Marseu - Marsìeli

Il campanile
Il campanile
Marseu è la frazione della chiesa parrocchiale, del cimitero e della canonica. In questo senso è il cuore di Mersino.
Il bel cimitero
Il bel cimitero
Come le altre frazioncine è costruito sulle rocce, in luogo impervio, nel luogo dove era impossibile la coltivazione.

E', come del resto Juret, in posizione molto dominante sulla Valle e sul versante destro del Natisone.
Scorcio di Marseu da Juret verso Matajur
Scorcio di Marseu da Juret verso Matajur
Altitudine 592 m
Denominazione locale degli abitanti: Marsìelci o, più genericamente, dolènčanj
Abitanti 21(?)
Famiglie 17
Case 21(?)

Cognomi

Marseu, Juretig, Gorenszach, Birtig.

Soprannomi di casa

Škopulni, Kapòni, Mišòki, Mašjàki, Lukacì, Burjànkini, Malèuškini, Žuànini (te gorènji: Giovani; an te dolènji: Šandrìn), Grosèti, Šeni, Vanèjzi, Mihìelni (Tranbùolni), Madròni, Tonìši, Tamàži (Pajtàži)

Il toponimo Marseu - Marsìeli

Božo Zuanella nel testo PULFERO ha scritto:
"Borgata di Mersino Basso che ha preso il nome del cognome tipico del luogo.
Il cognome Marseu deriva dal nome proprio "Marsèl".
Ritengo che alla base di questa forma onomastica, sorta col formante -el, ci sia il nome proprio femminile "Marsa" che un tempo era piuttosto diffuso dalle nostre parti".

Descrizione del luogo

La piccola borgata è costruita su una specie di promontorio roccioso che domina l'orrizzonte circostante a iniziare da est (Matajur) a sud (la valle bassa del Natisone), a ovest (la catena del Mladesjèna e della Kragùenca). Le case sono abbarbicate alla roccia le une sulle altre.

Assai interessante dal punto di vista architettonico era la casa di Trambùolni (o Mihìelni), completamente rifatta dopo il terremoto.
Non si capisce come mai non sia stata recuperata con l'intervento delle Belle Arti.
E' andato perso un vero gioiello di architettura locale!

Sopra l'abitato di Marseu c'è il cimitero, la chiesa, la canonica.


Il cimitero è stato ingrandito verso gli anni ottanta, mentre la scalinata di accesso è stata realizzata una decina di anni prima col contributo completamente gratuito di Mersino Alto e Basso.

La chiesa

Il soffitto decorato
Il soffitto decorato
La piccola chiesa è dedicata alla SS. Trinità ed è contitolare della parrocchia di Mersino assieme alla chiesa del Sacro Cuore di Mersino Alto.
Ufficialmente, infatti, la parrocchia si intitola: Parrocchia della SS. Trinità e del Sacro Cuore.

La chiesa primitiva di Mersino Alto e Basso è quella di S. Lorenzo, risalente al XIII secolo. Essa è situata però ad almeno mezz'ora di salita da Mersino Basso. Per questo venne costruita una nuova chiesa a Mersino Basso e successivamente (1897) anche a Mersino Alto.

La chiesa della SS. Trinità venne molto rimaneggiata specie internamente verso il 1970.

Interessante l'altare rivolto verso il popolo, costituito da tre blocchi monolitici.
L'altare
L'altare
Rifatti interamente in marmo anche il pavimento e il battistero.

Le due colonne che sostenevano il ballatoio in fondo alla chiesa sono state utilizzate per costruire il bel monumento ai caduti antistante la chiesa stessa.

La Via Crucis

Era stata pure rifatta la Via Crucis.

Le 14 formelle erano state lavorate a bassorilievo da un valido scultore di Artegna che si faceva chiamare proprio "d'Artegna". Le formelle pertanto hanno un grande valore artistico anche perchè lo scultore è deceduto molto giovane.

Non si capisce pertanto perchè sono state tolte e sostituite con la vecchia via crucis con quadri stampati su carta e, tra l'altro, assai sproporzionati rispetto alle dimensioni chiesa.

