Forca de lis Sieris

Femmina di stambecco all'inizio del sentiero, sopra la targa ricordo
Femmina di stambecco all'inizio del sentiero, sopra la targa ricordo
Si avvicina l'estate.
Dalle Valli si può uscire per meravigliosi percorsi anche di alta montagna.
Il primo che proponiamo è davvero suggestivo per gli innamorati della natura: flora e fauna!
E' situato nel gruppo del Montasio, tra le Cime Gambon e Foronon del Buinz.
E' adatto per tutti, anche se solo un brevissimo tratto è un po' esposto. Ma superabilissimo!

Itinerario automobilistico

Naturalmente bisogna partire in macchina.
Anche se un tempo, nemmeno tanti anni fa, la nostra gente percorreva ogni anno a piedi la strada che segneremo per andare al santuario della Madonna di Monte Lussari.

Comunque l'itinerario è:
Caporetto - Bovec - Passo del Predil - discesa al lago di Predil - al bivio del lago girare a sinistra per Sella Nevea - a Sella Nevea prendere la strada asfaltata (sulla destra, nella curva dopo la prima discesa) per i PIANI DEL MONTASIO (m. 1552).
Parcheggiare nel grande e comodo parcheggio.
Il tempo di percorrenza in macchina può variare da circa un'ora e mezza a un massimo di due ore.

La salita

Ha inizio l'escursione.
Come prima meta salire al rifugio Brazzà (m.1660) (lo si vede dal piazzale).
Continuare a salire lasciando a un certo punto a sinistra il sentiero che quasi pianeggiante va verso il Montasio.
Il pianoro sopra il rifugio Brazzà - la catena del Montasio con in fondo la cima
Il pianoro sopra il rifugio Brazzà - la catena del Montasio con in fondo la cima
Si incontra una mulattiera larga, comoda che sale alla Cima di Terra Rossa.
Si potrebbe proseguire per questa mulattiera che però è piuttosto monotona e lunga anche se comoda.
Si consiglia invece un sentiero naturalistico meraviglioso, purtroppo non segnato o meglio segnato dal calpestio delle poche persone che lo conoscono e comunque molto incerto a causa di numerose tracce nella prima parte fin sotto le rocce, che possono disorientare.

Innanzittutto bisogna individuare il sentierino in questo modo:

tenere come punto di riferimento lo sguardo sempre verso la Forca de lis Sieris, sempre molto ben individuabile;
Forca de lis Sieris - Il sentiero attacca alla base delle rocce, vicino a quella specie di caverna
Forca de lis Sieris - Il sentiero attacca alla base delle rocce, vicino a quella specie di caverna
già dopo la prima salita dopo il rifugio Brazzà stare attenti ad individuare sulla destra il sentierino che sale diritto e a tratti molto ripido verso la Forca de lis Sieris; mentre la malattiera tende verso sinistra.

è facile perdere il sentierino; stare perciò attenti di salire il più possibile diritti, abbandonando le diviazioni che si spostano verso destra (queste vanno all'acquedotto);

più ci si tiene verso sinistra salendo diritti e meno difficoltà si incontreranno;

comunque l'attacco del larghissimo canalone che scende dalla Forca de lis Sieris è assai individuabile ed è sempre in vista: quella è la prima meta, perchè lì inizia il meraviglioso sentiero naturalistico.

Sotto le rocce c'è una targa che ricorda la morte di un alpinista e che ci dice che siamo sulla strada giusta. Immediatamente sopra si nota il sentierino che d'ora in avanti sarà impossibile perdere essendo molto ben segnato e impossibile da perdere.
Se qualcuno è impressionabile, l'inizio è il solo breve tratto un po' esposto; in avanti è un semplice sentiero di montagna.

