Seminario Rosario 2007

Panorama di Rosario dall'Hotel
Panorama di Rosario dall'Hotel
Rispondendo positivamente al desiderio dei giovani partecipanti allo stage tenutosi l'anno scorso in Italia, è stato organizzato a Rosario (Argentina) un corso di lingua e cultura slovene.

Hanno animato il corso, rivolto agli aderenti ai circoli argentini della nostra Unione,
la vicepresidente Graziella Coren,
il presidente della federazione sudamericana Mario Noacco,
Vilma Martinig per la lingua, la cultura e la storia della Benečija,
Nino Specogna per la parte musicale,
Albina Zorza per le attività collegate al corso e
Adriano Crainich per far cantare e ballare tutti con la sua fisarmonica

2 luglio 2007

Prima riunione
Prima riunione

E' giusto ricordare!

Con queste parole Vilma Martinig, insegnante presso la scuola bilingue di San Pietro al Natisone, ha sottolineato l'importanza di insegnare ai giovani la lingua dei loro nonni e dei loro genitori.
Lingua intesa non solo come mezzo di comunicazione ma soprattutto come strumento per capire, conoscere e proteggere la ricchezza culturale della gente della Benečija.


Nino Specogna ci ha illustrato il suo percorso nel mondo del canto delle Valli, canto gioioso e allegro o mesto e triste a seconda delle circostanze.
Ci ha raccontato come la musica accompagnava giorno dopo giorno la vita del mondo contadino, creando legami tra le persone, tra una valle e l'altra, diventando ideale punto di incontro.


Infine la ''ramonika'' di Adriano ha dato fin dalla prima giornata un tocco di allegria e di movimento, partendo dal valzer Beneški Fantje di Birtig fino a un'infinità di note polke delle nostre Valli.

dida

Primi tentativi di ballo
Primi tentativi di ballo


Subito dopo!
Subito dopo!
”I canti più belli li ho imparati mentre mia mamma cuciva'', ha detto Nino.
Lui ha dovuto armarsi di molta pazienza per farci capire il senso dei canti che imparavamo.
Ha dovuto dapprima intonare la voce dei partecipanti, insegnare quindi le melodie dopo aver spiegato quello che le parole volevano trasmettere.

3 luglio

Abbiamo iniziato la seconda giornata di lavoro con la storia.
Abbiamo appreso che il nostro luogo di origine è stato un crocevia di popoli, da quelli che hanno costruito i castellieri (1,500 A. C.) agli Istri e, a seguire, i Paleoveneti, i Celti o Galli, fino ai Romani che, con Giulio Cesare, hanno conquistato la zona e stabilito ad Aquileia la capitale della regione ''Venetia et Histria'', facendola diventare una delle città più importanti dell'impero.

Arrivarono poi gli Unni e quindi i Longobardi, che scelsero Cividale a capitale del loro primo ducato in Italia.
Dopo di loro, nei primi secoli d.C., arrivano gli Slavi, un popolo pacifico e contadino.

Seguì l'impero carolingi e poi il Patriarcato di Aquileia con la patria del Friuli, Venezia, Napoleone, l'Austria, l'Italia, il fascismo fino ad arrivare ai giorni nostri.

Canto musica e ballo

La prima canzone che abbiamo imparato è stata Gor an dol po sred vasi.
E' un canto d'amore, che i ragazzi eseguivano sotto le finestre delle camere delle ragazze come canto amoroso.


La sfida più grande per noi è stata capire come si intona il suono.
Una lunga e meticolosa preparazione ci ha reso capaci di ricordare i suoni e cantare, senza guardare la partitura, musica e parole del canto.


Adriano è stato un assistente perfetto.
Con la sua fisarmonica ci ha accompagnato nel canto e nell'apprendimento dei balli, soprattutto quello della polka.

