Le Guerre Napoleoniche

Qui Caucigh proclamò il Gran Consiglio Sclabonico
Qui Caucigh proclamò il Gran Consiglio Sclabonico


Scompare la Serenissima

A sconvolgere le antiche istituzioni della Schiavonia sopravvennero la rivoluzione francese e le guerre napoleoniche.
Trovandosi in mezzo fra Napoleone e 1’Austria, la Repubblica di Venezia scelse la neutralità.
Questo non impedi che ancora una volta il territorio veneziano e in primo luogo il Friuli diventassero teatro di guerra.
La Serenissima cadde per sempre.

Fine dei privilegi feudali

Napoleone portò con le sue armate il programma della rivoluzione in Europa ed in Italia:
libertà, fraternità ed uguaglianza.
Esso suscitò paure ed entusiasmi perchè, proclamando i diritti universali dell’uomo, annunciava la fine dei privilegi feudali.

Il Gran Consiglio Sclabonico di GB Caucigh

Prima ancora che vi giungesse l’armata francese, nel 1796, Giovanni Battista Caucigh di Jainich, geometra o notaio che fosse, proclamò a Castelmonte la fine del potere feudale ecclesiastico, istituendovi il comune.
Convocò sotto la loggia presso il pozzo il gran consiglio sclabonico di tutte le ville.
Giunsero i francesi.
Risalirono anche la Valle del Natisone e a Pulfero ebbero uno scontro con gli austriaci che tentavano di fermare la loro avanzata.

Il trattato di Campoformido

I1 governo centrale provvisorio del Friuli, che sostitui l’amministrazione veneziana, aboli i feudi ed i titoli nobiliari negli atti pubblici.
Nella Schiavonia procedette ad alcune innovazioni, che però si interruppero quando, per effetto del trattato di Campoformido, gran parte del territorio appartenuto a Venezia passò all’Austria.

L'ultimo Arengo

Immediatamente, il 22 novembre 1797, si tenne a San Quirino l’arengo della Schiavonia per eleggere i delegati da mandare a Venezia presso il rappresentante dell’imperatore allo scopo di ottenere il ripristino e la riconferma, da parte deIl’Austria, degli ordinamenti e degli antichi privilegi goduti sotto Venezia.

Venne invece insediata una struttura amministrativa centralizzata.
L’ultimo arengo potè tenersi a San Quirino il 2 maggio 1804.

Cantone di San Pietro degli Schiavoni

Questo primo dominio austriaco durò otto anni.
Nel 1806 Napoleone riprese il Veneto e lo annesse al Regno d’Italia.
Nel 1809 gli austriaci tentarono di riprenderlo scendendo in Friuli lungo la valle del Natisone.
Vinse Napoleone.
Egli impose la linea di confine che in poco tempo aveva subito varie modifiche, lungo l’Isonzo.
Oltre questo fiume vennero costituite le Provincie Illiriche.
I territori tra l’Isonzo e il Tagliamento sotto l’amministrazione francese, che non ebbe lunga vita, formarono il Dipartimento di Passariano. Esso era ripartito in quattro distretti, fra cui quello di Cividale, a loro volta divisi in cantoni.
Tra questi figurò il Cantone di San Pietro degli Schiavoni.

I1 cantone comprendeva nove comuni, ottenuti con l’aggregazione di alcune ville.
Quattro furono i comuni della Contrada di Antro:
San Pietro, Savogna, Rodda e Tarcetta;
Breginj
Breginj
Borjana
Borjana


cinque della Contrada di Merso:
San Leonardo, Stregna, Grimacco, Drenchia e Luico.
Livek
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Le contrade però rimasero solo un nome.
Ogni comune era diretto da un sindaco e da un consiglio.

A San Pietro vennero istituiti gli uffici principali:

il delegato governativo,
il facente funzioni del com­missario di polizia,
la commissione cantonale di leva,
la giudicatura di pace.
I titolari erano tutti persone del luogo.

Lati positivi dell'occupazione francese

I francesi intrapresero la riduzione a coltura dei fondi feudali disseminati nelle ville.
In molti casi i soldati d’occupazione, sistemati presso le famiglie, nei villaggi, diedero una mano ai contadini nel lavoro nei fondi espropriati.
Progettarono anche l’istituzione di una zona doganale, allo scopo di scoraggiare il contrabbando.

Per quanto concerne la legislatura, basata in linea di principio sull’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, vi furono alcuni aspetti positivi:
l’abolizione dei privilegi nobiliari e l’applicazione del nuovo codice civile.

Lo stesso in altri settori:
vennero messe a frutto molte terre già appartenenti a casate nobili,
si costruirono strade, per quanto limitate alla pianura,
si instaurò l’idea dello stato nazionale,
si affacciò l’idea dell’Italia unita,
vennero attratti al servizio militare ed alla carriera nell’esercito diversi giovani.
Cose che suscitarono qualche prudente entusiasmo.
Cosi vi furono a San Pietro degli Schiavoni atti pubblici di compiacimento da parte degli amministratori verso il governo francese.

Lati negativi dell'occupazione francedse

Stava per contro un giudizio negativo
prima di tutto per il carattere anticlericale dei portatori del verbo rivoluzionario;
poi per la soppressione delle antiche ma vitali e funzionanti istituzioni,
per le requisizioni sacrileghe che toccarono addirittura la Madonna di Castelmonte,
per la mano pesante sulle tradizioni locali e sui loro simboli:

le tavole di pietra, i tigli ed i leoni di San Marco.

Indagine conoscitiva dei caratteri, degli usi, del linguaggio anche nelle Valli.

Nondimeno, da parte del governo francese, venne ordinata un’indagine allo scopo di conoscere in modo diretto i caratteri, gli usi ed il linguaggio delle popolazioni che erano oggetto delle conquiste di Napoleone.
L’indagine riguardò anche il distretto di Cividale: essa evidenziò la compatta presenza di una popolazione slovena in oltre la metà dei comuni del distretto.
Vennero perfino allegati dei campioni lin­guistici a testimonianza di quanto affermato.

Napoleone cade; tornano gli austriaci

Nel 1813 Napoleone cadde e il Friuli venne di nuovo occupato dagli austriaci e nel 1814 la nuova linea di confine ricalcò più o meno quella veneta.

Essa du­rò fino al 1866.

Passarono sotto Gorizia:
Bergogna, Robedischis e Luico.
Paolo Petricig

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