Il sentiero è di una ricchezza floreale unica, come dimostrano le centinaia di foto che ho scattato, alcune delle quale qua pubblicate.
Si inizia con le numerose e belle stelle alpine che non bisogna assolutamente raccogliere (neppure una sola come ricordo; vanno solo fotografate!).
Stella Alpina
Stella Alpina
Stella Alpina
Stella Alpina
Il sentiero è esposto a sud e molto riparato verso est, per cui, anche partendo tardi (è consigliabile però arrivare ai Piani del Montasio almeno verso le 8.00), si cammina nel fresco.
Bisogna camminare adagio per poter osservare, osservare, osservare!
E' un ambiente unico, suggestivo, assai vario, ricchissimo di sensazioni.
E' molto ripido ma per nulla faticoso, della durata di circa 2 ore (o di più o di meno a seconda dell'interesse per la flora).
Grande varietà di fiori
Grande varietà di fiori
Soldanella
Soldanella
Anemone di monte
Anemone di monte
Lino
Lino
Sassifraghe
Sassifraghe
Campanule
Campanule
Dianto
Dianto
Potentilla
Potentilla
Genzianelle
Genzianelle
Miosotide
Miosotide
Potentilla
Potentilla
Verso la fine del sentiero si inizia a camminare in mezzo ai colonnati di calcare bianchissimo che fiancheggiano la Forca dall'aspetto grandioso.
Colonnati di calcare bianchissimo con stambecco
Colonnati di calcare bianchissimo con stambecco
Strane stratificazioni rocciose, caratteristiche del luogo
Strane stratificazioni rocciose, caratteristiche del luogo
Si incontra la mulattiera abbandonata precedentemente in basso e che proviene dalla deviazione della mulattiera per la cima di Terra Rossa. Si sale ancora per qualche minuto, giungendo alla Forca (m.2274). Le viste in tutte le direzioni sono meravigliose.
Bella veduta sullo Jof Fuart.
La grande mole dello Jof Fuart
La grande mole dello Jof Fuart
Spostando a nord verso sinistra (c'è un sentierino molto praticato) si scorge la Torre Lazzara e la Torre Mazzeni. Sempre sulla sinistra vi sono resti di postazioni e di gallerie di guerra con davanti resti di carbone (si stringe il cuore pensando quanto freddo devono aver sofferto i nostri soldati).

Di fronte, sulla destra inizia il sentiero Ceria_Merlone, stupendo sentiero, che porta come prima meta alla cima del Foronon.
Consigliabilissima meta quella del Foronon (la considereremo in un prossimo file e, in seguito, considereremo tutto il sentiero Ceria-Merlone), bella ferrata, più sicura dal mese di luglio perchè rivista ogni anno in quanto frequentatissima; naturalmente consigliata a chi non soffre assolutamente di vertigini.
La prima rampa della ferrata verso il Foronon inizia alla destra del nevaio con gli stambecchi e sale spostandosi verso l'ultimo canalone in fondo a destra, per poi salire diritta
La prima rampa della ferrata verso il Foronon inizia alla destra del nevaio con gli stambecchi e sale spostandosi verso l'ultimo canalone in fondo a destra, per poi salire diritta
Questa è la zona degli stanbecchi. E' letteralmente impossibile non incontrarli e non vederli.
Sono uno spettacolo!
Processione di stambecchi
Processione di stambecchi
Ancora stambecchi con in basso i Pieni del Montasio
Ancora stambecchi con in basso i Pieni del Montasio
Gli stambecchi vanno a rinfrescarsi nella neve
Gli stambecchi vanno a rinfrescarsi nella neve
Piccolo stambecco protetto da un maschio adulto
Piccolo stambecco protetto da un maschio adulto
Al di là del Foronon, sulla Sella Buinz si incontrano sempre anche branchi di camosci.

Discesa

Per scendere si può prendere la mulattiera. A volte gli stambecchi pascolano nel tratto della mulattiera pianeggiante che va dalla Forca de lis Sieris al bivio di Terra Rossa.

La cima di Terra Rossa, di facilissimo accesso attraverso la comoda mulattiera, offre panorami molto ampi sulle catene del Montasio e dello Jof Fuart.

Ma si può anche scendere per lo stesso sentiero (personalmente preferisco sempre questa discesa, perchè la mulattiera è lunghissima e monotona e molto, molto praticata) e rigodere della meravigliosa flora.

Se vi piace la natura, non perdete quest'occasione!!!
Senza parole!
Senza parole!
Nino Specogna
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