Dida

Un nuovo ballo.
Nuovi passi e più movimenti delle gambe.
Dall'alfabeto sloveno al canto Oj Bozime
Prima foto di gruppo
Prima foto di gruppo

4 luglio

Nel terzo incontro abbiamo già cominciato a riconoscere l'alfabeto sloveno - slovenska abeceda. Come è la fonetica delle vocali e delle consonanti.
In seguito, abbiamo fatto un compito:
inserire nelle parole la consonanti mancanti.
Abbiamo osservato le differenze di pronuncia delle varie consonanti seguendo una tabella, per esercitarci nella pronuncia dei vari fonemi.


Abbiamo imparato a fare una presentazione personale:
Kako ti je ime?
Ime mi je: ... (e tutti dovevano rispondere)
Dopo abbiamo continuato utilizzando il nostro cognome e inoltre il posto da dove proveniamo, la professione, l'età, dialogando tra noi, scambiandoci domande e risposte.


Abbiamo pure imparato il verbo biti e ne biti.


Con Nino abbiamo ripreso la canzone Gor An dol po sred vasi, e ne abbiamo aggiunto una nuova: Oj Bozime.
Alla fine ci ha aiutato nel canto anche la fisarmonica di Adriano, che poi ha continuato con altri canti facendoci ballare.


Con l'aiuto di Graziella, abbiamo capito meglio come si devono muovere le gambe e sincronizzare i piedi mentre si balla.

5 luglio

In mattinata visitiamo la Scuola per Sordi.
Visita alla ESCUELA PARA SORDOS
Visita alla ESCUELA PARA SORDOS


Gracias!
Gracias!
La bravissima insegnante logopedista
La bravissima insegnante logopedista


Matematica
Matematica


Lingua
Lingua


Ballo
Ballo


Omaggio agli Slovenci po Svetu
Omaggio agli Slovenci po Svetu


Tentativo di colloquio
Tentativo di colloquio


I bambini cantano con il volto e le mani, guidati dall'insegnante
I bambini cantano con il volto e le mani, guidati dall'insegnante
''Aprire le orecchie e memorizzare sarà la nostra missione nei prossimi giorni per raggiungere l'obbietivo di imparare la lingua dei nostri nonni''.

Oggi abbiamo conosciuto come si dice ogni nome di parentela, attraverso una lettura utilizzata anche dai bambini della Scuola Bilingue di San Pietro al Natisone.


Abbiamo quindi parlato dei riti e dei miti della Benečija.
Tra questi la leggenda delle Krivapete, della Madonna di Castelmonte, del significato della parola Udine, Lintver, Matajur; iinfine la leggenda del Ponte del Diavolo di Cividale.


Il canto, parte integrante della cultura.


La giornata è continuata, come nei giorni precedenti, con l'intervento di Nino.


Ci ha spiegato che sono le cavità nasale e orale a dare forma al suono. E inoltre che la tensione e la distensione sono alla base dell'espressività dell'arte musicale come di ogni altra arte.

Sentirci come cantanti lirici''.
Con questa frase stimolante abbiamo cominciato a cantare Oj Bozime e Nedeja, aiutati anche da Adriano, sempre pronto o ad accompagnarci con i suoni della sua fisarmonicasia o a stimolarci al ballo con una polka o con un valzer.


Possiamo dire che al di là delle canzoni e delle melodie che siamo riusciti ad imparare con Nino, soprattutto abbiamo conosciuto i dolori, i valori, gli sforzi che hanno dovuto fare i nostri antenati, per vivere in un mondo che non era troppo semplice, come forse lo troviamo adesso. Ci ha fatto capire e rivalutare il senso storico, culturale, economico, sociale di ogni oggetto: per esempio, dell'albero della lipa.
Lipa secolare presso la chiesetta di Santo Spirito a Spignon
Lipa secolare presso la chiesetta di Santo Spirito a Spignon
L'albero, che protende verso il cielo la sua chioma, venne ritenuto già in epoca preistorica un legame tra il mondo terreno e quello divino.
Piú tardi, ogni popolo raffiguró la propria esistenza e la propria sorte attraverso una certa specie vegetale, particolarmente importante nel suo habitat.


