S. PIETRO AL NATISONE - ŠPIETAR

San Pietro all'imboccatura delle Valli
San Pietro all'imboccatura delle Valli
Posto all'imboccatura delle Valli, San Pietro al Natisone si è sempre dimostrato punto strategico di grande importanza


L'Arengo delle Valli, opera di Cirillo Iussa 1976
L'Arengo delle Valli, opera di Cirillo Iussa 1976
Altitudine 175 m

Denominazione locale degli abitanti: Špietrovci

Abitanti 776 (a. 1997)

Famiglie 257

Case 293

Il capoluogo del comune si allunga sulla strada statale 54 che da Cividale conduce a Stupizza e di lì al confine con la Slovenia ed a Kobarid (Caporetto).

E' posto su una campagna pianeggiante sopraelevata rispetto al livello del Natisone di cui sta sulla riva sinistra, a distanza variabile in quanto il fiume compie una curva.

Fra questa e il paese si stende una pianura chiamata Rauna.
Raune e Mladesjena
Raune e Mladesjena
Dall'altra parte del paese, verso est, ci sono le alture di Barda e Roba.

Dalla strada statale si stacca la strada per Vernasso, oltre il Natisone, con un alto ponte in pietra ed un bel panorama sulla forra del fiume.
Ponte sulla forra del Natisone
Ponte sulla forra del Natisone
Un secondo ponte, questo di legno e pedonale, è più a monte e conduce a Oculis.
Ponte di legno verso Oculis
Ponte di legno verso Oculis
Una strada conduce poi ad Azzida, circoscrivendo il monte Barda.

Una stradina inoltre raggiunge Clenia, passando sopra il Klančič.

Centro Amministrativo, Sanitario, Scolastico

Municipio
Municipio
Sede della Comunita montana
Sede della Comunita montana
Centro Studi
Centro Studi
A S. Pietro, capoluogo, sta il centro amministrativo con i suoi uffici: il municipio, la comunità montana, la posta, i carabinieri, ecc.

Il centro sanitario comprende il poliambulatorio, l'ambulatorio medico, quelli dentistici, quello veterinario, la casa di riposo, la farmacia e la guardia medica.

Il comprensorio scolastico è dotato di Scuola Materna, Scuola Elementare, la Scuola Media, l'Istituto Magistrale, il Centro Scolastico bilingue (italiano e sloveno) pareggiato con Scuola Materna ed Elementare, la Scuola di Musica.
Istituto Magistrale
Istituto Magistrale
Il nuovo collegio
Il nuovo collegio
S. Pietro è dotato di varie attrezzature sportive e culturali. Fra queste il Centro studi "Nediža", la "Beneška galerija", il coro "Pod lipo", il coro "La voce della Valle".
Parco giochi infantili
Parco giochi infantili
Giardino davanti all'Istituto
Giardino davanti all'Istituto


La Forania di San Pietro

Canonica
Canonica
S. Pietro è sede della forania che raggruppa tutte le parrocchie delle Valli del Natisone ed è dotato di due chiese.

Fino alla seconda guerra mondiale era sede di una vasta parrocchia che comprendeva il territorio della valle del Natisone e di quella di Savogna.

L'attività commerciale, culturale, associativa

Parco e parcheggio
Parco e parcheggio
Fontana
Fontana
S. Pietro è inoltre dotato di vari negozi per le attività commerciali, di diversi esercizi pubblici e di tre banche.

Il capoluogo si presenta ormai come un piccolo complesso urbano con una zona di espansione abitativa atta a drenare l'esodo ed il calo demografico cui si è assistito fino ad una decina di anni fa.

C'è inoltre una zona industriale ed artigianale ed alcune attività associate, come la cooperativa A.P.O. che associa i produttori agricoli e la 'Seuka' che promuove la commercializzazione di prodotti biologici.

Di recente si è fatta notare anche la cooperativa Lipa per il suo laboratorio di ceramica artistica, la tessitura, l'editoria ed altre attività.

Ricca la presenza di associazioni di ogni genere.

Valorizzano il paese ed il comune una serie di iniziative di carattere culturale, sociale e politico. Esse richiamano ormai un pubblico sia popolare che quello specialistico e qualificato.

Notevole è l'ormai tradizionale "Arengo", la "Festa delle Castagne" che si svolge in ottobre, la Festa del Patrono, la festa "Moja vas" collegata all'ormai classico concorso dialettale sloveno per i ragazzi, ecc.

Fino al 1867 il paese era denominato S. Pietro degli Slavi.

