Evoluzione dell'attività agricola nelle Valli

Nell'anno scolastico 1991-92 le classi 3B e 3C durante le Attività Integrative hanno fatto un lavoro di ricerca sulle colture agricole nei loro paesi di origine. I risultati di questa ricerca sono stati poi sintetizzati dalla classe 3B nell'anno scolastico 1994-95 e pubblicati in un opuscolo assieme ad altri lavori di ricerca sulle Ninne nanna - Proverbi- Monte Barda e Roba.

I tipi di terreno nelle Valli

In generale nelle Valli si possono distinguere tre categorie di terreni adatti a determinate colture.

I terreni zonali, ricchi di ferro e silice ma poveri di fosforo, sono fertili e di facile lavorazione, adatti a tutte le colture e in particolare a quelle da frutto: mele, pesche, susine e soprattutto castagne.

I terreni interzonali, derivati da substrati calcarei, sbrecciati e dolomitici e perciò assai poveri, sono ricoperti da vegetazione erbacea e lasciati generalmente a pascolo o a bosco.

I terreni alluvionali infine, formati da detriti portati dal Natisone e dai suoi affluenti, composti di calcio, sono molto fertili e sono "investiti" a foraggiere o a cereali. Essi sono i più sfruttati ed i maggiormente redditizi, perché possono essere facilmente raggiungibili con ogni macchinario agricolo.

Nostra indagine

Faremo dei riferimenti tra l'anno 1929 e l'anno 1970 per stabilire alcuni confronti. Nel 1929 sulla superficie agraria i seminativi erano 11,2%; i prati, i pascoli e i castagneti il 28,5%; gli incolti produttivi il 13%.

Nel 1970 la superficie dei cereali era diminuita rispetto al 1929 del 60%: per il frumento la contrazione è stata del 82%, per il mais del 53,9%, per gli ortaggi del 81%. Era invece aumentata la superficie delle foraggiere avvicendate: erba medica, ecc.

La produzione del mais, pur essendo diminuita la superficie di semina, è aumentata del 27,3% per l'uso degli ibridi e dei fertilizzanti.

Aumentata anche la produzione dei foraggi freschi del 360%, mentre è diminuita quella dei foraggi secchi del 48,5%.

La superficie occupata dal mais nelle Valli nel 1970 era del 29,5%, dalle foraggiere avvicendate del 44%, dal frumento del 2,3%, da altri cereali da ortaggi del 6,7%. Nel 1970 sono stati prodotti 798 q di frumento, 22230 q di mais, 51050 q di foraggi freschi, 95040 q di foraggi secchi, 1930 q d'uva.

ATTREZZATURE AGRICOLE

Nel 1966 il parco macchine comprendeva 146 unità, che si aggiungevano alla forza lavoro umano e a quello animale.

Nel 1972 c'erano 278 macchine con un aumento rispetto al 1966 del 90%. Un così grande sviluppo di questo tipo di macchinari trova spiegazione nel fatto che, soprattutto nelle zone superiori ai 250 metri di altitudine, erano maggiormente estese le foraggiere e i prati naturali.

Nel 1972 su 210 agricoltori il 94% lavoravano in proprio, mentre il 6,4% lavorava in cooperativa. La rottura dell'equilibrio agrario all'interno delle Valli è rappresentata dalla forte perdita di manodopera con ripercussioni anche sull'ambiente naturale. Infatti, dal 1961 al 1971 gli addetti all'agricoltura sono diminuiti del 49%. Questa diminuzione è stata determinata da due ragioni:

* la forte emigrazione in atto;

* l'abbandono dell'attività agricola per altri settori.

Nel 1961 erano dediti all'agricoltura il 60 % dei lavoratori, ad altri settori il 40%. Nel 1971 sono diminuiti del 7,5%.

Il reddito derivante dal lavoro dei campi è molto scarso, perciò molti svolgono il lavoro agricolo part-time o si fanno aiutare da parenti più stretti.

L'accentuata polverizzazione e dispersione fondiaria è caratterizzata dall'inefficienza delle condizioni aziendali, dalle ridotte superfici dell'azienda e dal basso tasso di produzione, destinato tra l'altro per il 50% al proprio consumo. Da un aumento della superficie dei terreni incolti abbandonati per la troppa lontananza dall'azienda o perché situati su versanti ripidi o difficili da lavorare, da una riduzione del patrimonio zootecnico. Il numero complessivo di aziende ha subito dal 1960 al 1970 una diminuzione del 26,4% e la superficie totale di produzione è diminuita del 11,5%.