Nella tradizione slovena, il tiglio (lipa) é l'albero sacro o della vita: esso cresceva solitamente al centro del villaggio e sotto le sue fronde si riuniva la comunitá (sosednja), presieduta dal sindaco (župan); il giudizio di questa assemblea era vincolante anche per i feudatari.


L'area sottostante al tiglio era il centro della vita comunitaria, dove si svolgevano gli incontri e le feste da ballo.
Il tiglio aveva un suo ruolo anche nel mondo spirituale sloveno: veniva piantato vicino alle chiese.

Dida

La grande soprano del nostro corso è senza dubbio Albina, che con la sua voce dolce ci aiuta, ad ogni lezione, a riscaldare le corde vocali .

6 luglio

Oggi, la lezione di lingua slovena è stata relazionata al sostantivo.
Con gli esercizi fatti abbiamo potuto riconoscere quando una parola è al maschile, al femminile, al neutro o al singolare e al plurale. Inoltre abbiamo preso in considerazione le declinazioni che introducono i diversi casi


Mentre con Nino abbiamo continuato a esercitare la voce, impostando più correttamente i suoni e imparando meglio le melodie.


Adriano, una volta in più, ha collaborato con i maschi a trovare la corretta intonazione della voce. Lo stesso fa Albina con le femmine, facilitando il lavoro di Nino.

Dida

Di solito durante questa settimana il maggior lavoro è stato quello di sincronizzare i nostri movimenti con le melodie suonate da Adriano. Sembrerebbe un lavoro da poco e invece richiede un lungo tempo e una grande pazienza.

7 luglio - Sabato

La sera del sabato è stata riempita dai sapori e profumi delle ricette, dolci e salate, delle nostre Valli.


Nino ci illustrò i piatti che avrebbero presentato Albina e Graziella, le loro caratteristiche principali, quando vengono consumati, quanto tempo di preparazione necessitano, perchè i nonni e i genitori erano abituati ad assumere questi cibi, in che modo la mancanza nelle Valli di alcuni prodotti veniva ovviata con la sostituzione di altri.

Abbiamo partecipato alla preparazione degli ingredienti di diversi piatti salati, quali la štokija e il friko.
Nonostante li avessimo preparati noi, siamo stati pronti a mangiarli.
Non è rimasto nulla!!!


Riguardo al piatto dolce, e come poteva essere altrimenti, abbiamo fatto gli štruki lessi, per niente semplici da fare, perchè le donne devono armarsi di molta pazienza per preparare l'impasto, il ripieno e, finalmente, la bollitura.


La tavola era piena di dolci: štruki lessi e fritti, gubana.
Pronti a intervenire!
Pronti a intervenire!


Intervento deciso
Intervento deciso


Si pastroccia
Si pastroccia


Palline di gubančanje per gli štruki
Palline di gubančanje per gli štruki


Lavoro a suon di musica
Lavoro a suon di musica


Gli štruki si fanno così...
Gli štruki si fanno così...


... e si mangiano così...
... e si mangiano così...


... suonando e ballando!
... suonando e ballando!
Nell'occasione, attendendo la preparazione delle ricette, abbiamo visto alcuni documentari sulle tradizioni delle Valli, quali i Blumari di Montefosca e il film L'uomo di Stregna e inoltre immagini di vita di alcune persone delle Valli nei decenni passati.


Finalmente, la polka e il valzer ha conquistato i corpi dei presenti, che quasi senza volere hanno cominciato a ballare.

8 luglio - Domenica

Il tempo era brutto ma siamo riusciti, dopo pranzo, a fare una passeggiata per la città.
Abbiamo visitato il monumento alla bandiera, il Museo Estévez.
Abbiamo poi continuato il percorso, nel museo d'arte contemporanea che presentava una mostra di artisti argentini.
Foto di gruppo con cane
Foto di gruppo con cane


La cattedrale che ha dato nome alla città
La cattedrale che ha dato nome alla città


Visita al museo
Visita al museo

9 luglio

Abbandonare l'indifferenza, per assumere una maggiore consapevolezza sociale.