Nei documenti ecclesiastici, in latino, S. Petrus Sclaborum, in sloveno Speter Slovenov.

In dialetto sloveno è chiamato semplicemente Špietar. La località ed i dintorni sono importanti anche dal punto di vista storico.

La pianura posta a lato dei colli Roba e Barda, detta Sedla, è risultata ricca di strumenti preistorici di pietra lavorata ed è stata accertata la presenza di una necropoli neolitica.

Anche a S. Quirino (ormai borgata di S. Pietro), esistette una necropoli venetica ed è accertata la presenza romana e longobarda.

Barda e Roba

Roba e Barda vengono indicate come punti fortificati di un antico vallo difensivo. (vedi il percorso naturalistico "Monte Barda")

San Quirino

Chiesa di San Quirino
Chiesa di San Quirino
La località storica più nota è S. Quirino con la chiesetta in stile gotico sloveno della scuola di Škofja Loka "firmato" e datato in una pietra scolpita e murata nel fianco dell'abside: l'opera è del 1493 ed è del maestro Pirich (o Petric).

Precedente a questo c'era un altro edificio di carattere religioso, menzionato negli antichi documenti fin dal 1250.

Attorno alla chiesetta, allora posta su una campagna ondulata e ombrosa di tigli sacri, si svolgevano, in epoca patriarcale e veneta, le riunioni delle vicinanze grandi (o arenghi) delle convalli di Antro e Merso e l'arengo unito della Schiavonia. L'ultimo di questi si riunì nel 1804.

La chiesetta ebbe periodi di deperimento e fu usata perfino come fienile e lazzaretto e si pensò anche alla sua demolizione.

Oggi è uno dei simboli più celebrati della storia della Slavia friulana, testimonianza tuttora viva della sua autonomia.

Il cartello antistante la chiesa dice:

La chiesetta di San Quirino, la più antica della parrocchia, sorge sul sito di una necropoli protostorica riutilizzata in età romana.

Una chiesa dedicata a San Quirino risulta fondata nel 1250.

Quest'edificio fu rinnovato nel corso del 1493, come risulta da una lapide sul muro esterno che fornisce il nome del suo costruttore e la data di erezione in caratteri godici: "Anno Domi(ni) 1494 - ma(gist)r Mar(tinus) Petr (ich-ic)".

Nel corso dell'Ottocento la chiesa corse il rischio di essere demolita per ingrandire ed arredare la chiesa di Azzida; fortunatamente l'ipotesi decadde nel giro di un decennio.

Attualmente la chiesa appare ben conservata, nonostante gli eventi sismici del 1976.

Il portico con copertura a padiglione è chiuso a sinistra e su mezzo fronte, risultando leggermente spostato rispetto all'asse della chiesa; sul colmo del tetto è situata una bifora campanaria. La porta principale, a sesto acuto e leggermente strombata, è affiancata da due finestre rettangolari.

L'aula è rettangolare con travatura a vista e tavolata al posto delle tradizionali mattonelle in cotto decorato.

L'arco trionfale a sesto acuto immette nel presbiterio poligonale con soffitto a rete di costoloni, all'intreccio dei quali spiccano la Raffigurazione del sole, la Madonna con Bambino, San Giovanni Evangelista, San Quirino in abiti pontificali; e ancora elementi decorativi come rosette e due scudi con lo stemma di Cividale o della Gestaldia di Antro.

Colonnine in pietra sostengono i capitelli figurati.

L'altare di marmo accoglie un dipinto su tela raffigurante i Santi Quirino, Sebastiano e Rocco, opera del cividalese Luigi Bront (XX secolo).

A destra dell'abside vi è un lavabo in pietra, scolpita con motivi classicheggianti e un crocefisso ligneo.

Lungo i muri perimetrali sono visibili affreschi e decorazioni.

La muratura è in pietra mista a sassi, intonacata, con pietre angolari a vista. La pavimentazione è in lastre di pietra nell'aula, in cotto nel presbiterio.

La copertura è in cotto.

Chiesa parrocchiale

Campanile
Campanile
La chiesa parrocchiale, dedicata a S. Pietro e Paolo, è stata costruita nel 1912 mentre la precedente, del XV secolo, è stata demolita.

Questa antica chiesa parrocchiale è menzionata nei documenti fin dal 1192.

Importante l'archivio parrocchiale, fra cui l'anagrafe e il registro dei battesimi, con documenti che risalgono al 1612, quando dopo il concilio di Trento le parrocchie ricevettero disposizioni in tal senso. Viene conservato il famoso "Messale glagolitico".

