Te Dan

Interessantissimo il TE DAN di Mersino,
specie se confrontato con quello di S. Leonardo e quello di Antro-Lasiz.
Il canto natalizio TE DAN è sicuramente, tra i nostri canti natalizi e non, uno dei più interessanti.
E fra le tre varianti che io conosco, quella di Mersino è sicuramente la più interessante e importante.

La melodia di Mersino



Questo TE DAN, che il coro POD LIPO ha cantato per la prima volta al concerto natalizio del 2004 di Monteaperta e che ha ripetuto quest'anno al concerto di Rodda, utilizza una melodia conosciuta e cantata a livello assolutamente popolare ancor oggi a Mersino.

Confronto fra le tre melodie



Evidente somiglianza fra le tre melodie

A un osservatore anche profano, solo confrontando l'andamento delle tre melodie riportate in figura, non potrà sfuggire una grande somiglianza fra la melodia di San Leonardo e quella di Antro e anche una somiglianza molto marcata fra le due predette con quella di Mersino.
Tale somiglianza fa supporre un'origine comune delle tre melodie.
Un osservatore un po' più attento e magari più preparato noterà caratteristiche peculiari nella melodia di Mersino, caratteristiche che evidenziano sì un'interdipendenza delle tre melodie ma nello stesso tempo presuppongono una loro diversa evoluzione.

Origine delle tre melodie

Secondo il mio modesto parere, una prima osservazione riguarda l'origine delle tre melodie.

La prima, quella di S. Leonardo, è stata sicuramente scritta da persona competente; è cioè una melodia elaborata da un musicista o comunque da uno che di musica si intendeva.
O, se vogliamo essere più chiari, la sua origine non è popolare anche se popolare è poi diventata nell'uso.


La seconda melodia, quella di Antro, ha caratteristiche più popolari ed evidenzia una chiara dipendenza dalla melodia di San Leonardo, della quale sembra, per così dire, "una brutta copia".
Probabilmente è stato proprio il passaggio da una melodia dotta a una popolare a "deteriorare", per così dire, la melodia dotta.

La melodia di Mersino è sicuramente di origine popolare e lo dimostrano, come vedremo, le sue stesse caratteristiche.

Caratteristiche della melodia di S. Leonardo

Il motivo preciso che mi porta a pensare all'origine dotta della melodia di S. Leonardo è il fatto che essa contiene (anche se solo in embrione) chiaramente una modulazione alla 17-18 misura.
Ora la modulazione nel corso di una melodia è un fatto completamente estraneo alla tradizione musicale popolare. Modulazione che, invece, è comune al corale protestante.
Il corale protestante ha utilizzato spesso melodie popolari, ma elaborate da persone competenti, primo fra tutti lo stesso Martin Lutero.
Non a caso la melodia del Te Dan di San Leonardo compare per la prima volta nel 1550, subito dopo la controriforma del concilio di Trento (1545-49), quando il corale era una forma già affermata per merito proprio di Martin Lutero e non solo nell'ambiente protestante.


Da notare, inoltre, che il corale di Martin Lutero era essenzialmente monodico, volendo lasciare il maggior risalto al significato del testo sempre in lingua volgare.
Mentre, invece, la polifonia turbava la comprensione del testo, comprensione del resto poco importante essendo il testo liturgico sempre in lingua latina e quindi ormai poco comprensibile alla maggioranza dei fedeli.
Ora la melodia di S. Leonardo, contrariamente a quella di Mersino come vedremo, è essenzialmente monodica. Infatti, a differenza della stragrande maggioranza dei canti popolari, non è possibile cantarla per intervalli di terza.
Ciò la lega ulteriormente alla prassi del corale protestante e la fa supporre, secondo l'uso corrente, frutto dell'elaborazione dotta di una melodia popolare preesistente.

Possiamo infine aggiungere che, contrariamente alla melodia di Mersino, ha un numero piuttosto limitato di melismi (più suoni sotto una sola sillaba del testo) e comunque molto inferiore al numero di melismi della melodia di Mersino, come si può verificare dal confronto delle due melodie.

Caratteristiche della melodia di Mersino

La melodia di Mersino ha, invece, tutte le caratteristiche di una melodia popolare o, se vogliamo essere più precisi, di una nostra melodia popolare, di una melodia popolare delle Valli, anche se c'è un qualcosa di particolare che la distingue dalla maggioranza dei nostri canti popolari: i continui melismi anche se diversi di essi sono soltanto appoggiature.
Tali melismi non sono, se non eccezionalmente e in numero limitatissimo, presenti nei nostri canti popolari. Essi sono prerogativa del canto gregoriano.
E' anche vero però che esistono altri canti nostri, sicuramente nati qua nelle Valli non trovando riscontro da nessun'altra parte, ricchissimi di melismi.
Tipico l'esempio del canto "Častito" estremamente ricco di melismi, un canto nato in famiglia, cantato ogni sera in tutte le famiglie dopo la recita del Rosario.
Ora i due canti, il ČASTITO e il TE DAN di Mersino, hanno quel qualcosa di particolare che li fa assomigliare, non nella melodia o nel ritmo, quanto nel gusto, nel sapore arcaico, nella genuina e tipica espressività del nostro canto popolare.