Non è stato un giorno sprecato.


Abbiamo celebrato l'anniversario della Reppublica Argentina e quello di fondazione del Circolo della nostra Unione a Villa Gobernador Gálvez.
Una meravigliosa opportunità per imparare, attraverso il gesto del dare, che quando si lavora per chi più ne ha bisogno, si possono raccogliere non solo molti sorrisi, ma soprattutto molta felicità e speranza per le persone, piccole o grandi, svantaggiate fisicamente, socialmente ed economicamente.


Per raggiungere questa felicità sono necessari l'impegno e la solidarietà della gente.
Grazie alla generosità e alla profonda sensibilità umana della nostra Unione, l'interessamento del Circolo di Villa Gobernador Gàlvez e il contributo degli alunni della scuola bilingue di San Pietro, Anna, una ragazza ipoacusica che frequenta una scuola speciale di Rosario, avrà, d'ora in poi, un audiofono che sicuramente le porterà migliori possibilità nella vita quotidiana.
Festa al Rotary Club
Festa al Rotary Club


Ballo popolare
Ballo popolare


Il presidente Noacco si appresta a consegnare l'apparecchio acustico ad Anna
Il presidente Noacco si appresta a consegnare l'apparecchio acustico ad Anna
La storia di Anna è come quella di tante famiglie argentine che hanno sofferto la crisi economica, che ha provocato non solo dolore e malattie ma anzitutto l'impossibilità di avere una giusta qualità di vita.


Il costo di questo audiofono era una spesa impossibile per la famiglia di questa piccolina, come per quelle degli altri bambini che frequentano la scuola per ragazzi ipoacusici alla quale la nosta Unione dimostra concreta solidarietà già da alcuni anni.

10 luglio

Visita alla casa di Che Guevara
Visita alla casa di Che Guevara
Ci siamo riuniti per dare inizio ad una nuova lezione: gli aggettivi, teoria ed esercizi di applicazione.


Successivamente Nino cominciò la lezione di canto, intonando le note musicali, per raggiungere una migliore esecuzione dei diversi canti. L'obiettivo era imparare i canti a memoria.
Jest Sam Muzikant e Zaplula sono i nuovi canti imparati.
Il primo inizia con una voce solista alla quale fa eco il coro.
La novità è che questo canto prevede anche movimenti delle mani da coordinare con la voce.
Zaplula è un canto triste e nostalgico. Questa tematica è un punto di riferimento di diversi canti popolari, che trasmettono attraverso la melodia e le parole l'immaginario sociale delle valli.


La giornata è finita con balli con musica di fondo interpretata da Adriano.
Rilassiamoci col ballo!
Rilassiamoci col ballo!

11 luglio

Abbiamo cominciato l'apprendimento dei numeri cardinali e di quelli ordinali con le rispettive declinazioni.
In seguito, abbiamo realizzato esercizi per applicare i concetti prima spiegati.
Abbiamo imparato i mesi dell'anno e letto racconti sulla vita e le opere di alcune personalità di rilievo della cultura slovena quali Ivan Trinko e Izidor Predan e abbiamo scoperto l'importanza che ciascuno di loro ha avuto nel mantenimento, nella diffusione e nella promozione della cultura slovena del Friuli.

Abbiamo inoltre letto la poesia Korito, scritta da Aldo Clodig, che parla del valore delle fontane e dell'acqua come centro della vita comunitaria di ogni paese.


Finita la lezione, abbiamo cominciato con Nino l'ora di canto, sempre accompagnati dalla fisarmonica di Adriano.

Dida

Le frasi di Nino sono una fotografia per capire come cantano gli allievi:


- non cantare a caso
- se non so intonare bene, mentre gli altri cantano, io devo ascoltare.

12 luglio

Un opportuno ripasso per ricordare e rafforzare i concetti grammaticali e le corrispondenti schede svolte nelle lezioni precedenti.