Il trenino

Fra le due guerre fu in attività una cava di marna che veniva trasportata a Cividale con un trenino.

Il treno, per alcuni anni dopo la prima guerra mondiale, funzionava anche per il trasporto di passeggeri da Cividale a Kobarid.

Di questa ferrovia non rimangono oggi che delle tracce.

L'attività agricola, un tempo molto sviluppata, ora è piuttosto ridotta, salvo nel part-time per la produzione di frutta, piccoli frutti ed ortaggi.

Špietar "beach"

La spiaggia di San Pietro
La spiaggia di San Pietro
Ruderi dello sbarramento del molino
Ruderi dello sbarramento del molino
Anche San Pietro ha la sua spiaggia privata.

Il luogo è suggestivo dal punto di vista naturalistico. Infatti proprio in quel punto ha inizio la parte più bella della forra del Natisone che poi prosegue verso San Quirino.

E' ancora ben visibile lo sbarramento del vecchio molino.

I cognomi

Ai vecchi cognomi tipicamente sampietrini (Podrecca, Venturini, Marzolini, Strazzolini, Cucavaz, Blasetig, Coren, ecc.), alcuni dei quali, come si vede, di provenienza veneta, si aggiungono ora i cognomi di tutte le Valli del Natisone e altri di provenienza italiana.

Nomi di casato

Matajurci, Jožetovi, Andrujci, Dreoni, Kisi, Bobiči, Rečanji, Kikini, Mežnarji, Lebni, Viceni, Šmoni, Škurinci, Taljani, Pici, Niemci, ČeščeIani, Miškiči, Klementoni, Kovačjovi, Kuendulni, Zejci, Peteradi, Kuoščanji, Guštinčovi.

Il nome ŠPIETAR (it. SAN PIETRO) deriva da Sveti Peter (in dialetto Svet Petar), con i passaggi Sent Petar (dovuto all'influsso tedesco) e finalmente Speter o Spetar. Per effetto della dittongazione di e in ie abbiamo Spietar.

Pietro Podrecca

Nacque a S. Pietro il poeta e scrittore don Pietro Podrecca (1822-1889).

Fu cappellano a Tercimonte e, dal 1857 al 1873, a S. Pietro e quindi a Rodda.

Fu un esperto di frutticoltura e consigliò questa attività ai propri parrocchiani specialmente a Rodda, dove si produssero rinomatissime pesche.

Fu fra i primi poeti sloveni della Benecia e pubblicò le sue opere in varie riviste. Gli viene attribuita la poesia "Predraga Italija" in omaggio alle idee risorgimentali, ma anche i versi che più tardi espressero la delusione per le scelte del nuovo stato italiano.

Carlo Podrecca e i suoi figli Vittorio e Guido

Originari di S. Pietro anche Carlo Podrecca ed i suoi numerosi parenti e figli.

Carlo Podrecca (1 839-1916) nacque a Cividale.

Fu avvocato, storico, musicista.

Scrisse la Slavia Italiana (pubblicata per intero su questo sito in: cultura/letteratura/Carlo Podrecca - la Slavia italiana) e altre opere sulla questione slovena nella nuova Italia risorgimentale.

Le opere ebbero anche carattere polemico per il comportamento delle autorità sorde agli appelli alla valorizzazione della lingua slovena che, secondo Podrecca, doveva essere insegnata nelle scuole.

Vittorio e Guido Podrecca

Molto noti, forse più del padre, i figli Vittorio, che fondò il Teatro dei Piccoli e Guido, che diresse il giornale satirico L'Asino.

Loro parente fu lo scrittore Orio Vergani e l'attrice Vera Vergani, recentemente scomparsa in età avanzatissima.

Dino Menichini

Dimorò a S. Pietro al Natisone Dino Menichini (1921-1978), di padre umbro e madre di Stupizza (Pulfero). Fu scrittore e poeta di lingua italiana di riconosciuto valore.

Nella sua opera poetica, Menichini trasfigura in lirica il proprio intimo rapporto con le Valli del Natisone.

In questo senso l'opera più completa è Paese di frontiera, nello scenario di Stupizza e del confine.

Su San Pietro il sito pubblica articoli interessanti in:

L'organo di San Pietro
La Bolla di Celestino III
La chiesa di San Quirino
Carlo Podrecca
Dino Menichini
Vittorio Podrecca
Barda e Roba
Nino Specogna

Preparazione della pagina Nino Specogna

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