Escursione micologica

Iizia la ricerca
Iizia la ricerca
Ogni anno la Scuola Media organizza un'uscita micologica con gli allievi della classi Seconde per una migliore conoscenza dell'ambiente e in particolare per dar modo ai ragazzi di riconoscere soprattutto i funghi mortali. Anche quest'anno gli allievi si sono recati nei prati di Spignon, accompagnati dai loro insegnanti di Scienze proff.sse Gabriella Del Zotto, Giacinta Coterli, Miano.

Classi Seconde Sc. M., 4 e 5 ottobre 2000



Obiettivo educativo: amore e rispetto della natura e dell'ambiente.

Obiettivo didattico: osservazione e conoscenza dell'ambiente, in particolare dei funghi.

Si riprende
Si riprende
Passeggiata
Passeggiata
falso chiodino
falso chiodino
La zona di Spignon per la bellezza del paesaggio, per gli stupendi panorami verso le Alpi Giulie e verso la pianura friulana, per la dolcezza dei declivi fatti di boschi e di prati falciati, per la ricchezza delle risorse naturali, si presta particolarmente all'osservazione dell'ambiente.

La zona che percorreremo in pulmino e poi a piedi è stata da tempi antichi sede di attività umane. L'aspetto della vegetazione attuale copre quasi totalmente i resti di tali secolari attività che hanno usato e sfruttato questo ambiente, tanto che solo un occhio attento può coglierne la presenza.

Noi osserveremo, in generale, soprattutto tre aspetti della vegetazione attuale:
  • i prati di origine antropica, ottenuti per disboscamento;
  • i boschi di neoformazione, originati da prati abbandonati;
  • infine i resti dell'originario bosco a faggio.
  • La vegetazione della zona che si sarebbe instaurata se non vi fossero stati interventi esterni, avrebbe portato alla formazione di una faggeta termofila, i cui resti sono ancora ben visibili. L'azione antropica di disboscamento ha invece portato alla formazione di estese aree prative, che, abbandonate ultimamente, hanno dato origine ai boschi di neoformazione. La vegetazione della zona che si sarebbe instaurata se non vi fossero stati interventi esterni, avrebbe portato alla formazione di una faggeta termofila, i cui resti sono ancora ben visibili. L'azione antropica di disboscamento ha invece portato alla formazione di estese aree prative, che, abbandonate ultimamente, hanno dato origine ai boschi di neoformazione.
Siesta
Siesta
Nelle zone di contatto tra bosco originario e prato si sono formati boschetti di Acero montano, Tiglio e Frassino, fino ad arrivare a quell'autentico mosaico di presenze arboree che costituisce la vegetazione attuale.

Un altro aspetto dell'intensa antropizzazione è dato dalla presenza di specie introdotte in passato come il Castagno, reintrodotto in epoca storica dai Romani, l'Ontano nero, giunto fin qui dalla vicina Slovenia e infine l'acacia, introdotta nel 1600 dal continente Americano.
Amanita vaginata
Amanita vaginata
Per quanto riguarda i funghi la zona offre occasione di contatto con le specie più comuni sia mangerecce che velenose e mortali. Generalmente, la presenza dell'Amanita falloides è assai abbondante e vistosa; infatti sotto ogni cespuglio di nocciolo essa si presenta in maniera assai invitante; avremo l'occasione di conoscerla e di fissare bene questa specie che ogni anno provoca morti anche in Friuli e che si presenta, come vedremo, con colorazioni che vanno dal grigio al griogio-verdastro al grigio giallognolo.

Cortinario prestante
Cortinario prestante
Porcinello rosso
Porcinello rosso
Osservazione
Osservazione
Tentiamo di dire qualcosa riguardo al nostro primo obiettivo, quello educativo, stabilendo alcune regole che non solo manderemo a memoria ma metteremo in pratica durante la nostra escursione, per attuarle poi ad ogni nostra escursione.

1° - Non dobbiamo calpestare o distruggere i funghi che non raccogliamo. Ciascuno di voi potrebbe trovare almeno due motivi per non farlo. Ve ne suggeriamo qualcuno: i funghi, almeno la maggioranza di essi, sono di grande utilità per le piante, le piante ne hanno bisogno in quanto grazie ad essi riescono ad assimilare certe sostanze importanti per la loro salute; inoltre i funghi sono bellissimi e tutti hanno il diritto di ammirarli, ma la vista di funghi distrutti può fare solo una grande pena. C'è un punto soprattutto a Spignon dove i funghi vengono maltrattati, come osserveremo, in quanto è molto frequentato.

Si dovrebbe realizzare questa idea: fotografare, ad esempio, le amanite muscarie quando son ben "fiorite" e poi, a danno fatto, rifotografarle. Si capirebbe bene la mascalzonata di chi osa volutamente calpestare e distruggere uno spettacolo meraviglioso come quello delle amanite muscarie. Camminando per i prati, purtroppo osserveremo che tanti, troppi funghi sono stati maltrattati. Noi, se troveremo un fungo rovesciato, controlleremo che le sue lamelle o i suoi tubuli siano rivolti verso il terreno, affinché le spore possano depositarvisi.