La voce comincia a sciogliersi'', con questa frase Nino ha cominciato la lezione di canto.
Come nei primi giorni, abbiamo fatto esercizi d'intonazione per riscaldare le corde vocali.
Abbiamo migliorato Zaplula, Oj Božime, Nedeja e imparato altre canzoni.


Abbiamo parlato di identità, di concetto di nazione e dell'appartenenza ad una minoranza linguistica e culturale.

13 luglio

Ci sta per lasciare Martin
Ci sta per lasciare Martin


Il saluto di Martin
Il saluto di Martin


Abbiamo fatto un nuovo ripasso con una scheda, componendo piccoli testi per applicare le declinazioni dei sostantivi, pronomi e degli aggettivi. Abbiamo capito che tutto era più facile di quello che pensavamo.
Abbiamo conosciuto le leggi italiane di tutela delle minoranze linguistiche, gli articoli 3 e 6 della Costituzione italiana che proteggono le minoranze, lo Statuto della Regione Friuli-Venezia-Giulia e le diverse attività sviluppate per proteggere e difendere i diritti civili della gente della Benečija.


E' la volta dei cantanti e ballerini dell'Unione Emigranti Sloveni.
Antica polka
Antica polka
Portare la voce in testa, ha esclamato Nino, e ha continuato che l'orecchio non matura se non nel silenzio''.
Ci ha inoltre spiegato che la posizione delle mani ha un'importanza particolare nel momento del canto.


Il ballo riesce ogni giorno meglio e non poteva essere altrimenti.
Adriano non smette mai di suonare e si vede che è appassionato della musica e dei balli della nostra cultura.
Non si stanca mai di interpretare i valzer e le polke.
Con l'assistenza di Graziella, alcuni giovani coordinano già meglio i movimenti.


Abbiamo ancora una settimana per ballare e migliorare l'intonazione delle nostre voci.

14 luglio

Ancora sentiamo nelle mani il profumo del formaggio che è stato portato dall'Italia.
Il pomeriggio è trascorso preparando e degustando saporita polenta, soave minestra e šnite o sope.


Abbiamo mangiato tanto, senza offrire molta resistenza all'appetito, provato ogni piatto, senza lasciare niente.
Sarebbe stato un peccato non farlo. Guardate!
Si prepara la frittata
Si prepara la frittata


Spiegazioni culinarie
Spiegazioni culinarie


Buttiamo o non buttiamo?
Buttiamo o non buttiamo?


Abbiamo buttato!
Abbiamo buttato!


Sotto a chi tocca!
Sotto a chi tocca!

15 luglio

Dopo aver pranzato di fronte al fiume Paraná, abbiamo navigato per due ore con il vaporetto Città di Rosario'', che ha girato fino al ponte Rosario Victoria, spiegandoci man mano quello che vedevamo: le isole, la profondità del fiume, la flora e la fauna del posto, i palazzi e uffici della città, le condizioni di navigazione, altre storie.
Ecco parte di quello che abbiamo visto.
Prima ci siamo ristorati
Prima ci siamo ristorati

















Il lungo ponte
Il lungo ponte


terribile contrasto
terribile contrasto

16 luglio

Abbiamo imparato i modi del verbo, i tempi verbali, i tipi di coniugazione del verbo e fatto esercizi alla lavagna.
Esercizi alla lavagna... e sul quaderno
Esercizi alla lavagna... e sul quaderno
Abbiamo letto ed interpretato la poesia di Aldo Clodig, Korito, che leggeremo nella serata finale.

Continuano le lezioni di canto.
Oggi abbiamo aggiunto un'altra canzone, molto bella, riferita all' amore: Moja Jubca je še mlada, lera.


Abbiamo concluso la giornata con il ballo.
Adriano ci ha spiegato con la sua fisarmonica come devono essere i passi in accordo con il ritmo sia del valzer che della polka.
Pancia mia...! Visita, con cena, alla famiglia di Sabrina
Pancia mia...! Visita, con cena, alla famiglia di Sabrina

17 luglio

Abbiamo ripresso il tema di ieri: i verbi.
La spiegazione è stata sull'aspetto del verbo, se è un'azione continuata o compiuta; il modo del verbo, se è all'indicativo, al condizionale, all'imperativo.
I tempi verbali, le forme verbali e alla fine esercizi di applicazione.
Abbiamo di nuovo letto la poesia di Clodig e abbiamo deciso cosa farà ciascuno di noi nella serata finale.


