Gli affreschi della parrocchiale

Storia della realizzazione nella chiesa di Lasiz degli affreschi, che narrano la vita di S. Antonio, cui la chiesa è dedicata.
Le opere d'arte normalmente acquistano valore con l'andar del tempo, quando le intuizioni dell'artista sono inquadrate in una certa epoca o corrente pittorica. Questo vale anche per gli affreschi che decorano il coro della chiesa di Lasiz che, all'infuori dei parrocchiani, pochi conoscono.br> La sagra di Sant'Antonio di Padova, cui la chiesa è dedicata, che cade il prossimo 13 giugno, potrebbe esser l'occasione per dare almeno una sbirciata a quest'opera che rimane il lascito di maggior prestigio del defunto don Antonio Cuffolo, primo parroco di Lasiz.

Per la realizzazione dell'opera, don Cuffolo si affidò al prof. Antonio Morocutti di Pontebba, suo amico, insegnante all'Accademia delle belle arti di Venezia, pittore di fama mondiale, che accettò l'incarico, portando con sè qua1e coadiutore il pittore prof. Vittorio Deotto di Verzegnis, insegnante d'arte a Tolmezzo. Su bozzetti precedentemente predisposti e studiati, l'opera è stata eseguita nell'arco di 30 giorni, nel mese d'agosto 1949, con la collaborazione di tutta la popolazione che mise a disposizione la manodopera necessaria alla preparazione dei materia1i, allo spostamento delle armature ecc.

Gli affreschi, disposti in quattro quadri laterali, con tre episodi per ogni quadro, rappresentano la vita di S. Antonio secondo quest'ordine. NeI primo quadro, cornu evangelii, sono affrescati:

* vocazione di S. Antonio, agostiniano, alla vista dei 5 corpi di martiri trasportati dal Marocco;

* S. Antonio chiede al superiore di un convento di francescani di essere accolto in quell'ordine;

* S. antonio riceve l'abito francescano.

Nel secondo riquadro, cornu evangelii:

* S. Antonio parte per le missioni del Marocco;

* S. Antonio nel convento di Monte Sara Paolo;

* S. Antonio predica contro gli eretici delle Romagne.

Nel terzo quadro, cornu epistolae:

* il miracolo eucaristico della mula;

* la predica dei pesci;

* S. Antonio mostra il cuore dell'avaro.

Nel quarto quadro:

* apparizione del bambin Gesù;

* la guarigione del paralitico.

In omaggio a santo che è pure venerato nella stessa chiesa, nel quadro di fondo, cornu evangelii, è raffigurata la tentazione di Sant'Antonio Abate, rappresentata dal demonio che accompagna una giovane recante cibi allettanti.

Il quadro di fondo, cornu epistalae, è invece un omaggio a Lasiz e a Cividale. In basso infatti è raffigurato San Donato, che sorregge sulla mano la città ducale, attorniato da 4 compagni martiri. A1 centro del quadro si vede la chiesetta di San Donato, posta sull'omonimo colle ed uno squarcio del sottostante paese di Lasiz.In alto infine c'è il ponte del Diavolo di Cividale, il Natisone ed una veduta della città.

In corso d'opera, gli artisti provvidero pure a rinfrescare il dipinto tempera posto nel soffitto del coro, raffigurante l'incoronazione della Madonna, di ignoto autore.

Ovviamente l'opera pittorica non può rivelare le ansie le fatiche, le diffico1tà e la passione profuse da don Antonio che volle così lasciare ai suo parrocchiani un patrimonio oltre che artistico, anche spirituale e morale di cui non ci possiamo dimenticare.
Luciano Chiabudini

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