2° - Quando si compie un'escursione e si porta con sé del cibo o delle bevande, bisogna preoccuparsi anche di avere un recipiente per riporre i rifiuti e riportarli a Valle negli appositi contenitori di immondizie. Nel bosco si possono lasciare solo quei resti commestibili che gli animali non aspetteranno molto per consumare o che, comunque, essendo materia organica, si decomporranno facilmente. Tutti perciò dovranno portare con sé nello zainetto un sacchetto per i rifiuti per riporvi ciascuno i propri.

3° - Non si devono raccogliere più funghi di quanti servono. In particolare noi raccoglieremo solo due esemplari per ogni specie al fine di catalogarli e fare una specie di mostra a Scuola.

4° - Nella ricerca dei funghi non si devono rimuovere o calpestare troppo gli strati del sottobosco. Sicuramente ne conoscete la motivazione. I funghi vanno raccolti facendo attenzione a non estirpare troppo terriccio. Anche di questo siete certamente edotti.

ALCUNE OSSERVAZIONI E CURIOSITà

Chiodini
Chiodini
Cosa significa fungo? Deriva dal latino funus agere, che significa provocare lutto. Il significato del nome dovrebbe mettersi subito in guardia.


Qual'è il fungo più bello? Eccolo:
Amanita muscaria
Amanita muscaria
E' il fungo figurativo per eccellenza, quello che si trova quasi d'obbligo nelle illustrazioni per bambini, nei cartoni animati, quello che è il simbolo della foresta. Nelle fiabe Gnomi ed Elfi eseguono spesso girotondi rituali attorno ad esso. Questa credenza popolare è sicuramente dovuta alla sua azione allucinogena, dalla quale neppure le mosche sono esenti e questo fatto ha determinati parte del suo nome scientifico. Durante l'escursione vedremo degli esemplari bellissimi in tutti gli stadi della loro maturazione; osserveremo anche che, almeno nella zona di Spignon, questo fungo è simbionte della betulla. (Risposta: Amanita muscaria)
Russola verdeggiante
Russola verdeggiante


A volte si possono trovare esemplari enormi di fungo. Due anni fa a Rodda è stato trovato un esemplare di Poliporus frondosus (che da noi cresce sul castagno ed è un fungo parassita che fa morire la pianta sulla quale cresce; volgamente viene chiamato Kostnjavka in quanto cresce sul castagno, Farlinka impropriamente in quanto le Farlinke (termine tedesco) sono i gialletti; Regina, per la sua grandezza maestosa), che pesava esattamente 30 Kg. Quest'anno sono numerosi ma di dimensioni relativamente piccole (fino a 4-5 Kg).

Un altro fungo che può raggiungere dimensioni enormi è la calvatia lilacina (un tipo di vescia); a Spignon raggiunge normalmente i 10/15 cm di diametro. Peccato che i passanti si sentono in dovere di distruggerla spezzettandola. Anche il noto porcino può raggiungere dimensioni notevoli: fino a 3 kg. e oltre. Pochi giorni fa è stato trovato uno di 775 g.

Alcuni funghi possono diventare dei bellissimi soprammobili, ad esempio, il Poliporus betulinus, molto frequente a Spignon. Cresce su betulle marcescenti. Esso rimane integro per molti anni.

Un'altra varietà ancor più vistosa e che si conserva intatta per tantissimi anni è il Ganoderma lucidum.

Ci sono dei funghi che fanno venire il mal di testa a chi resta chiuso col fungo in un ambiente ristretto (come ad esempio l'automobile): il Clitocibe nebularis.

L'Astraeus hygrometricus, come dice il suo nome, è capace di misurare l'umidità. Infatti si comporta come un barometro: col tempo secco si chiude a palla, con l'umidità si apre a stella.

Il Clathrus cancellatus, che significa inferiata a forma di cancello, fungo molto caratteristico, è sempre invaso dalle mosche, attratte dal suo odore pestilenziale.

Un altro fungo dall'odore nauseante è il Phallus impudicus. Lo osserveremo forse a Spignon, essendo abbastanza frequente.

Un'ultima osservazione: attenti alla raccolta di funghi troppo vecchi (ad esempio chiodini). Possono provocare il botulismo, che è un'intossicazione grave che può portare alla morte. I sintomi di avvelenamento possono insorgere anche otto giorni dall'ingestione di tali funghi.

Nino Specogna

Realizzazione della pagina Nino Specogna

Questo sito, realizzato e finanziato interamente dai soci, è completamente independente ed amatoriale.
Chiunque può collaborare e fornire testi e immagini a proprio nome e a patto di rispettare le regole che trovate alla pagina della policy.
Dedichiamo il sito a tutti i valligiani vicini e lontani di Pulfero, San Pietro al Natisone, Savogna, Stregna, Grimacco, San Leonardo, Drenchia, Prepotto e di tutte le frazioni e i paesi.

www.lintver.it
© 2000 - 2018 Associazione Lintver
via Ponteacco, 35 - 33049 San Pietro al Natisone - Udine
tel. +39 0432 727185 - specogna [at] alice [dot] it