Abbiamo concluso conoscendo meglio riti e tradizioni.
Supplemento di lezione
Supplemento di lezione
Con Nino abbiamo messo a punto le canzoni e successivamente egli ci ha parlato degli stili musicali, dell'eleganza nel fraseggio e dell'importanza dei gesti nelle canzoni.


Se ascoltiamo le frasi di Nino, potremmo intuire i risultati di questo nostro coro dopo due ore di lezione
.

La tabella delle frasi di Nino:
Patetico quando uno sbaglia.
Proviamo a vedere se miglioriamo.
Qua tendete a correre.
Mi dovete guardare assolutamente.
Dare senso alle canzoni.
Guardatemi alla fine, perchè bisogna rallentare.
Ancora due volte e forse domani starà in piedi.


Con quest'ultima frase Nino già ha cominciato ad essere un po' più ottimista.


Infatti, l'ultima frase del martedì dopo due ore:
Ecco! Bravissimi.


E ora muoversi:
con Adriano arriva l'ora di svegliarsi al massimo per potere ballare con eleganza, forza, vitalità e precisione.\\ In città ci sono nuovi arrivi!
Tenerezza
Tenerezza


Pacifica invasione
Pacifica invasione


Ci siamo anche noi
Ci siamo anche noi


Ricerca...
Ricerca...


Protesta davanti al Museo
Protesta davanti al Museo

18 luglio

Siamo arrivati quasi alla fine di questo intensivo corso di lingua, storia, cucina, canti, balli.
Insomma, possiamo dire che abbiamo acquistato nuove conoscenze sulla Benečija, sia con Vilma sia con le ''rigorose'' ma veramente divertenti lezioni di canto popolare con il caro maestro Nino.


Forse oggi, le facce di tutti noi sono un po' tristi.
Non proprio di tutti. Guardate le due simpatiche sorelline
Non proprio di tutti. Guardate le due simpatiche sorelline
Sembrava impossibile pensare che saremmo stati capaci di pronunciare parole in sloveno o di costruire qualche pensiero, ma siamo riusciti a farlo.
Con sforzo reciproco dei professori e nostro, anche se a volte poco puntuali, a volte un po' troppo gioiosi, peró sempre impegnati, abbiamo soddisfatto il nostro interesse e il nostro bisogno di sapere sui nostri antenati.


Dietro questi 18 giorni rimane il rimpianto che questo incontro debba finire!!!


Oggi, Vilma ci ha parlato della nascita, degli scopi principali e della storia della nostra associazione.
La porto in Italia?
La porto in Italia?
Intanto Nino ha messo tutta la sua energia e pazienza per la preparazione delle canzoni che domani verranno eseguite dalle nostre giovani voci. Dobbiamo ammettere che si sono affinate, se finalmente Nino ha detto:
''Non é mai venuto cosí bene''.


Con la vitalitá che ci trasmette Adriano con la sua fisarmonica e la sua inconfondibile Rosamunda abbiamo concluso la giornata, esercitandoci con la polka e il valzer.

19 luglio - ultimo giorno

L'addio
L'addio


I ragazzi
I ragazzi
La serata é cominciata con le parole della Vicepresidente dell'Unione Emigranti Sloveni del Friuli Venezia Giulia, Graziella Coren, che si é riferita al fatto rilevante di questo incontro che si prefigge di mantenere viva questa iniziativa, che è imperniata su un concetto chiave per la nostra comunitá: l'identitá.


Prima di cominciare con le presentazioni artistiche della serata, ha parlato Mario Noacco, valutando il corso come un'opportunitá per approfondire la conoscenza della nostra comunitá.
Il discorso di addio del Presidente
Il discorso di addio del Presidente
Finalmente, e dopo venti giorni di continua preparazione, abbiamo potuto dimostrare quello che avevamo imparato nel corso di lingua slovena.


