Valentino Zaccaria Simonitti


Ad Azzida é stata istituita la GALLERIA V. Z SIMONITTI
Nella foto: Scrivania con oggetti personali
Valentino Zaccaria Simonitti, (1918-1989) ”, Zac “ per i “vecchi” vernassini, nasce a Vernasso, frazione di San Pietro al Natisone, dove il padre Giovanni Battista di Sanguarzo possiede un piccolo mulino e macina il granturco dei paesani e non solo. Mulino rimasto in funzione per molti anni e tutt’ora visitabile grazie ad un piccolo restauro post-terremoto ’76.

A 8 anni perde l’avambraccio destro sotto gli ingranaggi del mulino. Frequenta regolarmente catechismo con il parroco don Pietro Qualizza, dai Vernassini affettuosamente chiamato ”Prepieri”.
Frequenta la scuola elementare di San Pietro al Natisone. Consegue la Licenza Media da privatista, perché contemporaneamente fa il mugnaio in seguito alla morte prematura del padre.

Una zia, residente a Genova, decide di aiutare lo sfortunato nipote e gli paga gli studi a Genova.

Nel 1941, al Liceo Artistico di Genova, consegue la maturitá artistica.

Ma la nostalgia del suo paese natale lo riporta nelle sue amate Valli.

Insegna materie artistiche e Storia dell’ Arte in varie scuole Medie e Superiori del Friuli e all‘Istituto Magistrale di S. Pietro al Natisone fino al 1958. Per i suoi allievi é stato un docente che ha trasmesso non solo l’amore per l’arte e la cultura, idee originali, creativitá e umorismo, ma anche l’amore per la propria terra, per le proprie tradizioni.

Un uomo coraggioso e forte che ha saputo sconfiggere la grave mutilazione e raggiungere grandi traguardi, lavorativi e sociali, nel suo territorio e al di lá.



Si laurea nel 1958 presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, ed e significativo che la sua tesi verta su un tema della sua terra: il

Restauro della Grotta-chiesa(1477) di San Giovanni d’Antro -

-Il restauro di San Giovanni d'Antro. (Da” EDITORIALE” n.75 ,2003, Pubblicazioni Edite)- “Non si tratta di una pubblicazione speleologica, peró interessa un fenomeno carsico o almeno una parte di esso, ovvero la parte iniziale della Grotta di San Giovanni d'Antro, una delle quattro cavitá turistiche regionali. Pubblicato a cura dell'Associazione Onlus "Galleria V .Z. Simonitti .“
“ Il restauro di San Giovanni d'Antro dal diario dell'architetto Valentino Zaccaria Simonitti é appunto il diario (a volte quasi telegrafico) dei lavori e dell'iter burocratico per la realizzazione del tracciato interno della cavitá e il restauro dei manufatti storici all'ingresso, effettuati negli anni '60 e '70.“ (La pubblicazione conta 72 pagine con diverse foto in bianco e nero.)
(GB)


E’ risaputo che spesso sono proprio questi lavori di studio a far partire l’interesse storico ed architettonico di un luogo altrimenti trascurato e dimenticato.
Zac l’aveva capito in anticipo sui tempi.
Basti pensare cosa son diventate oggi le grotte d’ Antro: meta di scolaresche e turisti, che hanno apportato, oltre all’amore per la conoscenza e rispetto per il territorio, anche benefici economici per le valli.

Simonitti apre uno studio a S.Pietro al Natisone e a Udine e si fa ben presto conoscere anche al di fuori del Friuli. Egli propone un’architettura fortemente radicata nel paesaggio; predilige l’uso di materiali naturali. Ne é la riprova a sua casa in sassi e legno , progettata e fatta costruire a S.Pietro al Natisone (1951) ma andata purtroppo semidistrutta da un incendio nel 2007.

(Dal quotidiano “ Messagero Veneto “ 2007-02-06:)

“E' una perdita molto grave, per il nostro Comune - commenta il sindaco Tiziano Manzini -: la villa dell'architetto Simonitti era per San Pietro al Natisone un bene prezioso, del quale l'intera comunitá andava fiera e orgogliosa. Al di lá del danno che il rogo ha comportato all'immobile, poi, va considerato quello enorme, legato al contenuto dell'abitazione: basti solo pensare che nell'edificio si conservava l'archivio dell'architetto, un patrimonio di documenti dallo straordinario valore culturale.”<

Nel campo dell’architettura realizza complessi alberghieri a Grado e nel Gargano (1961)in collaborazione con il noto architetto Marcello D’Olivo,
la Scuola Media di S. Pietro al Natisone, case popolari,
ricostruzione di Venzone (1987)---
e diversi altri lavori su tutto il Friuli.

Dá un valido contributo alla stesura dei piani regolatori di Gemona, Osoppo, Buia;
Piano Particolareggiato dei Laghi di Fusine(1977)

Vari Piani di tutela ambientale e valorizzazone turistica ( Matajur, Colle di Osoppo,
Risorgive friulane;
Parco faunistico di Pagnacco...) e molti altri.

Lo chiamano a collaborare ai Piani per l’ Edilizia in tutto il Friuli.
Lo eleggono Presidente dell’ordine degli architetti di Udine per 2 mandati (e ció la dice lunga, considerata la provenienza dal nostro piccolo paese “valligiano”).

