Colovrat - Kolovrat

All'orizzonte tutta la catena del Kolovrat
All'orizzonte tutta la catena del Kolovrat
La sua dorsale origina assieme al San Martino e al Cum un ampio anfiteatro. Dalla sua sommità si dominano tutte le valli del Natisone.
Dalla Guida 5 del Friuli-Venezia Giulia

"All'estremo confine orientale delle Valli del Natosine si elevano una serie di rilievi culminanti verso nord-ovest con il monte Cucco di Luico posto in territorio sloveno. Si tratta della dforsale del Kolovrat che sovrasta di circa 1000 metri la valle dell'Isonzo.

La dorsale, estesa per circa quattro chilometri, è limitata verso sud-est dal monte Podclabuz - Na gradu Klabuk.

La facile salita dal versante italiano consente di raggiungere uno dei punti panoramici più suggestivi dei rilievi delle Valli del Natisone.

Sono visibili: a settentrione il massiccio del monte Nero - Krn, a ovest il Matajur, a sud le vallate boscose degli affluenti del Natisone, a est la conca di Tolmino."

Gli amanti delle vestigia della Grande Guerra non possono mancare a un appuntamento col Kalovrat.

Kolovrat

KOLOVRAT (it. Colourat). a.1256 Cholobart, Cholowart, 1270 Collovat, 1326 Collerat, 1444 Golobrat (ESSJ, Il, 59), 1700/1800 Collobrat.
E' la montagna che domina i paesini e il territorio del comune di Drenchia / Dreka sulla cui crinale è tracciato il confine di Stato tra l'Italia e la Slovenia.
Chiude a nordest la valle del Rieca e del Iudrio e la sua altezza varia dai 1100 ai 1200 m. e culmina col monte Kuk/Cucco (m. 1243).

Il sottostante territorio era anticamente denominato Tranche, Trancha e Tranchia (a. 1274 "sub monte de Trancha") e si è poi trasformato in Drenchia/Dreka.

La montagna ha lo stesso nome dal sostantivo sloveno "kolovrat" che sta a designare, in primo luogo, il filatoio ma che ha assunto nei dialetti sloveni vari significati: fuso, mulinello, una parte del carro, trottola, arcolaio, ecc.
Si tratta di arnesi o strumenti da lavoro alla cui base sta sempre una ruota o qualcosa che gira. "Kolovrat", come spiega il prof. F. Bezlaj (ESSJ, 11, 59), è una voce composta da kolo - vort e in origine designava il "giro o movimento della ruota". Nel dialetto sloveno del Natisone è conosciuto sotto le forme di "kalùrat" o "kalourat" ed ha il significato di filatoio.
Da notare, inoltre, che in alcuni paesi del fondovalle il verbo sloveno "presti" (= filare) convive(va) con "kaluràt" (= filare).

Il filatoio è un arnese di legno "introdotto nel medioevo da popolazioni germaniche...
È notevole il fatto che in alcune regioni italiane lo strumento è del tutto ignoto, ad es. nell'Italia meridionale, Sardegna, Sicilia e pure in qualche area settentrionale, ad es., la Liguria e parte dell'Emilia e Lombardia"
(Studi linguistici friulani, II - diretti da G.B. Pellegrini, Udine 1970, pag. 28).

La voce Kolovrat è presente in numerosi toponimi, microtoponimi ed oronimi.
Nella Slavia friulana, oltre all'oronirno (= nome di monte) Kolovrat / Colourat di cui ci occupiamo, notiamo due microtoponimi presenti, rispettivamente, sul m. Matajur (Kalourat) e nella zona di Platischis (Kolovrat).
Quest'ultima informazione l'ho ricavata da un manoscritto di don A. Cuffolo in cui sono annotati numerosi microtoponimi del territorio di Platischis.

Nella repubblica di Slovenia notiamo l'oronimo Kolovrat (m. 1454) nella zona di Log pod Mangartom, gli abitati di Kolovrat presso Izlake/Trbovlje, sulla Šentviška gora, presso Ljubno, Mozirje e a Kal di Bovec/Plezzo.

Il m. Kolovrat/Colourat è un elevato e regolare dosso erboso di forma blandamente semicircolare.

Chi gli ha dato questo nome ha probabilmente ravvisato nella montagna una forma o figura geometrica oppure qualche elemento dello strumento di legno, il "kolovrat" appunto, che era presente, fino a pochi decenni fa, in ogni casa della Benečija e che è diventato ormai soltanto un reperto etnografico o un elemento decorativo del salotto.

Guida n°5 del Friuli-Venezia Giulia

Secondo articolo di Božo Zuanella - DOM n° 6 - 1987

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