La misura d'Antro


Fino alla metà del secolo scorso è ricordata una particolare forma di misurazione dei cereali. Il diritto di fissare le unità di misura era simbolo di sovranità e di autonomia. Da DOM Št. 22 - 1993

Il kiznenik di Tarcetta

Il kiznenik di Tarcetta
Il kiznenik di Tarcetta


Gli anni del terremoto la mia vicina di casa, la signorina Nilde di Štefani da Tarcetta (defunta da qualche anno), sapendo che collezionavo oggetti vecchi anche quelli senza valore, mi offrì gentilmente una "gratula" e un kiznenik, dicendomi espressamente:

"Tèle j naš kiznènik; z tèlin smo dajàl beràrnjo gaspùodan".

L'altro giorno andando in soffitta ho visto il kiznenik di Nilde e l'ho preso in mano per esaminarlo.

Con mia grande sorpresa mi sono accorto che all'interno per due volte è stampigliato a fuoco il numero 69 e con due stampi diversi perchè diverse sono le due cornici che contengono il numero 69.
La doppia stampigliatura a fuoco del numero 69
La doppia stampigliatura a fuoco del numero 69
Con quelle stampigliature evidentemente si voleva omologare la misura di quel kiznenik.

Naturalmente ho cercato di dare un significato a quel 69.

Ho preso le misure interne del kiznenik:

diametro cm 26

quindi raggio cm 13

altezza cm 13

Faccio i conti per calcolare il volume del kiznenik e salta fuori proprio il 69, se ignoriamo i due millilitri dovuti anche all'arrotondamento del pi greco e inoltre alla barretta di ferro all'interno del kiznenik.

Il kiznenik misura dunque dl 69,02 e approssimando proprio dl 69.

Penso che, senza ombra di dubbio, questa è la misura vera del kiznenik di Antro.

Il kiznenik, come da foto, ha forma circolare.

La parte legnosa è sostenuta da ferro battuto e non solamente nei suoi bordi ma anche nel sottofondo (esternamente). E affinchè il sottofondo non si abbassi col peso è stato messo un ferro al cento del kiznenik in tutta la sua altezza, collegato naturalmente al resto della struttura di ferro.
La barra di ferro che irrigidisce il fondo del kiznenik
La barra di ferro che irrigidisce il fondo del kiznenik
Il fondo del kiznenik dalla parte esterna
Il fondo del kiznenik dalla parte esterna
Il kiznenik risulta così indeformabile.

L'anno scorso, lavorando con amici in una cantina di Clavora (Rodda Alta), osservai sul poggiolo di un granaio un altro kiznenik, dalla forma precisa di quello in mio possesso. Non ho avuto modo di prenderlo in mano e di misurarlo.

Quest'anno sono tornato allo stesso posto e non l'ho più rivisto.

La tentazione di confrontare le misure di questo secondo kiznenik è grande anche dietro lo stimolo della mia "scoperta" e soprattutto del seguente articolo di Giorgio Banchig.

A misura d'Antro

di Giorgio Banchig - DOM Št. 22 - 1993

Dell' autonomia e dei privilegi delle convalli di Antro e Merso sotto il Patriarcato di Aquileia e la Repubblica di Venezia è stato detto e scritto tanto anche sul nostro giornale; di prove sulla consistenza e vastità delle "libertà" e della sovranità delle due unità aniministrative se ne sono trovate a sufficienza ma nonostante ciò c'è sempre qualcuno che mira a far dimenticare e a minimizzare un'esperienza storica particolare nel contesto del sistema di divisione del potere in età medievale e moderna.

Accanto alle prove che fin qui sono state portate sull'autonomia delle banche, degli arenghi e delle vicinie delle valli del Natisone, va aggiunta anche la "misura d'Antro".

In documenti dell'epoca della Repubblica di Venezia e fino al 1840 ho trovato documenti con la dicitura "a misura d'Antro" riferita a pesenali e staia per la misurazione del frumento, in particolare quando si trattava di imposizioni a favore della Chiesa, dei sacerdoti o del sacrestano.

In un documento, che si può far risalire ai primi decenni del '700, c'è un elenco delle "berarnje" dovute al cappellano della cappella del Santissimo di San Pietro: tra gli altri generi gli erano dovuti "a misura d'Antro formento pesinali 2 pro - capite".

C'è poi una ricevuta del 29 giugno 1829 dove c'è scritto: "Pagavano a titolo di livello li consorti Banchigh di San Silvestro d' Antro al Regio Demanio in loco della soppressa Fraterna di San Rocco ogni anno Formento Stara uno a misura d'Antro nel qual livello contribuiva il deffunto Giacomo q. Gregorio Banchigh di detto luogo Formento a misura di Cividale Pesinali uno".

Il terzo documento è una citazione della pretura di Cividale del 22 ottobre 1840 nella quale si intima a Filippo fu Antonio Floram di Pegliano di consegnare quale paga al nonzolo di Antro, certo Filippo Banchigh, tre pesenali a "misura d'Antro" dovuti per gli anni 1838, 1839, 1840.

Sono tre chiari esempi dell'uso di particolari misure nelle valli del Natisone che erano diverse da quelle in vigore a Cividale o in altre zone. Lo staio usato in Friuli durante la Repubblica di Venezia aveva la capacità di 83,3172 litri, mentre il pesenale era circa un sesto dello staio.

Quale fosse stata la capacità del pesenale o dello staro (staio) di Antro, che non erano pesi ma capacità di misura, non ci è dato di sapere ma ritengo non dovessero differenziarsi di tanto da quelli delle zone limitrofe in considerazione dei frequenti contatti e scambi commerciali.

Ma il fatto stesso che esista una misura particolare per la "Schiavonia" depone ancora una volta a favore della particolarità e dell'autonomia delle valli del Natisone fino alla fine della Repubblica di Venezia.

L'uso di queste misure in epoca posteriore, conferma un metodo radicato e riconosciuto anche dalle, nuove organizzazioni statali, in questo caso del Regno Lombardo-Veneto.

Witold Kula nel volume "Le misure e gli uomini dall'antichità ad oggi" (Editori Laterza, Bari 1987) scrive che in tutte le società organizzate il diritto di fissare in modo autonomo le unità di misura e di controllarle era il simbolo del diritto, della sovranità in generale, di "libertà", di indipendenza. E coloro che possiedono questa facoltà - Chiesa, città, circoscrizioni feudali - difendono gelosamente questa loro autonomia come un loro intoccabile privilegio.

Quando una città o un territorio vengono conquistati, viene loro imposta la misura del vincitore.

Tornando al pesenale, viene spontaneo chiedersi che cos'era, com'era fatto, quanto conteneva, su quale territorio veniva usato e a quale termine corrispondeva nel dialetto sloveno del Natisone. Suppongo che il pesenale dei documenti ufficiali fosse il "kiznenik", termine noto nelle valli del Natisone che designava un recipiente di legno con fondo di rete metallica, di forma circolare che fino a qualche decennio fa veniva usato per misurare il grano e altri cereali che venivano dati quale "berarnja" ai sacerdoti.

Per sapere quanto contenesse con precisione, bisognerebbe rintracciare un kiznenik, che certamente si trova ancora in qualche granaio o vecchio mulino delle nostri valli.

Kiznenik o kaznenik o keznenik è un termine sloveno usato in un territorio abbastanza limitato che va dalle valli del Natisone al Tolminotto e al Collio sloveno (qui corrispondeva a 24 chili di farina) al Goriziano e alla Valle del Vipacco. Non è invece rintracciabile in altre zone della Slovenia.
Nino Specogna

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