La storia del capitolo di cividale

Cariche, conflittualità, giurisdizioni, testamenti e musica in un interessante convegno
Altre interessanti pagine di storia sono state illuminate e approfondite nel corso dell’incontro di studio che ha avuto luogo lo scorso 14 novem­tre presso la sala convegni dell’Isti­tuto delle Orsoline di Cividale.
Sono pagine di storia che vanno ad aggiun­gersi a quelle studiate nel convegno di due anni fa nel corso del convegno sugli ottocento anni della bolla di papa Celestino III, che nel 1192 con­fermava alla Collegiata cividalese la giurisdizione su un vasto territorio, che andava dalla sinistra del Torre alle valli del Natisone e dell’Isonzo fino ad Idria.

Il saluto del sindaco

Dopo il saluto del sin­daco di Cividale, Giuseppe Bernardi, e del decano del Capitolo, mons. Giuseppe Zorzini, gli atti di quel con­vegno sono stati presentali in aperttura dell’incontro da R. Navanini, che ha definito la bolla di Celestino III un monumento-documento, in cui sono unite memoria e testimonianza scritta ed evoca «una società ed una cultura lontani nel tempo ma vicini nella memoria».

Claudio Mattaloni

Con la sua puntuale e documentata relazione Claudio Mat­taloni ha ricostruito la figura e l’evo­luzione dell’ufficio di Custode del Capitolo, al quale era affidata la cura d’anime nel duomo e il compito di provvedere al necessario per le cele­brazioni liturgiche; egli, inoltre, ave­va la giurisdizione sulla villa di Bnrischis.

L’importanza della custodia andò diminuendo alla fine del secolo scorso e scompare nel 1912.

Flavia De Vitt

Vasta e interessante anche la relazione di Flavia De Vitt sui testamenti del secondo Trecento a favore del Capitolo.
Questi documenti sono stati definiti lo specchio della vita, espressione di religiosità e di responsabilità degli autori nei confronti dei propri beni, anima e famiglia ed erano delle bio­grafie concentrate.
Tanti testamenti erano redatti prima di partire per i pellegrinaggi o per la guerra e dispo­nevano dei beni a favore al Capitolo o al duomo, ad opere pie, ospedali, monasteri, ordini religiosi e al san­tuario di Castelmonte.

Andreina Stefanutti

Della confittualità tra il Capitolo e i centri politici locali si è occupata Andreina Stefanutti.
Era inevitabile che la giurisdizione, sia ecclesiastica che civile, della Collegiata su quel vasto territorio si scontrasse con l’autorità civile.
Ricordiamo che il Capitolo nelle Valli del Natisone ave­va giurisdizione su Jainich, Oborza, Biarzo e Castelmonte e inoltre su Premariacco e Risano.
Ed è proprio in questi due paesi che si sono avute le controversie più lunghe.
A parte Imperii si sono avuti contrasti con i capitani di Tolmino in particolare con i Coronim.

Giovanni Maria Del Basso

Giovanni Maria Del Basso ha ripercorso le vicende di una lunga controversia tra il Capitolo di Civida­le e quello di Udine su un problema di precedenza nelle cerimonie reli­giose.
Alla fine del 16. secolo della questione si interessò perfino la Sacra congregazione dei Riti.
I cano­nici cividalesi non accettavano di essere preceduti da quelli di Udine per l’eredità storica e il prestigio che vantavano.
In qualche occasione si verificarono aperti contrasti tra i due gruppi e perfino che un Capitolo o l’altro non partecipasse alle cerimo­nie.
La questione fu risolta definitiva­mente con l’abolizione del Patriarca­to e l’istituzione della diocesi di Udi­ne con un unico Capitolo metropolitano, quello di Udine, appunto.

Alba Zanini

Ha concluso il convegno Alba Zanini sulla Cappella musicale del duomo e il ruolo del maestro di cappella, figu­ra e istituzione che hanno avuto un importante ruolo anche nel campo musicale della città in particolare nel ‘700.
G.B

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