I comuni che più hanno risentito dell'abbandono delle attività agricole sono il comune di Drenchia con una diminuzione del 83,4%, quello di Stregna del 41%, di Pulfero del 33,5%, mentre i comuni di San Pietro e San Leonardo hanno registrato uno sviluppo maggiore nelle superfici pianeggianti, perché più facilmente utilizzabili con mezzi meccanici.

Attualmente c'è l'orientamento a destinare gli appezzamenti a cultura intensiva, in particolare nella produzione della frutta, specie mele e frutti minori.

Attrezzi

L'aratro

In alcuni paesi di montagna non si è mai usato l'aratro di ferro, perché i campi sono piccoli e i terreni impervi.Nei paesi di pianura l'aratro di ferro si è diffuso precocemente per le migliori condizioni del terreno e per l'iniziativa (specie dei primi aratri) di qualche agricoltore all'avanguardia, come Brugnizza a Ponte San Quirino o Kerac (Cheraz) a Podvarschis.

Nei paesi di Savogna e di Rodda molto probabilmente l'aratro è giunto assieme al primo trattore.

In ben otto paesi l'aratro non è mai prevalso sulla vanga per questi motivi:

* economicamente l'acquisto di un aratro era troppo gravoso per la maggioranza degli agricoltori, conduttori di piccole aziende agricole;

* le piccole dimensioni dei campi non permettevano l'uso adeguato dell'aratro;

* la gran disponibilità di manodopera, almeno fino al 1948 (anno in cui si sono aperte le frontiere per le emigrazioni), non favoriva l'opportunità dell'acquisto di un aratro;

* in alcuni paesi gli agricoltori si associavano per l'acquisto di un unico aratro che poi era utilizzato da tutti;

* quando l'acquisto di un aratro avrebbe potuto essere accessibile anche da piccole aziende, queste erano ormai scomparse come risulta dall'inchiesta sull'abbandono dei campi.

Affermazione dell'aratro

mai

Stermizza

Gabrovizza

Tercimonte

Matajur

-

-
1900-1945

Lasiz

Vernasso

San Quirino

Ponteacco

Podverschis

Biacis
dopo il 45

Savogna

Rodda

-

-

-


Prevalenza dell'aratro sulla vanga

mai

Stermizza

Lasiz

Gabrovizza

Tercimonte

Matajur
1900-1945

San Pietro

San Quirino

Vernasso

Ponteacco

-
dopo il 45

Podvarschis

Rodda

Biacis

Savogna

Tarcetta


Possiamo infine notare che, dopo l'abbandono dei campi da parte della stragrande maggioranza degli agricoltori passati all'industria o ad altri settori od emigrati, sono rimasti pochissimi coltivatori diretti che in pratica gestiscono tutti i campi prendendoli in affitto. Per questo motivo possiamo affermare che oggi l'uso dell'aratro è generalizzato ovunque, perfino nei paese di montagna; ossia la terra è coltivata solamente dove è possibile utilizzare in pieno la meccanizzazione.

Motocoltivatore

Dai dati raccolti sull'uso del motocoltivatore possiamo dedurre che:

* nelle nostre Valli non è stato usato mai largamente o perché le colture non si prestavano al suo uso o, con maggior ragione, perché il suo costo sarebbe stato difficilmente ammortizzato;

* il motocoltivatore è stato utilizzato soprattutto abbinato alle falciatrici.

Affermazione dei motocoltivatori

mai

Stermizza

Matajur

-

-

-

-

-

-

-
1900-1945

Lasiz

Vernasso

-

-

-

-

-

-

-
dopo il 45

Podvarschis

Rodda

Tarcetta

San Pietro

Gabrovizza

San Quirino

Ponteacco

Tercimonte

Savogna


Falciatrice

La falciatrice è stata uno dei primi mezzi meccanici ad imporsi nelle Valli per le difficoltà dello sfalcio e perché le aziende agricole erano impostate tutte sull'allevamento del bestiame. Le falciatrici hanno preso piede soprattutto in pianura, sui dossi delle colline e delle montagne dove non crescono alberi e dove la falciatrice può essere facilmente usata.