María Inés Lodolo ha letto in sloveno, sotto lo sguardo di Vilma, una poesia di Ivan Trinko, uno dei massimi esponenti della letteratura slovena.
Ha continuato Diego Pérgola, spiegando al pubblico presente il significato dei canti popolari che sono stati appresi nei 20 giorni di lezioni: Gor an dor po sred vasi; Jest san muzikant...
Questo primo atto si è concluso con la lettura di gruppo della bellissima poesia Korito di Aldo Clodig.
Si recita...
Si recita...









L'atmosfera piena di nostalgia si poteva osservare negli occhi dei presenti che ascoltavano con entusiasmo e soprattutto con emozione il secondo atto della presentazione culturale, una specie di lezione culturale colletiva: con le braccia intrecciate in una mistura di hermandad abbiamo cantato ''Mi se 'mamo radi'', e concluso con una polka.
Mi se 'mamò radi
Mi se 'mamò radi
Valzer
Valzer


Polka
Polka
E cosí é finita formalmente la serata con la consegna dei diplomi.
Ahi! Che scossa firmare i diplomi
Ahi! Che scossa firmare i diplomi
Consegna dei diplomi
Consegna dei diplomi
Ma non è finita!!!
I presenti sicuramente non avrebbero immaginato che avrebbero riso tanto con la drammatizzazione dei nostri professori.
Prima, la figura energica, inquieta di Vilma, rappresentata da Adriana, che parla di tutto in soli pochi secondi.
Con una valigia grandíssima piena di libri, come quella che portava Vilma ad ogni lezione, è cominciata la satira dei nostri insegnanti.
Imitazioni di...
Imitazioni di...
E' seguita l'esibizione di Lucas Araya, che ha interpretato il ruolo del nostro paziente e appassionato insegnante di musica, Nino, accompagnato dalla sua amata Albina, rappresentata da Sabrina.
Albina, come faceva ad ogni canto nuovo, diceva a Nino: ''Dai, dai le fotocopie'' E Nino, le rispondeva: ''No, No, Albina.''
Impossibile non ridere. Alcuni fino alle lacrime.
Imitazioni di...
Imitazioni di...
Finalmente abbiamo chiuso l'opera comica, con la presenza di Adriano, perfettamente satirizzato da Sebastiano.
Con un viso serio come quello di Adriano, ma che nascondeva un cuore profondamente sensibile, è apparso sul palcoscenico Sebastiano, che ha provocato le risa di tutti quando ha preso in mano una fisarmonica in scala naturale dipinta su carta, mentre contemporaneamente si sentiva la musica, perfettamente sincronizzata coi movimenti di Sebastiano, di musicisti delle Valli.
Imitazioni di...
Imitazioni di...
E cosí, con un ballo che ha unito tutti (alunni e genitori) e che ha rafforzato la profonda amicizia nata qui, abbiamo finito i venti giorni a Rosario.
Il serpente umano
Il serpente umano

Conclusione

A conclusione di tutto, vogliamo ringraziare l'Unione Emigranti Sloveni per la preoccupazione, interesse e motivazione costanti che offre ai giovani dell'Argentina affinchè possano continuare a partecipare e sentirsi parte di questa grande famiglia, come ha detto Graziella, che è la nostra Associazione. Sentiamo che, al di lá delle distanze che ci separano, siamo collegati da uno stesso scopo: proteggere la nostra identità, che non è poco.


Ringraziamo Graziella, Vilma, Adriano, Nino e la sua carissima moglie Albina, perché la formazione che abbiamo ricevuto in questo corso ha fornito, non solo le conoscenze ma soprattutto il cuore.


E quello che rimane nel profondo della nostra anima, non si potrà togliere mai.
Mai!

Finale
Finale


... con i genitori
... con i genitori
Adriana Silvia Casagrande
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