I QUADRI DI BIACIS


Un soldato sbandato della Prima Guerra Mondiale, ospite della famiglia Crucil di Biacis, ha dipinto cinque quadri della grotta, proprietà della stessa famiglia. Di questi cinque quadri sono state fatte delle cartoline.
Biacis, villaggio in Val Natisone ai piedi di S. Giovanni d'Antro, è pittoresco, antigienico; ha più atmosfera che sagoma, che linea: case di sasso, orti di fagioli, galline e qualche cane per rincorrerle.
C'è una fontana, nella piazza, fatta in cemento nel 1931, piena di aquile e fasci littori, dove forse una volta c'era anche l'acqua.
E c'è una lastra di calcare, lì vicino, le cui origini stanno avviluppate nella leggenda.
C'è chi la fa risalire alla preistoria.
C'è chi afferma che serviva da tavolo per i notabili del paese proprio negli anni in cui i baroni inglesi stavano convincendo Giovanni Senzaterra a firmare la Magna Charta.
E c'è anche l'osteria, nella piazza.
E nell'osteria ci sono alcuni dipinti, cinque.
Sono dipinti raffiguranti la chiesa in grotta di S. Giovanni d'Antro: è per questo che ne parliamo in questa sede.

Racconta il signor Struchil, proprietario dell'osteria, che sono stati dipinti da un certo Sciamplicotti nel 1917.
Questo Sciamplicotti era un romano, soldato nell'esercito italiano, che, sbandato dopo la disfatta di Caporetto, aveva trovato ospitalità in paese; egli si nascondeva alle truppe austro-ungariche proprio nella soffitta dell'osteria.
Riuscì a rientrare nelle file del suo battaglione, quando l'esercito italiano riconquistò Biacis.

Non si può certo parlare di arte riferendosi a queste tempere, anche se si intravede una certa tecnica nel disegno e un certo gusto nella scelta dei colori. L'interesse, o solo il fascino, sta nella documentazione che ci è trasmessa per loro tramite.
E forse un po' anche nel fatto che il loro autore ha sentito in questo modo di ricambiare, come poteva, l'ospitalità e l'aiuto ricevuti, anche se per questo ha dovuto correre enormi rischi.

Ci è sembrato perciò, se non doveroso quanto meno interessante, proporre questi "documenti" prima che la sporcizia e la muffa di cui sono impregnati finiscano per distruggerli.

Cfr. anche nella Cartella "Cultura" il file "La trija di Biacis"
Paolo Giovagnoli

da "mondo sotterraneo" - n. 1 - aprile 1979

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