mai

Stermizza

-

-

-

-

-

-

-

-

-
1900-1945

San Quirino

Vernasso

-

-

-

-

-

-

-

-
dopo il 45

San Pietro

Gabrovizza

Vernasso

San Quirino

Podvarschis

Rodda

Biacis

Tercimonte

Matajur

Tarcetta


Seminatrice

Le seminatrici, come si vede dalla tabella, non sono mai giunte in montagna, essendo i campi piccoli e impervi. Inoltre per i prodotti coltivati in montagna non servono le seminatrici (patate, fagioli, ecc.) Anche nella valle, siccome i campi erano pochi, non conveniva comprare le seminatrici, eventualmente potevano essere noleggiate.

mai

Stermizza

Matajur

Gabrovizza

-

-

-

1900-1945

Vernasso

San Quirino

-

-

-

-

dopo il 45

San Pietro

Ponteacco

Rodda

Biacis

Savogna

Tarcetta


Trattore

Dai dati dell'inchiesta riveliamo che l'uso del trattore si è diffuso più tardi che in altre zone, ciò probabilmente per questi motivi:

* a causa dei piccoli appezzamenti del terreno, che non permettevano un uso adeguato alle grandi dimensioni del trattore;

* il trattore era il macchinario costosissimo e di difficile ammortamento;

* i primi trattori sono comparsi nelle Valli per iniziativa di persone all'avanguardia e che possedevano quantità di campi superiore alla media (Brugnizza, Kerac).

Quando, soprattutto dopo il 1970, i coltivatori diretti sono rimasti pochi, hanno dovuto per forza di cose meccanizzarsi e comprare anche il trattore. Ciò è avvenuto, naturalmente, prima in pianura e solo molto tardi in montagna.

Affermazione del trattore

mai

-





1900/45

San Quirino

-

-

-

-

-

-

-
dopo il 45

San Pietro

Lasiz

Tercimonte

Biacis

Savogna

Vernasso

Tarcetta

Podvarschis


Trebbiatrice

Tutt'oggi macchine molto costose come le trebbiatrici sono affittate di volta in volta, quando ce n'è bisogno. Solo pochissimi coltivatori possiedono una trebbiatrice da mais ed anche queste sono di dimensioni piccole e di seconda mano.

INNOVAZIONI TECNICHE

Energia elettrica

L'energia elettrica è arrivata nella Valli relativamente tardi; nei paesi di montagna dopo la seconda guerra mondiale. Nelle stalle fu usata immediatamente, cioè appena giunta in paese. Il numero di macchine elettriche è stato, invece, piuttosto limitato e solo oggi i coltivatori diretti rimasti utilizzano largamente queste macchine, ciascuno nel suo campo specifico: mungitrici, nastri trasportatori, seghe circolari, sgranatrici e macinatrici, ecc.

Macchinari elettrici

1930-40

Lasiz

-

-

-

-

-

-
1940-60

Ponteacco

Vernasso

Tarcetta

-

-

-

-
dopo il 60

Gabrovizza

Stermizza

San Quirino

Podvarschis

Tercimonte

Matajur

Savogna


Prodotti chimici

Il primo antiparassitario è stato usato contro la dorifora delle patate, perché questo insetto è stato il primo grande infestante delle nostre colture. Ciò è avvenuto nell'immediato dopoguerra e solo nel fondovalle. In montagna, oltre i 600 metri, ancor oggi la dorifora non prolifera.

Gli stessi concimi chimici sono stati utilizzati prima nel fondovalle, dove l'estensione più grande dei campi non permetteva più una concimazione naturale, mentre in montagna c'è sempre stata una maggiore disposizione di stallatico.

Introduzione degli antiparassitari

1940-50

Vernasso

Ponteacco

-

-

-

-
1950-60

San Quirino

Rodda

Savogna

-

-

-
dopo il 60

Stermizza

Lasiz

Gabtrovizza

Biacis

Tarcetta

San Pietro


Concimaie liquide

Nel fondo valle i letamai sono stati sistemati fuori del paese ancor prima della seconda guerra mondiale su ordinanza dei Sindaci, in montagna solo dopo il terremoto del 1976. Ancor oggi, comunque, in qualche paese di montagna, i letamai sono situati presso le abitazioni.

Le concimaie liquide, che permettono un uso più razionale della concimazione naturale dei campi, sono pochissime e sono state costruite solo negli ultimi anni assieme alle stalle più moderne, come, ad esempio, quella del sig. Manig a Tiglio.
Classi 3B e 3C a. sc. 1991-92; classe 3B a. sc. 1994-95

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