La melodia di Mersino, poi, contiene pure una caratteristica "tecnica" molto comune ai nostri canti e al canto popolare in genere: la "sensibile" che scende sul terzo grado anzichè salire alla tonica.

La melodia è composta da due voci che camminano parallelamente per intervalli di terza.
Ho messo a confronto con la melodia di S. Leonardo la voce più grave delle due, perché effettivamente questa è la vera melodia del canto anche se la nostra sensibilità moderna ci farebbe pensare al contrario.
Che la melodia originaria sia la melodia più grave è verificato proprio anche dalla somiglianza delle tre melodie di San Leonardo, di Antro e di Mersino, che, invece, non risulterebbe facendo il confronto con la voce più alta della melodia di Mersino.

E' molto importante notare che la presenza di due melodie che camminano per intervalli di terza certifica trattarsi di canto popolare. Infatti, solo molto tardi la musica dotta ha sopportato un simile procedimento, mentre storicamente sappiamo che nella musica popolare la prima forma di canto polifonico è stato proprio il procedimento per intervalli di terza o sesta (falsobordone).

A mio giudizio infine, la melodia di Mersino non ha nulla, assolutamente nulla, del corale.

Il testo del TE DAN

Abbandoniamo per un momento le melodie e rivolgiamo la nostra attenzione al testo.
E' stato scritto spesso a proposito del TE DAN dell'alto significato teologico del testo.
E' certamente vero.
Se però limitiamo la nostra attenzione alla prima e all'ultima strofa non potremmo sicuramente affermare che solo un teologo avrebbe potuto scrivere quelle parole.
La prima strofa soprattutto è di una immediatezza sconcertante e di una grande semplicità popolaresca che si evidenzia nell'ultimo verso:
je čuda prevelika!
Parole che potrebbero essere state pensate dalla più semplice delle persone.

Questo ci fa supporre che originariamente il Te Dan era composto di due strofe, la prima e l'ultima di quelle che conosciamo, o anche di strofe intermedie andate perdute, che (probabilmente) raccontavano il Natale di Gesù, come fanno i nostri canti della Devetica.
Probabilmente con l'elaborazione musicale del Te Dan di S. Leonardo e sotto la spinta della riforma protestante che privilegiava il testo sacro, sono state aggiunte parole teologicamente ben più consistenti, come ad esempio quelle della terza strofa.

La melodia di Mersino è sicuramente la più antica

Tutto questo per affermare che molto probabilmente, o si potrebbe dire sicuramente, la melodia di S. Leonardo è sorta dalla melodia di Mersino, a meno che tutte e due provengano da una terza melodia andata perduta, il che è molto poco probabile.

Origine della melodia di Mersino

Supponendo che la melodia di Mersino sia la più antica, si potrebbe opinare sulla sua origine.
E' stata "prodotta" direttamente o è stata elaborata da una melodia ancora precedente?
Secondo il mio parere, la seconda supposizione è la più probabile.
Molto probabilmente esisteva una melodia precedente, magari molto nota, che non aveva nulla a che fare con le parole del Te Dan. A questa melodia sono state applicate delle parole natalizie per l'occorrenza.
Tale melodia avrebbe potuto essere anche una melodia del tutto profana, secondo l'usanza dei secoli precedenti il XV secolo che permetteva l'adattamento di testi sacri a melodie profane note.
I melismi potrebbero provenire proprio dall'applicazione e dall'adeguamento di un testo nuovo a una melodia preesistente.

Non si può parlare di corale tedesco

Penso sia da scartare, a questo punto, nella maniera più piena qualsiasi provenienza del nostro TE DAN da corali tedeschi, almeno per quanto riguarda la sua origine melodica.
Mentre è certa l'influenza della riforma protestante sul testo e anche sulla rielaborazione della melodia preesistente sul modello del corale monodico di Martin Lutero.
E' poi peregrina l'idea della somiglianza della prima frase con la marsigliese. Basta la cellula ritmica iniziale di quest'ultima a creare un clima diametralmente opposto a quello del TE DAN.
Altrimenti mille altre melodie gli potrebbero assomigliare.

Potremmo infine aggiungere che il Te Dan (quello della versione di S. Leonardo) testimonia la grande influenza della cultura occidentale sulla nostra cultura slovena.

Conclusione

Una cosa è certa:

non dobbiamo perdere questa gemma della nostra tradizione musicale natalizia;

almeno Mersino deve continuare a cantarla
e noi non dimenticarla!
Nino Specogna

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