Le formelle in marmo sono state inserite all'aperto nelle iconcine di dubbio gusto estetico della via crucis tra Mersino Basso e Mersino Alto col pericolo di deterioramento o di manomissione.

Il bellissimo lampadario

Lo splendido lampadario
Lo splendido lampadario
Il lampadario, forse pochi se ne rendono conto, è un gioiello. Ogni pezzo è molato a mano e tenuto assieme con fili d'argento.

Sarebbe sicuramente interessante conoscere la storia di questo bel lampadario.
A mio modesto parere, è stato portato dalla Cecoslovacchia, dove parecchia nostra gente emigrava proprio per lavorare il vetro o per comercializzarlo.
E' solo una mia ipotesi.
Rimane comunque l'indiscutibile valore di questo prezioso oggetto, che testimonia, tra l'altro, il grande amore della nostra gente per la propria terra.

Il monumento ai caduti

Monumento ai caduti
Monumento ai caduti
Mersino ha dato un contributo notevole di vite sia nel primo che nel secondo conflitto mondiale. Lo testimoniano i due lunghi elenchi di caduti, uno sul campanile, l'altro sul monumento stesso. Come accennato sopra il monumento è stato realizzato utilizzando le due colonne monolitiche che sostenevano il ballatoio in fondo alla chiesa, su progetto e su esecuzione del geometra Comuzzi Anselmo di Branco (Feletto Umberto).

Notevole è pure la fusione in bronzo della madre con in grembo il figlio morto. E' una fusione unica, non un pezzo fuso in serie.
Il bronzo era stato realizzato su commissione per un paese dell'Emilia Romagna, che poi ha declinato l'ordinazione.
Quasi per caso è stata presa la palla al balzo anche perchè il prezzo, essendo stata sospesa la commissione, era diventato accessibile.

La canonica

La canonica
La canonica
Anche la casa canonica, sempre in quegli anni, è stata largamente rimaneggiata. E' stato fatto l'impianto di riscaldamento, aggiunta una costruzione a lato che doveva fungere da studio anche perchè il vecchio studio era stato trasformato in sacrestia, essendo la vecchia molto umida ed esposto a pieno nord, allungato il muraglione di sostegno.
La canonica può venire facilmente sfruttata per soggiorni culturali o cose simili.

La latteria

Vecchia latteria ormai decadente
Vecchia latteria ormai decadente
La latteria turnaria fino a non molti anni fa funzionava a meraviglia.
Poi, quasi improvvisamente il degrado.

Devetica

A Mersino Basso è ancora in atto la pratica della Devetica, la novena di Natale.

Marsinska Devetica


La vecchia latteria

A Marseu c'era anche la latteria, funzionante fin verso gli anni sessanta.
Purtroppo ora è cadente.
A suo tempo era stata fatta proposta di cederla alla parrocchia per farne un luogo di incontro per giovani. La proposta venne scartata ed ora la povera vecchia latteria attende solo di crollare definitivamente.
Peccato!

Personaggi notevoli

Gorenszach don Giuseppe

Va sicuramente ricordato specie per la sua attenzione verso la musica e non solo verso quella sacra il sacerdote don Giuseppe Gorenszach che fu parroco di San Leonardo, dove scrisse anche, continuando il diario di don G. Petricig, sulla grande guerra:
Cronaca della Grande Guerra

Don Giuseppe Gorenszach ci ha lasciato uno dei primi documenti di canti popolari, una raccolta cioè di "Marsìnske nàrodne", che vennero pubblicate sulla rivista "Luč", Ts 1932 - pgg. 12-20.

Di lui e del suo amore per la musica rimane un ricordo tamgibile nel bello e potente harmonium che ha voluto lasciare alla chiesa di Mersino e che ancor oggi si può suonare.

Stefano Gorenszach: il "mago" di Mersino

Non si può non ricordare il "mago" di Mersino, Stefano Gorenszach, del quale parla largamente don Božo Zuanella in un articolo pubblicato anche su questo sito.

Stefano Gorenszach, il mago di Mersino


Nino Specogna

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