Kanin / Canin

m. 2587
Il gruppo del Kanin è disposto lungo il confine italo-sloveno, parte in senso est-ovest dal passo del Predil e arriva alla Val Resia dominando la valle di Bovec, quella di Sella Nevea e quella di Resia.

Questa montagna è frequentata soprattutto per la severità dell'ambiente e per il vasto panorama.

L'accesso alla zona del Kanin è facilitato di molto dalla possibilità di usufruire della funivia di Sella Nevea o di quella di Bovec.

Particolare molto interessante del gruppo del Kanin è il ghiacciaio del Kanin situato ad una quota di circa 2200 m. sul versante nord e la sua presenza ha qualcosa di eccezionale considerata la latitudine e la bassa quota, infatti si è conservato solo perchè protetto da alte pareti e perchè alimentato da abbondanti precipitazioni.

Le precipitazioni nevose sul Kanin sono eccezionali: mediamente nell'arco di un inverno si superano sempre i 5 m. di neve!

Rifugi.

La zona del Kanin è servita principalmente da 2 rifugi e da 1 bivacco.

Koča Petra Skalarja (2260 m.)

situata sul vasto altopiano carsico del versante sud del Kanin a circa 2 ore cli cammino dalla stazione superiore della funivia di Bovec su facile sentiero segnalato (tabelle segnaletiche).

Rifugio Celso Gilberti (1850 m.)

situato nei pressi di Sella Prevala, vi si accede da Sella Nevea su comodo sentiero segnalato (2 ore) o con la funivia del Kanin.

Bivacco CAI Manzano (1650 m.)

situato alla testata della Val Resia a circa 3 ore di cammino da Coritis.

Accessi alla cima

Dalla stazione della funivia di Bovec

Dalla stazione superiore della funivia di Bovec (2202 m.):
il sentiero inizia presso la stazione (tabelle segnaletiche) ed in circa 3 ore tra dossi, camminamenti rocciosi ed un breve tratto di sentiero attrezzato si arriva in cima.
Consigliata una breve variante di mezz'ora fino al vicino rifugio Petra Skalarja.

Dal rifugio Celso Gilberti:

seguire il sentiero segnalato che sale verso ovest a Sella Bila Peč e quindi, dopo alcuni saliscendi, si arriva al ghiacciaio che si supera interamente (attenzione a qualche crepaccio) fino dove inizia la via attrezzata (pioli, cavi metallici e gradini) che porta in cresta e quindi sulla cima.
Tre ore e mezza di cammino.

Prestare molta attenzione sulla via attrezzata perchè è esposta alla caduta di sassi e fulmini.

Dal Bivacco CAI Manzano (1650 m.)

Presso il bivacco inizia un interessante itinerario denominato "ALTA VIA RESIANA" che supera tutta la cresta dalla Baba Grande fino alla vetta del Kanin.
L'itinerario è molto panoramico.
4 ore circa di cammino.

In conclusione si può affermare che il Kanin è una montagna molto particolare per tutti i suoi diversi aspetti e quindi difficile da descrivere.

Julius Kugy nella sua opera "Dalla vita di un alpinista" scritta tra il 1916 ed il 1918, descrisse il Kanin in questa maniera:
"Come sono solitari questi altipiani del Canin!
Per quanto io vi sia passato, non ho mai incontrato una comitiva, mai un essere umano.
Il grido rauco dell'avvoltoio invisibile nel cielo, una pista di camosci sperdentesi lontano sui nevai, sono i soli segni di vita sulla montagna morta.
V'era ben poco da fare sulle cime del Canin.
Cos'è dunque che indora il ricordo di questi monti, in fondo così deserti ed uniformi, fasciati di tristezza e di silenzio?...

E la vista, la vista affascinante verso mezzogiorno.
Il Canin ha un vantaggio di fronte a tutte le altre vette delle Alpi Giulie, cioè la vista libera del mare verso le bianche coste rocciose dell'Istria e il delta dell'Isonzo.”

Oggi i tempi sono cambiati ed il Kanin è una montagna molto frequentata, ma merita una ascensione, perchè le sue tipiche caratteristiche non sono assolutamente cambiate.
Božo Zuanella
DOM 1986 - n. 11

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