Medjugorje


Turismo religioso o scintilla?
Non è facile parlare di Medjugorje dopo una visita. Hai bisogno di pensare, di riflettere.
Troppe e troppo profonde le contraddizioni:
le luci e le ombre.
Si rimane frastornati.
Almeno chi vuole riflettere.
Un fatto è certo e innegabile:
la chiara sensazione della presenza del soprannaturale, anche se camuffato da troppe incongruenze, dalla debolezza umana in particolare, prima o poi balza all'evidenza e quasi ti spaventa.

Voglio partire dalle incongruenze, per lasciare libero campo alla speranza.

Turismo religioso




La prima sensazione, quando arrivi e cammini per le strade, è una stretta al cuore:
il mercato degli oggetti religiosi, degli oggetti della Madonna.
Ce n'è troppi.
Solo quelli.
Un mondo di idoli.
Ma servono davvero?
Forse per dare la possibilità di fare un po' di soldi a quella povera gente?
Ma c'è un limite!
Che, invece, non c'è!

L'infatuazione

Coda per strofinare il piede del Cristo (che forse sanguina)
Coda per strofinare il piede del Cristo (che forse sanguina)
Osservazione del sole (che forse rotea)
Osservazione del sole (che forse rotea)
Poi sorvoli gli oggetti, perchè ti sono diventati indifferenti e inizi ad osservare, ad osservare l'umanità, per tentare di intravvedere il soprannaturale.
Non ti possono sfuggire esagerazioni di ogni tipo, perchè troppo macroscopiche, a volte ridicole.
Basterebbe un po' di spirito critico o anche solo un po' di buon senso...
Rifiuti questo genere di soprannaturale.
L'integralismo non aiuta la ricerca della verità.

Il bisogno

Poi continui a osservare, più a fondo, sempre più a fondo.
Osservi i gesti, osservi gli occhi, la bocca, il tono delle voci, i movimenti, gli atteggiamenti, le azioni delle persone e ti accorgi di un mondo pieno di incertezza, di paura, di bisogno, di pietà, di supplica.
Di silenzio!

Poi guardi in te stesso.
E ti riconosci uno di loro.

La via Crucis


Inizi a salire.
Un'Ave Maria dopo l'altra.
Magari in Nediško: è quasi croato, specie nello Zdrava Marija.
Cammini gomito a gomito, facendo attenzione a dove metti i piedi, sempre pregando, sempre camminando uno accanto all'altro e ti vien voglia di stringerti ancora di più a quelli che salgono, a condividere con loro assieme al comune cammino anche la speranza, la speranza
di vedere un segno,
di toccare con mano la “sua” presenza,
la presenza di Colei che è la fonte della speranza.

Il rosario e la messa


Il pomeriggio alle cinque il rosario.
Un seguito interminabile di Ave Maria, sempre uguale, quasi monotono, ma monolitico, massiccio, insistente.
La bocca ripete, ripete, mentre dentro di te cerchi un perchè, un motivo, una spiegazione, cerchi di capire,
ma non capisci niente,
perchè non c'è nulla da capire.
C'è solo da credere e da sperare.
E la forza insistente delle Ave Maria ti aiuta.

Poi la messa all'aperto.
Una marea di gente.
Interminabile!
Ti senti un granello di sabbia.
Però ci sei, coi tuoi problemi, con le tue domande, coi tuoi perchè interrogativi.
E sai che non sei il solo a interrogarti.

La croce blu


A notte inoltrata, dopo cena, in un silenzio rotto solo dal canto lontano dell'uccello, vai alla Croce Blu, lì dove ora suole ancora apparire la Madonna e ti siedi sulla nuda pietra.
Forse per la prima volta ti sembra che qualcosa è avvenuto o sta avvenendo in te:
la consapevolezza, la presenza di una realtà superiore a quella materiale nella quale ti dibatti.

Lì, in quel luogo, e poco più in alto, è successo e succede qualcosa.

Tu non lo vedi, non lo sperimenti, ma ormai sai che è avvenuto e che avviene.
Forse non osi ancora chiamarlo soprannaturale, ma ti rendi conto che non puoi negarlo.
E' l'inizio del tormento, di un dibattito interiore.
Senti il bisogno di sapere e ti rendi conto che hai bisogno di aiuto.

Regina della pace

L'hai sentito centinaia di volte:
Regina della pace, prega per noi e per il mondo intero.
Perchè Regina della pace?
Quale pace?

Forse Medjugorje è il luogo dove meglio si riesce a capire il vero significato della pace.
Non son teorie nuove.
E' tutto vecchio.
Ma noi ce lo siamo dimenticato.

Pace con Dio

E' facile pretendere la pace dai politici.
E' facile inveire contro i provocatori di guerre.
E' facile prendersela con l'indifferenza dinnanzi alle ingiustizie sociali, etniche, culturali.

L'indifferenza!
E l'indifferenza nei rapporti con Dio?
La tua indifferenza nel rapporto con Dio!

L'incontro con la veggente

Ti impressiona l'eccezionale capacità comunicativa della veggente.
Ti impressiona la sua serenità anche dinnanzi ai, forse, terribili segreti di cui è portatrice.
Poi capisci la sua serenità, quando insiste sulla pace con Dio.

Ecco, Medjugorje ti obbliga prima o poi a porti la domanda:
ma qual'è il mio rapporto con Dio;
come dovrebbe essere il mio rapporto con Dio?
Un rapporto di pace - è stato detto!
E' un rapporto di pace il mio?

E capisci l'invito della Madonna alla conversione, alla confessione, al riconoscimento cioè dei tuoi errori.
Nel momento in cui sarai in pace con Dio, nulla potrà più farti paura.
E così intuisci che, se sei in pace con Dio, lo sei coi tuoi fratelli e la pace diventa:
condivisione, comprensione, comunicazione, partecipazione, adesione, interessamento, comunione, presenza, calore, contributo, coinvolgimento, presenza, associazione, connivenza, attenzione. E' tutto, tutto ciò che proviene da Dio.
Ma non è una cosa astratta o impossibile.
La pace da Dio si comunica attraverso te prima di tutto alle persone con le quali vivi, con le quali ti incontri.
E' un bisogno profondo dell'anima.
Sentirsi ed essere in pace con Dio, per sentirsi ed essere in pace con tutte le persone, con tutte le persone che ti circondano, con le quali vieni a contatto anche solo occasionalmente.

Il ritorno

Non è cambiato nulla!
Esteriormente.
Dentro è tutto un subbuglio.

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