prosegue fino ad Antro, seguendo le indicazioni per le grotte.
Non ci si ferma ad Antro, si prosegue per circa un chilometro fino ad arrivare a un bivio. Si prende la strada a sinistra che si incurva a gomito con indicazione Spignon. Dopo circa 3 chilometri lo si raggiunge, ma si prosegue ancora, fino a giungere alla sommità e si prosegue girando a destra.
Dopo circa un chilometro abbondante si giunge a un bivio; mentre l'asfalto continua sulla sinistra per Masarolis, noi riprendiamo sulla destra la strada bianca per Pegliano. Dopo circa mezzo chilometro, a un bivio, continuiamo per la strada bianca sulla destra, lasciando quella a sinistra che sale.
Dopo un centinaio di metri incontriamo sul bordo destro della strada dei magnifici esemplari di betulla. Sulla destra di questi esemplari, guardando verso il basso, inizia a scendere una pista interpoderale. La percorriamo scendendo per circa duecento metri fino a incontrare una discesa scoscesa tutta sterrata e slavata, difficile da percorrere con tempo umido. A questo punto, evitando tale discesa, prendiamo la pista sulla sinistra e scendiamo per qualche minuto a nostro piacere; poi, tenendosi sempre sulla sinistra, iniziamo a scendere senza meta in mezzo al bosco, un magnifico bosco di faggi.
Siamo arrivati! (Un'ora abbondante a piedi da Tiglio, camminando speditamente. Mezz'oretta comoda in macchina)

Il "nostro da " albero

Se fino ad ora eravamo preoccupati di trovare il luogo suggerito, d'ora in poi saremo liberi di muoverci in assoluta libertà.
Cammineremo per un pò senza darci ordini, liberando la mente da ogni pensiero, da ogni preoccupazioni, a caso, dovunque ci porteranno i piedi, senza assolutamente cercare l'albero più bello. Sarà solo il nostro istinto a guidarci verso il "nostro" albero, senza nulla di voluto o di cosciente.
Percepito quale è l'albero scelto, ci avvicineremo a lui con un profondo saluto, in segno di rispetto e ammirazione. Gli gireremo intorno per individuare il lato giusto dal quale accostarglisi, come si fa per entrare in una casa dalla porta e non dalla finestra.

Ora non ci resta altro da fare che abbracciare l’albero e abbandonarci al nostro istinto.

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