Innamorato della sua terra, ne sostiene la sua peculiaritá etnica e linguistica e ne ricerca una rinascita culturale ed economica.

Nel 1951 fondó il periodico “Paesi tuoi”, che contó molti abbonati specialmente tra gli emigranti all’estero.

Un’ altra sua iniziativa a favore dei giovani delle Valli fu la seguente:

Presso un’aula dell’ Istituto Magistrale di S.Piero al Natisone, concessagli in uso, organizzó una Scuola serale, gratuita,per i giovani dei paesi vicini, che a gruppetti e a turno, dalle 9 di sera a mezzanotte, poterono apprendere nozioni di materie scientifiche e disegno tecnico.

Una collega dava lezioni di Italiano ed Inglese.

A fine anno, documentó tutto il lavoro fatto e lo presentó al Provveditore Tortorici di Udine, comprovando l’esigenza di una scuola professionale, Post-elementare, a S.Pietro. La richiesta venne accolta e sorse il primo nucleo della Scuola Professionale di Stato di S.Pietro al Natisone.



Nel 1976, durante il terremoto del Friuli, reagisce al disorientamento legislativo del momento ed all’imperversare delle demolizioni “facili”, contattando di persona l' Istituto ZRMK di Lubiana, molto noto per aver sperimentato nuove tecniche di ristrutturazione anti-sismica dopo il terremoto di Skopie e Bania Luka.

1976. I tecnici del Comune di S.Pietro al Natisone avevano deciso di abbattere la casa di Marcolin Marta e Quarina Maria Rosa, danneggiata dal sisma, localitá Goregnis, (Vernasso Sup.) con la motivazione che, trovandosi lungo la strada di passaggio, rappresentava pericolo per la collettivitá.
Il pronto e generoso intervento di Simonitti, salvó la casa: sotto le sue attente direttive venne “messa in sicurezza”. In seguito, promosse contatti con l’Istituto ZRMK, e ottenne l’aiuto solidale di un gruppo di ingegneri e muratori qualificati, di Skopie, esperti nelle nuove tecniche di ristrutturazione . La ristrutturazione fu portata a termine e gratuitamente.
Lo stesso fu fatto su una casa a Lusevera e a Clenia. Solidarietá fra i popoli. La validitá di quel metodo é ad oggi convalidata, dal fatto che passó e poi fu riconosciuta dalla stessa Regione Friuli Venezia Giulia.

Da qui partí una collaborazione fra esperti tecnici del territorio e quelli sloveni.

Di questa esperienza, Simonitti relazionó in simposi, articoli,… convegni, ed alcuni articoli apparvero sulle riviste:

“Il Punto”,” L’architetto”, “ Ricostruzione”.

La chiesetta di San BORTOLO, di Vernasso, Goregnis é stata salvata, dalla programmata demolizione post terremoto del 1976, grazie al pronto intervento di Simonitti, che ne progettó e seguí il restauro.

Una galleria, situta nella canonica di Azzida, visitabile il mercoledí, il giovedí e la domenica dalle 10.30 alle 12.30, il venerdí dalle 17.00 alle 19.30 ed il sabato dalle 10.30 alle 12.30 o dalle 17.00 alle 19.30, raccoglie diverse ed interessanti memorie del nostro architetto Simonitti.

Ad Azzida, infatti, é stata istituita la GALLERIA V. Z SIMONITTI
Scrivania con oggetti personali.

Nel 1961, l’architetto M. D’Olivo, intravvedendo le potenzialitá e capacitá di “Zac”, lo prese come socio nel suo studio di Udine.

M.D’Olivo, (Udine,1929-1991), era giá un famoso architetto” organicosperimentale”, urbanista e pittore italiano.
Una delle sue opere piú famose, in Friuli , é la Spirale, detta “La Chiocciola” di Lignano Pineta(1955), che lo scrittore Ernest Hemingway ,in quel periodo a Lignano, volle ammirare , per poi congratularsi con lui.

Altre sue opere:”Il Villaggio del Fanciullo” a Trieste;
il Restauro della Moschea di OMAR a Gerusalemme

Hemingway e D'Olivo (dx)1955 , Lignano.

Nel 1978 lo chiamó Saddam Hussein, Baghdad, per il faraonico “Monumento del Milite Ignoto”: 260m.di diametro, che ha resistito alle 2 Guerre del Golfo. Nel 2009 Udine dedicó una mostra proprio al “Milite ignoto di Baghdad” progettato e realizzato dall architetto D’Olivo.

Tanto ancora si potrebbe aggiungere per descrivere e ricordare una personalitá come quella dell' architetto Simonitti.

Concludendo, possiamo tutti concordare nel ritenere questa persona importante per la nostra comunitá: sentiamoci orgogliosi e fieri di averlo conosciuto e frequentato, grati per quello che ci ha dato in umanitá e solidarietá, in capacitá tecnica e cultura.

Meritevole di essere ricordato anche dalle generazioni future e portato ad esempio di coraggio, tenacia, generositá e come grande architetto, conosciuto anche fuori dai nostri confini, a livello professionale e culturale .

La stradina che passa davanti alla sua casa natale con il vecchio mulino ad acqua, potrebbe essere meritevolmente a lui dedicata.
Maria Rosa Quarina

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