Il torrente Tarčènsnjak

Se hai due o tre ore di tempo per una bella passeggiata, il torrente Tarčensnjak ti offrirà sicuramente forti emozioni. Percorrerlo per intero o anche solo in parte significa immergersi nella natura selvaggia e incontaminata. Attenzione! E' un percorso difficile a tratti impegnativo. Ci vuole molta prudenza e molta pazienza.

Se un giorno non sai dove andare e hai voglia di fare una bella passeggiata naturalistica, vai a Tarcetta (Pulfero).

Poco sopra il monumento ai caduti c'è un grande parcheggio. Lascia la macchina e avviati a piedi verso Antro.

Dopo circa cento metri, arrivato all'altezza delle ultime due case, si diparte sulla destra una strada interpoderale.

Percorrendola, dopo un centinaio di metri trovi un guado
Il guado
Il guado
in cemento che ti porta sulla sponda orografica destra del torrente. Se non vuoi scalzarti, continua per altri circa cento metri sempre sulla sponda sinistra fino a che intravvedi un sentiero proveniente da destra che interseca la strada interpoderale e si porta sulla sponda del torrente. In quel punto, utilizzando due enormi pietre, puoi oltrepassare il torrente senza scalzarti (vedi foto).
Il sentierino proveniente da Tarcetta
Il sentierino proveniente da Tarcetta
Prot - il passaggio sulle pietre
Prot - il passaggio sulle pietre
Il luogo si chiama Pròd, che significa accumulo di ghiaia. Non molti anni fa le donne venivano qua a lavare la biancheria e i bambini a fare il bagno. C'era perfino una piccola spiaggia di sabbia e ghiaia.

Oltrepassato il torrente, è bene continuare per il sentiero che si immette subito sulla strada interpoderale proveniente dal primo guado.

Dopo circa duecento metri si giunge nuovamente al torrente in località Mlìšča.
Mliscja
Mliscja
Solo chi ha visto può immaginare, ricordando, la bellezza di questi posti. Si falciava l'erba quasi ovunque. Anche il torrente era curato e aveva molta acqua, tanto che in questo torrente c'erano le lontre. Ora è tutto abbandonato e selvaggio e anche degradato. Infatti dopo Mlišča sulla destra orografica del torrente una quarantina di anni fa è stato tagliato selvaggiamente un grande bosco di faggi. A causa di ciò il terreno ora sta franando paurosamente e potrebbe ostruire il torrente con conseguenze gravi.
Frana recente
Frana recente
Nonostante questi luoghi non assomiglino nemmeno a quelli di una volta, merita osservarli per la loro selvaggia bellezza.

A Mlišča è consigliabile abbandonare ogni sentiero e iniziare a risalire, naturalmente con grande grande prudenza, il Tarčensnjak.

All'inizio è bene tenere per un pò la destra orografica, ma, in seguito, si sarà obbligati a passare da destra e sinistra e viceversa e per lunghi tratti anche a percorrere il letto del torrente con prudenza per non scivolare.

In compenso potremo osservare cose probabilmente mai viste.

Il torrente ha creato un molti punti forre profonde, scoprendo alte pareti di roccia, franando sassi enormi, creando piccole cascatelle.
Cascatella
Cascatella
Procedendo in silenzio e senza fretta, ci si accorge subito che non è solo l'acqua la protagonista di questo luogo suggestivo. C'è una ricchezza esagerata di piante, di sottobosco, di fiori, di erbe, di felci, di muschi e poi di animali, di uccelli, di trote (la trota fario) e di insetti.

Sembra un luogo abitato solo dall'acqua, mentre poi pian piano ti accorgi dei suoi innumerevoli abitanti.

Bisogna avere tempo! Sedersi, quando se ne ha voglia, e guardare più avanti, sempre più in là, sempre al di là di ciò che hai visto e ascoltare oltre il canto dell'acqua per sentire tutto, il respiro della natura selvaggia, la carezza dei dolci suoni che le tue orecchie non hanno mai immaginato, l'esistenza di un mondo sconosciuto.

Questo è il regno delle cutrettole, del merlo acquaiolo, della civetta, del moscardino, del ghiro e dello scoiattolo, della volpe, della donnola e naturalmente della trota fario e del gambero. Le loro tracce sono disseminate ovunque. Quando diventi esperto, non hai nessuna difficoltà a instaurare incontri ravvicinati.

Questo era il regno della lontra. L'abbiamo vista fino agli anni cinquanta. Lo può testimoniare anche mio fratello. Poi è sparita e sicuramente non per mancanza di cibo. C'erano e ci sono una infinità di trote.

A circa metà percorso rocce strapiombanti spaventano. Sotto giacciono come defunti massi enormi che puoi scalare. Un luogo che provova una suggestiva paura, il cui ricordo ti spingerà a volerla riassaporare come fosse una droga.

Sotto le rocce una bella grotta-caverna.
grotta
grotta
Ci sono resti di distillazione di grappa di patòk. Il luogo è molto controllato e soprattutto adatto per eventualmente fuggire.
Alla distillazione sono susseguite le griliate estive, come conferma la foto.
Resti di grigliate
Resti di grigliate
Poco più avanti è il regno del bucaneve primaverile e del fior di stecco, che fioriscono per San Giuseppe (19 marzo).

Qui l'acquedotto di Tarcetta attraversa il torrente (la sua acqua è prelevata poco sopra sulla destra orografica del torrente).

Questo, un tempo, era un posto da sogno. Ora è difficile solo muoversi.
muschi
muschi
Il tratto percorso fin qui è sicuramente il più interessante. Per far ritorno, nel caso non si voglia ripercorrere lo stesso tragitto all'indietro, si prosegue sulla sinistra orografica (sulla destra per chi sale) per la traccia dell'acquedotto (che diventa sempre più piena di rovi), fino a giungere sul sentiero (o strada interpoderale) che scendendo riporta a Tarcetta all'inizio del nostro percorso.

E' possibile prendere il sentiero che sale verso l'acquedotto fino sulla strada comunale Antro-Pegliano. Ci sono bellissime faggete.

Per chi vuole proseguire lungo il torrente con difficoltà sempre maggiore, poco dopo esso si dirama.
biforcazione del torrente
biforcazione del torrente
Il ramo a destra (destra orografica, sinistra per chi sale) è meno interessante, in quanto si dirama sempre più in piccoli rigagnoli fino ad arrivare a Flòram (Pegliano).

Il ramo a sinistra (sinistra orografica, destra per chi sale), fatto un grosso salto superabile arrampicandosi sulla sua destra orografica, continua verso Bàrca.

Il tratto è interessante perchè attraversa una magnifica faggeta. Da questa non ci sono più difficoltà e il tratto è poco ripido.

Inoltre si può giungere fino alle rovine del vecchio mulino, da dove si può prendere il sentiero sulla destra orografica che porta a Kočjànci, oppure il sentiero sulla sinistra orografica che immette sul sentiero o strada interpoderale Tarcetta-Barca, per far ritorno al punto di partenza.

Buona passeggiata!

Ma grande prudenza e pazienza!

Nino Specogna

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